STOP allo smaltimento di rifiuti industriali in discariche per inerti!

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La Valle NON é una discarica
La Valle NON é una discarica ha firmato questa petizione

PETIZIONE POPOLARE
promossa dal Comitato "La Valle non è una discarica"

Per evitare i disagi, i danni, ma soprattutto i rischi derivanti dallo smaltimento in discariche private per inerti, poste a ridosso di centri abitati,
di polveri, ceneri, vernici e fanghi prodotti in impianti industriali fuori dalla Valle d’Aosta.

L’afflusso in Valle d’Aosta di rifiuti industriali provenienti da località poste anche molto lontane è dovuta al fatto che sul nostro territorio stanno entrando in funzione delle discariche detenute e gestite da privati, che praticano tariffe di smaltimento decisamente concorrenziali.
Ciò dipende dal fatto che l’Amministrazione Regionale ha reso possibile, con una discutibile interpretazione delle norme (vedi D.M. 27 settembre 2010), lo smaltimento di rifiuti industriali in discariche inizialmente autorizzate e costruite per accogliere esclusivamente rifiuti inerti.
Le discariche per inerti, infatti, vista la limitata pericolosità dei rifiuti accolti, richiedono spese progettuali, di realizzazione, gestione e periodo di post gestione inferiori rispetto alle discariche per rifiuti più pericolosi.
La comunità valdostana, in particolare i residenti nelle aree vicine alle discariche, e le amministrazioni locali non ne traggono alcun beneficio ma solo disagi, danni economici e rischi per la salute, gli unici a guadagnarci saranno i conferitori, i proprietari e i gestori delle discariche.

Al fine di contrastare l’arrivo in Valle d’Aosta di rifiuti industriali “speciali non pericolosi” prodotti in altre regioni
chiediamo all’Amministrazione Regionale di:
1. ammettere nelle discariche per rifiuti inerti della Valle d’Aosta esclusivamente rifiuti inerti come definiti dalla Tabella 1 dell’Art.5 del D.M. 27 settembre 2010.
2. non consentire l’apertura della discarica per rifiuti inerti di Chalamy perché:
a. non dà adeguata garanzia di poter accogliere in sicurezza più di 100 tipi diversi di rifiuti industriali, che per le ingenti quantità di inquinanti presenti non è possibile prevedere interazioni e contaminazioni (vedi Principio di Precauzione - art. 301 del D. Lgs. 152 e parere Arpa del 09.06.2010);
b. mette a rischio la salute delle comunità limitrofe (vedi l’art. 41 della Costituzione: “L’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”), in particolare quella dei bambini e del personale delle scuole dell’infanzia e primaria situate a poche centinaia di metri dalla discarica, tenendo conto che la zona è particolarmente ventilata;
c. sorge in un’area esondabile, instabile e alluvionabile (vedi delibera n. 579 dell’1.03.2004 e PRGC con la delibera n. 2939 del 10.10.2008). La discarica trovandosi all’interno di un’area a rischio idrogeologico non rispetta le indicazioni dell’Allegato 1, paragrafo 1.1 del D.Lgs 36/2003;
d. danneggia le attività agricole e gli allevamenti ubicati nei terreni confinanti, nonché l’immagine del Parco Naturale regionale del Mont Avic (“Sito di importanza comunitaria e Zona di protezione speciale nell’ambito di Natura 2000”), andando a vanificare gli investimenti pubblici eseguiti a sostegno delle predette attività;
e. svaluta i terreni e le proprietà immobiliari che sorgono nelle aree circostanti.
3. chiudere la discarica per rifiuti inerti di Pompiod, di bonificarne l’area e di sottoporla a recupero ambientale perché:
a. mette a rischio la salute delle comunità limitrofe vedi i punti 2.a e 2.b;
b. sorge in una zona molto prossima a delle abitazioni, ad una grotta per la stagionatura di fontine, a stalle, e aziende, a vigneti DOC, prati foraggeri, frutteti e attività apistiche.
c. danneggia l’immagine del vicino sentiero storico e naturalistico Rû d’Arbérioz recentemente restaurato per lo sviluppo del turismo pedonale, ciclabile e ippico;
d. mette a rischio otto specie di pipistrelli in una località dichiarata “Sito di importanza comunitaria e Zona di protezione speciale nell’ambito di Natura 2000”, la rete ecologica che salvaguarda la biodiversità in Europa.
La discarica trovandosi all’interno di una area protetta (vedi VAS Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 2015) non rispetta le indicazioni dell’Allegato 1, paragrafo 1.1, del D. Lgs 36 /2003.