Emergenza informazione a Salerno, licenziamenti al quotidiano La Città.

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Chiediamo la revoca immediata dei licenziamenti di quattro giornalisti, di cui due sindacalisti, del giornale La Città, un quotidiano locale su Salerno e provincia fondato nel 1996 e di proprietà di Edizioni Salernitane S.r.l., si tratta di uno “schiaffo” all’informazione, ai lavoratori e al sindacato.  

Nello stesso giorno in cui è stato applicato un ulteriore aumento al prezzo di copertina del quotidiano La Città (portandolo a un importo superiore a quello del principale concorrente), la Edizioni Salernitane s.r.l. ha annunciato un piano di quattro licenziamenti che è l'ultimo atto di un progetto preordinato volto allo smantellamento dell'attuale redazione composta da tredici giornalisti. Il Comitato di redazione ha espresso parere contrario a ogni ipotesi di licenziamento e ribadito che i tagli avviati con il documento aziendale non trovano alcun fondamento nei dati contabili della Edizioni salernitane (come emerge dal saldo attivo dell'ultimo conto di esercizio depositato in Camera di commercio) e che negli ultimi due anni i giornalisti hanno acconsentito a enormi sacrifici economici che hanno permesso all'azienda cospicui risparmi sul costo del personale.A fronte di ciò l'azienda ha invece continuato ad avere atteggiamenti dubbi, drenando risorse in favore di progetti editoriali riferibili ad altre sigle societarie. È quindi evidente come i licenziamenti siano frutto di un progetto precostituito, avviato già nel 2017 con la cessione della testata a una società fiduciaria (con proprietà schermata) e culminato ora con la stesura di quella “black list” che il precedente direttore responsabile, nel suo editoriale di saluto, ha spiegato di avere reiteratamente rifiutato di stilare. Un'azienda che, al contrario, volesse ancora sostenere di avere come obiettivo il mantenimento del prodotto “La Città” ha il dovere di tornare al tavolo delle trattative sindacali (così come già chiesto anche dagli organismi di categoria), tavolo che ha abbandonato, in maniera unilaterale e immotivata, prima ancora che si iniziasse a discutere di qualsiasi ipotesi di riorganizzazione.

L'Assemblea dei redattori del quotidiano La Città, dopo aver atteso invano una risposta dell'azienda ai plurimi inviti a ritirare la procedura di licenziamento e tornare al tavolo delle trattative, ha ribadito tutte le contestazioni già espresse sulla sussistenza dei presupposti per una riduzione di organico. Evidenzia l'elusività delle risposte fornite al Cdr circa il piano editoriale posto alla base dei licenziamenti. Ritiene inaccettabile il tentativo di esternalizzare un altro settore del giornale con la pubblicazione, sul numero in edicola il 21 gennaio u.s., di una pagina “Economia” interamente prodotta da un service, nonostante gli accordi sindacali in vigore limitassero  ai soli settori “Sport” e “Web” il ricorso a professionalità esterne. Lamenta ancora come, da parte dell'azienda e del direttore, non sia mai stata data risposta al documento – consegnato in data 24 gennaio u.s. - nel quale si chiedeva di riaffidare alla redazione la cura delle pagine di “Sport”, essendo venute meno tutte le condizioni che ne avevano determinato, nel corso del 2017, l'esternalizzazione. Giudica irrituale le modalità di comunicazione dell'avvio della produzione di una nuova pagina - “Sele/Tanagro” - di cui rappresentanza sindacale e redazione sono venute a conoscenza tramite l'invito ad una presentazione pubblica di tale iniziativa.

Alla richiesta di chiarimenti in proposito fatta dal Comitato di redazione, il direttore ha assicurato che ne avrebbe dato formale comunicazione una volta definito il piano di accorpamenti di altre pagine per far posto alla nuova produzione.Tale comunicazione, tuttavia, non è mai avvenuta nelle forme e nei tempi previsti dal Ccnlg, né può ritenersi tale la comunicazione, 24 ore prima dell'avvio, data nel corso della riunione di redazione che, evidentemente, per modalità e luogo, aveva solo carattere organizzativo e, comunque, non metteva il Cdr nelle condizioni di esprimere il previsto parere.

L’informazione in provincia di Salerno è sotto attacco, stanno progressivamente venendo meno i presidi storici della comunicazione, le Istituzioni, il mondo della politica e la società civile devono intervenire perché spegnere l’informazione significa togliere ai cittadini presidi democratici. Per queste ragioni vi chiediamo di intervenire tempestivamente, sostenendo questa battaglia di civiltà e di libertà a difesa del diritto al lavoro e della pluralità di informazione nella provincia di Salerno.


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