Osservatorio Solidarietà Carta di Milano

12,421 supporters

    Started 2 petitions

    Petitioning Sergio Mattarella

    FACINOROSO E' CHI, RESPINGENDO I PROFUGHI, CALPESTA LO STATO DI DIRITTO

    Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica, ci rivolgiamo a Lei come alla massima autorità a garanzia del rispetto delle Istituzioni repubblicane e della Costituzione, per chiederLe se è possibile – in questa Italia in cui ci sentiamo sempre più spaesati, dove i porti si chiudono davanti ai naufraghi e i soccorritori vengono trattati come criminali – che un ministro dell'Interno si arroghi la competenza di decidere il respingimento di profughi soccorsi in mare o l’arresto di chi – accusato al momento solo da un tweet del Ministro delle Infrastrutture – viene marchiato come «facinoroso» per essersi ribellato, senza arrecare alcun danno a cose o persone, alla prospettiva di essere riportato in Libia, un Paese dove l’uso della tortura e della compravendita di esseri umani è stato acclarato anche dall’ONU. «Prima di concedere qualsiasi autorizzazione, attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori che dovranno scendere dalla Diciotti in manette». Chiediamo a Lei: può un ministro del nostro Paese pronunciare una simile frase? Ogni singola parola di questa frase è un attacco alla nostra vita civile e democratica, e alla indipendenza della Magistratura. Vediamo vacillare l’eredità politica, giuridica e umana che ci è stata consegnata dai Padri costituenti, la separazione tra Poteri e la centralità della solidarietà richiamata nell’art. 2 della nostra Costituzione. Quel che sta succedendo fa impallidire la nera pagina di storia europea dei profughi ebrei della nave Saint Louis, che non vennero perlomeno mai considerati criminali da sbarcare in manette, ma rimasero come fantasmi della colpa degli Stati europei soggiogati dal nazifascismo. Per questo ci appelliamo a Lei, che è garante della nostra convivenza civile: chiediamo che la pietas, la giustizia, l’inviolabilità dei diritti fondamentali ed il principio di separazione dei poteri continuino a essere la base della nostra vita democratica di cittadini, dove nessuno può essere marchiato come «facinoroso» - sinonimo di delinquente, incline alla violenza e alla rissa – per aver reagito con terrore alla prospettiva di essere riconsegnato ai propri carcerieri dopo essere fuggito da persecuzioni, scampato alla tortura e sopravvissuto alla morte in mare. Dai documenti ufficiali finora pubblicati, quel che emerge con chiarezza non è una presunta aggressione subita dall’equipaggio della nave da parte dei naufraghi, ma il loro «stato di agitazione» quando «alle 23:00 circa, qualcuno dei migranti in possesso di telefoni e GPS ha accertato che la nave dirigeva verso sud». Quel che i documenti certificano è un’operazione che si stava configurando come un respingimento collettivo operato sotto il coordinamento del MRCC di Roma (dalle ore 22, si legge nel messaggio inviato dal rimorchiatore alla Guardia costiera italiana, la Vos Thalassa dirigeva verso «il punto di incontro con la motovedetta libica»), in violazione del principio di non refoulement sancito dalla Convenzione di Ginevra. Chiediamo a Lei, signor Presidente, di adottare le misure necessarie per restituirci un Paese non sfigurato da spinte che – senza il necessario bilanciamento dei poteri e dei ruoli istituzionali – rischiano di portare allo strappo di principi costituzionali alla base dello stato di diritto e alla violazione delle convenzioni internazionali sottoscritte dal nostro Paese. Con gratitudine Osservatorio Solidarietà Carta di Milano    

    Osservatorio Solidarietà Carta di Milano
    11,486 supporters
    Petitioning Alessandro Andreatta, Consiglio Comunale di Trento

    COMBATTIAMO LA POVERTÀ, NON LE PERSONE POVERE

    Il Consiglio comunale di Trento sta per approvare una delibera che estenderà al centro storico il divieto di chiedere l’elemosina. La misura non tiene conto delle precedenti sentenze della Corte Costituzionale - in cui si afferma che la mendicità non può essere oggetto di azioni repressive, se si limita alla semplice richiesta di aiuto - né del parere del Presidente della Repubblica, che nel novembre 2016 ha dichiarato illegittima un’ordinanza che introduceva provvedimenti analoghi. Chiediamo al Sindaco e alla Giunta comunale di Trento di fermarsi, prima di oltrepassare il confine che separa l’umanità dalla disumanità, e di riflettere sulla gravità di negare il diritto sacrosanto che ogni persona ha di chiedere aiuto quando si trova in condizioni di bisogno. Vi chiediamo di combattere la povertà, non le persone povere. Antonia Romano, consigliera comunale di TrentoGiuliana Beltrame, sociologaValentina Benvenuti, collettivo Mamadou BolzanoMarianna Cassetti, architetta, associazione Per un'Europa dei PopoliErri De Luca, scrittoreGiuseppe De Marzo, responsabile politiche sociali di LiberaMoni Ovadia, attoreDaniela Padoan, scrittriceLivio Pepino, magistratoRiccardo Petrella, economista politicoBarbara Spinelli, parlamentare europea, gruppo GUE/NGLGuido Viale, sociologo, presidente Osservatorio SolidarietàPadre Alex Zanotelli, missionario combonianoAntenne MigrantiCollettivo Mamadou di BolzanoAssociazione Per un’Europa dei Popoli di CastrovillariCentro sociale Bruno di TrentoTrama di terre di ImolaEx Opg occupato Je so pazzo di NapoliRete di solidarietà popolare di NapoliAssociazione Nazione RomAssociazione Arco Bene ComuneRete delle città in Comune QUESTO IL TESTO COMPLETO: COMBATTIAMO LA POVERTÀ, NON LE PERSONE POVERE Il consiglio comunale di Trento si accinge ad approvare una delibera che comporterà la modifica del regolamento di polizia municipale, estendendo a praticamente tutta la città, certamente all'intero centro storico, il divieto di effettuare questua, comportamento indicato nel testo proposto dal sindaco alla commissione capigruppo con il termine, ad accezione negativa, di accattonaggio. Il divieto di chiedere elemosina, se approvato, sarà esteso alle zone vicine a: uffici pubblici, scuole, ospedali, residenze per anziani, luoghi di culto o destinati alla memoria dei defunti, pubblici esercizi, esercizi commerciali o artigianali, fiere e mercati. Ma anche in prossimità di intersezioni stradali, semaforiche o meno, o dove la questua sia di intralcio alla circolazione dei veicoli. Ancora, all'interno o in corrispondenza degli accessi alle zone adibite a parcheggio. La proposta di delibera non tiene evidentemente conto delle sentenze n. 519 del 1995 e n.115 del 2011 della Corte Costituzionale per cui la mendicità non può essere oggetto di azioni repressive, se si limita alla semplice richiesta d’aiuto, e neanche dell’esito di un ricorso straordinario presentato al presidente della Repubblica e accolto con sentenza del 9 novembre 2016, che rende illegittima un’ordinanza del sindaco di Molinello (Bo) che prevedeva analoghi provvedimenti. Ciò che prevale, infatti, è un’ideologia del decoro urbano secondo cui le persone povere, le persone che si prostituiscono, fanno parte della categoria degrado e vanno allontanate dallo sguardo di noi, persone benestanti, che non siamo capaci di integrare nel tessuto sociale, lavorativo, economico chi vive o si trova in condizioni di svantaggio socio economico. Se poi queste persone sono immigrate o, peggio, immigrate e “clandestine”, allora il livello di degrado urbano che rappresenterebbero e contro cui si stanno adottando provvedimenti sempre più disumani e solo repressivi, si alza notevolmente. Lo stesso utilizzo della parola accattonaggio al posto di elemosina o questua ha il suo peso nel nascondere quella che è ormai a tutti gli effetti una guerra dichiarata alla solidarietà spontanea non istituzionalizzata, non di sistema. Il tutto è accompagnato dalla retorica della lotta al racket dell’accattonaggio, che evidentemente prevede, per chi vi si appella, che a pagare siano le vittime del racket, non i loro sfruttatori. La proposta di delibera è stata, di fatto, costruita inseguendo gli umori predominanti, adeguatamente orientati dalla propaganda antidegrado dominante ormai da mesi. Non si fa riferimento a dati, a studi del fenomeno in città (studi che non esistono allo stato attuale) o a rapporti delle forze dell’ordine. E quando si oltrepassa quel confine che separa l’umanità dalla disumanità, si perde anche la capacità di comprendere la gravità del negare il diritto sacrosanto che ogni persona ha di chiedere aiuto se si trova in condizioni di bisogno. Si perde il buon senso fino al punto di non rendersi conto dell'assurdità di far pagare una sanzione amministrativa a chi chiede l’elemosina. Si perde la capacità di guardare lontano, non cogliendo la ricaduta negativa che ha sulla percezione della gente il porre l’etichetta di persona che compie un illecito, tant’è che si prevedono divieto e sanzione, a chi semplicemente chiede l’elemosina. Etichettare come persona che compie un illecito chi mendica favorisce infatti la diffusione dell’idea che la povertà sia reato da punire con sanzioni e divieti e, nella percezione comune, le persone povere diventano soggetti fastidiosi, molesti, non idonei alla rappresentazione di città cartolina che le recenti normative nazionali e locali sostengono. Chiediamo al sindaco Alessandro Andreatta, alla giunta, ai consiglieri e alle consigliere del comune di Trento di fermarsi, di non proseguire nella modifica del regolamento di polizia municipale, che già prevede peraltro alcune zone dove è applicato il divieto di questua. Chiediamo a chi ha potere decisionale di non farlo sulla pelle di persone di cui si ignora la storia che le conduce a elemosinare, sapendo che sicuramente tra loro c’è anche chi fa della questua un mestiere, chi è vittima del racket. Ma non è con politiche securitarie e repressive, che colpiscono le vittime, che si risolvono problemi sociali spesso da noi causati attraverso scelte politiche populiste e neoliberiste. La lotta alla povertà richiede coraggio, anche il coraggio di rendersi impopolari. Per la lotta ai poveri è sufficiente un po’ di vigliaccheria e quella, chi più chi meno, l’abbiamo tutte e tutti al bisogno.Abbiate quindi il coraggio di restare umani in una fase storico politica in cui, ci rendiamo conto, è molto difficile farlo. Fermatevi! Antonia Romano, consigliera comunale di TrentoGiuliana Beltrame, sociologaValentina Benvenuti, collettivo Mamadou BolzanoMarianna Cassetti, architetta, associazione Per un'Europa dei PopoliErri De Luca, scrittoreGiuseppe De Marzo, responsabile politiche sociali di LiberaMoni Ovadia, attoreDaniela Padoan, scrittriceLivio Pepino, magistratoRiccardo Petrella, economista politicoBarbara Spinelli, parlamentare europea, gruppo GUE/NGLGuido Viale, sociologo, presidente Osservatorio SolidarietàPadre Alex Zanotelli, missionario combonianoAntenne MigrantiCollettivo Mamadou di BolzanoAssociazione Per un’Europa dei Popoli di CastrovillariCentro sociale Bruno di TrentoTrama di terre di ImolaEx Opg occupato Je so pazzo di NapoliRete di solidarietà popolare di NapoliAssociazione Nazione RomAssociazione Arco Bene ComuneRete delle città in Comune

    Osservatorio Solidarietà Carta di Milano
    935 supporters