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Petitioning Al Governo ed al Parlamento italiano

CARCERE PER CHI SEVIZIA ED UCCIDE ANIMALI - Proposta di legge di iniziativa popolare

Lo scopo è quello di ottenere un immediato inasprimento delle pene che prevedano la certezza del carcere per chi maltratta ed uccide animali in ogni ambito dai canili lager agli allevamenti intensivi e tradizionali dai laboratori di sperimentazione ai circhi dai trasporti di bestiame alle manifestazioni storico-culturali, sagre, palii nonchè chi li maltratta nei macelli e quanto altro. Le attuali normative vigenti concernenti l’uccisione e maltrattamento degli animali (legge 189/2004, art.727 c.p.), compiuti con crudeltà e senza necessità,  prevedono pene inferiori ai quattro anni (la legge n. 103/2017  fissa in quattro anni il limite di pena che impone la sospensione dell'ordine di esecuzione) pertanto gli autori di tali reati mai varcheranno la soglia del carcere ma verranno affidati in prova ai servizi sociali (legge n.67/2014 nel codice penale, agli articoli da 168-bis a 168-quater. La disciplina dell'istituto dà luogo all'estinzione del reato in caso di esito positivo della prova), pochi mesi di volontariato in un canile comunale è stata la pena scontata dai quattro assassini di Angelo, il cane randagio trucidato a Sangineto ed assurto ad emblema di tutte le vittime dell'odio dell'uomo. Allo stato attuale la legge italiana  punisce con la galera un borseggiatore e lascia libero chi uccide con coscienza e volontà e senza necessità un animale. Di fatto il legislatore attribuisce maggiore valore ad un oggetto piuttosto che ad un essere senziente. In virtù dell’Art. 13, Titolo II, del Trattato di Lisbona concernente il Trattato sull’Unione Europea ed il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, “…, l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti,” ratificato dall’Italia con Legge n. 130 del 2 agosto 2008 ma senza che fossero apportate norme di adeguamento dell’ordinamento interno, abbiamo chiesto a tutti i capigruppo parlamentari dei precedenti governi di volere inserire nell’agenda politica la discussione di questa legge, ormai inadeguata e non armonizzata con gli ordinamenti giuridici dell’UE e degli Stai membri, al fine di inasprire le pene che prevedano la certezza del carcere per chi commette reati contro gli animali. Visto che tre italiani su dieci accolgono un animale domestico in casa  (Eurispes: Rapporto Italia 2018 )  e che le tematiche concernenti la sofferenza, sfruttamento ed uccisione degli animali registrano la contrarietà di oltre l’80% della popolazione italiana (Eurispes: Rapporto Italia 2016. La sindrome del Palio ) chiediamo di prendere posizione, senza personalismi ed in modo trasversale tra tutte le forze politiche rappresentative, in merito alla questione garantendo l’impegno, non più procrastinabile, di modificare una legge ormai inadeguata per i valori di una società migliore e considerata ingiusta dal giudizio e modo di pensare collettivo della maggioranza dei cittadini. La classe politica non ha saputo intercettare le istanze dell'opinione pubblica evidentemente esasperata, tale inerzia sta conducendo la collettività verso una pericolosa deriva giustizialista. Il grave fatto di questi giorni a Siracusa, riportato dai media nazionali, dove l'autore di una uccisione crudele di un gatto è stato massacrato a bastonate da comuni cittadini finendo in ospedale, è la conferma di un segnale allarmante che evidenzia il fallimento della giustizia. LINK LETTERA APERTA AI PRESIDENTI DEL SENATO E DELLA CAMERA ED AI CAPIGRUPPO PARLAMENTARI  https://www.agenpress.it/notizie/2016/11/07/giustizia-angelo-cane-impiccato-pae-chiede-ai-rappresentanti-parlamentari-limmediata-modifica-della-legge/ LINK LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, DEL SENATO E DELLA CAMERA DEL PRECEDENTE GOVERNO. http://www.agenpress.it/notizie/2016/11/07/giustizia-angelo-cane-impiccato-pae-chiede-ai-rappresentanti-parlamentari-limmediata-modifica-della-legge/ Le firme raccolte tramite la piattaforma Change.org sono di esclusivo valore sociale.  ----------------------------------------------------------------------------                                 Proposta di Legge d’iniziativa popolare  MODIFICHE AL CODICE PENALE IN MATERIA DI REATI CONTRO GLI ANIMALI ED ALLA LEGGE 189/2004  RELAZIONE La presente proposta di legge nasce dall’esigenza di ottenere un immediato inasprimento delle pene che prevedano la certezza del carcere per chi maltratta ed uccide animali in ogni ambito dai canili lager agli allevamenti intensivi e tradizionali dai laboratori di sperimentazione ai circhi dai trasporti di bestiame alle manifestazioni storico-culturali, sagre, palii nonché maltrattamenti nei mattatoi e quanto altro. Le attuali normative vigenti concernenti il divieto di maltrattamento ed uccisione degli animali, compiuti per crudeltà o senza necessità,  prevedono pene inferiori ai quattro anni (la legge n. 103/2017  fissa in quattro anni il limite di pena che impone la sospensione dell'ordine di esecuzione) pertanto gli autori di tali reati mai varcheranno la soglia del carcere ma verranno affidati in prova ai servizi sociali (legge n.67/2014 nel codice penale, agli articoli da 168-bis a 168-quater. La disciplina dell'istituto dà luogo all'estinzione del reato in caso di esito positivo della prova), pochi mesi di volontariato in un canile comunale è stata la pena scontata dai quattro assassini di Angelo, il cane randagio barbaramente trucidato ed impiccato a Sangineto le cui sequenze sono state filmate e pubblicate in rete dagli stessi carnefici. La diffusione del video ha generato sentimenti di ira e di indignazione della quasi totalità dell'opinione pubblica. Angelo è stato oggetto di attenzione da parte dei media nazionali ed assurto ad emblema di tutte le vittime dell'odio dell'uomo. E’ noto che la letteratura scientifica ha stabilito che sussistono significative correlazioni tra violenza sugli animali e violenza sugli uomini. Studi sui serial killer confermano che la violenza sugli animali rientra nella lista dei tre indizi dalla presenza dei quali si può evincere se un soggetto potrà in futuro diventare un sociopatico con tendenze omicide. Ciò non significa che tutti i torturatori di animali diventino serial killer, ma tutti i serial killer sono stati torturatori di animali. Allo stato attuale la legge italiana  punisce con la galera fino a sei anni un borseggiatore all’interno di un autobus e lascia libero chi uccide con coscienza e volontà e senza necessità un animale. Nonostante la gravità di tale condotte la legge non garantisce un adeguato e proporzionato livello di deterrenza. Di fatto il legislatore attribuisce maggiore valore ad un oggetto piuttosto che ad un essere senziente. L’uccisione senza necessità di un animale andrebbe punita nelle medesima misura dell’omicidio stradale sotto effetto di sostanze stupefacenti (Art. 589-bis c.p.), considerando che ciò che si censura è la violenza sugli animali, nonché gravi condotte  che preannunciano la pericolosità di chi le pone in essere anche per l’uomo. Per le stesse motivazioni il maltrattamento e la sevizia di un animale andrebbero puniti nella medesima misura della lesione grave (Art. 583 c.p.). In virtù dell’Art. 13, Titolo II, del Trattato di Lisbona concernente il Trattato sull’Unione Europea ed il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, “…, l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti,” ratificato dall’Italia con Legge n. 130 del 2 agosto 2008 ma senza che fossero apportate norme di adeguamento dell’ordinamento interno,   si rende necessario modificare le normative vigenti, ormai inadeguate e non armonizzate con gli ordinamenti giuridici dell’UE e degli Stai membri, al fine di inasprire le pene che prevedano la certezza del carcere per chi commette reati contro gli animali. Si ricorda che tre italiani su dieci accolgono un animale domestico in casa  (Eurispes: Rapporto Italia 2018 )  e che le tematiche concernenti la sofferenza, sfruttamento ed uccisione degli animali registrano la contrarietà di oltre l’80% della popolazione italiana (Eurispes: Rapporto Italia 2016. La sindrome del Palio), pertanto si chiede di prendere posizione, senza personalismi ed in modo trasversale tra tutte le forze politiche rappresentative, garantendo l’impegno non più procrastinabile di modificare una legge ormai inadeguata per i valori di una società migliore e considerata ingiusta dal giudizio e modo di pensare collettivo della maggioranza degli italiani. La presente proposta di legge, pertanto, intende rimediare a taluni limiti della normativa in materia prevedendo all’art. 1 la modifica della rubrica del titolo IX-bis del libro secondo del codice penale che nel regolare i delitti contro gli animali non fa riferimento alla loro diretta tutela ma alla tutela del sentimento dell’uomo per gli animali. Agli articoli 2 e 3 si prevedono modifiche agli articoli 544-bis, 544-ter, 544-quater, 544-quinquies, 727 del codice penale e modifiche agli arti. 2 e 3 della legge 189/2004, aumentando la deterrenza delle pene al fine di reprimere con maggior efficacia i reati ivi previsti in danno degli animali, estendendo, inoltre, l’ambito di applicazione.                     —————————————————————————————                                              PROPOSTA DI LEGGE Art. 1 (Modifica della rubrica del titolo IX-bis del libro secondo del codice penale) 1. Al libro secondo del codice penale, la rubrica del titolo IX-bis è sostituita dalla seguente: “Dei delitti contro gli animali” Art.2 (Modifiche agli articoli 544-bis, 544-ter, 544-quater, 544-quinquies, 727 del codice penale) 1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a)  1) all’articolo 544-bis, le parole: “da quattro mesi a due anni” sono sostituite dalle seguenti “da otto a dodici anni”      2) all’articolo 544-bis, le parole: “per crudeltà o” sono soppresse b)  1) all’art. 544-ter, primo comma, le parole: “da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro” sono sostituite dalle seguenti: ”da tre a sette anni o con la multa da 15.000 a 60.000 euro”      2) all’articolo 544-ter, le parole: “per crudeltà o” sono soppresse c)  all’art. 544-quater, primo comma, le parole:” da quattro mesi a due anni e con la multa da 3.000 a 15.000 euro” sono sostituite dalle seguenti: ”da tre a sette anni e con la multa da 15.000 a 60.000 euro” d) all’art. 544-quinquies,  primo comma, le parole:” da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro” sono sostituite dalle seguenti: ”da tre a sette anni e con la multa da 150.000 a 480.000 euro” secondo e terzo comma, le parole: “da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro” sono sostituite dalle seguenti: ”da tre a sette anni e con la multa da 15.000 a 60.000 euro” e) all’art. 727,  primo comma, le parole: “fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro” sono sostituite dalle seguenti: ” da tre a sette anni  o con l’ammenda da 15.000 a 60.000 euro” Secondo comma, la parola “gravi” è soppressa Art. 3 (Modifiche agli artt. 2, 3 e 4 della legge 189/2004) 1. all’art. 2 (Divieto di utilizzo a fini commerciali di pelli e pellicce), secondo comma,  le parole: “da tre mesi ad un anno o con l'ammenda da 5.000 a 100.000 euro”  sono sostituite dalle seguenti: ”da uno a cinque anni o con l’ammenda da 150.000 a 480.000  euro” 2. all’art. 3 (Modifica alle disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale),  a) primo comma, Art.19-ter - (Leggi speciali in materia di animali) le parole: “di allevamento, di trasporto, di attività circense, di giardini zoologici, nonché dalle altre leggi speciali in materia di animali. Le disposizioni del titolo IX-bis del libro II del codice penale non si applicano altresì alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente” sono soppresse. b) primo comma, Art.19-ter - (Leggi speciali in materia di animali) viene aggiunto: “, ad eccezione dell’art. 544-ter comma primo, ” dopo la frase: “Le disposizioni del titolo IX-bis del libro II del codice penale” 3. all’art. 4 (Norme di coordinamento), comma primo, le parole: “con la reclusione da tre mesi ad un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro" sono sostituite dalle seguenti: “con la reclusione da tre a sette anni o con la multa da 15.000 a 60.000 euro”.              

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Petitioning Parlamento Italiano

NO AL BUSINESS DEI RANDAGI - PROGETTO SVUOTACANILI. Petizione popolare

Rivisitare la gestione dei canili sia pubblici che privati sulla base di un’ottica culturale diversa al fine di evitare scelte imprenditoriali dirette a sacrificare il benessere degli animali alle logiche del profitto. La vigente normativa favorisce lo sviluppo di meccanismi speculativi e ingiustificatamente lucrativi sulla pelle degli animali proprio da chi li dovrebbe tutelare. Risoluzione:  Stop agli affidamenti diretti in convenzione ed ai bandi e vietare l'erogazione dei finanziamenti pubblici  a soggetti esterni sia essi rappresentati da società o associazioni od onlus al fine di evitare la spartizione dei fondi tra stipendi e consulenze d'oro ed agli animali solo le briciole. Rendere fuorilegge il modello Roma dove il gestore privato Avcpp (Associazione Volontari Canile Porta Portese) per un quindicennio ha intascato l'80% dei 4.200.000 euro annualmente ricevuti a titolo di stipendi d'oro e solo il 10% è stato destinato al mantenimento dei cani detenuti.  Gli animali costituivano merce di scambio atteso che il canone veniva determinato sulla base del numero medio di presenze mensile dell'ultimo trimestre di riferimento; per questo motivo il numero dei cani detenuti non è mai sceso, negli anni, al di sotto del numero concordato, per questo motivo l'importo del canone non è mai diminuito, per questo motivo gli stipendi d'oro sono stati sempre garantiti. Prendere come esempio virtuoso l’Olanda che vanta il titolo di non avere animali randagi (e non ha usato la soppressione per raggiungere questo esito). Questo risultato dovrebbe essere un significativo esempio per tutta l’umanità, del fatto che si possono raggiungere questi obbiettivi se le autorità agissero nel modo più appropriato. In pratica l’Olanda ha raggiunto l’obbiettivo di far vivere degnamente tutti gli animali, con 4 cambiamenti principali: 1) Consapevolezza 2) Disincentivare l’acquisto di animali attraverso tasse e imposte piuttosto elevate. 3) Leggi severe e sanzioni gravi per abuso e abbandono degli animali. 4) Sterilizzazione massiccia e obbligatoria. Internalizzare il servizio al fine di correggere l'inefficienza allocativa derivante dall'esistenza di esternalità.  Assegnare, quindi, la gestione dei canili e gattili all'Amministrazione locale coadiuvata dalle associazioni animaliste virtuose ai sensi delle raccomandazioni delle best practices .  Contributo per adozione animali mediante compensazione Tares o vitalizi (obbligatorietà dell'adottante a visite periodiche presso strutture veterinarie Asl e controlli a sorpresa del personale amministrativo dell' Ufficio Diritti Animali coadiuvato da volontari; tali agevolazioni sono vincolate al buono stato di salute dell'animale.) ;  Sollecitare, inoltre, le Pubbliche amministrazioni e gli Enti locali all'applicazione di norme e leggi concernenti la sterilizzazione degli animali così come previsto dalla legge 281/91 e dalla Finanziaria 2007. L’obbligo della sterilizzazione dei cani randagi deriva dalla necessità di elaborare una politica di controllo delle nascite al fine di ridurre il fenomeno del randagismo e il sovraffollamento nei canili; sarebbe tuttavia auspicabile che tale pratica trovasse maggiore diffusione anche tra i cani di proprietà. Rendere obbligatorio l'allestimento di  telecamere di videosorveglianza h24, in grado di trasmettere immagini a qualsiasi computer attraverso Internet, nelle aree di detenzione degli animali.  L'OBIETTIVO È DARE UNA CASA AI CANI ANCORA SENZA PADRONE  e di permettere un sostanziale risparmio per le casse delle amministrazioni. La finalità del Progetto Svuotacanili non è quella di ristrutturare o realizzare centri di detenzione di cani e gatti ma di chiuderli definitivamente. Un progetto ambizioso ma realistico.     

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ABROGARE SUBITO LA MACELLAZIONE RITUALE - Petizione popolare

Nessuno puo' arrogarsi il diritto di imporre la propria cultura ad un popolo ospitante ed avverso a tali barbare tradizioni. La normativa europea circa  la macellazione prevede obbligatoriamente  lo stordimento preventivo degli animali ma una precisa deroga legislativa italiana, il D.M. 11 giugno 1980 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20.06.1980 n° 168 “Autorizzazione alla macellazione degli animali secondo i riti religiosi ebraico ed islamico” a firma dei Ministri della Salute Aniasi e dell'Interno Rognoni, autorizza le comunità islamiche ed ebraiche a non osservare tale obbligo. Queste culture prescrivono che gli animali siano macellati senza preventivo stordimento, devono, quindi, restare coscienti nel momento dell'uccisione che avverrà recidendo trachea ed esofago (taglio della gola). NESSUN CREDO RELIGIOSO PUÒ DEROGARE ALL'ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO E NESSUNA LEGGE DEVE ESSERE MODIFICATA SU IMPOSIZIONE DI UNA ESIGUA MINORANZA RELIGIOSA IN CONFLITTO CON GLI ARTT. 7 E 8 DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA E CONTRO IL VOLERE DEL POPOLO ITALIANO.  IN UNO STATO LIBERO, DEMOCRATICO E LAICO CIO' È INACCETTABILE. QUESTA INGIUSTIZIA STA GENERANDO SENTIMENTI DI NATURA ANTI-ISLAMICA ED ANTISEMITA.  Il Regolamento “rispetta di conseguenza la libertà di religione e il diritto di manifestare la propria religione o la propria convinzione mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti" come stabilito dall’articolo 10 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea; di contro Il diritto garantito al paragrafo 1 corrisponde a quello garantito dall'articolo 9 della Convenzione Europea dei Diritti dell' Uomo e, ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 3 della Carta, ha significato e portata identici a detto articolo. Le limitazioni devono pertanto rispettare l'articolo 9, paragrafo 2, che recita: «La libertà di professare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che, stabilite dalla legge, costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o alla protezione dei diritti e della libertà altrui.» In forza di tale Convenzione gli Stati di seguito elencati: Svizzera, Norvegia, Islanda, Lettonia, Svezia, Polonia e Danimarca vietano la macellazione rituale. Considerato che gli italiani in base al 25° Rapporto Italia Eurispes hanno dimostrato ancora una volta la particolare sensibilità e il rispetto nei confronti degli animali e preso atto di un trattamento di privilegio riservato alle comunità  islamiche ed ebraiche, tutto ciò appare ingiusto e discriminatorio nei confronti della maggioranza cristiana e del mondo laico ed ateo. I sottoscritti cittadini chiedono

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