DIFENDIAMO LA NOSTRA FRUTTA E VERDURA MADE IN ITALY

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INTRODURRE UNA TASSA O CONTRIBUTO  SUL CONSUMO DI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI FRESCHI PROVENIENTI DA ALTRI PAESI EUROPEI E EXTRAEUROPEI QUANDO CI SONO PRODUZIONI ITALIANE_ LA TASSA APPLICATA DEVE ESSERE OGGETTO DI RISCOSSIONE DA PARTE DEI COMUNI E UTILIZZARE I PROVENTI TRIBUTI COME SUSSIDI SULLE SPESE SCOLASTICHE (MATERIALE DIDATTICO, INFORMATICO,ECC..) UN ESEMPIO SULLA TASSA PUO' ESSERE UN  CONTRIBUTO LOCALE SUL CONSUMO: UN KILOGRAMMO DI ALBICOCCHE PROVENIENTI DA UN  ALTRO PAESE EUROPEO O EXTRAEUROPEO CON RELATIVA ETICHETTA VENGONO VENDUTE AL PREZZO DI EURO 2,50, IL COMUNE APPLICA IL 30% DI TRIBUTO SUL KILOGRAMMO E IL PREZZO FINALE  VIENE EURO 3,25._ QUEL TRIBUTO DI EURO 0,75 VIENE MESSO IN UN FONDO CASSA DEL COMUNE PER FINANZIARE MATERIALE DIDATTICO SCOLASTICO_ LO SCOPO DI QUESTA TASSA E' NON AUMENTARE I VOLUMI DURANTE LE NOSTRE PRODUZIONI DI STAGIONE, NON VIENE APPLICATA AI FRUTTI ESOTICI, BANANE O FRUTTA E VERDURA CHE NON PRODUCIAMO._ DIFENDERE I NOSTRI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI FRESCHI IN PRODUZIONE CON QUESTO METODO FA SI CHE AL CONSUMATORE GLI  VIENE A COSTARE DI MENO E IN PIU' SI CONSUMA IL MADE IN ITALY (PRODUCI ITALIANO E COMPRA ITALIANO)_ CON L'ELIMINAZIONE DEI DAZI ( OGGI DI COMPETENZA EUROPEA E NON PIÙ DELLO STATO CENTRALE) SUI PRODOTTI AGRICOLI PROVENIENTI DA FUORI E CON I COSTI INFERIORI DI MANODOPERA, REGOLAMENTAZIONI IN MATERIA DI CONTROLLO FITOSANITARIO  E DIVERSI REGIMI FISCALI CHE HANNO QUESTI PAESI IL NOSTRO PRODOTTO VIENE PENALIZZATO COME " COSTOSO" SOPRATTUTTO IN UN PERIODO DI CRISI ECONOMICA CHE STA COLPENDO TUTTI NOI CITTADINI.
In Italia i tributi sono disciplinati dalla Costituzione e suddivisi in tre categorie: l'imposta, la tassa vera e propria e i contributi.

L'imposta consiste in un prelievo coattivo che avviene in relazione alla capacità contributiva e al reddito; la tassa è una prestazione richiesta in cambio della fruizione potenziale di un servizio pubblico; il contributo non è una categoria ben definito perchè spesso oscilla fra una definizione di tassa e di imposta.
In definitiva i tributi locali sono fonte di finanziamento per gli enti locali e per i servizi da questi erogati. Si tratta di tributi propri perché il gettito è del comune.
UN FATTO RECENTE; IERI AL SUPERMERCATO, MI SONO RECATO AL REPARTO ORTOFRUTTA, HO INIZIATO A SCEGLIERE ED HO TROVATO LE PERE DALL’ ARGENTINA, LE MELE DEL CILE, MI SPOSTO SEMPRE PER IL REPARTO E TROVO ANCORA FRUTTA DI PROVENIENZA SPAGNA, EVITO ANCHE QUESTA,POI PRENDO LE ALBICOCCHE, LE PESO, MI VIENE IL DUBBIO, TORNO INDIETRO E LEGGO FRANCIA. A QUESTO PUNTO MI SONO CADUTE LE BRACCIA, HO LASCIATO LI TUTTO E SONO ANDATO VIA E MI SONO DETTO; IL MADE IN ITALY E’ IN VIA DI ESTINZIONE.
 
Solo negli ultimi 15 anni sono scomparsi oltre 140mila ettari di frutteti,  piante di mele, pere, pesche, arance, albicocche e frutti minori, che rischiano di far perdere all’Italia il primato europeo nella produzione di una delle componenti base della dieta mediterranea.In Italia nel secolo scorso esistevano 8.000 varietà di frutta, mentre oggi sono meno di 2.000, di cui 1.500 a rischio di estinzione nonostante il lavoro del numero crescente di agricoltori impegnati nella riscoperta dei frutti dimenticati del passato ai quali vengono riconosciute spesso proprietà “medicinali” dalla farmacopea popolare e non, come la pera cocomerina già rappresentata nei quadri rinascimentali e riscoperta per le proprietà antiossidanti, le giuggiole considerate efficaci nell’alleviare gli stati d’ansia, il nervosismo e la depressione o il corbezzolo astringente ed antidiarroico e antinfiammatorio delle vie biliari, del fegato e di tutto l'apparato circolatorio.La superficie coltivata a frutta in Italia è passata da 426mila ettari a 286mila, con un crollo netto del 33 per cento in 15 anni. A determinare la scomparsa delle piante da frutto è stato il crollo delle vendite e dei prezzi agli agricoltori che non riescono più a coprire neanche i costi di produzione. Il taglio maggiore ha interessato i limoni, con la superficie dimezzata (-50 per cento), seguiti dalle pere (-41 per cento), pesche e nettarine (-39 per cento), arance (-31 per cento), mele (-27 per cento), clementine e mandarini (-18 per cento). La produzione ortofrutticola italiana oscilla mediamente attorno ai 23 milioni di tonnellate, di cui il 46 per cento in volume di ortaggi in piena aria il 29 per cento di frutta, il 12 per cento di agrumi, il 7 per cento di ortaggi in serra, il 6 per cento di patate, lo 0,5 per cento di leguminose. Il disboscamento delle campagne italiane è il risultato di una vera invasione di frutta straniera con le importazioni che negli ultimi 15 anni sono aumentate del 42 per cento ed hanno quasi raggiunto i 2,15 miliardi di chili.
“Black list dei cibi piu' contaminati”
http://www.coldiretti.it/news/Pagine/286---20-Aprile-2016.aspx
La frutta lasciata marcire sugli alberi e' una sconfitta per tutti.
http://www.freshplaza.it/article/92091/La-frutta-lasciata-marcire-sugli-alberi-e-una-sconfitta-per-tutti
 TESTO INTERROGAZIONE DEL PORTAVOCE  M5S GIANNI PERRINO REGIONE BASILICATA
https://drive.google.com/file/d/0B3wZ6_PU11HOWmdUSmFsbHhQVHM/view 

 



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