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Victory
Petitioning Emma Bonino

La memoria di Falcone e Impastato non può essere offesa da un panino austriaco

Siamo venuti a conoscenza che in una panineria viennese, Don Panino, si vendono panini dai nomi: Don Greco, Don Buscetta, Don Corleone, Don Mori, Don Falcone e Don Peppino, quest'ultimo con chiaro riferimento a Peppino Impastato. Nella descrizione del menù si legge: “Siciliano dalla bocca larga fu cotto in una bomba come un pollo nel barbecue”.Per quello su Giovanni Falcone la descrizione è invece: “Sarà grigliato come un salsicciotto”.  Riteniamo l'episodio gravissimo e frutto non solo di un utilizzo di cattivo gusto per motivi commerciali, ma di qualcosa di più profondo. Il menù oltre ad essere offensivo nei confronti di Falcone ed Impastato fa un lavoro più sottile accomunando boss mafiosi e collusi con le vittime della mafia. Temiamo che non si tratti di un episodio occasionale, di luoghi comuni sull’Italia o di un episodio di xenofobia. Il logo del locale che richiama il manifesto del film “il padrino” lo abbiamo già visto anche in Germania, in alcuni locali spesso gestiti da italiani. Chiediamo quindi al Ministro degli Esteri Emma Bonino di intervenire presso le autorità austriache per l'immediata messa al bando di questi prodotti, l'oscuramento del sito e per l'avvio di accertamenti sull'origine dei locali che in Europa portano questo marchio. Danilo SulisPresidente Rete 100 passi

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Petitioning Rosario Crocetta

Il casolare dove fu assassinato Peppino Impastato venga consegnato alla collettività

Peppino Impastato, per aver denunziato dai microfoni della sua radio le attività della mafia, fu assassinato il 9 maggio del 1978. Gli assassini tentarono di farlo credere un attentatore facendolo saltare sui binari della ferrovia. La caparbietà dei suoi compagni, che trovarono in un vicino casolare una pietra con il suo sangue, fece però affiorare la verità. Ora, il casolare di contrada Feudo, a Cinisi (PA), dove lo hanno massacrato ed ucciso 37 anni fa è stato trasformato in una discarica, il terreno circostante è coperto da letame e lo stato di conservazione dell'edificio è talmente grave che rischia il crollo. Un piccolo passo era stato fatto lo scorso anno, 2014, quando il presidente della regione Crocetta ci aveva consegnato il provvedimento che metteva il vincolo al casolare. Questo doveva essere il primo atto verso l'esproprio, invece, dopo il vincolo il silenzio. L'unico risultato raggiunto è stato la chiusura del casolare da parte del proprietario alle tantissime persone che si recano a Cinisi per conoscere la storia di Peppino. Firma questa petizione per aderire all'appello di Rete 100 passi. Chiedi a Rosario Crocetta, Presidente della Regione Siciliana, che il casolare venga espropriato e consegnato alla collettività.

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