Marevivo

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    Started 6 petitions

    Petitioning Sergio Costa, Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Gian Marco Centinaio

    Si approvi subito la legge affinché i pescatori diventino sentinelle del mare

    A causa di diverse e contraddittorie normative, i pescatori non possono riportare a terra i rifiuti solidi marini che accidentalmente raccolgono nell’attività di pesca, ributtandoli così in mare. Durante gli incontri che Marevivo ha effettuato nelle 15 direzioni marittime delle Capitanerie di Porto con tutti gli stakeholder del mare, nell'ambito della campagna “Mare mostro” sull'impatto della plastica in mare, è emerso che non esiste nel nostro Paese una specifica disciplina che permetta di individuare adeguate modalità di raccolta e di gestione di tali rifiuti, specialmente quelli che finiscono sui fondali. È necessario colmare questo vuoto legislativo! Per far fronte al problema, abbiamo siglato un accordo con il comune di Gaeta e la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Latina per l'attuazione del progetto: “BLUE WATCHER: Pescatori e Marevivo insieme per il mare” per realizzare un piano di raccolta e di corretto smaltimento della marine litter che viene accidentalmente recuperata durante le attività di pesca. Ogni giorno i pescatori dalle reti tirano su metà rifiuti (la maggior parte in plastica) e metà pesci. A volte più plastica che pesci! Chiediamo di mettere in atto tutti gli strumenti normativi per colmare questo vuoto in modo da permettere ai pescatori di raccogliere plastiche in mare e poterle portare a terra per smaltirle correttamente.    

    Marevivo
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    Petitioning Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Roberto Fico, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Sergio Costa

    SOSTENIAMO SERGIO COSTA PER L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE SALVA MARE

    Basta boicottare azioni in difesa del mare! Basta rimandare decisioni che potrebbero fermare l’inquinamento marino! Dal Parlamento Europeo arriva un buon segnale nella lotta alla plastica monouso. È stata approvata a maggioranza, con ben 571 voti favorevoli e 53 contrari, la Direttiva che a partire dal 2021 vieterà la vendita di alcuni articoli in plastica usa e getta come posate; cotton fioc; piatti; cannucce, palette e miscelatori per bevande e i bastoncini che sorreggono i palloncini. Un ottimo traguardo che dovrà essere negoziato con il Consiglio dell’UE. Intanto in Italia la proposta di legge nata da un’iniziativa di Marevivo per mettere al bando la plastica monouso, accolta dal Ministero dell’Ambiente Sergio Costa, è boicottata da interessi economici e politici. Le aziende del settore non hanno ben specificato il danno economico di cui si lamentano ma il nostro Paese dovrebbe puntare ad essere leader nella ricerca di materiali innovativi e biodegradabili al 100% e non della plastica monouso, un prodotto che inquina i nostri mari. Bisogna adattarsi al cambiamento perché un’economia sostenibile garantirà crescita economica e posti di lavoro, i cosiddetti green jobs, senza danneggiare le nostre risorse naturali. Lo sviluppo economico sfrenato ed incontrollato non è positivo bisogna valutare anche i danni che provoca all’ambiente e alla nostra salute. Basti pensare che le microplastiche sono presenti anche nel sale da cucina che consumiamo quotidianamente e sono già state trovate nell’uomo. I dati della Commissione Europea sono chiari più di 150 milioni di tonnellate di plastica si trovano attualmente negli oceani e si stima che ogni anno vi finiscano circa 10 milioni di tonnellate di plastica. I prodotti monouso invece costituiscono ben il 70% di tutti i rifiuti marini. Se la direttiva sarà finalmente approvata saranno risparmiati 22 miliardi di euro di danni ambientali entro il 2030. Marevivo chiede a tutti i cittadini italiani di far sentire la propria voce. Solo con la pressione di tutti noi potremmo appoggiare la proposta di Sergio Costa di approvare subito la legge SalvaMare. Firma per un’Italia libera dalla plastica usa e getta! Associazione Marevivo

    Marevivo
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    Petitioning Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Roberto Fico, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Giuseppe Conte, Sergio Costa

    VIA LA PLASTICA MONOUSO DAI PALAZZI DELLA POLITICA #STOPSINGLEUSEPLASTIC

    Marevivo ha scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai Vice Presidenti Luigi di Maio e Matteo Salvini, al Presidente della Camera Roberto Fico, alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e a tutti i Ministri per chiedere di dare sin da subito il buon esempio introducendo il divieto dell’impiego di prodotti di plastica monouso (bottiglie, stoviglie, cannucce e tutti gli oggetti in plastica che utilizziamo una volta sola prima di buttare via) nei servizi e negli uffici delle istituzioni. Ogni minuto nel mondo vengono acquistate un milione di bottiglie in plastica. Metà della plastica che viene prodotta è utilizzata soltanto una volta per poi essere gettata via, secondo i dati riportati dall’Unep. Negli ultimi 60 anni si stima che siano state prodotte circa 8,3 miliardi di tonnellate di plastica e di queste circa il 60% sia finito in discarica o disperso nell’ambiente naturale.  “Rifiutare quello che non si può riutilizzare” ha dichiarato Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite.  L’attenzione è, dunque, ancora una volta sull’inquinamento da plastica e sulla necessità di agire per contrastare il problema: a questo scopo le Nazioni Unite hanno lanciato la campagna #BeatPlasticPollution, per sensibilizzare i cittadini ed invitarli a ridurre il consumo di plastica monouso. Lo scorso 28 maggio la Commissione Europea ha presentato la Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio, COM(2018) 340 final – 2018/0172 (COD), relativa alla riduzione dell’impatto sull’ambiente, in particolare su quello marino, di alcuni prodotti di plastica. La direttiva prevede per gli Stati membri, entro due anni dalla sua entrata in vigore, l’obbligo di attuare provvedimenti finalizzati a vietare le plastiche monouso e a ridurre l’impatto degli altri rifiuti contenenti plastica. Grazie all’azione di Marevivo, il nostro Paese è stato il primo nell’UE ad approvare misure finalizzate a vietare l’impiego di materiale non biodegradabile nei bastoncini per la pulizia delle orecchie e delle microplastiche nei cosmetici. In vista di questa lungimiranza, l’associazione chiede l’emanazione di un idoneo e appropriato provvedimento che vieti l’uso delle plastiche monouso in tutte le sedi delle istituzioni. Nel 2020 la Francia vieterà la produzione e la vendita di tutte le stoviglie monouso di plastica, spingendo i produttori a sostituirle con quelle biodegradabili. Anche la Regina Elisabetta di Inghilterra ha recentemente bandito l’uso della plastica monouso a Buckingham Palace e nelle altre residenze reali, sia per il pubblico, che per gli addetti agli uffici. E se in Gran Bretagna, come ha sottolineato la Premier Theresa May: “la quantità di plastica monouso sprecata ogni anno riempirebbe 1000 Royal Albert Hall”, nel nostro Paese quante volte la plastica monouso sprecata colmerebbe il Colosseo? Una tua firma può dare forza al nostro appello se credi che il mostro che ci sta invadendo possa essere fermato. Agisci subito!

    Marevivo
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    Petitioning To Prime Minister Shinzo- Abe Cabinet Office, Government of Japan

    Close Taiji, the bay of death #StopDolphinsSlaughter

    SLAUGHTERED  FOR FOOD, CAPTURED AND SOLD FOR LIVE SHOWS: THIS IS THE AWFUL DESTINY RESERVED EVERY YEAR TO HUNDREDS OF DOLPHINS AND OTHER CETACEANS IN THE BAY OF TAIJI   The terrifying slaughter of thousands of dolphins and other small cetaceans in the bay of death, in Taiji, a small city in the south of Japan, does not stop. The massacre lasts six months, from September to March. The dolphins are herded into the narrow cove, by the noise caused by hundreds of boats, falling into a trap. This sad and bloody "tradition", as Japanese define it, begins and the waters become increasingly blood red and these wonderful creatures are slaughtered for human consumption or captured for sale and to enrich the business of marine parks and dolphinaria. within which they will live in captivity. Since 2003, to keep the video cameras away, the bay is defended like a military site with tunnels, armed guards and barbed wire fences. But the barrier of silence and cover-up has broken and even in Japan, more and more people are against this slaughter. A few years ago, a documentary entitled "The Cove" - ​​which made the world aware of what was happening in Taiji - highlighted also the risk to humans. It denounced actually that the presence of mercury levels, in the meat of dolphins captured in the bay, reaches levels 20 times higher than those recommended by the World Health Organization. The fundamentalists of this tradition reacted with anger; but a large part of Japanese public opinion demanded that protection and respect for nature and all forms of life became shared values, ​​capable of generating an harmonious development of the whole community. Many evoke what happened in the bay of Minamata, in Japan, where hundreds of fishermen were poisoned by fishes saturated of  the mercury discharged into the sea from a factory. Join all people like us, not tied to these unsustainable traditions that can and must be abandoned forever. In the spirit of the Washington Convention of 1946 on the protection of marine cetaceans and mammals, the principles of environmental sustainability and the respect for protected living marine resources, we strongly urge the Japanese Authorities: Support Marevivo to CLOSE TAIJI, Stop dolphins slaughter

    Marevivo
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    Petitioning Al Primo Ministro Shinzo- Abe

    Chiudiamo Taiji, la baia della morte #StopMassacroDelfini

    MASSACRATI A CENTINAIA PER FARNE CIBO, CATTURATI E VENDUTI PER DARE SPETTACOLO: QUESTA LA SORTE ORRIBILE CHE OGNI ANNO VIENE RISERVATA A DELFINI ED ALTRI CETACEI NELLA BAIA DI TAIJI   Non si arresta la terrificante mattanza di migliaia di delfini e altri cetacei nella baia della morte, a Taiji, piccola città del Sud del Giappone. Il massacro ha la durata di sei mesi da settembre a marzo. I delfini sono spinti nel fondo della baia dal rumore provocato da centinaia di battelli finendo in trappola. Poi comincia la triste e cruenta “tradizione” come la chiamano i Giapponesi mentre le acque dell’insenatura diventano sempre più rosse e queste meravigliose creature vengono sterminate per essere mangiate ed anche catturate per andare ad arricchire il business dei delfinari all’interno dei quali resteranno prigioniere a vita. Dal 2003, per tenere lontane le telecamere, la baia viene difesa come fosse un luogo militare con tunnel, guardie armate e recinzioni di filo spinato. Ma la barriera di silenzio e di omertà si è rotta e anche in Giappone aumentano le persone contrarie alla mattanza. Già qualche anno fa, il film dal titolo “The Cove”- che ha fatto conoscere al mondo quello che stava succedendo a Taiji - ha messo in evidenza anche il rischio per l’uomo. Il documentario denuncia infatti che il mercurio presente nella carne dei delfini catturati nella baia arriva a livelli 20 volte superiori a quelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità. Gli integralisti della tradizione hanno reagito con rabbia; ma una parte consistente dell’opinione pubblica giapponese richiede sempre con maggiore forza che la tutela e il rispetto della natura e di tutte le sue forme di vita diventino valori condivisi in grado di generare uno sviluppo armonioso dell’intera comunità. Molti ricordano in Giappone quanto accadde a Minamata, la baia in cui centinaia di pescatori morirono intossicati dai pesci saturi del mercurio scaricato in mare da una fabbrica. Unisciti a tutte le persone come noi, non legate a queste tradizioni insostenibili che, ormai, possono e devono essere abbandonate per sempre. Nello spirito della Convenzione di Washington del 1946 sulla salvaguardia dei cetacei e dei mammiferi marini e forti dei principi di sostenibilità ambientale e di rispetto delle risorse marine viventi protette Insieme a Marevivo chiedi alle Autorità Giapponesi di CHIUDERE TAIJI PER FERMARE IL MASSACRO DEI DELFINI  

    Marevivo
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    Victory
    Petitioning Laura Boldrini

    Ferma il mostro che sta soffocando il mare e minaccia la tua salute: ferma la plastica!

    Lo sai che usare certi prodotti di bellezza alimenta, giorno dopo giorno, il mostro della plastica, che si sta impadronendo dei nostri mari e infilando, persino, nella catena alimentare?  Negli ultimi decenni la plastica è stata prodotta ed utilizzata dall'uomo con sempre maggior frequenza, tanto da essere attualmente il maggior inquinante nei fiumi, nei laghi, negli oceani. Gli impianti di trattamento e depurazione delle acque sono in grado di intrappolare macroplastiche e frammenti di varie dimensioni, ma una larga porzione di microplastiche riesce ad evitare questo sistema di filtraggio e arriva in mare. Anche se a destare più clamore sono i rifiuti di maggiori dimensioni, in realtà questi  frammenti più piccoli e, apparentemente, insignificanti sono ancora più nocivi e pericolosi. È il caso dei cosmetici, in cui il contenuto in microplastiche supera, talvolta, in peso la plastica di tutto il tubetto o la boccetta in cui sono venduti. In certi cosmetici le microplastiche rappresentano dall’1 al 90% del peso del prodotto stesso: specialmente negli scrub, nei bagnoschiuma, nei dentifrici ma anche i rossetti, le maschere, i mascara, gli idratanti, lo spray per capelli, le creme lenitive, le schiume da barba.  In Europa nel 2013, solo per i prodotti di bellezza, sono state impiegate quasi 5.000 tonnellate di microplastiche, finite quasi tutte in mare e con possibili ripercussioni anche per la salute umana. Come fanno, infatti, le microplastiche ad entrare nella catena trofica? Queste vengono scambiate per cibo e ingerite dagli organismi marini e,così, il passo è breve: finiscono direttamente nel nostro piatto.  Per risolvere questo problema Marevivo ha promosso la proposta di legge numero 3852, in base alla quale dal 1° gennaio 2019 non sarà più consentito produrre e mettere in commercio prodotti cosmetici contenenti microplastiche. Un’opportunità senza precedenti! Ma come è successo già altre volte, non vogliamo rischiare che la proposta di legge venga bloccata e dimenticata in Parlamento.   Per questo ti sollecitiamo a chiederne subito la discussione con relativa calendarizzazione in Parlamento, firmando questa petizione. Grazie      

    Marevivo
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