Per punire sempre le negligenze e per un vero consenso informato in veterinaria

Per punire sempre le negligenze e per un vero consenso informato in veterinaria

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A 7.500 firme, questa petizione rientrerà nel 10% di quelle più firmate su Change.org Italia!

Ceda onlus Notiziario Animalista ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a dott. Gaetano Penocchio (Presidente FNOVI e Ordine Veterinari di Brescia) e a


LA MALASANITA' VETERINARIA 
PUO' COLPIRE ANCHE TE!

Coloro che vivono con un cane, un gatto o altro compagno a quattro zampe lo considerano spesso UN FAMILIARE A TUTTI GLI EFFETTI. Purtroppo però, rispetto agli altri familiari sono molto meno tutelati contro la malasanità. Infatti non vi sono norme legislative che permettano di tracciare l'operato di un medico veterinario, come avviene per i nostri medici. Refertazione clinica e consenso informato sono prescritti solo dal codice deontologico e quindi sono gli stessi veterinari a giudicare il loro operato. Risultato: la malasanità veterinaria e MOLTO PIU' DIFFICILE DA PROVARE rispetto a quella che colpisce noi.

Da alcuni anni organizziamo LA GIORNATA PER RICORDARE LE VITTIME DELLA MALASANITA’ VETERINARIA.
Ogni anno ha un “testimonial”, cioè una vittima di malasanità veterinaria, la cui storia appare essere particolarmente emblematica.

Quest’anno tocca a Mitzi. Potete trovare qui la sua storia: IL RACCONTO DI MITZI

Negli anni precedenti i testimonial furono:

Lazzara, qui la sua storia: IL RACCONTO DI LAZZARA

Panky, qui la sua storia: IL RACCONTO DI PANKY

Il 4 febbraio è stato scelto perché è il giorno della morte di Lea, prima testimonial delle giornate.

La sua storia potete TROVARLA QUI, compresi i documenti che lo provano
Qui il gruppo Facebook sulle  vittime della malasanità veterinaria.

Il caso di Lea, divulgato da Roberto Marchi, rappresenta  l’esempio più emblematico i malasanità veterinaria per la documentazione dell'Orine dei veterinari disponibile :

Il caso di Lea, divulgato da Roberto Marchi, rappresenta infatti l’esempio emblematico per la documentazione disponibile: il veterinario che non ha seguito la buona prassi chirurgica per la sua Lea e che non  l'ha messo in condizione di rilasciare il consenso informato come avviene per la medicina umana (come risulta dal verbale dell'ordine dei medici veterinari di Brescia) ha visto archiviare il suo esposto e  ha CONTINUATO TRANQUILLAMENTE A LAVORARE; invece era stato condannato lui per ingiurie (in primo grado) per avergli detto davanti a terzi "mi hai aperto il cane per niente", in quanto questo lede l'onore del professionista! Poi ha vinto l'appello perché il fatto non sussiste, ma ha perso tempo e soldi.

Non solo, ma il veterinario ha anche tentato di denunciarlo per stalking, a seguito delle sue proteste fatte circolare con l'aiuto del Notiziario Animalista, ma la richiesta è stata bocciata; ha tentato di opporsi all'archiviazione, ma ha ricevuto un'altra suonata.

Nel 2013 Marchi ha chiesto all'Ordine di riesaminare il caso perché erano emersi nuovi documenti; essi dimostrano che il veterinario ha fornito una versione non vera sullo svolgimento di un fatto che riteneva importante: gli ha fornito una foto "sbagliata" riguardante l'operazione che aveva eseguito; dopo che l'ha scoperto con un'autopsia, ha dichiarato anche all'Ordine che era stato il suo collega a scambiarla per errore; durante la causa che il veterinario ha intentato contro Marchi per ingiurie, ha dovuto ritrattare ed ammettere che l'aveva scambiata lui. E non poteva averla scambiata per errore perché la foto che gli ha dato era del tutto diversa da quella che doveva essere (e che non è mai saltata fuori!!!). Ebbene, dapprima l'Ordine ha detto che riguardava “sempre i medesimi fatti” e quando Marchi ha fatto scrivere da un avvocato successivamente, ha detto che ormai erano passati cinque anni e non si poteva più fare nulla; il caso - per loro - è da considerarsi chiuso.

I magistrati che si sono occupati delle denunce andate a vuoto che il veterinario mi ha fatto, hanno evidenziato nelle motivazioni che l'Ordine aveva individuato una vera e propria negligenza quando aveva scritto che il veterinario aveva operato senza aver seguito “la buona prassi chirurgica”. Però non aveva sanzionato il veterinario!

Ecco, è giusto che ciò accada? Sarà già accaduto e soprattutto può accadere ancora?
Marchi ha scoperto in questi anni di essere l'unico ad avere ottenuto un verbale di giudizio sull'operato di un veterinario; a tutti gli altri viene solo segnalato se è stato archiviato l'esposto, senza ulteriori spiegazioni.

CHIEDIAMO quindi ALLA FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) e alla principale associazione veterinari (ANMVI) che gli Ordini provinciali sanzionino SEMPRE chi trasgredisce il Codice Professionale.

Chiediamo anche che il consenso informato previsto dal Codice professionale dei veterinari sia uguale a quello dei medici per noi umani. Come potete leggere nell'intervista all'avv. Ricciuti, presidente di Animal Law Italia qui:

QUANTO E' INFORMATO IL CONSENSO VETERINARIO

NON RASSEGNAMOCI, E SE SAREMO IN TANTI A NON RASSEGNARCI, I NOSTRI AMICI CON ZAMPE, ALI E PINNE CE NE SARANNO GRATI!

Visitando il sito di Arca 2000, la prima associazione sorta appositamente per combattere la malasanità veterinaria, potrete scoprire come agire per difendervi dalla malasanità veterinaria: www.arca2000.it

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