PETIZIONE CHIUSA

Stop alle microtransazioni nei videogiochi

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Al giorno d'oggi, le compagnie videoludiche monetizzano al massimo i propri prodotti, cercando di spremere ai consumatori ogni centesimo.Il problema delle microtransazioni, ovvero la possibilità di acquistare contenuti extra per un gioco (siano essi una scorciatoia per proseguire o semplici cosmetici), non è niente di nuovo, e molti ad oggi lo hanno paragonato al "gambling", alle scommesse. Infatti questo meccanismo induce l'utente a spendere in totali cifre considerevoli solo per avere un vantaggio verso gli altri giocatori, oppure per sbloccare contenuti altrimenti troppo complessi e tediosi da ottenere senza ricorrere ai pagamenti. Con l'ultimo scandalo delle microtransazioni sul nuovo "Star Wars Battlefront II", numerose autorità di diversi paesi hanno cominciato ad interessarsi al problema cercando di tutelare i consumatori:  Il senatore francese Jérôme Durain ha scritto una lettera indirizzata all’ARJEL, l’agenzia francese che monitora le scommesse online, chiedendo di verificare la questione e se effettivamente questo meccanismo debba essere regolamentato, mentre il Belgio sta considerando se inserire Battlefront II e "Overwatch" (popolare gioco dove è possibile, pagando con soldi reali, ottenere casualmente dei "cosmetici", per personalizzare i propri personaggi). Il mio scopo è porre la vicenda, e il concetto generale di microtransazioni, all'Agenzia delle dogane e dei Monopoli italiana, in modo che possa lavorare con le altre agenzie dell'UE per regolamentare questo meccanismo e tutelare le persone, dato che questo meccanismo si è dimostrato causare dipendenza in maniera non dissimile alle scommesse



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