PETIZIONE CHIUSA

A Reyhaneh Jabbari intitolato il tratto di strada sottostante l'Ambasciata iraniana

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Abbiamo appreso dagli organi di stampa l’orrendo destino che le leggi dello Stato islamico dell’Iran hanno riservato a Reyhaneh Jabbari, cittadina iraniana. Subendo un tentativo di stupro, riuscì a liberarsi solo uccidendo il suo aggressore, ma le implacabili e distorte leggi della teocrazia iraniana, invece di difenderla, la hanno uccisa, condannandola a una tragica pena capitale, eseguita tramite impiccagione. Dopo la condanna, le venne offerta la possibilità di chiedere perdono al figlio del suo aggressore: costui le sottopose un orrendo ricatto: il suo perdono in cambio di una dichiarazione dove discolpava il morto dall’accusa di stupro! Lei non si piegò al ricatto, e l’infame ebbe “l’onore” di scalciare lo sgabello sotto i piedi della povera donna.

Costernati, chiediamo al Comune di Roma di ribadire l’indignazione generale di chiunque abbia appreso la notizia, tramite un’azione nonviolenta che riproponga quotidianamente, allo Stato islamico dell’Iran, l’onta che lo ha ricoperto, e proponiamo quindi che il tratto della Via Nomentana compreso tra la Via di Sant’Agnese e la via Massaua (tratto dove, ai numeri civici 361 e 363, sono gli uffici rispettivamente dell’Ambasciata e del Consolato della Repubblica islamica dell’Iran), venga ridenominato: “Viale Reyhaneh Jabbari / 1988 ca. - 25 ottobre 2014 / Vittima della violenza dello Stato che doveva difenderla”.



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