partito animalista europeo

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Petitioning Al Governo ed al Parlamento italiano

CARCERE PER CHI UCCIDE ANIMALI - Petizione popolare

Lo scopo è quello di ottenere un immediato inasprimento delle pene che prevedano la certezza del carcere per chi maltratta ed uccide animali in ogni ambito dai canili lager agli allevamenti intensivi e tradizionali dai laboratori di sperimentazione ai circhi ai trasporti di bestiame e quanto altro. Le attuali normative vigenti concernenti l’uccisione e maltrattamento degli animali, compiuti con crudeltà e senza necessità,  prevedono pene inferiori ai tre anni pertanto gli autori di tali reati mai varcheranno la soglia del carcere. Allo stato attuale la legge italiana  punisce con la galera un borseggiatore e lascia libero chi uccide con coscienza e volontà  un animale da compagnia . Di fatto il legislatore attribuisce maggiore valore ad un oggetto piuttosto che ad un essere senziente. In virtù dell’Art. 13, Titolo II, del Trattato di Lisbona concernente il Trattato sull’Unione Europea ed il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, “…, l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti,” ratificato dall’Italia con Legge n. 130 del 2 agosto 2008 abbiamo chiesto a tutti i capigruppo parlamentari di volere inserire nell’agenda politica la discussione di questa legge, ormai inadeguata e non armonizzata con gli ordinamenti giuridici dell’UE e degli Stai membri, al fine di inasprire le pene che prevedano la certezza del carcere per chi commette reati contro gli animali. Visto che le tematiche sugli animali d’affezione coinvolgono oltre l’80% della popolazione italiana chiediamo di prendere posizione, senza personalismi ed in modo trasversale tra tutte le forze politiche rappresentative, in merito alla questione garantendo l’impegno, non più procrastinabile, di modificare una legge ormai inadeguata per i valori di una società migliore e considerata ingiusta dall’opinione pubblica. LINK LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, DEL SENATO E DELLA CAMERA  http://www.agenpress.it/notizie/2016/11/07/giustizia-angelo-cane-impiccato-pae-chiede-ai-rappresentanti-parlamentari-limmediata-modifica-della-legge/

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Petitioning Parlamento Italiano

NO AL BUSINESS DEI RANDAGI - PROGETTO SVUOTACANILI. Petizione popolare

Rivisitare la gestione dei canili sia pubblici che privati sulla base di un’ottica culturale diversa al fine di evitare scelte imprenditoriali dirette a sacrificare il benessere degli animali alle logiche del profitto. La vigente normativa favorisce lo sviluppo di meccanismi speculativi e ingiustificatamente lucrativi sulla pelle degli animali proprio da chi li dovrebbe tutelare. Risoluzione:  Stop agli affidamenti diretti in convenzione ed ai bandi e vietare l'erogazione dei finanziamenti pubblici  a soggetti esterni sia essi rappresentati da società o associazioni od onlus al fine di evitare la spartizione dei fondi tra stipendi e consulenze d'oro ed agli animali solo le briciole. Rendere fuorilegge il modello Roma dove il gestore privato Avcpp (Associazione Volontari Canile Porta Portese) per un quindicennio ha intascato l'80% dei 4.200.000 euro annualmente ricevuti a titolo di stipendi d'oro e solo il 10% è stato destinato al mantenimento dei cani detenuti.  Gli animali costituivano merce di scambio atteso che il canone veniva determinato sulla base del numero medio di presenze mensile dell'ultimo trimestre di riferimento; per questo motivo il numero dei cani detenuti non è mai sceso, negli anni, al di sotto del numero concordato, per questo motivo l'importo del canone non è mai diminuito, per questo motivo gli stipendi d'oro sono stati sempre garantiti. Prendere come esempio virtuoso l’Olanda che vanta il titolo di non avere animali randagi (e non ha usato la soppressione per raggiungere questo esito). Questo risultato dovrebbe essere un significativo esempio per tutta l’umanità, del fatto che si possono raggiungere questi obbiettivi se le autorità agissero nel modo più appropriato. In pratica l’Olanda ha raggiunto l’obbiettivo di far vivere degnamente tutti gli animali, con 4 cambiamenti principali: 1) Consapevolezza 2) Disincentivare l’acquisto di animali attraverso tasse e imposte piuttosto elevate. 3) Leggi severe e sanzioni gravi per abuso e abbandono degli animali. 4) Sterilizzazione massiccia e obbligatoria. Internalizzare il servizio al fine di correggere l'inefficienza allocativa derivante dall'esistenza di esternalità.  Assegnare, quindi, la gestione dei canili e gattili all'Amministrazione locale coadiuvata dalle associazioni animaliste virtuose ai sensi delle raccomandazioni delle best practices .  Contributo per adozione animali mediante compensazione Tares o vitalizi (obbligatorietà dell'adottante a visite periodiche presso strutture veterinarie Asl e controlli a sorpresa del personale amministrativo dell' Ufficio Diritti Animali coadiuvato da volontari; tali agevolazioni sono vincolate al buono stato di salute dell'animale.) ;  Sollecitare, inoltre, le Pubbliche amministrazioni e gli Enti locali all'applicazione di norme e leggi concernenti la sterilizzazione degli animali così come previsto dalla legge 281/91 e dalla Finanziaria 2007. L’obbligo della sterilizzazione dei cani randagi deriva dalla necessità di elaborare una politica di controllo delle nascite al fine di ridurre il fenomeno del randagismo e il sovraffollamento nei canili; sarebbe tuttavia auspicabile che tale pratica trovasse maggiore diffusione anche tra i cani di proprietà. Rendere obbligatorio l'allestimento di  telecamere di videosorveglianza h24, in grado di trasmettere immagini a qualsiasi computer attraverso Internet, nelle aree di detenzione degli animali.  L'OBIETTIVO È DARE UNA CASA AI CANI ANCORA SENZA PADRONE  e di permettere un sostanziale risparmio per le casse delle amministrazioni. La finalità del Progetto Svuotacanili non è quella di ristrutturare o realizzare centri di detenzione di cani e gatti ma di chiuderli definitivamente. Un progetto ambizioso ma realistico.     

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Petitioning Beatrice Lorenzin, Marco Minniti

ABROGARE SUBITO LA MACELLAZIONE RITUALE - Petizione popolare

Nessuno puo' arrogarsi il diritto di imporre la propria cultura ad un popolo ospitante ed avverso a tali barbare tradizioni. La normativa europea circa  la macellazione prevede obbligatoriamente  lo stordimento preventivo degli animali ma una precisa deroga legislativa italiana, il D.M. 11 giugno 1980 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20.06.1980 n° 168 “Autorizzazione alla macellazione degli animali secondo i riti religiosi ebraico ed islamico” a firma dei Ministri della Salute Aniasi e dell'Interno Rognoni, autorizza le comunità islamiche ed ebraiche a non osservare tale obbligo. Queste culture prescrivono che gli animali siano macellati senza preventivo stordimento, devono, quindi, restare coscienti nel momento dell'uccisione che avverrà recidendo trachea ed esofago (taglio della gola). NESSUN CREDO RELIGIOSO PUÒ DEROGARE ALL'ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO E NESSUNA LEGGE DEVE ESSERE MODIFICATA SU IMPOSIZIONE DI UNA ESIGUA MINORANZA RELIGIOSA IN CONFLITTO CON GLI ARTT. 7 E 8 DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA E CONTRO IL VOLERE DEL POPOLO ITALIANO.  IN UNO STATO LIBERO, DEMOCRATICO E LAICO CIO' È INACCETTABILE. QUESTA INGIUSTIZIA STA GENERANDO SENTIMENTI DI NATURA ANTI-ISLAMICA ED ANTISEMITA.  Il Regolamento “rispetta di conseguenza la libertà di religione e il diritto di manifestare la propria religione o la propria convinzione mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti" come stabilito dall’articolo 10 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea; di contro Il diritto garantito al paragrafo 1 corrisponde a quello garantito dall'articolo 9 della Convenzione Europea dei Diritti dell' Uomo e, ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 3 della Carta, ha significato e portata identici a detto articolo. Le limitazioni devono pertanto rispettare l'articolo 9, paragrafo 2, che recita: «La libertà di professare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che, stabilite dalla legge, costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o alla protezione dei diritti e della libertà altrui.» In forza di tale Convenzione gli Stati di seguito elencati: Svizzera, Norvegia, Islanda, Lettonia, Svezia, Polonia e Danimarca vietano la macellazione rituale. Considerato che gli italiani in base al 25° Rapporto Italia Eurispes hanno dimostrato ancora una volta la particolare sensibilità e il rispetto nei confronti degli animali e preso atto di un trattamento di privilegio riservato alle comunità  islamiche ed ebraiche, tutto ciò appare ingiusto e discriminatorio nei confronti della maggioranza cristiana e del mondo laico ed ateo. I sottoscritti cittadini chiedono

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