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    Petitioning Giuseppe Conte, Parlamento Italiano, Paola De Micheli

    Micromobilità, subito regole chiare, come le bici

    Chiediamo al Governo e al Parlamento di definire subito regole applicabili, semplici e chiare per tutti, entro dicembre, anche con un emendamento alla Legge di Bilancio e di fermare la criminalizzazione nei confronti di chi circola con mezzi di micromobilità elettrica che non inquinano. Torino, Brescia, Milano, Roma, Bari: ogni giorno notizie di multe (fino a 6mila euro!) e di sequestri di monopattini elettrici. Sono ormai decine di migliaia i monopattini, segway, monoruota e hoverboard in circolazione, di proprietà, noleggiati o in sharing ma l'incertezza normativa regna sovrana tra cittadini, comuni e vigilanza urbana. Malgrado l'approvazione di un Decreto sperimentale sulla micromobilità elettrica, sono infatti ancora pochissime le città che hanno approvato il piano e il regolamento d'utilizzo, predisposto l'adeguata segnaletica. E anche in quei pochi comuni, il pendolare che abita in periferia e percorre un tratto di strada fino a una stazione dove prendere il treno, può farlo? Con quale mezzo? In zone pedonali, piste ciclabili, strade 30? Come uscirne? Forse più semplice di quanto si pensi, copiando da quanto hanno fatto altri Paesi e altre città: chiediamo che i monopattini elettrici e tutti i mezzi della micromobilità - che rientrano nei limiti di potenza e velocità ( 20 all'ora) fissati dal Decreto - siano equiparati alle bici e alle bici elettriche per le regole di circolazione su strada. Come a Berlino, a Barcellona, a Bruxelles, a Parigi la micromobilità elettrici si diffonde con regole e riferimenti normativi nel codice della strada e le città possono fissare regole specifiche di divieto nelle strade a scorrimento veloce, divieto di sosta nei marciapiedi più affollati o per ragioni di sicurezza. La micromobilità elettrica rappresenta uno dei tasselli della “rievoluzione” della mobilità urbana, insieme al trasporto pubblico, alla bicicletta, alla “sharing mobility” di auto e scooter elettrici, rende oggi possibile ridurre traffico e inquinamento, permettendo a tutti di immaginare il percorso di spostamento per andare al lavoro, a scuola, all'università a trovare amici nella forma più sostenibile, veloce e anche economica. E' ora di togliere le barriere per la mobilità che non inquina (FB ​https://www.facebook.com/MicroMobElettrica/).

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    Petitioning Giuseppe Conte, Sergio Costa, Paola De Micheli, Stefano Patuanelli

    Salviamo gli oranghi del Borneo - Via l’olio di palma dal gasolio

    Fare benzina è un’azione che rientra nella nostra routine quotidiana. Ma ci siamo mai chiesti cosa contiene il carburante che inseriamo nelle nostre auto?  In realtà davvero pochi di noi sono al corrente che in Italia nel 95% del gasolio c’è un po’  di olio di palma, l’olio vegetale notoriamente responsabile della deforestazione delle foreste equatoriali e della riduzione di biodiversità.  Le prime vittime sono gli oranghi, a rischio d’estinzione, che vivono nelle foreste del Borneo, tra Malesia e Indonesia. Intere famiglie di oranghi vengono distrutte e i legami tra le mamme e i cuccioli di orango, che sono tra i più forti al mondo, vengono spezzati dall’inarrestabile crescita della domanda di olio di palma che porta alla distruzione del loro habitat.  E’ stato calcolato che ogni giorno muoiono in media 25 orango, questi animali non hanno più di che nutrirsi e quando si avvicinano ai frutti delle palme, vengono uccisi.  Tutto ciò si può fermare subito, con un articolo di legge che abbiamo chiesto al Governo (vedi lettera completa). In pochi infatti sanno che a finanziare la deforestazione siamo noi, inconsapevolmente, ad ogni pieno di gasolio o benzina. Perché la legge italiana riconosce questi olii alimentari come biocarburanti rinnovabili. E li sussidia. Così senza saperlo, per legge paghiamo per distruggere le foreste del Borneo, sterminare la fauna (anche popolazioni di primati incredibili come gli oranghi) e distruggere le comunità indigene che popolano le foreste. Ecco perché la legge va cambiata.  A Giugno l'Europa ha dichiarato insostenibile l’olio di palma per i carburanti. L’Italia deve adeguarsi subito ma può fare di più e includere l’olio di soia, causa di deforestazione drammatica in America Latina. Altri paesi europei hanno già deciso. Ferma i sussidi alle piantagioni che distruggono le foreste.  Firma per richiedere al governo Italiano per abolirli ora, già con la legge finanziaria. Firma prima che sia troppo tardi!

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