Abilitazione BIOLOGI CON LAUREA SPECIALISTICA O MAGISTRALE

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Al Presidente della Repubblica Italiana

Sergio Mattarella

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Giuseppe Conte

Al Ministro dell’Università e della Ricerca

Gaetano Manfredi

Al Ministro della Salute

Roberto Speranza

Al Presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi

Vincenzo D’Anna

Ai Presidenti regionali

OGGETTO: LETTERA APERTA DEI BIOLOGI D’ITALIA

Egregi Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio, Egregi Ministri,Egregio Presidente dell'Ordine,Egregi Presidenti regionali,siamo i laureati in Biologia - Laurea specialistica classe 6/S o Laurea magistrale classe LM-6  Biotecnologie agrarie - Laurea specialistica classe 7/S o Laurea magistrale classe LM- 7 Biotecnologie industriali - Laurea specialistica classe 8/S o Laurea magistrale classe LM-8 Biotecnologie mediche, veterinarie, e farmaceutiche - Laurea specialistica classe 9/S o Laurea magistrale classe LM-9  Scienze della nutrizione umana - Laurea specialistica classe 69/S o Laurea magistrale classe LM-61  Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio Laurea specialistica classe 82/S o Laurea magistrale classe LM- 75  Laurea in Scienze Biologiche secondo gli ordinamenti previgenti al D.M. 3/11/1999, n. 509 (vecchio ordinamento), Laurea equiparata dal DM 9 luglio 2009 alle classi 6/S, 7/S, 8/S, 9/S, 69/S, 82/S, LM-6, LM-7, LM-8, LM-9, LM-61, LM-75; siamo coloro che afferiscono all’albo nazionale dei Biologi.

Il nostro è un percorso che dura cinque anni, fatto di lezioni, corsi, esami e tante ore trascorse in laboratorio. Senza il tirocinio, per ovvie ragioni, non ci è permesso sviluppare una tesi di tipo sperimentale e chiunque sia del mestiere sa che senza ore ed ore dedicate a portare avanti gli esperimenti, non si hanno risultati e, senza risultati, non ci si laurea.

Siamo i camici bianchi che nei laboratori ci mettono l’anima, siamo coloro che si dedicano con grande passione, ed in egual modo, alla ricerca ed alla diagnostica.
Siamo il futuro, ci dicono a volte, ma troppo spesso veniamo messi da parte. La nostra professione, pur essendo di area medica, risulta ancora poco considerata ed accreditata nel panorama medico italiano e questo non può più andar bene.

Senza il nostro lavoro non si avrebbero diagnosi di patologie, se ne vedrebbero solo i sintomi, e come potrebbe mai una persona essere curata senza diagnosi? Mai come in questo momento la nostra figura è fondamentale, altrimenti la patologia del SARS-CoV-2, la CoVID-19, non sarebbe distinta da una polmonite non virale.

Non chiediamo preferenze, non chiediamo maggiore attenzione rispetto ad altre figure professionali altamente importanti ed essenziali, siamo qui a chiedere, semplicemente, parità di trattamento.

Da come abbiamo appreso da telegiornali e social media sappiamo che nel nostro Paese, e non solo, l’emergenza è molto seria ed il personale sanitario, a tutti i livelli, è ai limiti del collasso.

Sappiamo che i laureati in medicina e in infermieristica sono stati, come è giusto che sia, abilitati per direttissima a dare il cambio al personale che in queste settimane è sottoposto a ritmi e turni estenuanti.

Vorremmo, pertanto, sottoporre alla Vostra attenzione due fondamentali richieste:

- Rendete anche noi abilitati con la laurea. Permetteteci di iscriverci all’albo professionale e, nel giro di qualche giorno, fateci entrare nei laboratori a dare una mano, permetteteci di entrare nella turnazione del personale dedicato, nei laboratori di analisi per la diagnostica di positività, dove ormai il personale fa turni di 24 ore e non ha possibilità di riposarsi. Gli ospedali sono al collasso anche nei laboratori, non solo in corsia! Diverse istituzioni, ad oggi, necessitano della nostra presenza...

- Aiutateci ad entrare nel sistema ospedaliero nazionale. Le scuole di specializzazione per noi sono pura utopia: pochissimi posti all’anno e scuole senza borse, cosa cambia tra il nostro percorso di specializzazione e quello di un laureato in medicina? Non siamo forse tutti professionisti indispensabili al sistema nazionale sanitario, chi in corsia e chi nei laboratori?

Ci siamo, siamo qui, abbiamo studiato, crediamo fermamente in quello che facciamo e...vogliamo solo farlo! Dateci solo possibilità, non chiediamo altro.

Con il buono auspicio che questa lettera possa scuotere gli animi di chi ci rappresenta e di chi sa quali sono le falle del nostro sistema sanitario, restiamo qui in attesa di poter mettere le nostre conoscenze al servizio della comunità.

I laureati in Biologia & Biotecnologie d’Italia.

19 Marzo 2020