La Marianna

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Petitioning Presidente della Repubblica, Governo, Capigruppo e Segretari di partito

LIBERAZIONE SÌ , DALLO STATO SPIONE

Al Presidente della Repubblica Presidente del Consiglio Tutti i Ministri Capigruppo di Camera e Senato Segretari di M5S, Pd, Leu, Italia Viva, Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia   Siamo molto preoccupati per le notizie che filtrano dal governo sulle regole della Fase 2 e successive dell’emergenza coronavirus. Anziché predisporre tutte quelle misure sanitarie e di protezione individuale gravemente mancate in quasi tre mesi dalla dichiarazione dello stato di emergenza del 31 gennaio, si sta pensando a ulteriori provvedimenti che violano le nostra libertà fondamentali. Lo strumento principe di questa politica dovrebbe essere l’app denominata fantasiosamente IMMUNI, che conterrebbe le informazioni sanitarie di ogni cittadino e ne traccerebbe i contatti con altre persone, la loro frequenza e durata. Tutti questi dati strettamente personali verrebbero messi nelle mani dello Stato. Si dice che l’app sarà volontaria ma anche che chi sceglierà di non scaricarla potrebbe avere delle limitazioni negli spostamenti. Non solo. Per le persone anziane che avessero problemi con la tecnologia degli smartphone, al posto dell’app verrebbe previsto un braccialetto elettronico, come per i detenuti in semi-libertà. E anche per gli anziani che rifiutassero il braccialetto verrebbero previste limitazioni alla mobilità. In questo modo, attraverso quelli che ipocritamente vengono definiti “incentivi”, si cerca di rendere obbligatoria un’app ufficialmente volontaria. Un’app che non sarebbe limitata nel tempo, come inizialmente dichiarato, ma che potrebbe diventare permanente, aggiungendovi funzioni di teleassistenza ed altro, come affermato dal ministro della Salute E non basta ancora. Lungo questa deriva autoritaria il governo sta pensando di sottoporre un campione di cittadini a un test psicologico per verificare quanto tempo ancora siano in grado di sopportare misure restrittive della libertà e decidere come modulare i prossimi messaggi pubblici. La psicopolizia del Grande Fratello immaginata da George Orwell sembra farsi incredibilmente realtà. Con il coronavirus dovremo convivere per molto tempo e le politiche per la gestione e il contenimento dell’epidemia non possono trasformarsi in una campagna di terrore psicologico da parte del governo, di intrusione nella sfera privata dei cittadini da parte dello Stato e di limitazione permanente delle libertà fondamentali garantite dalla Costituzione, di cui Lei è il Garante. Gli italiani hanno dimostrato grande senso civico e responsabilità nel rispettare le misure di emergenza decise l’8 marzo dal governo e ancor prima in alcune Regioni. Ma lo Stato non deve permettersi di approfittarne. Alla vigilia della Festa della Liberazione, che ci vedrà costretti nelle nostre case, Le chiediamo di intervenire con tutti gli strumenti che la Costituzione prevede per tutelare i nostri diritti di libertà e riservatezza, impedendo che il coronavirus diventi il pretesto per calpestarli e limitarli in via permanente da parte del governo pro tempore.

La Marianna
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Petitioning Presidente della Repubblica, Presidenti di Camera e Senato, CapiGruppo Parlamentari, Tutti i Deputati e Senatori

VOGLIAMO IL PARLAMENTO APERTO E IN SEDUTA PERMANENTE

Al Presidente della Repubblica Ai Presidenti di Camera e Senato Ai Capigruppo parlamentari, a tutti i Deputati e Senatori   IL PARLAMENTO È CHIUSO ! NOI VOGLIAMO IL PARLAMENTO APERTO E IN SEDUTA PERMANENTE GIORNO E NOTTE. SUBITO! Accanto all’emergenza sanitaria e a quella economica c’è ormai una grave emergenza democratica. Da settimane il Paese è privo del suo presidio istituzionale più importante, il Parlamento, l’unico luogo in cui è rappresentata la Sovranità del Popolo. Il Paese non può essere in balia di un Presidente del Consiglio estraneo a ogni controllo democratico, che si rivolge ripetutamente di notte al Paese, ormai direttamente attraverso Facebook. Tanto più le misure sanitarie e di sicurezza debbono essere severe, tanto più il Paese si trova di fatto in uno stato di guerra, tanto più rischiamo una recessione e una prospettiva di povertà senza precedenti, tanto più il Parlamento, il luogo della Democrazia deve essere aperto, vivo, pulsante e tempestivamente capace di ascoltare e parlare al Paese. INVECE IL PARLAMENTO NON SOLO TACE. È CHIUSO. Ma in democrazia il Parlamento non chiude neppure in tempo di guerra. Anzi, a maggior ragione è aperto proprio in tempo di guerra.  Il Paese ha necessità di avere il suo Parlamento. Camera e Senato riaprano subito e siamo riuniti in sede permanente. I loro portoni devono essere aperti giorno e notte: LE LORO LUCI SEMPRE ACCESE. Il Parlamento deve esercitare oggi più che mai, in questa situazione di Stato di Emergenza dichiarato, la sua funzione di indirizzo del Governo e di controllo democratico. COME DECINE DI MIGLIAIA DI MEDICI E INFERMIERI OPERANO GIORNO E NOTTE NEGLI OSPEDALI, DEPUTATI E SENATORI VADANO SUBITO A ESERCITARE IL LORO RUOLO E LE LORO RESPONSABILITÀ IN PARLAMENTO. GIORNO E NOTTE. SPETTA A LORO GARANTIRE LA DEMOCRAZIA. PER QUESTO SONO STATI ELETTI. SUBITO. ADESSO.

La Marianna
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Petitioning A Presidente, Amministratore delegato, Direttore generale della Rai, Al Pre

FESTIVAL SANREMO: RULA JEBREAL? NOI VOGLIAMO SUL PALCO ANCHE LORO

Secondo noi in un Festival della Canzone non bisogna infilarci la politica. Ma sta di fatto che la politica si infila: sul palco arriva Rula Jebreal, specializzata da anni in prediche buoniste agli italiani. Se a Sanremo si deve parlare di condizione della donna oggi nel mondo, allora vogliamo che sia una cosa seria, con donne che pagano con la propria vita e la propria libertà il prezzo della loro battaglia coraggiosa. Invitate sul palco - o raccontate ai telespettatori se sono in carcere o viene loro impedito di partecipare - chiediamo che al Festival di Sanremo ci siano: 1)    Ayaan Hirsi Ali. Somala. Infibulata a 5 anni, sposa bambina, fuggita e condannata a morte.    Sceneggiatrice di Submission. Oggi vive negli Usa. 2)    Alaa Salah. Sudanese. Animatrice, con la sua voce, dei canti per la libertà della piazza di Kartoum. 3)    Vida Movahed. Iraniana. Incarcerata per essersi tolta il velo in pubblico, a Teheran. 4)    Nasrin Sotoudeh. Iraniana. Avvocata e simbolo della lotta per i diritti umani e i diritti della donna nelle società islamiche. Condannata a 38 anni di carcere e a 148 frustate. Aderisci qui. Rilancia la Petizione. Firma e fai firmare !                          Link all’articolo de La Marianna NON SON SOLO CANZONETTE? MARIANNA LANCIA PETIZIONE PER AYAAN, ALAA, MASIH E VIDA SUL PALCO DI SANREMO https://lamarianna.eu/2020/01/08/non-son-solo-canzonette-marianna-lancia-petizione-per-ayaan-alaa-masih-e-vida-sul-palco-di-sanremo/

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