4 PUNTI PER IL CLIMA - Decreto per ridurre le emissioni di CO2 in Italia.

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4 PUNTI PER IL CLIMA


Il clima sta cambiando e sta cambiando rapidamente.

Intervenire efficacemente è una delle sfide morali più grandi dell'era presente: sfida che non può più essere ignorata, atteso che ad essere minacciata non è solo la salute del pianeta, ma anche quella della popolazione mondiale tutta, e in particolare dei più poveri e dei più vulnerabili.

Appare, pertanto, fondamentale far sentire in modo forte e chiaro la propria voce su quanto sia necessario agire e, in particolare, su quanto sia necessario agire subito.

Occorre coinvolgere tutti gli attori della scena politica e governativa - soprattutto nazionale - e insieme a questi quanti più attori della società civile. Perché? Perché è dal basso che si iniziano tutte le rivoluzioni.

Oramai non è più possibile rimandare e fare finta che ridurre le emissioni dei gas serra non sia un imperativo categorico, come aumentare la quota delle rinnovabili nel consumo totale di energia o, ancora, potenziare l'efficienza energetica di tutti gli impianti. E’ necessario impegnarsi in una combinazione di normative e misure di sostegno finanziario in cui l’Italia si ponga al centro quale portavoce e protagonista attivo e di impatto, prima ancora che destinatario.


Nel nostro Paese, infatti, se analizziamo i dati scopriamo che il fattore di inquinamento maggiore – ovvero la produzione di energia elettrica e i trasporti –contribuisce da solo all'immissione in atmosfera di 280 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno: quantità sufficiente a riempire 870 volte il Colosseo di Roma e che noi tutti disperdiamo noncuranti nell'atmosfera [1].

In Italia, del resto, in pochi lo sanno, produrre energia elettrica inquina molto più che in altri Paesi: 5 volte in più della Francia e 25 volte in più della Norvegia. Ciò in quanto per la produzione di energia elettrica si impiegano prevalentemente combustibili fossili con la soddisfacesseroconseguenza che per ogni KWh si producono 400 gr di CO2.

Insomma, cuocere una torta in forno inquina quanto percorrere 5 km in auto!

Anche se si soddisfacessero tutti gli impegni di mitigazione finora assunti, continueremmo a confrontarci con una minaccia di aumento medio della temperatura globale di almeno 4°c rispetto alla temperatura media dell’epoca preindustriale.

E’ evidente che gli impegni assunti sinora non sono sufficienti.

Occorrono azioni coraggiose e che rispondano con urgenza al cambiamento.

Prima che la situazione diventi catastrofica e si superi la “soglia del non ritorno” ci appare vitale chiedere al Governo Italiano di attuare immediatamente politiche di emergenza per salvare l'ambiente concentrandosi su 4 semplici punti, così riducendo l'impatto negativo dell'Italia sull'ambiente e incentivando un'economia pulita.


1. Energia

  • Pannelli fotovoltaici obbligatori per legge sui tetti dei condomini e dei capannoni industriali;
  • Finanziamenti a tasso zero per chi installa sistemi di produzione di energia rinnovabile (fotovoltaico, eolico, geotermico, scambiatore di calore, etc);
  • Detrazioni fiscali per l’acquisto di elettrodomestici di classe energetica non inferiore a A+

2. Trasporti

  • Riduzione del 50% sul pedaggio autostradale per auto 100% elettriche e mezzi di trasporto pesanti a metano;
  • Contributo da 200€ a 500€ per l’acquisto di biciclette elettriche;
  • Detrazioni fiscali pari al costo dell’abbonamento per chi utilizza i mezzi pubblici;

3. Riscaldamento

  • Classificazione energetica di tutti gli edifici sul territorio;
  • Adeguamento obbligatorio per legge degli infissi, cappotti e fonti di luce, con particolare attenzione per isolamento termico e illuminazione a basso consumo negli edifici con una classificazione energetica bassa;

4. Ambiente

  • Obbligo di piantare un nuovo albero per ogni albero tagliato;
  • Contributo da 3€ a 5€ per ogni nuovo albero piantato per progetti di rimboschimento con l'impegno di non abbattimento per i successivi 30 anni.
  • Finanziamenti a tasso zero per chi investe in metodi di coltura resistenti alla siccità;

Occorre impegnarci solennemente a fare la nostra parte, assumendoci la responsabilità morale di agire per una esistenza più sostenibile. Sicuri, inoltre, che intervenire ci garantisce costi inferiori dello stare a guardare [2].

Agiamo ora, con coraggio e insieme. Costruiamo una vita migliore per tutti!

 

 

 

[1] Dati ISPRA: http://www.isprambiente.gov.it/files2017/pubblicazioni/rapporto/R_257_17.pdf

[2] Secondo la relazione Stern, pubblicata dal governo britannico nell'ottobre del 2006, infatti, la gestione del riscaldamento globale costerebbe all'incirca l'1% del PIL mondiale l'anno, mentre il costo dell'inazione si attesterebbe intorno ad almeno il 5% del PIL, fino ad arrivare al 20% del PIL globale nello scenario peggiore fra quelli ipotizzabili. Pertanto, solo una piccola parte del PIL globale totale sarebbe necessaria per investire in un'economia a basse emissioni di carbonio e la lotta al cambiamento climatico porterebbe in cambio vantaggi tanto sotto il profilo della salute e di una maggiore sicurezza energetica quanto nella limitazione di ulteriori danni.



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