Tara Green - Associazione Nazionale Tutela Animale e Ricerca Ambientale

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Mission Tara Green è un'organizzazione Italiana senza fini di lucro per la tutela degli animali e dell’ambiente. La nostra mission è porre fine ad ogni forma di maltrattamento verso gli animali e contro la distruzione dell'intero habitat ai fini di conservare e proteggere ogni forma di specie e di tutelare l’intero ecosistema. Tara Green utilizza innovative tattiche ad azione diretta per indagare, documentare ed intervenire prontamente contro ogni forma di violenza, di crudeltà e di attività illegale. Ci battiamo per cambiare un sistema lucrativo e corrotto a discapito degli animali e dell’ambiente ai fini di garantire la loro tutela e il loro benessere. Tara Green lotta contro ogni forma di CRUDELTÀ fisica e/o psicologica a discapito degli animali e contro ogni forma di CRIMINALITÀ ai danni dell'ambiente.

Started 3 petitions

Petitioning Presidente del Consiglio dei Ministri., ministero della salute, Regione Lazio, Regione Sicilia, Parlamento, Ufficio di presidenza, Commissioni parlamentari

Campagna contro il randagismo - Sterilizzazione obbligatoria gratuita -

I motivi a favore della sterilizzazione sono di natura medica, comportamentale, gestionale e di sanità pubblica Premessa: La sterilizzazione è l’unico modo per combattere il randagismo, per arginare gli abbandoni e favorisce drasticamente lo svuotamento dei canili/gattili, avviandoli alla chiusura.  Dona una possibilità in più di adozione agli animali che vi sono rinchiusi. Riduce l’incidenza di tumori e infezioni a carico del sistema riproduttivo ed il nervosismo dovuto alla necessità dell’animale di accoppiarsi. Costituisce un argine importante al propagarsi di malattie mortali come spesso accade nei gatti con la FELV e la FIV. Il randagismo causa di incidenti stradali, condizioni igienico-sanitarie scarse, liti tra cani o aggressioni, avvelenamenti e maltrattamenti di ogni genere, è fonte di business per molti canili lager, spese importanti e continue sulle casse dello stato. Sterilizzare un animale significa fermare la mano di quelle persone crudeli e senza scrupoli che abbandonano o uccidono nei peggiori modi possibili le cucciolate indesiderate. Spesso si ritiene che sterilizzare significa infliggere una sofferenza o una mutilazione al proprio animale, semmai è vero il contrario. Cani e gatti non sterilizzati soffrono proprio a causa dei loro calori, girano senza pace o vengono rinchiusi in casa per evitare l’accoppiamento, in preda a stress e nervosismo. Gli interventi di sterilizzazione sono semplici procedure di routine. La maggior parte degli animali prova un disagio relativamente piccolo con un ritorno alla normalità entro uno o due giorni. Doloroso e potenzialmente più pericoloso lo è sicuramente il parto. Parlando di numeri,  una sola cagna ed i suoi cuccioli in appena 6 anni possono arrivare a generare circa 67.000 cuccioli. Nello stesso arco di tempo una sola gatta ed i suoi gattini arrivano a generarne addirittura 73.000! E’ importante cercare di comprendere come l’idea che “la natura debba fare il suo corso” non sia in realtà una scusa per non vedere ed affrontare un problema grave e quanto mai urgente. L’uomo può ricorrere a sistemi contraccettivi, concedendosi rapporti sessuali senza dover forzatamente riprodursi, l’animale no! E, allo stato attuale delle cose, gli animali non possono permettersi di riprodursi proprio per la loro condizione di sofferente sovraffollamento. Prima di puntare l’indice e dire che tutto questo è egoistico e innaturale, chiediamoci quanto di innaturale è già presente nella nostra vita di esseri umani (che “innaturalmente” viviamo, ci vestiamo, assumiamo farmaci, inquiniamo…) o chiediamoci cosa invece ci sia di “naturale” nel gettare via animali, lasciandoli randagi e sottoposti a continui pericoli. Visto che, Le associazioni di volontariato sono al collasso per tutto ciò che riguarda fondi, spazi ed energie, ma fanno del loro meglio per accudire cucciolate non volute e abbandonate… Come si può permettere e pretendere che si accollino sempre tutti i nascituri per conto di chi non vuole sterilizzare? Non è eticamente giusto e corretto scaricare sugli altri le proprie responsabilità. Abbandonare un animale significa quasi sicuramente condannarlo a morte. Molti finiscono feriti o uccisi dalle auto.  I pochi animali abbandonati che sopravvivono, hanno una vita fatta di stenti, scarsità di cibo, assenza di cure, assenza di affetto del tanto amato padrone. La legge punisce chi abbandona un animale domestico. La pena varia dai mille ai dieci mila euro di multa e può risultare fino a un anno di carcere.  Per tutti questi motivi ed altri ancora  Tara Green e i cittadini firmatari                                                        CHIEDONO 1. La sterilizzazione obbligatoria gratuita per cani e gatti di proprietà. 2. Una tassa annuale fissa di euro 200,00 (duecento/00) per i cittadini che non vogliono aderire all'iniziativa con controlli a sorpresa e frequenti sugli animali non sterilizzati.  Firma la petizione e sostieni la nostra raccolta fondi a sostegno della sterilizzazione di cani e gatti randagi che puoi trovare su www.taragreen.it            

Tara Green - Associazione Nazionale Tutela Animale e Ricerca Ambientale
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Petitioning AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, Ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, Comune di Roma Capitale, Regione Lazio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

MODIFICA della legge 21/92 DIVIETO del SERVIZIO a TRAZIONE ANIMALE e riconversione licenze

Modifica della legge 21/92  e successiva eliminazione del servizio a trazione animale con Divieto di esercitare servizi di trasporto a trazione animale, inclusa l’attività delle botticelle a Roma Capitale – Tutela dei cavalli e riconversione delle licenze in altre attività” Tara Green e i cittadini firmatari rappresentano il proprio disaccordo per l'esercizio dei servizi di trasporto a trazione animale, inclusa l'attività delle botticelle a Roma Capitale.  «Il Ministro della Salute, sentito il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, stabilisce con proprio decreto di legge art. 4 la modifica dell'articolo 70 in materia di circolazione delle carrozze - i criteri per la dismissione e la collocazione degli animali utilizzati per la trazione di veicoli adibiti al servizio di piazza e per i servizi pubblici non di linea finalizzati al trasporto di persone, in strutture espressamente individuate, sentite le principali associazioni di protezione animale riconosciute dal ministero della Salute». Premessa: Quando non c’erano ancora gli attuali mezzi di locomozione, sicuramente più confortevoli, rapidi, e più economici, i cavalli delle storiche botticelle, ovvero i calessi trainati da cavalli,  erano impiegate per il trasporto di botti con diverse merci. Nel XXI secolo, la tutela e il  benessere degli animali viene violato a causa della legge 21/92 che consente ancora l’utilizzo delle botticelle in una città dove, il livello di smog e il traffico mettono a rischio la sicurezza degli animali e i cittadini. Roma: I cavalli sono visibilmente sottoposti a una condizione di sofferenza continua in quanto le condizioni di lavoro sono pesantissime. Gli animali sono costretti a trainare ogni giorno carichi molto pesanti (più di 800 kg) e a lavorare in un contesto urbano pericoloso per via dell’alto livello di  smog, dei forti rumori, della pavimentazione sdrucciolevole, del traffico intenso dove la velocità delle automobili e dei mezzi di trasporto pubblico li terrorizzano e per finire, il ferro che hanno in bocca non gli dà pace. Numerosi sono stati gli incidenti per le condizioni sopra descritte che, in alcuni casi hanno causato il ferimento e la morte di cavalli e dell’uomo.  Al giorno d’oggi riteniamo che non sussistano i presupposti per l’impiego di animali per il trasporto di merci o di persone. I cavalli delle botticelle rappresentano l’incompatibilità tra la natura di questi animali (paurosi e vulnerabili) e il traffico romano. Se in epoche passate i carretti percorrevano vie isolate e relativamente tranquille, nella Roma di oggi questo mezzo di trasporto è assolutamente anacronistico e crudele per questi splendidi animali. Visto che, -          le minime norme a loro tutela, previste dal Regolamento Comunale per la disciplina degli autoservizi pubblici non di linea e del Regolamento Comunale sulla tutela degli animali sono sistematicamente non rispettate come denunciato da tempo da cittadini e associazioni animaliste, così come non sono rispettati requisiti essenziali previsti dal Codice della Strada sia in materia di sicurezza e incolumità pubblica così come per gli aspetti fiscali; -          è evidente la sofferenza dell’animale ed ogni comune ha l’obbligo di riconoscere agli individui ed alle specie animali non umane il diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche; a fronte di quanto sopra menzionato,                                                   CHIEDIAMO La modifica della legge 21/92  e DIVIETO di esercitare servizi di trasporto a trazione animale, inclusa l’attività delle botticelle a Roma capitale – Tutela dei cavalli e riconversione delle licenze in altre attività” Per il benessere e la tutela degli animali e dell'uomo,   invitano tutti i cittadini, le Istituzioni pubbliche e private a sostenere questa causa. Grazie

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Petitioning Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro dell'ambiente, Ministro delle Politiche Alimentari e Forestali, Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ai Presidenti del Se...

Stop Killing Animals - Abolizione Caccia

Abolizione della caccia e di ogni attività in grado di arrecare danni fisici e/o psicologici agli animali e, ai fini di poter contenere la popolazione faunistica, si richiede l’utilizzo di  somministrazione di sterilizzanti specifici che, risolte alcune problematiche applicative, sono la vera soluzione del problema, a tutela permanente dell’equilibrio ambientale e delle coltivazioni. Premessa: Nel XXI secolo, la società ha maturato una nuova cultura di rispetto per tutte le specie animali e vegetali. Oggi più che mai, è eticamente inaccettabile uccidere per divertimento o per sport. La caccia si rivela  l’unico “sport” che ferisce e uccide le persone stesse, colpite da armi di portata devastante, come quelle impiegate nella caccia al cinghiale: un problema di sicurezza per la pubblica incolumità. A tale proposito, come ogni anno, al termine della canonica stagione venatoria (31 gennaio), l’Associazione vittime della caccia, pubblica un dossier relativo alle vittime umane in campo venatorio o a causa di armi da caccia. I dati inerenti la stagione  2017/2018 sono i seguenti: civili non cacciatori, 34, di cui 24 feriti e 10 morti; cacciatori, 80, di cui 60 feriti e 20 morti. Totale: 84 feriti e 30 morti. Tre i minori rimasti vittime, di cui due feriti ed un morto. Al primo posto la Campania, con quindici vittime, seguita da Toscana, Lazio, Puglia. Molte regioni hanno emanato calendari venatori che, prevedono la caccia nella fase di migrazione prenuziale, di riproduzione e dipendenza dei piccoli dai genitori, in violazione della direttiva europea 147/2009 ("Uccelli"). Per non parlare degli animali protetti e domestici uccisi. Oggi giorno, la presenza dei cinghiali nei centri abitati viene percepita molto di più rispetto alle altre specie animali perché per decenni sono stati alimentati dai cacciatori, abituandoli così alla presenza dell’uomo, con il solo fine di trattenerli sul loro territorio di caccia. La grande responsabilità della caccia è la liberazione in passato degli ungulati in territori in cui da anni erano spariti, per farli crescere di numero ad esclusivo fine venatorio. Vittime della caccia sono gli stessi cani dei cacciatori. Che i cacciatori abbiano un rapporto particolare con i loro cani è cosa nota. Non sono certo proprietari amorevoli, anzi la maggior parte di loro tratta i propri cani come fossero armi che, quando non funzionano più vanno cambiate. Poco importa se questi esseri senzienti hanno sentimenti, loro non si affezionano: se i cani da caccia sono vecchi, vanno sostituiti. Alcuni vengono abbandonati, altri, purtroppo uccisi da chi li ha cresciuti e addestrati. Ma c’è chi pensa che dietro questi “animalicidi” si nasconda una questione economica: ovvero, la richiesta di indennizzo. Sono circa 700mila i cacciatori italiani che dispongono di oltre un milione di cani. Ogni anno molti di questi muoiono a causa di quelli che comunemente vengono chiamati “incidenti di caccia”: molto spesso  vengono uccisi a fucilate dai loro stessi proprietari in quanto anziani o semplicemente inutilizzabili, facendo poi passare l’abbattimento per un incidente. Il fine, a quanto pare, è quello di richiedere l’indennizzo, essendo i cani assicurati proprio come i cacciatori. Solo nel 2016 le pratiche di indennizzo per questo tipo di incidenti che hanno visto la morte dei cani sono stati oltre 3mila: si pensi che è stata riscontrata anche una forte diminuzione rispetto agli anni precedenti. E che dire del piombo sparso nelle campagne? oppure dei cacciatori che uccidono gli animali che fuggono dagli incendi? Ogni anno, gli “sportivi” non riescono ad abbattere il contingente loro assegnato, infatti, il numero degli abbattimenti è uguale ai risultati degli anni precedenti: “solo” uno su tre. Il declino di tante specie è gravissimo, si spara a ben 19 specie di avifauna in stato di conservazione sfavorevole (spec 2 e spec 3). I censimenti vengono effettuati dai cacciatori, su porzioni limitate di territorio e si tirano fuori i numeri presunti del totale sull'intero territorio. Conati i numeri, si stabilisce una percentuale da abbattere e si ottiene il numero dei “morituri” annuali; questo numero non viene mai raggiunto, neppure nella prima parte della stagione venatoria, e quindi tutti gli anni si proroga la caccia al mese di Gennaio grazie alla legge colabrodo che ha visto la felicità di politici, amministratori, cacciatori ed agricoltori. La caccia, che non può e non vuole contenerne la popolazione, è quindi la causa e non la soluzione del sovrannumero di animali. Solo dopo aver fatto dei seri censimenti,  utilizzando metodi attendibili offerti dalla moderna tecnologia, droni, sistemi ad infrarossi, etc e non dai cacciatori, sarà possibile capire il giusto numero di cinghiali, lupi caprioli, daini ecc e affrontare il problema come è stato già fatto in molti paesi del mondo, ovvero tramite promettenti studi, ovviamente avversati ovunque dal mondo venatorio e dai politici loro amici, di somministrazione di sterilizzanti specifici che, risolte alcune problematiche applicative, sono la vera soluzione del problema, a tutela permanente dell’equilibrio ambientale e delle coltivazioni. A fronte di quanto sopra riportato è possibile stabilire che la caccia influisce in maniera incisiva e devastante sull'intero ecosistema, ai fini di tutelare l’intero ecosistema,                                                          CHIEDIAMO l’abolizione della caccia e di ogni attività in grado di arrecare danni fisici e/psicologici agli animali e, ai fini di poter contenere la popolazione faunistica, si richiede l’utilizzo di  somministrazione di sterilizzanti specifici che, risolte alcune problematiche applicative, sono la vera soluzione del problema, a tutela permanente dell’equilibrio ambientale e delle coltivazioni. “Nello spazio in cui vive un cacciatore possono vivere dieci pastori, cento contadini e mille giardinieri. La crudeltà contro gli animali non può essere conciliabile né con una vera cultura, né con una vera erudizione. È uno dei pesi più caratteristici di un popolo grezzo e ignobile.” (A. Von Humboldt) Per la tutela dell'intero ecosistema, Tara Green invita tutti i cittadini, le Istituzioni pubbliche e private a sostenere questa causa.Grazie

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