Associazione Moto Perepetuo Onlus

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    Petitioning Ministro dell'istruzione Marco Bussetti, commissione istruzione alla camera, commissione istruzione al Senato

    Attenzione!!!! Diritto allo studio degli alunni con disabilità in pericolo!!!

    Per le ore di sostegno non decideranno più genitori ed insegnanti dell’alunno. Genitori e docenti uniti contro la politica del risparmio a danno degli alunni e dei propri figli. ·         FIRMA CONTRO l’abrogazione del terzo e del quinto periodo del comma 5 dell’art. 10 Dl. 2010 n. 78, conv. in legge 2010 n. 122, come previsto dall’art. 18 comma 1 lettera a) Dlgs 66 del 2017, perché così facendo vogliono togliere la quantificazione delle ore di sostegno nel PEI dai compiti del GLHO, per evitare ricorsi: ·         FIRMA CONTRO l’art. 14 della 66/2017 che intende perseguire una continuità didattica di facciata attraverso  personale precario anche senza titolo di specializzazione su posti di sostegno, a discrezione del dirigente scolastico e della famiglia senza alcun parametro meritocratico e con criteri del tutto arbitrari. ·         FIRMA A FAVORE della totale trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto per realizzare una effettiva continuità didattica con personale specializzato. Non siano più i genitori a dover pagare avvocati per vedersi riconosciuto il diritto dei propri figli ad usufruire di un fabbisogno orario di sostegno adeguato ai loro bisogni, ma lo Stato sia garante dei diritti dei bambini ad un’istruzione di qualità e ad una scuola realmente inclusiva su tutto il territorio nazionale.  Per una scuola dell’uguaglianza e delle pari opportunità, al sud Italia come al nord, ·         Si trasformino tutti i posti in deroga sul sostegno in organico di diritto nella prossima legge di bilancio. ·         Si rivendichi il diritto degli alunni diversamente abili ad avere un insegnante specializzato di ruolo, mirando alla definitiva continuità didattica, affiancando alla lotta per il rientro definitivo nella propria provincia degli insegnanti trasferiti o mantenuti fuori sede con algoritmi fallaci della 107/2015, la lotta per l’assunzione dei docenti specializzati ancora precari, per distribuire in modo più equo le risorse e per garantire anche nel meridione maggiore professionalità, continuità, esperienza sul campo e pari opportunità. ·         si quantifichi con esattezza il numero dei posti necessari per garantire il diritto allo studio degli alunni con disabilità e si metta fine alla pratica della decretazione annuale degli Uffici Scolastici Regionali per la concessione di posti in deroga annuali, alla base della attuale discontinuità didattica. ·         si proceda alla definizione di un censimento che quantifichi con esattezza il numero degli insegnanti di sostegno specializzati sul sostegno titolari di cattedra che ogni anno fanno richiesta di trasferimento interprovinciale e che non vengono accolte per mancanza di organico di diritto. ·         si proceda alla definizione di un censimento che quantifichi con esattezza il numero degli insegnanti di sostegno specializzati sul sostegno e ancora precari. ·         Si proceda alla definizione di percorsi di specializzazione sul sostegno in accordo con le Università italiane, di qualità e qualificanti per un intervento didattico-educativo specifico e inclusivo, alla luce di una cronica carenza di personale su tutto il territorio nazionale, promuovendo concorsi per l’assunzione di personale solo dopo avere definito un piano di rientro e un piano di assunzione dei residuali nelle graduatorie degli specializzati. Per una scuola inclusiva e di qualità, genitori ed insegnanti, contrastino in ogni modo, attraverso la firma della presente petizione, l'attuazione di quegli articoli del Dlgs 66/2017 che complicano il riconoscimento del diritto allo studio degli alunni con disabilità.  Queste le ragioni della richiesta della firma della presente petizione: A Normativa Vigente A normativa vigente, grazie all’art. 10 comma 5 del D.L. 2010 n. 78, conv. in legge 2010 n. 122, (normativa introdotta dopo l’intervento della Corte Cost. sentenza n. 80 del 2010), il gruppo pluridisciplinare di cui all’art. 12, comma 4 legge 1992, n. 104 (GLHO), in sede di formulazione del PEI elabora proposte relative all’individuazione delle risorse necessarie, ivi compresa l’indicazione del numero delle ore di sostegno, che devono essere esclusivamente finalizzate all’educazione e all’istruzione dell’alunno con disabilità. Allo stato attuale i gruppi di lavoro multidisciplinari finalizzati all’ integrazione e inclusione degli alunni sono quelli previsti dall’art. 12 comma 5 e dal DPR 1994 n. 381800, cioè i gruppi di lavoro che redigono il PEI e il PDF (GLH). Solo infatti nella redazione di questi atti si realizza quel momento fondamentale pluridisciplinare dove saperi, conoscenze ed esperienze diverse si incontrano, con la partecipazione della famiglia, per redigere e predisporre atti relativi all’ alunno/a che “si conosce bene” e di cui si immaginano e costruiscono percorsi educativi e formativi ad personam per la sua piena crescita su tutte le aree di sviluppo. Come è noto, sulla scorta di tale disposizione, ancora in essere, sono fiorite nel nostro Paese tutta una serie di prassi che vedono il gruppo sopra descritto indicare nell’ambito del PEI o negli altri atti propedeutici, non solo l’individuazione delle risorse e dei sostegni necessari, ma soprattutto la quantificazione o se vogliano l’indicazione specifica delle ore di sostegno necessarie per realizzare compiutamente  il diritto all’istruzione e all’educazione dell’alunno con disabilità. Tale modalità operativa, imposta da una norma di legge, garantisce la certezza del diritto e la soggettività e allineamento dello stesso ai reali bisogni educativi e didattici dell’alunno/a. Certezza del diritto e soggettività che invece scompare del tutto nel testo del Dlgs 66 del 2017, atteso che l’art. 18 comma 1 lettera a) prevede l’abrogazione del terzo e del quinto periodo del comma 5 dell’art. 10 Dl. 2010 n. 78, conv. in legge 2010 n. 122, senza che un altrettanto specifico potere venga attribuito ad altri organi. Come interviene il Dlgs. 66/2017 Il nuovo art. 5 comma 2 lettera b) della 66/2017 mira a sostituire l’attuale articolo 12 comma 5 della legge 104,  introducendo “il profilo di funzionamento” quale strumento che  accorpa in un unico atto “la diagnosi funzionale e il profilo dinamico funzionale”. L’art. 5 comma comma 3 dlgs 66 del 2017 definisce in modo chiaro che la redazione dell’atto “profilo di funzionamento” determinante sotto il profilo del diritto all’istruzione, allo studio e all’inclusione scolastica, per il frutto del  combinato disposto dell’espulsione della componente docenti specializzata, nonché ruolo subordinato a mera partecipazione della medesima componente scolastica,  è di fatto attribuito prevalentemente solo alla componente sanitaria (lettera c) Ma alla commissione che redige il profilo di funzionamento  la norma attribuisce solo il potere di “definire le competenze professionali e la tipologia di sostegno e delle risorse strutturali”, esattamente quello che ancora oggi viene fatto nella prassi ad opera della componente sanitaria che redige la DF o della componente pluridisciplinare in caso di accorpamento della DF con il PDF.   Ma un conto è definire la necessità di una figura professionale e la tipologia, altra è definirne l’esatta indicazione del numero delle ore soprattutto del docente di sostegno (aspetto quantitativo non indifferente). Si tratta di una questione rilevantissima non solo sotto il profilo concreto dell’effettiva garanzia del diritto allo studio, all’istruzione e all’inclusione scolastica, ma soprattutto sotto il versante giuridico della certezza del diritto e dell’impugnabilità degli atti che negano quel diritto. L’assenza di una disposizione normativa specifica si traduce in un’ evidente illegittimità costituzionale del testo, perché ciò determina un travalicamento palese dell’oggetto della delega che non ha neppure previsto una ipotesi di tale genere, né può ritenersi il potere delegante estensivo dal potere delegato fino al punto di ledere irrimediabilmente i diritti costituzionali degli alunni con disabilità. La richiesta è quindi quella di mantenere il terzo e il quinto periodo del comma 5 dell’art. 10 del D.L. 2010 n. 78, conv. in legge 2010 n. 122, da cui discende l’attribuzione al gruppo pluridisciplinare definito all’art. 12, comma 4 legge 1992, n. 104, tale da rendere chiara l’attribuzione al GLHO  della redazione del PEI e del PDF dell’alunno con disabilità con l’esatta attribuzione delle ore di sostegno e delle ore di assistenza specialistica. Un richiamo ai principi Costituzionali Del resto, citando alcuni passi della sentenza della Corte Costituzionale n°80/10:“Non è legittimo lasciare alla discrezionalità politica dei bilanci la esigibilità o meno del diritto allo studio degli alunni con disabilità”. “Non può nemmeno essere condiviso l’argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l’art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria. A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell’art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio del bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia cofinanziatrice. È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione.” Inoltre il la 66/2017 intende perseguire attraverso l’art. 14 una continuità didattica di facciata attraverso  personale precario anche senza titolo di specializzazione su posti di sostegno, a discrezione del dirigente scolastico e della famiglia senza alcun parametro meritocratico e con criteri del tutto arbitrari. Fare discendere l’attribuzione di incarichi di insegnamento del sostegno a tempo determinato è in primo luogo in linea con la chiamata diretta appena bocciata dal Ministro Bussetti e oggetto di migliaia di manifestazioni di protesta da parte della categoria degli insegnanti ed in contrasto con l’impianto normativo che regolamenta la chiamata dei supplenti che attendono in graduatoria, secondo una successione che discende da un punteggio acquisito in anni di lavoro precario e di studio. Cancellare tutto questo attraverso una scelta del dirigente e su richiesta del genitore, significa mercificare il ruolo dell’insegnante e aprire una nuova stagione della scuola pubblica italiana, dove addirittura l’insegnante verrebbe scelto, del resto, come previsto dall’articolo 1, comma 131, della citata legge n. 107  del 2015, solo per non più di tre anni. Nella stessa norma stabilita per affermare la continuità didattica, si legge anche che dopo tre anni di incarico, il supplente, sebbene privo di specializzazione, non potrà più ricevere ulteriori incarichi! Questione molto importante e che nessuno ha mai sollevato, nonostante un vago richiamo alla precedenza contenuto al comma 3 dell’art.14, quando si riporta : “ferma restando la disponibilità  dei posti e le operazioni relative al personale a tempo indeterminato”, ci si dimentica totalmente della priorità dell’insegnante di ruolo, costretto a dover chiedere assegnazione provvisoria annualmente, ma a cui non viene minimamente riservata la possibilità di poter rimanere per continuità didattica sullo stesso alunno degli anni precedenti, come e peggio dei precari, costretti ad inseguire una stabilizzazione non più della tipologia del contratto, bensì della propria professione e vita, essendo stati costretti da un algoritmo impazzito e dissennato ad essere titolare sulla carta al nord per poi essere assegnato puntualmente quasi sempre nella propria provincia, ma in una scuola a caso e non permettere in alcune province, il rientro di personale specializzato fuori sede recante richiesta di mobilità annuale. Anche per gli alunni seguiti da questi insegnanti dovrebbe essere possibile la continuità didattica, che nella norma del d.lgs. viene però totalmente dimenticato. Anzi, quest’ultimo rischia addirittura di non ottenere neanche l’assegnazione provvisoria per via del richiamato articolo 461 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 citato nel comma 4 dell’articolo 14 dl 66/2017: “Non si dà luogo a spostamenti di personale dopo il ventesimo giorno dall’inizio dell’anno scolastico, anche se riguardano movimenti limitati all’anno scolastico medesimo e anche se concernenti personale delle dotazioni organiche aggiuntive”. La trasformazione dei posti in deroga di sostegno in organico di diritto: E’ un atto di civiltà da parte dello Stato nei confronti del cittadino che ha una disabilità; non danneggerebbe le casse erariali come fatto sinora; eliminerebbe tutti i casi pendenti presso i Tribunali che potrebbero occuparsi di cose più complesse; eliminerebbe dell’80% le pratiche relative alle domande di trasferimento e del 90% qelle relative alle assegnazioni provvisorie, liberando di inutili incombenze gli Uffici Scolastici Provinciali e regionali; garantirebbe la continuità didattica per gli alunni e la continuità familiare degli insegnanti; determinerebbe un piano di rientro dei docenti meridionali immotivatamente allontanati dalle proprie province; determinerebbe un conseguente piano di assunzioni a tempo indeterminato di chi ancora giace nelle graduatorie provinciali nelle stesse province ove i candidati risiedono; aprirebbe una florida stagione accademica per fare fronte alla formazione di 30.000 nuovi specializzandi su tutto il territorio nazionale; metterebbe a tacere ogni inutile polemica su chi in questo Paese avrebbe più diritto a divenire insegnante specializzato per vocazione o meno; renderebbe meno gravoso il lavoro delle segreterie delle scuole, alla ricerca dell’insegnante di sostegno che non c’è. P.S. Sullo stesso argomento tutti gli interessati potranno aderire ad un ricorso, patrocinato da Osservatorio Diritti Scuola (costo del ricorso a totale carico di ODS), volto alla trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto. Se sei interessato vai su www.osservatoriodirittiscuola.it per aderire al ricorso ad adiuvandum a partire dal 23 luglio 2018.

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    Petitioning Ministro dell'istruzione, Ministro dell'istruzione Marco Bussetti

    Piattaforma programmatica insegnanti

    Questo documento raccoglie le istanze di migliaia di docenti appartenenti a gruppi e comitati nati spontaneamente a seguito del piano di assunzioni straordinario ex L. 107/2015 e titolari, per il tramite del famoso algoritmo “impazzito”, fuori dalle proprie regioni e province, ma anche di molti docenti  che, assunti ante legem, da decenni sono immobilizzati lontani dai loro territori di origine e di tutti quei docenti che ritengono che la cosiddetta “Buona Scuola” abbia arrecato danni a tutto il sistema della Pubblica Istruzione.  Si ricorderanno sicuramente le proteste e le polemiche che si sono scatenate  al momento delle assunzioni fuori regione attraverso le diverse fasi della L.107 nel settembre del 2015, seguite poi da ulteriori manifestazioni di dissenso nell’estate del 2016, dopo gli esiti della mobilità obbligatoria gestita nuovamente da un algoritmo che ha sparpagliato i docenti assunti dalla “Buona Scuola” sul territorio italiano.  Migliaia di docenti che per anni avevano lavorato in virtù dei loro alti punteggi e dei loro titoli nella loro provincia, si sono visti assumere in ruolo a migliaia di chilometri senza alcun criterio logico, la maggior parte delle volte andando a ricoprire cattedre sulle quali non avevano mai lavorato un solo giorno e vedendosi negata la possibilità di continuare a ricoprire invece i posti sui quali avevano da sempre lavorato. Altrettanti docenti assunti ante 2014 , fra cui molti specializzati sul sostegno, con diversi anni di ruolo e pre - ruolo fuori regione, a causa dello stesso algoritmo “ impazzito”, hanno visto vanificarsi ogni speranza di agognato rientro. Questo fenomeno riguarda nella maggior dei casi le regioni del Mezzogiorno che si sono viste sottratte gran parte delle proprie risorse intellettuali e materiali. Il caso della “Buona Scuola” costituisce una novità assoluta nel panorama del reclutamento scolastico: i docenti della 107 sono stati gli unici ad aver partecipato ad un’assunzione su base nazionale, seguita poi da una mobilità obbligatoria anch’essa su base nazionale. Sono circa 25 mila i docenti interessati da questo esodo, con un’età media di 50 anni e in moltissimi casi donne e madri. Un piano devastante, che si è abbattuto non soltanto sui docenti neoassunti, costretti ad accettare incarichi a migliaia di chilometri da casa, ma anche sui docenti ante Legem che già si trovavano fuori sede da molti anni e che, a seguito dei ben noti errori dell’algoritmo della Mobilità 2016, non hanno più fatto ritorno a casa. La L. 107 ha istituzionalizzato la disparità di trattamento tra lavoratori di uno stesso settore (si pensi al doppio regime ancora in essere della titolarità su scuola piuttosto che su ambito). Crediamo in una scuola in cui la collegialità debba essere sovrana insieme alla condivisione, alla uguaglianza ed alla pari dignità tra i docenti, concreta ed effettiva perché prima di tutto realizzata giuridicamente. Vorremmo vedere scomparire le disuguaglianze e siamo convinti che per realizzare ciò sia necessario partire innanzitutto dal risanamento delle ingiustizie già compiute. Fino a questo momento nessun provvedimento definitivo  è stato messo in atto e lo stato dei fatti è rimasto pressoché immutato. Per questo, vi invitiamo a leggere e firmare la piattaforma di intenti costruita e condivisa dai comitati e gruppi spontanei che rappresentiamo, convinti che il MIUR saprà dare ad essa la giusta attenzione. Tale piattaforma è stata già accolta ed approvata in moltissimi consigli comunali della regione Sicilia, tra cui Palermo, Messina, Agrigento, Termini Imerese, Floridia e recentemente anche in alcuni comuni dell’Abruzzo e della Calabria. (in allegato l’elenco dettagliato dei comuni che l’hanno già discussa ed approvata) https://osservatoriodirittiscuola.it/piattaforma-programmatica-insegnanti.html                              PIATTAFORMA PROGRAMMATICA DEGLI INSEGNANTI   Piano di rientro definitivo da realizzare entro la fine del prossimo anno scolastico per tutti i docenti assunti fuori dalla propria regione con emendamenti da presentare dentro la Legge di Bilancio o tramite un decreto specifico. Il MIUR deve intraprendere tutte le soluzioni possibili per l'attuazione di un organico ed urgente piano di rientro degli insegnanti fuori regione e provincia, anche attraverso la formazione di un tavolo tecnico al Miur con una rappresentanza di docenti in mobilità e la volontà di stabilire un incremento considerevole della quota posti riservata alla mobilità interprovinciale nel futuro contratto collettivo nazionale che verrà discusso  il  prossimo autunno (il 30 percento sancito negli ultimi due contratti collettivi con i numeri in gioco non può evidentemente bastare) Trasformazione di tutti i posti in organico di fatto (non stabili ma necessari alla scuola ogni anno) e dei posti in deroga sul sostegno in posti di diritto (cioè stabili). In Italia i posti in deroga sono tra le 40 mila e le 50 mila unità. Ciò è alla base della discontinuità didattica per gli alunni con disabilità. Tale trasformazione permetterebbe il rientro di tutti gli insegnanti specializzati assunti fuori regione, la piena occupazione degli insegnanti specializzati ancora presenti nelle graduatorie dei precari e la stabilizzazione dei nuovi insegnanti specializzandi. Inoltre in considerazione delle criticità sollevate dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione sul decreto 66/2017 e della opposizione della FIRST in sede di Osservatorio per l'inclusione, si chiede la totale revisione della stessa. Allineamento dei posti di sostegno in funzione del rispetto della 104 superando l’attuale indicazione del rapporto 1:2 o 1:4 per art. 3.3 e 3.1, per altro non presente in alcuna normativa, evitando che lo Stato continui a pagare per effetto delle sentenze dei Tribunali in conseguenza dei ricorsi delle famiglie degli alunni disabili (in dieci anni danno erariale stimato pari a  700 milioni in Italia). Possibilità di nominare i docenti di ruolo sprovvisti di titolo di specializzazione richiedenti assegnazione provvisoria su posti di sostegno in deroga, solo dopo l’esaurimento di tutti i docenti specializzati che ne fanno richiesta e accantonamento del numero dei posti assegnabili in supplenza al personale precario specializzato.  Crediamo che sia più opportuno consentire ad un docente con anni di esperienza alle spalle di occupare quei posti. I posti in deroga sul sostegno sono moltissimi, e servono a garantire il diritto all’istruzione ed all’integrazione degli studenti disabili e ogni anno si arriva ad esaurire le graduatorie dovendo ricorrere alle messe a disposizione. Questo punto ed i seguenti sono particolarmente importanti in questo momento in cui devono riprendere le trattative per la contrattazione integrativa nazionale per le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie che potrebbe recepire subito queste proposte. Possibilità di nominare in assegnazione provvisoria i docenti titolari sul sostegno non soddisfatti su posto di sostegno anche su posto comune e in deroga al vincolo quinquennale, in coda ai docenti titolari su materia. Diritto ad assegnazioni provvisorie annuali con possibilità di indicare per il ricongiungimento più di una provincia in coda a quella di residenza (come avvenuto già per gli idonei inseriti in graduatoria di merito). Attivazione dei corsi per conseguire la specializzazione sul sostegno e altre abilitazioni per tutte le categorie di insegnanti e di tutti gli ordini (anche della scuola primaria e dell’infanzia) ai sensi del decreto legislativo 59/2017 (art. 4 comma 3), entro l’autunno 2018. La carenza di personale specializzato per le attività didattiche di sostegno è notevole, soprattutto al Sud, anche alla luce del fatto che molti docenti con titolo per il sostegno sono dislocati nel centro – nord, senza possibilità di rientro e il cui rientro in ogni caso non basterebbe a soddisfare le richieste di personale specializzato e dunque a realizzare il diritto allo studio degli alunni con disabilità.  Rispetto del limite massimo di 20 alunni per ogni sezione/classe se al suo interno è presente un bambino con disabilità grave e previsione di un numero che non superi 22 alunni per ogni sezione/classe per garantire il diritto allo studio, facendo leva sulla normativa sulla sicurezza in modo da permettere, entro i termini di legge, di autorizzare più classi e quindi anche più posti per gli insegnanti. (Ciò permetterebbe di stabilizzare gli organici aldilà dell’eventuale flessione della natalità). Superamento del doppio regime di titolarità su ambito /scuola a favore della titolarità su scuola per tutti e ritorno al sistema meritocratico del punteggio maturato.  Ripristino compresenze, tempo scuola e materie soppresse dalla riforma Gelmini. Rispetto delle finalità e utilizzo didattico del POTENZIAMENTO contro la pratica del “tappabuchismo”. Ampliamento del tempo scuola (prolungato, 30/36/40 ore) per offrire maggiori opportunità formative alle giovani generazioni, in una terra dove è opportuno coltivare valori di legalità, onestà e trasparenza con più incisività soprattutto in quelle realtà dove recluta la criminalità organizzata. E’assolutamente inaccettabile che le uniche regioni a pagare le conseguenze di una iniqua scelta di carattere politico, siano quelle del Sud dove tanto per fare un esempio banale le scuole primarie hanno un tempo Pieno pari al 4% mentre al nord hanno fino al 90%, così come non esiste Tempo Prolungato con ricadute importanti sull’offerta formativa in territori ad alto rischio di illegalità, dispersione etc. mentre la scuola dell’Infanzia è principalmente affidata alle iniziative private e non risponde alle richieste delle famiglie. Presenza maggiore di scuola nelle carceri. Istituzione di un numero maggiore di sezioni per l’infanzia perché da lì nascono le pari opportunità. Utilizzazione dei docenti, in possesso delle dovute abilitazioni e superato l’anno di prova, anche per altri ordini e gradi, anche i docenti di sostegno con titolo polivalente su un solo ordine Chiarimento dei termini e criteri per la definizione del PTOF e del conseguente organico del potenziamento, dal quale potrebbero essere autorizzati altri posti per attività di coordinamento di progetti di reti scolastiche insieme a USR e AT Incentivo all’ora alternativa alla religione cattolica. Previsione di un incremento degli organici al fine di favorire la centralità della scuola nel processo di accoglienza e di inclusione dei migranti in arrivo nella nostra Terra, anche attraverso piani concordati con l’Unione europea. Accorpamento degli spezzoni per formare quante più cattedre possibili, permettendo anche la costituzione di cattedre su tre plessi anziché solo su due. Istituzione di una convenzione con compagnie aeree da parte dello Stato per Docenti fuori sede.Istituzione della possibilità di uno sgravio fiscale dell’affitto nelle sedi del nord per Docenti fuori sede. Censimento dei docenti di ruolo titolari fuori dai propri luoghi di residenza e che chiedono di potervi ritornare al fine di evitare di bandire nuovi posti a concorso nelle province in cui ci sono docenti che mirano al rientro (precedenza alla mobilità)     Osservatorio Diritti Scuola Coordinamento docenti fase C Nastrini Liberi Uniti Comitato 8000 esiliati fase B GAE DISA 2014 Vittime errore algoritmo Tic Tac Mondo scuola gruppo fb Docenti Immobilizzati gruppo fb Docenti sardi fuori regione e provincia Docenti fuori sede per un piano di rientro  

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