RIFORMA URGENTE PER LE RICEVITORIE DEL LOTTO

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A causa della polverizzazione selvaggia dell'attività i titolari di Ricevitoria del Lotto sono alla soglia oppure al di sotto della soglia di povertà. La riforma è urgente perché il reddito sia riportato a condizioni di vivibilità

Con il Governo del Cambiamento e precisamente con l’approvazione del Decreto Dignità è stata giustamente dichiarata “guerra” alla azzardopatia che fa riferimento al gioco non sano ovvero quel tipo di gioco che genera, in alcuni soggetti, comportamenti compulsivi fino alla dipendenza patologica principalmente legata a Slot Machine, Videolottery e quant’altro.

Esiste, di fianco, un tipo di gioco sano e legale come il Gioco del Lotto con tradizioni antichissime e particolarmente legato al mondo del mistero e dei sogni, un gioco non pericoloso e particolarmente apprezzato quale momento di evasione e convivialità anche nel pronosticare la sortita di quella o quell’altra formazione.

Detto gioco è attualmente affidato all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato ed è stato selvaggiamente distribuito presso tutte le Tabaccherie del territorio in danno di una categoria, quella dei Lottisti, praticamente in via di estinzione.

Chiediamo il rispetto dei più elementari principi di uguaglianza violati, per ultimo, con l’approvazione dell’ultimo capoverso dell’art.42 bis Legge 248/05, del quale si chiede l’immediata cancellazione, non avendo detto articolo raggiunto lo scopo di risarcire tutti gli aventi diritto nonché, di contro, causato ulteriore danno che, in alcuni casi, è giunto fino alla perdita dell’attività.

La presente richiesta viene formulata per quanto di seguito

PREMESSO

1.      Che l’art. 88 del Regio Decreto del 19 Ottobre.1938 mai abrogato statuiva l’incompatibilità tra  raccolta per il gioco del Lotto e qualsiasi impiego pubblico o privato.

2.      Che la legge 528/82, con il passaggio dei giochi di Stato dal Ministero delle Finanze all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, consentiva ai Rivenditori di Generi di Monopolio (Tabaccai) di incrementare la propria attività con la raccolta del gioco del Lotto

3.      Che a tutela dei Ricevitori del Lotto (Lottisti) venivano stabilite distanze  ed aggio al 10% nell’ottica della polverizzazione dell’attività e, quindi, dell’unica fonte di reddito dei Lottisti

4.      Che con la legge 19 Aprile 1990 n. 85 art. 6 i Lottisti venivano assoggettati alla medesima normativa dei Tabaccai ovvero alla Legge 1293/57

5.      Che la Legge 27/12/2002 n.289 (Finanziaria 2003) aboliva ogni distanza tra Ricevitorie e Tabaccherie con aggravio del danno già in essere mediante l’attivazione selvaggia di punti raccolta del gioco del Lotto presso tutte le Tabaccherie dislocate copiosamente sul territorio, anche in assenza delle distanze stabilite dalla Legge che le norma, nel caso di Rivendite di Generi di Monopolio di istituzione antecedente alla entrata in vigore della Legge 1293/57

6.      Che nel tentativo di porre rimedio al gravissimo danno cagionato veniva approvato l’art. 42 bis Legge 248/05 che consentiva l’assegnazione di una Rivendita di Generi di Monopolio (Tabaccheria) ai Ricevitori e Aiutoricevitori del Lotto con facoltà di rinuncia a favore di parenti ed affini fino al quarto grado

7.      Che il medesimo art. 42 bis Legge 248/05 titolo secondo art.3, in violazione dei più elementari principi costituzionali di uguaglianza, stabiliva all’ultimo  capoverso “Per l'istituzione delle rivendite di cui al presente comma devono essere rispettati i parametri vigenti di distanza e redditività..”

8.      Che non tutti gli aventi diritto riuscivano ad esercitare la possibilità di assegnazione  per il limite prescrittivo di anni due stabilito dal Decreto Direttoriale del 12/12/2006

9.      Che non tutti gli aventi diritto riuscivano ad esercitare la possibilità di assegnazione per mancanza di liquidità in soggetti economicamente collassati con la conseguenza, per alcuni, di incorrere senza volere, in violazioni foriere della perdita dell’attività

10.  Che alcuni degli aventi diritto permangono in una situazione di attività dislocata su punti diversi del territorio con costi di gestione raddoppiati a fronte di un reddito più che dimezzato nonché vittima di terze persone per le quali hanno dovuto, giocoforza, richiedere all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato l’autorizzazione alla vendita materiale dei Tabacchi con la prevista nomina a “rappresentante” che, nel caso di specie, forza la norma che stabilisce tale possibilità per i titolari solo in particolari condizioni e per un periodo non superiore ad anni due

11.  Che malgrado l’assenza di norme ostative, relativamente a coloro che si trovano in tale deleteria e divisa realtà lavorativa,  non viene consentita, dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, la cessione separata di una delle due concessioni

12.  Che il contratto di appalto delle concessioni (giochi e tabacchi) singolarmente considerate ha durata di anni nove rinnovabili con pagamento di una imposta pari al 10% del reddito dell’ultimo anno finanziario

13.  Che per ogni terminale di gioco è stata richiesta e corrisposta una cospicua somma pari al valore del terminale medesimo e che detta somma non veniva resa al ritiro di uno o più terminali causato dal significativo decremento del reddito che ne aveva stabilito il numero in dotazione

14.  Che attualmente il reddito delle Ricevitorie del Lotto è pari o al di sotto della soglia di povertà e che le stesse vengono annoverate tra le attività imprenditoriali pur restando di fatto dipendenti della normativa dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato

15.  Che il Lotto è un gioco perfettamente legale molto apprezzato dal popolo che trova in esso un momento di evasione e che affonda le proprie radici in tutto quanto costituisce folklore, tradizione  ben lungi dalla modernità che ha portato molte persone alla azzardopatia con la spersonalizzazione e degenerazione del gioco del Lotto culturalmente legato al mistero e all’onirico relegandolo alla freddezza di mere attività commerciali.

 

 

 



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