Per il libero esercizio della delega da parte del disabile capace di intendere e volere!

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Maria Valentina Mancosu ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Poste Italiane e qualsiasi ufficio si trovi a dover eseguire la delega di qualsivoglia cittadino

Mi chiamo Maria Valentina Mancosu, vengo dal pianeta abilità diverse. Convivo con una complicata tetraparesi che mi costringe su sedia a rotelle, la mia invalidità riguarda esclusivamente la sfera corporea e comporta oggettivo impedimento a una normale motricità, nonché una peculiare percezione degli spazi fisici, in special modo aperti, in relazione all’altezza della seduta della mia sedia a rotelle e all’ampiezza e all’estensione delle superfici in cui mi trovo e su cui mi sposto.

Questa condizione NON inficia e NON pregiudica in alcun modo, la mia capacità di intendere e volere che rimane integra e preservata. 

Eppure, tante volte nella vita mi son sentita gravemente fraintesa nel mio essere donna adulta nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, conseguentemente nel pieno diritto di disporre degli affari che la riguardano in piena autonomia decisionale.

Di recente, per ben due volte ho incontrato difficoltà a poter esercitare liberamente il mio diritto ad avvalermi del negozio giuridico delega previsto dal nostro ordinamento.

L’otto aprile 2020 sull’edizione web de L’Unione Sarda viene raccontata l’odissea che ho dovuto vivere per il ritiro della mia pensione di invalidità.

https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/sulcis-iglesiente/2020/04/08/valentina-e-l-odissea-per-ritirare-la-pensione-video-136-1006503.html?fbclid=IwAR1njtMh9L3avK_YKs_ozZfdo97WFU1HHNplUQeGSGorCK9mFXvF29u828c

(Sul libretto nominativo ordinario a me intestato ero solita delegare per ogni singola operazione svolta volendo sentirmi libera di designare i miei delegati in qualsiasi momento e in ogni occasione senza dover giustificare con nessuno le mie scelte).

(A Noto, e in altre città, Poste Italiane ha stretto convenzione col corpo dei carabinieri affinché i militari potessero essere delegati dai pensionati stessi alla consegna della pensione presso il domicilio dei titolari, rimane oscuro perché questa prassi non si sia estesa anche ai diversamente abili e a chiunque potesse averne oggettivo bisogno su tutto il territorio nazionale).

Analoghe disavventure si sono recentemente ripetute, stavolta NON alle poste, ma presso una farmacia.

Ciò che mi ha spinto a prendere  contatti telefonici con loro è stata l’esigenza di effettuare il cambio del medico di famiglia: presto, il dottore che fino ad oggi ha seguito me e il mio nucleo familiare, andrà in pensione.

Secondo quanto riferitomi dal mio interlocutore nel caso in cui avessi deciso di delegare qualcuno per svolgere l’operazione per mio conto, avrei dovuto, secondo il punto di vista che mi è stato esposto, presentare, insieme alla delega debitamente compilata corredata di documento di identità di delegante e delegato, anche un certificato medico attestante la mia presunta impossibilità agli spostamenti!

(Per quanto la mia situazione sia indubbiamente grave e difficile, qualche volta riesco ancora a uscire di casa grazie a Dio, più che altro in tempo di pandemia da coronavirus decidere di restare a casa delegando altre persone è un gesto a tutela della salute).

Mi sono rifiutata di esibire la documentazione richiesta e mi sono rivolta altrove.

Questa petizione perché, all’atto di presentare una delega, mai più capiti a nessun cittadino, diversamente abile o normodotato che sia, di sentirsi richiedere i dati sanitari.

Per eseguire questo tipo di negozio giuridico, infatti, sono sufficienti e necessari carta d’identità di delegante e delegato che accompagnano il foglio di delega.

Ricordando che ciascuno risponde davanti alla legge di eventuali dichiarazioni false e mendaci, che l'addetto allo sportello non ne risponde, considerando che la tecnologia informatica offre tante possibilità per riconoscere una persona senza tema d’errore, in modo peraltro non invasivo e lesivo della dignità personale, viene sostanzialmente a cadere qualsiasi plausibile giustificazione alla richiesta di esibire la propria documentazione sanitaria a qualsivoglia sportello.

I cittadini diversamente abili hanno, come è giusto che sia, gli stessi doveri degli altri cittadini ma, al contempo, devono vedersi riconosciuti gli stessi diritti di chiunque altro!

Se la menomazione corporea è e resta un fatto oggettivo, la disabilità non può mai, in nessun caso, rischiare di trasformarsi, seppur involontariamente, in un processo socialmente creato

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