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Terrelibere.org nasce nel 1999, è uno dei primi siti web italiani a raccogliere e produrre inchieste e ricerche. Gli argomento sono i rapporti tra Nord e Sud del Mondo, la mafia, le migrazioni, l’economia e la disuguaglianza. Tutti i materiali sono diffusi liberamente su licenza Creative Commons. Dal 2009 diventa casa editrice. Fin dall'inizio, terrelibere.org è stato uno progetto differente da tutto il resto ("altre forme di comunicazione") - sia rispetto ai mezzi di comunicazione su carta che nei confronti di Internet. Oggi troppi siti web sono alle prese con "l'argomento del giorno" imposto dalla televisione, limitandosi a commentare oppure a riprodurre informazioni "di minoranza" spesso ancora più conformiste e piatte rispetto a quelle prodotte nel "mainstream". La nostra area internet - invece - vuole proporsi come "rivista elettronica", ospitando interventi di qualità e originali. La vera sfida per l'informazione alternativa sul web è quella di acquisire la capacità di "creare" le notizie e le opinioni, rifiutando il "copia-incolla" che annulla l'autorevolezza di una fonte indistinguibile. L'obiettivo è integrare cartaceo ed internet, quindi "occupare" quella terra di mezzo tra la ricerca accademica, spesso autorefenziale ed astratta, ed il giornalismo cronachistico, incapace di approfondire e avere memoria.

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#Stopspesa, fermiamoci finché non avremo un'etichetta trasparente

Sospendiamo i nostri acquisti di ortofrutta nei supermercati finché non troveremo in etichetta ogni informazione sul rispetto dei diritti dei lavoratori 1. Lo sfruttamentoOrmai da trent'anni l'agricoltura italiana è macchiata dal grave sfruttamento di lavoratori migranti e italiani. Non c'è solo il caporalato. Gravi violazioni dei diritti umani si compiono ai danni di donne e figure vulnerabili. 2. Il consumoL'attenzione è concentrata sui ghetti, sulle situazioni visibili (paradossalmente definite "invisibili"). Ma cosa accade nel percorso dai campi agli scaffali dei supermercati? 3. Che fare?Proviamo ad agire. Informiamoci sulle filiere. Impegniamoci a non consumare i prodotti più a rischio che si trovano sugli scaffali dei supermercati finché la GDO non ci fornirà informazioni dettagliate sul rispetto dei diritti dei lavoratori. Chiediamo il rispetto dei diritti dei lavoratori nei campi. Vogliamo un'etichetta trasparente! È ormai evidente che i prodotti frutto di sfruttamento finiscono anche nei banconi dei grandi supermercati. Le aziende si difendono con le liberatorie fatte firmare ai propri fornitori. Oppure chiudendo i contratti a fronte di situazioni imbarazzanti. Questi comportamenti non sono più accettabili. Dobbiamo essere tanti e far capire ai supermercati che l'informazione sui diritti dei lavoratori per noi è importante.  

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