Vazapp

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Amiamo questa terra perché sappiamo che è quella giusta. Vazapp è il primo hub rurale in Puglia. Il primo luogo di condivisione, formazione e creazione di relazioni del mondo agricolo che crea innovazione. Una comunità di giovani agricoltori, professionisti, ricercatori, comunicatori e creativi, che intende rilanciare il settore agricolo attraverso un percorso di innovazione sociale, favorendo le relazioni in agricoltura per lo sviluppo di idee e di attività imprenditoriali, finalizzate a creare opportunità e dar vita ad una “Filiera colta"® Incontri di persone che amano la propria terra e che vogliono restare per farla crescere. Perché è la terra il luogo più fertile per coltivare i sogni.

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Petitioning cittadini italiani

#adottauncontadino per dare sostegno e futuro ai piccoli agricoltori italiani

L’hub rurale Vazapp ed il Future Food Institute in collaborazione con RURITAGE Rural Heritage Hubs (RHH)  lanciano partendo dall’Italia la petizione #adottauncontadino per dare sostegno e futuro ai piccoli agricoltori italiani e ai territori rurali d'Italia.  “Pensavamo di rimanere sani in un mondo malato.” Nelle parole di Papa Francesco è racchiuso il senso di ciò che ha portato l’umanità al punto in cui è: malata in un mondo che abbiamo ammalato. E mentre cerchiamo una cura che fermi la pandemia che ci costringe alla distanza, sentiamo ancora più forte il bisogno della comunità, del sentirci parte di una stessa famiglia e di uno stesso mondo. Questo virus non riconosce confini, estrazione sociale, credo e religioni, differenze linguistiche. Si diffonde attraverso le interazioni. È un paradosso come, poco tempo fa amare una persona significava starle vicino, oggi amarla comporta starle lontano.  In questa lontananza abbiamo riscoperto sentimenti profondi e dimenticati, come la gratitudine. Oggi siamo tutti giustamente grati ai medici e agli infermieri, che non si risparmiano nel salvare vite; ai ricercatori che instancabilmente cercano un vaccino; alle Forze dell’Ordine che sfidando la paura ci tengono al sicuro e a tutti coloro che continuano a prestare la propria opera al servizio della comunità. E poi ci sono gli agricoltori, donne e uomini invisibili il cui lavoro si dà per scontato, come se il cibo crescesse sugli scaffali dei negozi. Il cibo nasce dalla terra e dal sudore di chi ogni giorno mette impegno e passione in un lavoro che è fondamentale per la tenuta del Paese. Abbiamo visto riconvertire stabilimenti industriali in tempi record la propria produzione per far fronte alla carenza di dispositivi di protezione individuale, come mascherine e camici, ma ci stiamo tutti preoccupando di ciò che mangeremo nelle prossime settimane?Quello che non raccogliamo oggi, non finirà sugli scaffali domani e ciò che non sarà possibile piantare, non germoglierà ciò che non sarà curato, diverrà dissestato. La nostra fonte di sostentamento primaria, l’agricoltura, rischia seriamente un crollo che, a cascata, coinvolgerà tutti.È arrivato il momento di decretare che l’agricoltura è una priorità per la sopravvivenza e la tenuta dell’Italia e del mondo. Il riconoscere dignità a questo lavoro e a tutti i contadini italiani che ogni giorno si impegnano per non lasciare senza cibo il Paese è un’urgenza che non può essere disattesa. I contadini sono il nostro attuale e vero patrimonio.Firma la petizione e punta una luce sul lavoro delle mani dei contadini e dei braccianti che instancabilmente ogni giorno danno “linfa vitale” al sistema Italia. Il cibo è il prodotto delle relazioni tra la terra e la comunità umana, è un prodotto sociale, dove i contadini, oltre a custodire la natura, compartecipano a soddisfare i bisogni delle persone in termini di salute, benessere e sovranità alimentare.Firmando potete scrivere il nome di un contadino se lo conoscete, firmando prendete un impegno nel comprare appena possibile qualcosa da un contadino, o da un mercato contadino in modo da sentirci tutti partecipi a questa adozione. Firmando decidete di salvare un pezzo di Italia rurale. Se siete contadini o ne conoscete potete compilare questo form o condividerlo: https://forms.gle/ZhTeFGUo6jcoVNLr5in modo da poter iniziare a raccontare e a far conoscere le vostre storie.  Per maggiori informazioni scrivi ai: info@adottauncontadino.itSeguiteci su www.adottauncontadino.it #adottauncontadino         

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Petitioning Franco Bernabè

Le mani dei braccianti e dei contadini patrimonio immateriale dell’Umanità

Gli episodi dei giorni scorsi hanno acceso i riflettori su un settore, quello dell'agricoltura, e su una terra, quella della provincia di Foggia, che ricevono per lo più attenzione per eventi spiacevoli. Noi giovani di questa terra vogliamo dare un segnale di speranza per le persone che la lavorano e la amano. Da qui l’idea di dare luce alle persone che, con fatica, raccolgono e producono il cibo che tutti mangiamo. Vogliamo che le mani dei braccianti e dei contadini di Capitanata diventino patrimonio dell’umanità! Vogliamo dare dignità e riconoscenza a chi ogni giorno lavora la terra, a chi la rende fertile, a chi la ama e la benedice.  “I vostri agrari e quelli di Cerignola vendono il loro grano o il vino allo stesso prezzo. Perché dunque voi dovete lavorare un maggior numero di ore e guadagnare di meno? Organizzatevi in grande massa, come i vostri fratelli di Cerignola, e otterrete anche voi gli stessi miglioramenti". Giuseppe di Vittorio “Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento. Più che l'anno della crescita, ci vorrebbe l'anno dell'attenzione” Franco Arminio. L’Italia è un popolo di poeti, navigatori, santi, contadini e braccianti: la terra per eccellenza del cibo buono e bello. Come sono belle le mani di chi raccoglie, di chi accarezza, di chi zappa e di chi feconda la terra. Sono mani dove è scritto un sapere antico, che si tramanda da generazioni, mani che hanno maturato un’esperienza che è diventata sapienza. Mani segnate dal vento, dall'acqua e dal freddo, mani impastate di terra e di sole. Le mani sono il simbolo del lavoro nei campi. La mano di un contadino e di un bracciante la riconosci subito: è imperfetta, piena di calli ed è indurita dalla fatica. Dietro quelle mani ci sono storie che hanno visto mondi vicini e lontani, storie di vita che hanno bisogno di dignità. Chiediamo al Presidente della Repubblica, al Capo del Governo, al Ministro delle Politiche agricole, al Ministro della Cultura, ai Presidenti delle Associazioni di categoria tutte e delle Associazioni datoriali, ai segretari di partito, un incontro per lavorare insieme al fine di far diventare le mani dei braccianti e dei contadini di Capitanata patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO e di istituire il giorno dei braccianti e dei contadini. Il popolo italiano può dare un segnale di speranza alle giovani generazioni. L’Italia può scegliere di combattere il male con la bellezza, con gesti di attenzione a chi domani, per amore della propria terra, della propria famiglia e del proprio lavoro, si alzerà presto per continuare a produrre e a raccogliere il cibo che, ancora una volta, ritroveremo sulle nostre tavole.

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