Marevivo

909,550 supporters

L’azione di Marevivo è improntata ad avere un giusto equilibrio tra la tutela ambientale e le esigenze di sviluppo economico e sociale ed è caratterizzata da posizioni propositive in linea con la sua mission.

Started 9 petitions

Petitioning Maria Elisabetta Alberti Casellati

Basta mangiare plastica! Fermiamola alla foce dei fiumi che ne trasportano l'80% al mare

La legge Salva Mare è attualmente al Senato per essere perfezionata. Marevivo chiede che con urgenza venga approvata e propone che contenga l’emendamento mirato alla pulizia dei fiumi e all’installazione di sistemi di raccolta alla foce per intercettare i rifiuti. La plastica visibile in superficie rappresenta solo il 15%, il resto è disperso nei fondali ed è più difficile da recuperare. Col tempo si frammenta in microplastiche e crea problemi alla fauna, alla flora marina e... a noi che indirettamente la ingeriamo. L’azione di fermare i rifiuti prima che arrivino in mare è stata sperimentata con successo sul Po, sul Sarno e attualmente sul Tevere. Facciamola diventare legge dello Stato. Cominciamo dall’Italia, diamo l’esempio agli altri Paesi. Sicuramente dobbiamo tutti fare la nostra parte e impegnarci nel ridurre, riusare e riciclare la plastica... ma nel frattempo? Cosa aspettiamo per intervenire? Lo studio di Ellen MacArthur ci dice che nel 2050 in mare ci saranno più plastiche che pesci e quei pochi saranno pieni di microplastiche. Quanta plastica può sostenere il corpo umano? Quale futuro avranno le nuove generazioni? Oltretutto i rifiuti si spiaggiano sulle coste dove, con ingenti investimenti di denaro pubblico, devono essere rimossi dai Comuni. Facciamo una spending review ambientale: oltre che risparmiare plastica al mare, risparmiano soldi nelle casse dei Comuni. Insieme possiamo farcela. Firma per la tua salute e per la sopravvivenza della vita sul Pianeta Terra. Non c’è più tempo bisogna agire subito e questo, è un modo concreto per farlo. Facciamo sentire la nostra voce e quella del mare.   Per approfondimenti: Studio ISPRA: "Abbiamo toccato il fondo": 5 dati salienti sui rifiuti nel Mar Mediterraneo Global Risks Report 2020 La campagna di Marevivo #RisparmiamoPlasticaAlMare

Marevivo
46,277 supporters
Petitioning Comune di Capri, Comune di Anacapri, Direzione Marittima di Napoli, Ufficio Circondariale Marittimo di Capri, RAM Reparto Protezione Ambientale del Corpo delle Capitanerie di Porto

Tuteliamo Capri in attesa che diventi Area Marina Protetta

Marevivo si batte da oltre 30 anni per l’istituzione dell’Area Marina Protetta di Capri, un percorso complesso e difficile finalmente condiviso dalle comunità dell’isola azzurra. Purtroppo, a causa di potenti interessi, il processo istitutivo non è stato inserito nella legge di bilancio 2020. Ma Capri non può più aspettare. Un’isola dal valore inestimabile, che ci invidiano in tutto il mondo deve essere tutelata. Il notevole e costante aumento in questi ultimi anni di imbarcazioni di vario cabotaggio che affollano il mare dell'Isola, crea disagi alla balneazione e inquina il delicato sistema marino. In attesa che il ministro dell’Ambiente Sergio Costa mantenga la promessa fatta alla presenza di tutti i cittadini capresi, dai Sindaci ai giovani Delfini Guardiani dell’isola, di istituire l’Area Marina Protetta di Capri, Marevivo, in collaborazione con CapriExcellence, Federalberghi Capri, Forum dei Giovani dell’Isola di Capri, Legambiente Capri, Tavolo del Mare e Yacht Club Capri CHIEDE A: Comuni di Capri e Anacapri, alla Direzione Marittima di Napoli, all’Ufficio Circondariale Marittimo di Capri, al RAM Reparto Protezione Ambientale del Corpo delle Capitanerie di Porto presso il Ministero dell’Ambiente di mettere in atto le seguenti misure, immediatamente applicabili: La riduzione con il relativo controllo della velocità di navigazione per tutti i natanti privati e pubblici a 6 nodi nella zona di mare fissata in 500 metri dalle coste alte o a picco e 1000 metri dalle spiagge, allo scopo di non arrecare disturbo all’attività di balneazione (con rumore, moto ondoso etc), e l'accosto attraverso i corridoi di lancio ad una velocità non superiore ai 3 nodi. L’allargamento dei campi boe nella baia di Marina Piccola e Marina Grande per preservare le zone di mare riservate alla balneazione. La chiusura al traffico a motore di alcune grotte (a parte la Grotta Azzurra, già regolamentata), veri monumenti naturali dell'Isola, maggiormente prese d'assalto- due ricadenti nel Comune di Capri: Grotta Bianca e Grotta dei Pescatori;- due nel Comune di Anacapri: Grotta Verde e Grotta dei Santi. Non possiamo permettere che il patrimonio di biodiversità e di bellezza che Capri custodisce venga irrimediabilmente compromesso con il rischio di andare perduto per sempre. Questa petizione vuole spingere sia le istituzioni locali a procedere con azioni già applicabili, sia sollecitare il Ministro Sergio Costa ad adottare il provvedimento di istituzione con lo strumento che ritiene possa essere più veloce e idoneo a soddisfare le istanze rappresentate. Firma anche tu per salvare l’isola azzurra!

Marevivo
2,581 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, LUIGI DI MAIO, Sergio Costa, Giovanni tria

#Stopmicrofibre Marevivo per un'etichetta “a tutela del mare”

Marevivo ritiene valida la petizione lanciata da Giovanni Schneider su Change.org, che propone un’etichettatura visibile dei capi di abbigliamento che indichi la percentuale di fibre sintetiche e naturali contenute nel capo, e che riporti dei consigli su come lavare i tessuti per minimizzare l’inquinamento delle acque provocato dalle microfibre rilasciate durante il lavaggio in lavatrice. La nostra associazione ha lanciato già da tempo la campagna #Stopmicrofibre per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema. Un solo carico in lavatrice di capi sintetici, infatti, può produrre milioni di microfibre di dimensioni inferiori ai 5 mm che si riversano in mare dove vengono ingerite dagli organismi marini, entrando così nella catena alimentare. Il 40% di queste microfibre non viene trattenuto dagli impianti di depurazione e finisce nelle acque dei fiumi, del laghi e soprattutto del mare. Le microfibre, infatti, si ritrovano sempre più spesso negli organismi filtratori acquatici come mitili e ostriche, ma anche nello stomaco di pesci ed uccelli marini, nei sedimenti, nel sale da cucina e nell'acqua in bottiglia. La fondazione Ellen MacArthur nello studio “A New textiles economy” ha denunciato come gli abiti scarichino ogni anno mezzo milione di tonnellate di microfibre negli oceani: una quantità pari a oltre 50 miliardi di bottiglie di plastica. È indispensabile investire sulla ricerca e l’innovazione del settore tessile visto che quasi il 60% di tutti gli indumenti prodotti a livello globale è realizzato in poliestere. Ci uniamo quindi all’appello di Giovanni per approvare una legge, come sta avvenendo in alcuni stati Americani ed in Nuova Zelanda, per un’etichettatura “a tutela del mare” sui capi di abbigliamento che potrebbe risparmiare all’ecosistema marino un ulteriore pericolo.

Marevivo
101,491 supporters
Petitioning Sergio Costa, Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Gian Marco Centinaio

Si approvi subito la legge affinché i pescatori diventino sentinelle del mare

A causa di diverse e contraddittorie normative, i pescatori non possono riportare a terra i rifiuti solidi marini che accidentalmente raccolgono nell’attività di pesca, ributtandoli così in mare. Durante gli incontri che Marevivo ha effettuato nelle 15 direzioni marittime delle Capitanerie di Porto con tutti gli stakeholder del mare, nell'ambito della campagna “Mare mostro” sull'impatto della plastica in mare, è emerso che non esiste nel nostro Paese una specifica disciplina che permetta di individuare adeguate modalità di raccolta e di gestione di tali rifiuti, specialmente quelli che finiscono sui fondali. È necessario colmare questo vuoto legislativo! Per far fronte al problema, abbiamo siglato un accordo con il comune di Gaeta e la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Latina per l'attuazione del progetto: “BLUE WATCHER: Pescatori e Marevivo insieme per il mare” per realizzare un piano di raccolta e di corretto smaltimento della marine litter che viene accidentalmente recuperata durante le attività di pesca. Ogni giorno i pescatori dalle reti tirano su metà rifiuti (la maggior parte in plastica) e metà pesci. A volte più plastica che pesci! Chiediamo di mettere in atto tutti gli strumenti normativi per colmare questo vuoto in modo da permettere ai pescatori di raccogliere plastiche in mare e poterle portare a terra per smaltirle correttamente.    

Marevivo
211,013 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Roberto Fico, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Sergio Costa

SOSTENIAMO SERGIO COSTA PER L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE SALVA MARE

Basta boicottare azioni in difesa del mare! Basta rimandare decisioni che potrebbero fermare l’inquinamento marino! Dal Parlamento Europeo arriva un buon segnale nella lotta alla plastica monouso. È stata approvata a maggioranza, con ben 571 voti favorevoli e 53 contrari, la Direttiva che a partire dal 2021 vieterà la vendita di alcuni articoli in plastica usa e getta come posate; cotton fioc; piatti; cannucce, palette e miscelatori per bevande e i bastoncini che sorreggono i palloncini. Un ottimo traguardo che dovrà essere negoziato con il Consiglio dell’UE. Intanto in Italia la proposta di legge nata da un’iniziativa di Marevivo per mettere al bando la plastica monouso, accolta dal Ministero dell’Ambiente Sergio Costa, è boicottata da interessi economici e politici. Le aziende del settore non hanno ben specificato il danno economico di cui si lamentano ma il nostro Paese dovrebbe puntare ad essere leader nella ricerca di materiali innovativi e biodegradabili al 100% e non della plastica monouso, un prodotto che inquina i nostri mari. Bisogna adattarsi al cambiamento perché un’economia sostenibile garantirà crescita economica e posti di lavoro, i cosiddetti green jobs, senza danneggiare le nostre risorse naturali. Lo sviluppo economico sfrenato ed incontrollato non è positivo bisogna valutare anche i danni che provoca all’ambiente e alla nostra salute. Basti pensare che le microplastiche sono presenti anche nel sale da cucina che consumiamo quotidianamente e sono già state trovate nell’uomo. I dati della Commissione Europea sono chiari più di 150 milioni di tonnellate di plastica si trovano attualmente negli oceani e si stima che ogni anno vi finiscano circa 10 milioni di tonnellate di plastica. I prodotti monouso invece costituiscono ben il 70% di tutti i rifiuti marini. Se la direttiva sarà finalmente approvata saranno risparmiati 22 miliardi di euro di danni ambientali entro il 2030. Marevivo chiede a tutti i cittadini italiani di far sentire la propria voce. Solo con la pressione di tutti noi potremmo appoggiare la proposta di Sergio Costa di approvare subito la legge SalvaMare. Firma per un’Italia libera dalla plastica usa e getta! Associazione Marevivo

Marevivo
36,150 supporters
Petitioning Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Roberto Fico, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Giuseppe Conte, Sergio Costa

VIA LA PLASTICA MONOUSO DAI PALAZZI DELLA POLITICA #STOPSINGLEUSEPLASTIC

Marevivo ha scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai Vice Presidenti Luigi di Maio e Matteo Salvini, al Presidente della Camera Roberto Fico, alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e a tutti i Ministri per chiedere di dare sin da subito il buon esempio introducendo il divieto dell’impiego di prodotti di plastica monouso (bottiglie, stoviglie, cannucce e tutti gli oggetti in plastica che utilizziamo una volta sola prima di buttare via) nei servizi e negli uffici delle istituzioni. Ogni minuto nel mondo vengono acquistate un milione di bottiglie in plastica. Metà della plastica che viene prodotta è utilizzata soltanto una volta per poi essere gettata via, secondo i dati riportati dall’Unep. Negli ultimi 60 anni si stima che siano state prodotte circa 8,3 miliardi di tonnellate di plastica e di queste circa il 60% sia finito in discarica o disperso nell’ambiente naturale.  “Rifiutare quello che non si può riutilizzare” ha dichiarato Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite.  L’attenzione è, dunque, ancora una volta sull’inquinamento da plastica e sulla necessità di agire per contrastare il problema: a questo scopo le Nazioni Unite hanno lanciato la campagna #BeatPlasticPollution, per sensibilizzare i cittadini ed invitarli a ridurre il consumo di plastica monouso. Lo scorso 28 maggio la Commissione Europea ha presentato la Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio, COM(2018) 340 final – 2018/0172 (COD), relativa alla riduzione dell’impatto sull’ambiente, in particolare su quello marino, di alcuni prodotti di plastica. La direttiva prevede per gli Stati membri, entro due anni dalla sua entrata in vigore, l’obbligo di attuare provvedimenti finalizzati a vietare le plastiche monouso e a ridurre l’impatto degli altri rifiuti contenenti plastica. Grazie all’azione di Marevivo, il nostro Paese è stato il primo nell’UE ad approvare misure finalizzate a vietare l’impiego di materiale non biodegradabile nei bastoncini per la pulizia delle orecchie e delle microplastiche nei cosmetici. In vista di questa lungimiranza, l’associazione chiede l’emanazione di un idoneo e appropriato provvedimento che vieti l’uso delle plastiche monouso in tutte le sedi delle istituzioni. Nel 2020 la Francia vieterà la produzione e la vendita di tutte le stoviglie monouso di plastica, spingendo i produttori a sostituirle con quelle biodegradabili. Anche la Regina Elisabetta di Inghilterra ha recentemente bandito l’uso della plastica monouso a Buckingham Palace e nelle altre residenze reali, sia per il pubblico, che per gli addetti agli uffici. E se in Gran Bretagna, come ha sottolineato la Premier Theresa May: “la quantità di plastica monouso sprecata ogni anno riempirebbe 1000 Royal Albert Hall”, nel nostro Paese quante volte la plastica monouso sprecata colmerebbe il Colosseo? Una tua firma può dare forza al nostro appello se credi che il mostro che ci sta invadendo possa essere fermato. Agisci subito!

Marevivo
93,857 supporters
Petitioning To Prime Minister Shinzo- Abe Cabinet Office, Government of Japan

Close Taiji, the bay of death #StopDolphinsSlaughter

SLAUGHTERED  FOR FOOD, CAPTURED AND SOLD FOR LIVE SHOWS: THIS IS THE AWFUL DESTINY RESERVED EVERY YEAR TO HUNDREDS OF DOLPHINS AND OTHER CETACEANS IN THE BAY OF TAIJI   The terrifying slaughter of thousands of dolphins and other small cetaceans in the bay of death, in Taiji, a small city in the south of Japan, does not stop. The massacre lasts six months, from September to March. The dolphins are herded into the narrow cove, by the noise caused by hundreds of boats, falling into a trap. This sad and bloody "tradition", as Japanese define it, begins and the waters become increasingly blood red and these wonderful creatures are slaughtered for human consumption or captured for sale and to enrich the business of marine parks and dolphinaria. within which they will live in captivity. Since 2003, to keep the video cameras away, the bay is defended like a military site with tunnels, armed guards and barbed wire fences. But the barrier of silence and cover-up has broken and even in Japan, more and more people are against this slaughter. A few years ago, a documentary entitled "The Cove" - ​​which made the world aware of what was happening in Taiji - highlighted also the risk to humans. It denounced actually that the presence of mercury levels, in the meat of dolphins captured in the bay, reaches levels 20 times higher than those recommended by the World Health Organization. The fundamentalists of this tradition reacted with anger; but a large part of Japanese public opinion demanded that protection and respect for nature and all forms of life became shared values, ​​capable of generating an harmonious development of the whole community. Many evoke what happened in the bay of Minamata, in Japan, where hundreds of fishermen were poisoned by fishes saturated of  the mercury discharged into the sea from a factory. Join all people like us, not tied to these unsustainable traditions that can and must be abandoned forever. In the spirit of the Washington Convention of 1946 on the protection of marine cetaceans and mammals, the principles of environmental sustainability and the respect for protected living marine resources, we strongly urge the Japanese Authorities: Support Marevivo to CLOSE TAIJI, Stop dolphins slaughter

Marevivo
189,648 supporters
Petitioning Al Primo Ministro Shinzo- Abe

Chiudiamo Taiji, la baia della morte #StopMassacroDelfini

MASSACRATI A CENTINAIA PER FARNE CIBO, CATTURATI E VENDUTI PER DARE SPETTACOLO: QUESTA LA SORTE ORRIBILE CHE OGNI ANNO VIENE RISERVATA A DELFINI ED ALTRI CETACEI NELLA BAIA DI TAIJI   Non si arresta la terrificante mattanza di migliaia di delfini e altri cetacei nella baia della morte, a Taiji, piccola città del Sud del Giappone. Il massacro ha la durata di sei mesi da settembre a marzo. I delfini sono spinti nel fondo della baia dal rumore provocato da centinaia di battelli finendo in trappola. Poi comincia la triste e cruenta “tradizione” come la chiamano i Giapponesi mentre le acque dell’insenatura diventano sempre più rosse e queste meravigliose creature vengono sterminate per essere mangiate ed anche catturate per andare ad arricchire il business dei delfinari all’interno dei quali resteranno prigioniere a vita. Dal 2003, per tenere lontane le telecamere, la baia viene difesa come fosse un luogo militare con tunnel, guardie armate e recinzioni di filo spinato. Ma la barriera di silenzio e di omertà si è rotta e anche in Giappone aumentano le persone contrarie alla mattanza. Già qualche anno fa, il film dal titolo “The Cove”- che ha fatto conoscere al mondo quello che stava succedendo a Taiji - ha messo in evidenza anche il rischio per l’uomo. Il documentario denuncia infatti che il mercurio presente nella carne dei delfini catturati nella baia arriva a livelli 20 volte superiori a quelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità. Gli integralisti della tradizione hanno reagito con rabbia; ma una parte consistente dell’opinione pubblica giapponese richiede sempre con maggiore forza che la tutela e il rispetto della natura e di tutte le sue forme di vita diventino valori condivisi in grado di generare uno sviluppo armonioso dell’intera comunità. Molti ricordano in Giappone quanto accadde a Minamata, la baia in cui centinaia di pescatori morirono intossicati dai pesci saturi del mercurio scaricato in mare da una fabbrica. Unisciti a tutte le persone come noi, non legate a queste tradizioni insostenibili che, ormai, possono e devono essere abbandonate per sempre. Nello spirito della Convenzione di Washington del 1946 sulla salvaguardia dei cetacei e dei mammiferi marini e forti dei principi di sostenibilità ambientale e di rispetto delle risorse marine viventi protette Insieme a Marevivo chiedi alle Autorità Giapponesi di CHIUDERE TAIJI PER FERMARE IL MASSACRO DEI DELFINI  

Marevivo
189,648 supporters
Victory
Petitioning Laura Boldrini

Ferma il mostro che sta soffocando il mare e minaccia la tua salute: ferma la plastica!

Lo sai che usare certi prodotti di bellezza alimenta, giorno dopo giorno, il mostro della plastica, che si sta impadronendo dei nostri mari e infilando, persino, nella catena alimentare?  Negli ultimi decenni la plastica è stata prodotta ed utilizzata dall'uomo con sempre maggior frequenza, tanto da essere attualmente il maggior inquinante nei fiumi, nei laghi, negli oceani. Gli impianti di trattamento e depurazione delle acque sono in grado di intrappolare macroplastiche e frammenti di varie dimensioni, ma una larga porzione di microplastiche riesce ad evitare questo sistema di filtraggio e arriva in mare. Anche se a destare più clamore sono i rifiuti di maggiori dimensioni, in realtà questi  frammenti più piccoli e, apparentemente, insignificanti sono ancora più nocivi e pericolosi. È il caso dei cosmetici, in cui il contenuto in microplastiche supera, talvolta, in peso la plastica di tutto il tubetto o la boccetta in cui sono venduti. In certi cosmetici le microplastiche rappresentano dall’1 al 90% del peso del prodotto stesso: specialmente negli scrub, nei bagnoschiuma, nei dentifrici ma anche i rossetti, le maschere, i mascara, gli idratanti, lo spray per capelli, le creme lenitive, le schiume da barba.  In Europa nel 2013, solo per i prodotti di bellezza, sono state impiegate quasi 5.000 tonnellate di microplastiche, finite quasi tutte in mare e con possibili ripercussioni anche per la salute umana. Come fanno, infatti, le microplastiche ad entrare nella catena trofica? Queste vengono scambiate per cibo e ingerite dagli organismi marini e,così, il passo è breve: finiscono direttamente nel nostro piatto.  Per risolvere questo problema Marevivo ha promosso la proposta di legge numero 3852, in base alla quale dal 1° gennaio 2019 non sarà più consentito produrre e mettere in commercio prodotti cosmetici contenenti microplastiche. Un’opportunità senza precedenti! Ma come è successo già altre volte, non vogliamo rischiare che la proposta di legge venga bloccata e dimenticata in Parlamento.   Per questo ti sollecitiamo a chiederne subito la discussione con relativa calendarizzazione in Parlamento, firmando questa petizione. Grazie      

Marevivo
38,885 supporters