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Al Ministro della Salute: richiesta di riconoscimento del musictherapist

 

  • APPELLO PER IL RICONOSCIMENTO

    DELLA FIGURA PROFESSIONALE DELMUSICTHERAPIST

     Chiediamo di sottoscrivere questo appello a tutti coloro che hanno fatto della Musicoterapia la loro professione, a tutti gli altri professionisti che come noi credono che la Musicoterapia debba avere un proprio spazio riconosciuto all’interno delle istituzioni e delle strutture sanitarie e socio assistenziali, a tutti coloro che si avvalgono della Musicoterapia, per sé o per i propri familiari, a tutti coloro che desiderano sostenerci in questo difficile percorso che ha alle spalle anni di formazione, di esperienza e di pratica professionale e come obiettivo ha il riconoscimento della nostra figura professionale all’interno delle istituzioni nelle quali è, di fatto, presente come pratica riabilitativa, terapeutica e preventiva.

     

     

     

     

     

    E' risaputo che l'articolo 6, comma 3, del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, ha riservato al Ministro della Salute il compito di individuare le figure professionali, con i relativi profili, che operano nel comparto sanitario.

     

    Fino ad oggi sono state individuate, con Decreti ministeriali aventi natura regolamentare, ventidue figure professionali, per le quali sono stati definiti anche gli ordinamenti didattici dei relativi corsi di laurea triennale (Decreto Ministeriale 2 aprile 2001, "Determinazione delle classi delle lauree specialistiche universitarie delle professioni sanitarie").

     

     

     

    Allo stato attuale, le professioni sanitarie ricomprese nell'area della riabilitazione di cui al Decreto Ministeriale 29 marzo 2001 "Definizione delle figure professionali di cui all'art. 6, comma 3, del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, da includere nelle fattispecie previste dagli articoli 1, 2, 3 e 4 della Legge 10 agosto 2000, n. 251 (art. 6, comma 1, L. n. 251/2000)", sono complessivamente otto.

     

    In particolare alcune di queste, quali il terapista occupazionale, il tecnico della riabilitazione psichiatrica, il terapista della neuropsicomotricità dell'età evolutiva, l'educatore professionale ed il logopedista, appaiono al momento le più idonee, dopo un adeguato percorso formativo, sia per competenze previste dai rispettivi profili professionali sia per i contenuti dei percorsi formativi universitari, per l'applicazione, nei loro specifici progetti riabilitativi, delle tecniche ritenute terapeuticamente più efficaci e - tra queste - anche la musicoterapia. (Lettera 4 luglio 2005 Ministero della Salute Ufficio Legislativo, Ufficio Rapporti con il Parlamento LEG/F.1.a.b.2/2134 Oggetto Interrogazione Parlamentare, Risposta n. 4-08647).

     

    (Talune associazioni spesso non riportando il percorso necessario per le professioni sanitarie (complesso è anche quello delle socio-sanitarie) possono disorientare i colleghi illudendo che sia sufficiente un passaggio parlamentare per il tanto agognato riconoscimento ).

     

    I sottoscritti considerano essenziale nel panorama educativo, riabilitativo e terapeutico la presenza della figura delmusictherapist e sollecitano le autorità preposte alla elaborazione di norme certe per la sua diffusione e sviluppo, nella tutela della professione e dell'utenza, auspicando l'approfondimento reale dell'esistente, monitorando le realtà operative di eccellenza già presenti in strutture sanitarie pubbliche, in centri privati anche convenzionati, nelle cooperative sociosanitarie attive nei servizi psichiatrici, centri diurni, case famiglia, comunità terapeutiche, strutture private, non limitando le audizioni ed il depistage al solo mondo associativo, e prevedendo norme transitorie atte a capitalizzare l'immenso bagaglio scientifico accumulato da quanti faticosamente sono di fatto già inseriti professionalmente nel mercato del lavoro (a volte non iscritti ad alcuna associazione privata).

     

    Facciamo pertanto appello a non disperdere la ricerca applicata in musicoterapia, le migliaia e migliaia di ore di attività operativa svolta dagli operatori, rammentando che una professione non parte da una associazione o dalla legge, ma emerge e si sviluppa sulla base di una necessità di benessere, sociale e sanitaria e soltanto successivamente viene riconosciuta dalla norma. Tale riconoscimento non può in alcun modo cancellare ed umiliare il pionierato che è riuscito sul campo ad operare inserendosi, spesso con ridotti compensi e diritti, nei servizi esistenti ed impostando la ricerca scientifica quotidiana privata.

     

     

     

    I firmatari del presente documento sollecitano infine tutte le realtà operative (e cioè non solamente di studio teorico) dei musictherapists italiani a formare un tavolo comune per il quale si fanno garanti superpartes, al fine di realizzare una voce coordinata atta a comunicare efficacemente nelle molteplici audizioni che saranno necessarie nel rapporto con le istituzioni e le autorità preposte alla verifica dei parametri della disciplina e della professione.

     

    Corre l'obbligo di rammentare che la sezione II del Consiglio Superiore di Sanità, nel lontano 22-1-97, ha ritenuto di porre una limitazione netta al riconoscimento di figure definite espressioni di medicine "non convenzionali" o "alternative" (cfr. lettera 3-10-97 900.6/Quesito/7409, Segreteria particolare del Ministro, Sede, a firma del Dirigente Generale Dott. Raffaele D'Ari ), i firmatari ritengono maturi i tempi per una rivisitazione del parere del C.S.S anche e sopratutto per i mutamenti scientifici applicativi sviluppatisi internazionalmente nell'ultimo decennio.

     

    PERTANTO CHIEDIAMO

     

    alle forze politiche e sociali, ai parlamentari, a tutte le autorità preposte alla verifica dei parametri professionali inerenti al Disegno di Legge Governativo sulle Professioni, di approfondire con noi la possibilità del riconoscimento della figura del musictherapist, coerentemente all'orientamento internazionale.

     

    Chiediamo altresì di valutare insieme ogni proposta eventuale di accorpamento con altre professioni, integrando le vostre audizioni con le associazioni private e con centrali formative.

     

    Chiediamo infine che vengano elaborate corrette norme transitorie che sanino il preesistente, garantendo tutti coloro che faticosamente sono riusciti a costruire la professione del musictherapist inserendosi di fatto nel mercato del lavoro, nei centri di riabilitazione, nella costellazione sociosanitaria del nostro paese. A questo riguardo, in vista del riconoscimento della nostra figura professionale e della definizione, in sede istituzionale, dei criteri per l’accesso al Registro e l’esercizio della professione, alleghiamo una nostra proposta di norme transitorie nata dalla riflessione in merito alla opportunità che la ricerca musicoterapica realizzata spontaneamente in tante strutture non vada persa ma venga stimolata e sostenuta da oculate politiche di sviluppo delle scienze educative, riabilitative e terapeutiche.

     

     

     

    Si chiede di diffondere il presente appello ai professionisti, alle associazioni, alle associazioni professionali, alle scuole di formazione, alle associazioni di volontariato, alle associazioni del mondo della diversabilità, alle altre figure professionali del settore educativo-riabilitativo e terapeutico, ai sindacati, ai partiti politici, ai comitati di settore, alle strutture, alle cooperative sociosanitarie, culturali, del benessere, al modo della scuola, ai genitori, agli studenti, ai corsisti, ai musicisti, a tutto il mondo della prevenzione, alle persone interessate.

     

     

     


Letter to
Segreteria del Ministro della Salute Ministro della Salute
Ministro della Salute


APPELLO PER IL RICONOSCIMENTO



DELLA FIGURA PROFESSIONALE DELMUSICTHERAPIST











ALLE FORZE POLITICHE E SOCIALI, AI PARLAMENTARI,



ALLE AUTORITÀ RESPONSABILI COINVOLTE NELLA DEFINIZIONE DELLE NUOVE FIGURE PROFESSIONALI SANITARIE E SOCIOSANITARIE.











Chiediamo di sottoscrivere questo appello a tutti coloro che hanno fatto della Musicoterapia la loro professione, a tutti gli altri professionisti che come noi credono che la Musicoterapia debba avere un proprio spazio riconosciuto all’interno delle istituzioni e delle strutture sanitarie e socio assistenziali, a tutti coloro che si avvalgono della Musicoterapia, per sé o per i propri familiari, a tutti coloro che desiderano sostenerci in questo difficile percorso che ha alle spalle anni di formazione, di esperienza e di pratica professionale e come obiettivo ha il riconoscimento della nostra figura professionale all’interno delle istituzioni nelle quali è, di fatto, presente come pratica riabilitativa, terapeutica e preventiva.











E' risaputo che l'articolo 6, comma 3, del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, ha riservato al Ministro della Salute il compito di individuare le figure professionali, con i relativi profili, che operano nel comparto sanitario.



Fino ad oggi sono state individuate, con Decreti ministeriali aventi natura regolamentare, ventidue figure professionali, per le quali sono stati definiti anche gli ordinamenti didattici dei relativi corsi di laurea triennale (Decreto Ministeriale 2 aprile 2001, "Determinazione delle classi delle lauree specialistiche universitarie delle professioni sanitarie").







Allo stato attuale, le professioni sanitarie ricomprese nell'area della riabilitazione di cui al Decreto Ministeriale 29 marzo 2001 "Definizione delle figure professionali di cui all'art. 6, comma 3, del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, da includere nelle fattispecie previste dagli articoli 1, 2, 3 e 4 della Legge 10 agosto 2000, n. 251 (art. 6, comma 1, L. n. 251/2000)", sono complessivamente otto.



In particolare alcune di queste, quali il terapista occupazionale, il tecnico della riabilitazione psichiatrica, il terapista della neuropsicomotricità dell'età evolutiva, l'educatore professionale ed il logopedista, appaiono al momento le più idonee, dopo un adeguato percorso formativo, sia per competenze previste dai rispettivi profili professionali sia per i contenuti dei percorsi formativi universitari, per l'applicazione, nei loro specifici progetti riabilitativi, delle tecniche ritenute terapeuticamente più efficaci e - tra queste - anche la musicoterapia. (Lettera 4 luglio 2005 Ministero della Salute Ufficio Legislativo, Ufficio Rapporti con il Parlamento LEG/F.1.a.b.2/2134 Oggetto Interrogazione Parlamentare, Risposta n. 4-08647).



(Talune associazioni spesso non riportando il percorso necessario per le professioni sanitarie (complesso è anche quello delle socio-sanitarie) possono disorientare i colleghi illudendo che sia sufficiente un passaggio parlamentare per il tanto agognato riconoscimento ).




I sottoscritti considerano essenziale nel panorama educativo, riabilitativo e terapeutico la presenza della figura delmusictherapist e sollecitano le autorità preposte alla elaborazione di norme certe per la sua diffusione e sviluppo, nella tutela della professione e dell'utenza, auspicando l'approfondimento reale dell'esistente, monitorando le realtà operative di eccellenza già presenti in strutture sanitarie pubbliche, in centri privati anche convenzionati, nelle cooperative sociosanitarie attive nei servizi psichiatrici, centri diurni, case famiglia, comunità terapeutiche, strutture private, non limitando le audizioni ed il depistage al solo mondo associativo, e prevedendo norme transitorie atte a capitalizzare l'immenso bagaglio scientifico accumulato da quanti faticosamente sono di fatto già inseriti professionalmente nel mercato del lavoro (a volte non iscritti ad alcuna associazione privata).



Facciamo pertanto appello a non disperdere la ricerca applicata in musicoterapia, le migliaia e migliaia di ore di attività operativa svolta dagli operatori, rammentando che una professione non parte da una associazione o dalla legge, ma emerge e si sviluppa sulla base di una necessità di benessere, sociale e sanitaria e soltanto successivamente viene riconosciuta dalla norma. Tale riconoscimento non può in alcun modo cancellare ed umiliare il pionierato che è riuscito sul campo ad operare inserendosi, spesso con ridotti compensi e diritti, nei servizi esistenti ed impostando la ricerca scientifica quotidiana privata.







I firmatari del presente documento sollecitano infine tutte le realtà operative (e cioè non solamente di studio teorico) dei musictherapists italiani a formare un tavolo comune per il quale si fanno garanti superpartes, al fine di realizzare una voce coordinata atta a comunicare efficacemente nelle molteplici audizioni che saranno necessarie nel rapporto con le istituzioni e le autorità preposte alla verifica dei parametri della disciplina e della professione.




Corre l'obbligo di rammentare che la sezione II del Consiglio Superiore di Sanità, nel lontano 22-1-97, ha ritenuto di porre una limitazione netta al riconoscimento di figure definite espressioni di medicine "non convenzionali" o "alternative" (cfr. lettera 3-10-97 900.6/Quesito/7409, Segreteria particolare del Ministro, Sede, a firma del Dirigente Generale Dott. Raffaele D'Ari ), i firmatari ritengono maturi i tempi per una rivisitazione del parere del C.S.S anche e sopratutto per i mutamenti scientifici applicativi sviluppatisi internazionalmente nell'ultimo decennio.



PERTANTO CHIEDIAMO



alle forze politiche e sociali, ai parlamentari, a tutte le autorità preposte alla verifica dei parametri professionali inerenti al Disegno di Legge Governativo sulle Professioni, di approfondire con noi la possibilità del riconoscimento della figura del musictherapist, coerentemente all'orientamento internazionale.



Chiediamo altresì di valutare insieme ogni proposta eventuale di accorpamento con altre professioni, integrando le vostre audizioni con le associazioni private e con centrali formative.



Chiediamo infine che vengano elaborate corrette norme transitorie che sanino il preesistente, garantendo tutti coloro che faticosamente sono riusciti a costruire la professione del musictherapist inserendosi di fatto nel mercato del lavoro, nei centri di riabilitazione, nella costellazione sociosanitaria del nostro paese. A questo riguardo, in vista del riconoscimento della nostra figura professionale e della definizione, in sede istituzionale, dei criteri per l’accesso al Registro e l’esercizio della professione, alleghiamo una nostra proposta di norme transitorie nata dalla riflessione in merito alla opportunità che la ricerca musicoterapica realizzata spontaneamente in tante strutture non vada persa ma venga stimolata e sostenuta da oculate politiche di sviluppo delle scienze educative, riabilitative e terapeutiche.







Si chiede di diffondere il presente appello ai professionisti, alle associazioni, alle associazioni professionali, alle scuole di formazione, alle associazioni di volontariato, alle associazioni del mondo della diversabilità, alle altre figure professionali del settore educativo-riabilitativo e terapeutico, ai sindacati, ai partiti politici, ai comitati di settore, alle strutture, alle cooperative sociosanitarie, culturali, del benessere, al modo della scuola, ai genitori, agli studenti, ai corsisti, ai musicisti, a tutto il mondo della prevenzione, alle persone interessate.





IPOTESI NORME TRANSITORIE






Avere compiuto un percorso di lavoro subordinato, parasubordinato, con contratto Co.Co.Co, con contratto Co.Co.Procome "musicoterapista” o “musicoterapeuta " in strutture pubbliche e/o private, in coordinamento con l'equipe psico-medico-pedagogica, per un periodo minimo di anni 5 e per almeno 90 giorni per ogni anno curriculare.





Avere conseguito un diploma al termine di corsi nazionali o esteri di musicoterapia comprensivi di un minimo di 300 ore, 12 esami curriculari, tesi di diploma discussa, tirocinio documentato.





Avere conseguito una laurea in medicina, psicologia, una laurea di terapie, una laurea in materie umanistiche con tesi in musicoterapia unitamente a:

avere frequentato un minimo di 100 ore di seminari formativi di musicoterapia;


avere svolto una attività applicativa di musicoterapia in strutture pubbliche o private, in coordinamento con l'equipe psico-medico-pedagogica, per un minimo di 50 ore.






Avere conseguito un diploma presso un conservatorio musicale statale unitamente a:

avere effettuato almeno 200 ore di formazione in musicoterapia seminariale e


avere svolto una attività applicativa di musicoterapia in strutture pubbliche o private in coordinamento con l'equipe psico-medico-pedagogica per almeno 100 ore.






Avere effettuato attività scientifica esperienziale con un minimo di n. 5 pubblicazioni unitamente a:

avere svolto attività applicativa di musicoterapia per almeno 100 ore in strutture pubbliche e private, in coordinamento con l'equipe psico-medico-pedagocica e


avere effettuato un percorso formativo personale seminariale in musicoterapia di almeno 200 ore.






Aver accumulato negli anni attività di musicoterapia applicata in strutture pubbliche e private per un ammontare minimo di 500 ore in coordinamento con l'equipe psico-medico-pedagogica e avere accumulato un monte ore formativo in musicoterapia di almeno 200 ore.





Appartenere ad un registro di musicoterapisti con indicazione statutaria unica sulla musicoterapia da almeno due anni.