Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti

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L’UAAR si propone i seguenti scopi generali: - Tutelare i diritti civili degli atei e degli agnostici, a livello nazionale e locale, opponendosi a ogni tipo di discriminazione, giuridica e di fatto, nei loro confronti, attraverso iniziative legali e campagne di sensibilizzazione. - Contribuire all’affermazione concreta del supremo principio costituzionale della laicità dello Stato, delle scuole pubbliche e delle istituzioni, e ottenere il riconoscimento della piena uguaglianza di fronte alla legge di tutti i cittadini indipendentemente dalle loro convinzioni filosofiche e religiose. In particolare, pretendere l’abolizione di ogni privilegio accordato, di diritto o di fatto, a qualsiasi religione, in virtù dell’uguaglianza di fronte alla legge di religioni e associazioni filosofiche non confessionali. - Promuovere la valorizzazione sociale e culturale delle concezioni del mondo razionali e non religiose, con particolare riguardo alle filosofie atee e agnostiche.

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Mezzo miliardo per il giubileo? Lo paghi il papa!

Pochi giorni fa, il governo italiano ha erogato 30 milioni per l’effettuazione del giubileo 2016. In occasione della presentazione della manovra di stabilità, ha però preannunciato che verrà ulteriormente stanziato “un miliardo non solo per il giubileo ma anche per la Terra dei fuochi e per Bagnoli”. La stampa parla di 500 milioni per il solo evento cattolico. Ma non è detto che non siano ancora di più. Una spesa così ingente è assolutamente immotivata, alla luce dello stato delle finanze pubbliche. Non mettiamo in dubbio che Roma abbia bisogno di interventi urgenti, come peraltro tante altre città. Ma non c’è alcuna valida ragione perché lo si debba fare per il giubileo, concentrando così i lavori nelle zone centrali e dimenticando ancora una volta le periferie. Il giubileo rappresenta inoltre un evento dei cattolici per i cattolici. Il papa, nel convocarlo, non ha chiesto cosa ne pensavano né al governo né al Comune di Roma. Evidentemente, in Vaticano si pensa che, solo perché il papa ha deciso così, le autorità politiche debbano ubbidire. Per giustificare la spese, si dice che il giubileo porterà un gran numero di turisti nella capitale. Ma anche questo è discutibile: secondo gli analisti, il giubileo porta pochi punti percentuali in più di presenze e allontana i turisti non religiosi, a causa dell'inevitabile caos cittadino. Questi pellegrini spendono poco e tendono ad alloggiare in enti cattolici, che accumulano ulteriori ricchezze e talvolta non pagano le tasse, concorrenza sleale verso gli altri esercenti. Come ha affermato lo stesso prefetto di Roma Gabrielli, le previsioni che circolano sono “dopate”. Nell’interesse di chi, è facile intuirlo. Per questo motivo chiediamo al Governo di non utilizzare alcun euro pubblico per finanziare il Giubileo. Chiediamo che Roma non sia trattata diversamente dagli altri Comuni, e che i fondi eventualmente stanziati siano investiti nell’interesse dei cittadini romani, non della Città del Vaticano. La Chiesa cattolica è il più grande proprietario immobiliare italiano e già riceve dallo Stato oltre 6 miliardi di euro ogni anno. I cittadini non meritano di vedere una tale emorragia di denaro pubblico dopo anni di tagli alla spesa e ai servizi primari e la Chiesa non ha bisogno di riceverne altri. Se poi vuole che il giubileo sia un successo, contribuisca direttamente al miglioramento dei servizi pubblici o al tentativo di rendere più bella Roma.

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