Siamo tutti stagionali del turismo: NO DISCRIMINAZIONI.

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La situazione di emergenza prima sanitaria e poi economica causata dalla diffusione del COVID 19 ha messo in ginocchio tante realtà lavorative, tra cui i lavoratori del settore turistico.

Tutti gli sforzi contenuti nei decreti Cura Italia emessi fino ad ora dal Governo hanno fatto emergere un’importante discriminazione all’interno del gruppo dei lavoratori facenti riferimento al settore turistico. Infatti, ad oggi, sono stati considerati lavoratori stagionali, solo coloro che hanno un contratto di lavoro a tempo determinato con dicitura “stagionale” (come ad es. i lavoratori dipendenti delle strutture ricettive e balneari). Tutti gli altri lavoratori dipendenti che vengono assunti con contratto di lavoro a tempo determinato e a tempo indeterminato (che però vengono licenziati appena la stagione turistica finisce) giustificato dai flussi turistici (ad es. NCC, cuochi, camerieri, baristi, ecc...) non sono stati considerati come lavoratori stagionali e quindi non stanno percependo alcun tipo di sostegno economico. Inoltre, ad aggravare la situazione contingente si aggiunge l’incertezza riguardo all’evolversi dell’emergenza COVID 19, che probabilmente non permetterà la partenza di questa stagione turistica estiva e quindi la possibilità per questi lavoratori di essere assunti  e di conseguenza maturare i mesi lavorativi necessari per richiedere poi, a fine stagione, l’indennità di disoccupazione.

Si chiede quindi agli organi statali competenti:

1. di riconoscere come lavoratori stagionali anche tutte quelle categorie di lavoratori con contratto a tempo determinato, legato appunto ai flussi turistici di ciascuna Regione, che attualmente non hanno però la dicitura sul proprio contratto di  “stagionale”.

2. di trovare una modalità di trattamento economico a favore delle migliaia di lavoratori legati quindi al settore turistico, che permetta loro di sostenere le proprie famiglie fini all’approssimarsi della stagione turistica 2021.