È urgente riconoscere la figura professionale di 6400 restauratori. Salva i beni culturali

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L’obiettivo di questa petizione è RICONOSCERE LA FIGURA PROFESSIONALE del RESTAURATORE DEI BENI CULTURALI e impedire la chiusura di molte piccole imprese artigiane.

L’Italia possiede un inestimabile patrimonio storico, artistico, architettonico, archeologico che ogni giorno spinge tantissimi turisti stranieri a visitare il nostro Paese. La quantità di opere d’arte presenti nel nostro territorio, rappresenta un patrimonio talmente importante e diffuso che evidenzia l’esigenza di avere figure professionali altamente qualificate nel restauro e nella conservazione del patrimonio per dare la massima fruibilità ai visitatori.

Il problema della mancante qualifica dei restauratori di beni culturali già da molti anni ormai penalizza una professione, secondo il nostro ordinamento, posta a presidio della tutela e della conservazione dell’immenso patrimonio culturale italiano.

 Il D.M. 26 maggio 2009, n. 86 menziona per la prima volta infatti il restauratore di beni culturali mobili e di superfici decorate di beni architettonici “è il professionista che definisce lo stato di conservazione e mette in atto un complesso di azioni dirette e indirette per limitare i processi di degrado dei materiali costitutivi dei beni e assicurarne la conservazione, salvaguardandone il valore culturale”. 

I FATTI

La procedura di selezione pubblica di cui all’art. 182 del D.Lgs. n.42 del 22 gennaio 2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio che avrebbe dovuto concludersi entro il 30 giugno 2015, è stata indetta in realtà soltanto in data 22/06/2015. Come categoria abbiamo chiesto più volte al Mibact che ha istituito una commissione appositamente incaricata (d.d. Mibact ER n. 83 del 11/11/2015) ad esaminare le domande, di concludere la procedura nei termini previsti per non subire possibili pregiudizi sul piano economico e professionale. Ciò nonostante a tutt’oggi la procedura è ancora in corso infatti i lavori della commissione esaminatrice sono stati prorogati dapprima fino al 31 luglio 2016, poi al 30/06/2017 (con D.D. n.79 del 29/07/2016), poi al 31/12/2017 (decreto n.62 del 30/06/2017), poi al 31/03/2018 (decreto n.220 del 12/12/2017) e, per la 5° volta il decreto n. 22 del 28 marzo 2018 ha prorogato al 31/05/2018, il termine di conclusione dei lavori. 

Il Mibact inoltre non ha dato seguito a quanto disposto dall’ordinanza del Tar del Lazio n. 2500/2017 pubblicata il 16/02/2017 per cui ad oggi non sappiano quale sia l’effettivo stato della procedura selettiva per la qualifica di restauratore indetta nel 2015 mentre circa 6.400 restauratori (almeno il 10% del Veneto), attendono una risposta da 14 lunghi anni. 

Perché si continua a non riconoscere la professionalità e la competenza degli operatori del restauro?

 

Unitamente ad altre organizzazioni di rappresentanza, abbiamo intrapreso le azioni legali necessarie a tutelare i nostri associati; riteniamo però sia giunto il momento che questa indecorosa vicenda non rimanga relegata soltanto al nostro settore, tra gli addetti ai lavori, ma diventi invece  “valore comune” di tutti i cittadini allo scopo di incoraggiare le comunità civili, le  associazioni e le persone sensibili a considerare l'importanza del patrimonio culturale nelle loro identità, nella vita sociale, e per questo promuovere la consapevolezza, della salvaguardia di valori identitari che richiedono dunque cura e responsabilità, affinché possa essere garantita la trasmissibilità di questi beni alle future generazioni.  

 

Vi chiediamo quindi di collaborare con noi, al fine di contribuire, con qualsiasi Vostra iniziativa, a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema strategico per la salvaguardia del patrimonio culturale del nostro Paese.

Il rischio è la chiusura di moltissime piccole imprese e la perdita di diverse centinaia di posti di lavoro che esse generano. Un problema, questo, che è più che mai italiano, data la peculiarità del nostro Paese che presenta un tessuto produttivo ricchissimo di piccole imprese (oltre 87% con meno di cinque dipendenti).

Chiediamo pertanto:

1.   che la commissione di valutazione incaricata di esaminare le domande pervenute dai restauratori concluda l’istruttoria relativa al “Bando pubblico per l’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali” del 22/06/2015 entro il termine fissato con l’ultima proroga cioè il 31 maggio 2018;

2.   un riconoscimento formale della qualifica di restauratore mediante la pubblicazione dell’elenco dei restauratori da parte del MIBACT.

 

 Abbiamo bisogno della tua firma

- per difendere i beni culturali del nostro Paese

- per riconoscere i lavoratori culturali del nostro Paese

- perché la tutela, la conservazione e la salvaguardia dei beni sia condotta da personale qualificato

- per porre fine alla manipolazione e alterazione della concorrenza e del mercato del lavoro nel settore dei beni culturali

- per difendere i posti di lavoro

- per difendere le PMI che lavorano bene e onestamente

- per difendere il NOSTRO Made in Italy!



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