Abroghiamo l’interdizione

Abroghiamo l’interdizione

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Rita Rossi ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Governo Italiano e a

Oggi la protezione giuridica delle persone prive in tutto o in parte di autonomia avviene attraverso l’amministrazione di sostegno, misura di protezione flessibile, che può essere adattata alle diverse esigenze concrete che si presentano.

L’amministrazione di sostegno (Ads) è stata introdotta 15 anni fa; tuttavia, in non pochi tribunali si continua a preferire l’interdizione

Questa è una forma di protezione che non rispetta la dignità della persona. Infatti, una volta interdetta, la persona fragile si trova collocata in uno stato giuridico equivalente alla morte civile. Con l'interdizione la persona risulta dichiarata legalmente incapace di agire, ciò che comporta l'espulsione totale della stessa dalla possibilità di compiere un qualsivoglia atto produttivo di effetti nei confronti dei consociati: non un contratto, non un acquisto, non il matrimonio, né alcun atto di natura personale. 

La cosiddetta « protezione » assicurata dall’interdizione tradisce, in realtà, valenze punitive non più tollerabili in una società moderna.
Inoltre, i soli interessi salvaguardati sono quelli economico- patrimoniali, propri dei familiari e dei parenti.

Per non parlare, poi, della debolezza delle garanzie di difesa che caratterizzano il procedimento di interdizione, al quale l’interdicendo non riesce, di fatto, a partecipare (nonostante il codice di procedura civile gli riconosca la capacità di stare in giudizio personalmente).

Inoltre, l’interdizione è una misura di fatto irrevocabile: una volta interdetta, la persona è destinata  a rimanere tale per il resto dell'esistenza. Nonostante, infatti, la possibilità di revoca dell'interdizione figuri astrattamente prevista dalla legge e malgrado l'esistenza stessa dell'amministrazione di sostegno costituisca ragione valida per la revoca delle vecchie misure, i casi di revoca effettiva sono oggigiorno scarsissimi.

Ciò, oltretutto, viola la Convenzione Europea sui diritti delle persone con disabilità, la quale prescrive che le misure di protezione abbiano una durata limitata nel tempo.

Lancio questa petizione perchè ho partecipato con Il Prof. Paolo Cendon alla redazione del progetto di legge, più volte presentato al Parlamento, senza esito. Recentemente, il progetto è stato ripresentato come DDL n. 1480 ma occorre sollecitarne il più possibile la discussione. 

Questa petizione viene presentata da Rita Rossi anche a nome della Community Diritti in Movimento DM, fondata dal Prof. Paolo Cendon. 

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