Adeguamento quote mensa/servizio abitativo da parte di ESU VENEZIA causa covid-19 ITA/ENG

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ITA
A causa del Covid-19 molti studenti dello IUAV, dell’Accademia delle belle arti,Conservatorio Di Musica Di Venezia e di Ca’ Foscari hanno lasciato Venezia e sono tornati ognuno nella propria regione senza poter ritornare prima che finisse la fase 1 dell’emergenza. A causa di questa situazione di forza maggiore viene presentata una petizione dagli studenti vincitori di borsa di studio con la quale si chiede all’ESU di proporzionare il contributo del servizio mensa che viene detratto dalle borse di studio in quanto molti studenti non hanno usufruito e non usufruiranno di tale servizio per 3/4 mesi e forse più. Tra gli aventi diritto alla borsa di studio per l’anno 2019/2020, con graduatorie pubblicate ad inizio 2020, c’è chi ad oggi non ha usufruito di un singolo pasto eppure si vedrà detratto l’intero importo dalla borsa studio. Lo stesso discorso vale per il servizio alloggiativo, molti studenti hanno lasciato le stanze assegnate con gli effetti personali all’interno perché nessuno poteva immaginare l’evoluzione dell’epidemia e le relative conseguenze sulla mobilità pertanto non appare equo pagare per intero i mesi in cui le stanze sono rimaste inutilizzate e nello specifico si chiede lo sgravio degli importi mensili variabili (utenze) ed una riduzione del canone mensile per i mesi di non utilizzo.  
Per gli studenti la scelta di lasciare la residenza e tornare presso le proprie famiglie è stata obbligata perché alcune residenze universitarie dell’Esu-Venezia non hanno le cucine e neanche l’accesso Wi-Fi ad Internet, quest’ultimo essenziale per poter seguire le lezioni e sostenere gli esami a distanza.
Né l’Esu né le università o gli altri istituti coinvolti hanno preso iniziative su come gestire l’emergenza né è stata diffusa alcuna informazione in merito. Venezia è una città cara e gli importi delle borse di studio sono insufficienti per potersi mantenere fuori sede senza gravare sul bilancio familiare, di per se esiguo, ed in momento come questo di crisi globale ci si aspetta che l’ESU, ente garante del diritto allo studio in Veneto,  accolga le nostre richieste.
Siamo sicuri che ci siano fondi regionali e/o statali che possano sopperire agli ammanchi di bilancio per non far ricadere sugli studenti meno abbienti tutte le conseguenze che la crisi in atto ha determinato sul buon andamento dell’anno accademico in corso anche perché, in fondo, la nostra assenza ha di fatto ridotto le spese per gli enti interessati ( pasti non confezionati, riduzione dei consumi energetici ecc.)
 

ENG
Due to che Covid-19 outbreak many of us students from IUAV, Accademia delle pelle arti, Conservatorio Di Musica Di Venezia and Ca’Foscari left Venice and went back to our homes, in different regions or even different countries, since we did not know what would have helped, once back in our houses we got stuck and even if we wanted we were/are not able to go back to Venice. Due to force majeure we are presenting a petition from the students holding a scholarship granted by the Veneto region, asking ESU the regional body to proportion the economical contribution to the canteen service that is deducted from the scholarship since most of us could not access this service for 3/4 months and most probably will not have access for the upcoming months. For those winners applying for their first year for the academic year 2019/2020 ranking list were published at the begging of the year 2020, among those there are many people who did not access the canteen service not even once and yet the whole amount of 400/600 EURO will be deducted from the scholarship. The same principle applies for the accommodation service, many of us left the ESU dormitories leaving behind most of our belonging since we were only thinking that the situation was temporary and that we would have been back soon, we could not immagine that the situation would have lasted for months, predicting how the pandemic would have evolved and the restrictions on free movement. Therefore we think that it would be unequal and unfair to pay in full for the above mentioned services (canteen / accommodation). The rooms in the ESU dorms have remained unused and specifically we ask for the relief of variable monthly amounts (utilities) and a reduction in the monthly fee for the months of non-use.

For students, the choice of leaving the residence and return to their families was an obliged decision because some university residences of Esu-Venice does not have kitchens or even Wi-Fi access to the Internet, which is essential for attending online lessons and taking exams.
Neither the ESU nor the universities or other institutions involved have taken initiatives on how to manage the emergency nor has provided any information about payments and possible reduction. Venice is an expensive city and the sum of the scholarships are often insufficient to be able to independent without being a further burden the our family budget. At a time like this, of global crisis it is expected that the ESU Regional Company for the Right to University Study in Veneto and our universities, welcome our requests.
We are sure that there are regional and / or state funds that can make up for the budget shortfalls in order not to fall on us students. Our absence did not create waste of economical resources especially for the canteen service since only those living in ESU dorms could access the service by providing booking for the whole week so that the company could calibrate the food purchasing, and when it comes to dorms it will result in the drop of expenses such us electric and water supply.