Rete Italiana Antifascista

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    Started 2 petitions

    Petitioning Ursula von der Leyen, European Parliament, David Sassoli, Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Roberto Fico, Laura Boldrini, Nicola Zingaretti, Sergio Mattarella

    Fermiamo ll massacro del popolo Curdo

    Alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der LeyenAll’Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell Al presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella Al Presidente del Parlamento Europeo, David SassoliAl Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe ConteAl Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di MaioAlla Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti CasellatiAl Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico Alla Camera dei deputati  Al Senato della Repubblica Italiana  Dopo gli ultimi eventi bellici che hanno visto coinvolto il popolo curdo tradito per l'ennesima volta dalle promesse degli Stati Uniti e dalla maggior parte delle Nazioni della Comunità europea,seguite delle improvvise dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump - che annunciavano il ritiro delle truppe americane dai quei territori, "anche se oggi smentite" - il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan ha dato avvio ai bombardamenti e all’avanzata dell’esercito nelle zone storicamente abitate dalle popolazioni curde, con le quali lo Stato Turco ha ormai da diversi decenni un rapporto più che conflittuale..Riteniamo che il nostro Governo debba intervenire con durezza nei confronti del Presidente Erdogan responsabile dell'invasione in quanto,si prospetterebbe un grave nocumento internazionale con una possibile escalation del conflitto in corso.E' nostro dovere fermare i bombardamenti contro un popolo che ha duramente sofferto gli ultimi anni di guerra e che, ha subito migliaia di perdite in vite umane tra la popolazione civile e militare nel combattere il terrorismo del famigerato kaliffato islamico .Da oltre cento anni a questa parte questo eroico popolo subisce violenze inimaginabili, violenze che riteniamo un vero e proprio olocausto.Nel 1991, finito il conflitto del Golfo, si è consumata la tragedia del popolo curdo.  Due milioni di curdi incalzati dalI'esercito, dagli aerei e dagli elicotteri di Saddam Hussein fuggivano dall'Iraq con auto, camion, carri trascinati da buoi o asini e soprattutto a piedi. È stata una ecatombe, morivano almeno mille persone al giorno, in maggioranza vecchi e bambini.  Ma non era la prima volta. Fino a quel momento pochi conoscevano le sofferenze e la tragedia di questo popolo che da secoli non ha pace. Pochi sanno però che se oggi i curdi vengono perseguitati e sterminati, gran parte delle responsabilità ricadono sulle potenze vincitrici della prima guerra mondiale che hanno badato ai loro interessi a spese del popolo curdo. Nel 1920 il Trattato di Sèvres aveva concesso ai curdi l'autonomia e una patria. Tre anni dopo, a Losanna, gli alleati rinnegano il precedente impegno di Sèvres e lasciano i curdi sotto la giurisdizione di quattro paesi: Turchia, Iran, Iraq e Siria. Da allora la storia dei curdi è un susseguirsi di genocidi e deportazioni. In questo secolo il dramma si è ripetuto almeno una decina di volte. Ma c'è un altro dramma non meno crudele: i curdi non hanno diritto di dare un nome ai loro figli, di parlare nella loro lingua, di scrivere in curdo, di avere un giornale.  In turchia molti sono stati arrestati perché trovati in possesso di libri in curdo o di dischi di musica curda. Quella dei curdi è una storia che ha dell'incredibile per il comportamento delle nazioni e degli organismi internazionali ed ancor piú per la politica crudele che hanno svolto e svolgono Turchia, Iraq, Iran e Siria.Ora, dopo aver combattuto contro il terrorismo, non vengono riconosciuti, non a caso per molti sono diventati un peso scomodo da eliminare .La turchia vanta l'operazione come se fosse un opera di pace.L’esercito formato interamente da donne e uomini di etnia curda è stato negli ultimi anni alleato delle forze occidentali e protagonista nel respingimento dell’avanzata dell’Isis, per la cui causa ha pagato un ingente prezzo di sangue.Solo a Kobane oltre 11.000 morti.La comunità internazionale, l’Europa, l’Italia, hanno ancora fresco un debito di riconoscenza nei confronti delle donne e degli uomini curdi che si sono battuti fino alla morte per fermare il comune nemico Daesh e salvaguardare la sicurezza e serenità dell’Europa e del nostro Paese, di noi tutti.Chiediamo che si avvii immediatamente una forte e decisa azione del nostro Governo e del Parlamento Europeo perchè:"cessino immediatamente le ostilità e si fermino le manovre di invasione del territorio curdo;• si dia mandato senza esitazioni a una delegazione internazionale che garantisca in loco la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale;• si provveda all’invio di soccorsi per eventuali feriti;• si apra una sessione di discussione dedicata, tanto nel Parlamento europeo quanto in quello italiano;• si chieda che il caso sia messo con urgenza all’ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Si blocchi immediatamente la fornitura e la vendita di armi di produzione italiana al governo turco .La Turchia è uno dei principali clienti dell’industria bellica italiana, con vendite autorizzate per 360 milioni di euro solo nel 2018. Con l'avvio delle operazioni militari in Siria, la Turchia diventa un Paese in stato di conflitto armato, a cui secondo la legge 185/90 non è possibile vendere armi.  Certi di un vostro intervento urgente vi poniamo questa petizione popolare con profonda stima .Una volta un uomo disse:Chi salva una vita, salva il mondo intero.E' ora di dimostrarlo a noi stessi e al mondo intero che non possiamo accettare questa enorme ingiustizia verso un popolo alleato che ha sofferto così tanto.

    Rete Italiana Antifascista
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    Petitioning Mark Zuckerberg, Sergio Mattarella

    FACEBOOK RIMUOVA I CONTENUTI DI APOLOGIA DI FASCISMO E DI RAZZISMO

    Il regolamento di Facebook (cosidetti "Standard di comunità") non riconosce il reato di apologia di fascismo. Questo è inammissibile! Anche se è un network mondiale, deve rispettare le leggi fondamentali degli Stati, ad esempio la Costituzione Italiana. Nell'ordinamento italiano, l'apologia del fascismo è un reatoprevisto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta Legge Scelba: "quando un'associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.". La legge n. 645/1952 sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Integrata dalla legge Mancino .La legge 25 giugno 1993, n. 205 è una norma della Repubblica Italiana che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. La legge punisce anche l'utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici. Emanata con il decreto legge 26 aprile 1993 n. 122 - convertito con modificazioni in legge 25 giugno 1993, n. 205 - è nota come legge Mancino, dal nome dell'allora Ministro dell'Interno che ne fu proponente (il democristiano Nicola Mancino). Essa è oggi il principale strumento legislativo che l'ordinamento italiano offre per la repressione dei crimini d'odio. Ogni tipo di apologia è punibile con un arresto dai 18 mesi ai 4 anni. La norma prevede sanzioni detentive per i colpevoli del reato di apologia, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampa. La pena detentiva è accompagnata dalla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. Ci sono molte pagine di Facebook e molti profili personali con contenuti che non rispettano quanto stabilito dalla Legge Scelba; se questi vengono segnalati, 99 volte su 100 non vengono rimossi, e viene fornita la seguente risposta: "Abbiamo controllato la Pagina che hai segnalato per la presenza di discorsi o simboli di incitazione all'odio e abbiamo riscontrato che rispetta i nostri Standard della comunità.".

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