partito animalista europeo

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Petitioning Parlamento Italiano

NO I PRIVATI NEI CANILI - PROGETTO SVUOTACANILI - Proposta di Legge di iniziativa popolare

Istituire il Progetto Svuotacanili sul modello della campagna statunitense di adozione "Clear the shelters" che ha determinato la chiusura   di numerosi canili e gattili per mancanza di ospiti. Rivisitare la gestione dei canili sia pubblici che privati sulla base di un’ottica culturale diversa al fine di evitare scelte imprenditoriali dirette a sacrificare il benessere degli animali alle logiche del profitto. La vigente normativa favorisce lo sviluppo di meccanismi speculativi e ingiustificatamente lucrativi sulla pelle degli animali proprio da chi li dovrebbe tutelare. Risoluzione:  Stop agli affidamenti diretti in convenzione ed ai bandi e vietare l'erogazione dei finanziamenti pubblici  a soggetti esterni sia essi rappresentati da società o associazioni od onlus al fine di evitare la spartizione dei fondi tra stipendi e consulenze d'oro ed agli animali solo le briciole. Rendere fuorilegge il modello Roma dove il gestore privato Avcpp per decenni ha destinato dei 4.200.000 euro annualmente ricevuti solo il 10% per i cani custoditi ; gli animali costituivano merce di scambio atteso che il canone veniva determinato sulla base del numero medio di presenze mensile dell'ultimo trimestre; per questo motivo il numero dei cani detenuti non è mai sceso, negli anni,  sotto le mille unità, per questo motivo l'importo del canone non è mai diminuito, per questo motivo gli stipendi d'oro sono stati sempre garantiti. Internalizzare il servizio al fine di correggere l'inefficienza allocativa derivante dall'esistenza di esternalità.  Assegnare, quindi, la gestione dei canili e gattili all'Amministrazione locale coadiuvata dalle associazioni animaliste virtuose ai sensi delle raccomandazioni delle best practices .  Contributo per adozione animali mediante compensazione Tares o vitalizi (obbligatorietà dell'adottante a visite periodiche presso strutture veterinarie Asl e controlli a sorpresa del personale amministrativo dell' Ufficio Diritti Animali coadiuvato da volontari; tali agevolazioni sono vincolate al buono stato di salute dell'animale.) ;  Sollecitare, inoltre, le Pubbliche amministrazioni e gli Enti locali all'applicazione di norme e leggi concernenti la sterilizzazione degli animali così come previsto dalla legge 281/91 e dalla Finanziaria 2007. L’obbligo della sterilizzazione dei cani randagi deriva dalla necessità di elaborare una politica di controllo delle nascite al fine di ridurre il fenomeno del randagismo e il sovraffollamento nei canili; sarebbe tuttavia auspicabile che tale pratica trovasse maggiore diffusione anche tra i cani di proprietà. L'OBIETTIVO È DARE UNA CASA AI CANI ANCORA SENZA PADRONE  e di permettere un sostanziale risparmio per le casse delle amministrazioni. La finalità del Progetto Svuotacanili non è quella di ristrutturare o realizzare centri di detenzione di cani e gatti ma di chiuderli definitivamente. Un progetto ambizioso ma realistico.     

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Petitioning Beatrice Lorenzin

ABROGARE SUBITO LA MACELLAZIONE RITUALE - nessuno puo' arrogarsi il diritto di imporre la propria cultura ad un popolo ospitante ed avverso a tali barbare tradizioni

La normativa europea circa  la macellazione prevede obbligatoriamente  lo stordimento preventivo degli animali ma una precisa deroga legislativa italiana, il D.M. 11 giugno 1980 “Autorizzazione alla macellazione degli animali secondo i riti religiosi ebraico ed islamico”, autorizza le comunità islamiche ed ebraiche a non osservare tale obbligo. Queste culture prescrivono che gli animali siano macellati senza preventivo stordimento, devono, quindi, restare coscienti nel momento dell'uccisione che avverrà recidendo trachea ed esofago (taglio della gola).   NESSUN CREDO RELIGIOSO PUÒ PREVALERE SULLE NORME DI TUTELA DEGLI ANIMALI E NESSUNA LEGGE DEVE ESSERE MODIFICATA SU IMPOSIZIONE DI UNA ESIGUA MINORANZA RELIGIOSA E CONTRO IL VOLERE DELL'INTERA POPOLAZIONE, IN UNO STATO LIBERO, DEMOCRATICO E LAICO CIO' È INACCETTABILE. QUESTA INGIUSTIZIA STA GENERANDO SENTIMENTI DI NATURA ANTI-ISLAMICA ED ANTISEMITA.   Il Regolamento “rispetta di conseguenza la libertà di religione e il diritto di manifestare la propria religione o la propria convinzione mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti" come stabilito dall’articolo 10 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea; di contro Il diritto garantito al paragrafo 1 corrisponde a quello garantito dall'articolo 9 della Convenzione Europea dei Diritti dell' Uomo e, ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 3 della Carta, ha significato e portata identici a detto articolo. Le limitazioni devono pertanto rispettare l'articolo 9, paragrafo 2, che recita: «La libertà di professare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che, stabilite dalla legge, costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o alla protezione dei diritti e della libertà altrui.» In forza di tale Convenzione gli Stati di seguito elencati: Svizzera, Norvegia, Islanda, Lettonia, Svezia e Polonia vietano la macellazione rituale. Considerato che gli italiani in base al 25° Rapporto Italia Eurispes hanno dimostrato ancora una volta la particolare sensibilità e il rispetto nei confronti degli animali e preso atto di un trattamento di privilegio riservato alle comunità  islamiche ed ebraiche, tutto ciò appare ingiusto e discriminatorio nei confronti della maggioranza cristiana e del mondo laico ed ateo.   I sottoscritti cittadini chiedono

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