Per l'istituzione del Ruolo Unico con Valutazione - Una riforma necessaria per l’Università

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L’effetto delle ultime riforme universitarie e dei tagli di spesa sulla qualità della didattica e della ricerca in Italia è sotto gli occhi di tutti. L’esercizio della valutazione dei docenti e dei dipartimenti è rimasto del tutto sterile, perché non è stato accompagnato né da una vera politica premiale né da un reale cambiamento generazionale. L’assenza da troppi  anni di progressioni di carriera e la modifica del ruolo giuridico dei ricercatori hanno determinato la presenza di un sistema gerarchico in cui la gestione delle università è sempre più nelle mani di pochi ordinari, che, paradossalmente, in molti casi presentano una valutazione scientifica peggiore di quella degli associati e dei ricercatori della loro stessa area di ricerca!

Nessun reale rinnovamento dell’università è possibile senza il ricambio generazionale e la valorizzazione delle forze migliori sempre osteggiato da molte associazioni scientifiche e reso impossibile dai vincoli di natura finanziaria che opprimono sempre di più i nostri atenei. Di fronte a questa situazione, che sta portando il paese a un progressivo declino culturale, è indispensabile operare al più presto una riforma organica della docenza universitaria che crei le condizioni per la valorizzazione delle capacità esistenti  e per l’iniezione nel sistema di nuove energie.

Il Coordinamento Nazionale dei Professori Associati (CoNPAss) propone una innovativa semplificazione della normativa vigente che prevede uguali diritti e valutazione del merito, in un quadro di piena sostenibilità finanziaria: il ruolo del docente unico a valutazione periodica (RuDUV). Il RuDUV pone al centro del sistema universitario la persona e le sue reali capacità, eliminando le barriere precostituite tra le fasce di docenza e tra i professori e i ricercatori.

Per questo la proposta disegna una figura del ruolo docente in cui progressione stipendiale e prerogative giuridiche, accademiche e professionali sono individuate tramite la continua valutazione del merito (non un’ ope legis ma il suo esatto contrario). La transizione al nuovo regime sarà progressiva, in modo da superare tutte le perplessità di ordine culturale e finanziario che potrebbero accompagnare il passaggio al nuovo ruolo giuridico, tenendo conto dei vincoli di spesa. La proposta, così come è formulata, è immediatamente adottabile dal governo. Con la sua applicazione potranno, inoltre, risolversi le forti tensioni che si sono accumulate in questi anni per la mortificazione di tanti validi ricercatori e professori che non hanno visto valorizzate le proprie qualità.

Il Coordinamento Nazionale dei Professori Associati

invita

tutti i docenti e ricercatori a firmare questa petizione al Presidente del Consiglio e al Ministro della Pubblica Istruzione perché la proposta d’istituzione del ruolo del docente unico a valutazione periodica, come descritto nell’articolato completo, sia attuata come una delle prime riforme proposte dal governo.

Questa semplificazione normativa potrà consentire il reale rinnovamento dell’accademia e della ricerca scientifica in Italia, aiutando altresì a garantire la sostenibilità dell’offerta didattica.

Qui è possibile leggere l'articolato della proposta.

Qui è possibile leggere una breve illustrazione della proposta.



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