Funzione Pubblica Cgil

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Started 5 petitions

Petitioning Mario Draghi, Roberto Speranza

Pillola RU486: vogliamo essere libere di scegliere

RU486, basta disinformazione! La sanità pubblica deve essere laica e deve assicurare alle donne procedure moderne e basate sulle evidenze scientifiche. In questi giorni è in corso una vera e propria campagna di disinformazione che attribuisce rischi inesistenti alla RU486, la pillola utilizzata per l’aborto farmacologico. Questa campagna trova eco in diverse regioni governate dal centrodestra (Umbria, Marche, Piemonte, Lombardia e Abruzzo), in una escalation di atti e prese di posizione che si pongono in aperto contrasto con le nuove linee di indirizzo del Ministero della Salute pubblicate nello scorso agosto. Ma non basta: ad oltre 6 mesi dalla loro pubblicazione, la gran parte delle regioni non ha ancora recepito le nuove linee di indirizzo ministeriali, e in molte parti del nostro paese l’accesso alla IVG farmacologica continua ad essere praticamente impossibile, un vero e proprio percorso ad ostacoli. Le nuove linee guida ministeriali, che hanno aggiornato le precedenti (di oltre 10 anni fa), allineano il nostro paese alle procedure in uso in Europa e raccomandate dall’OMS e dalle principali società scientifiche internazionali, ed assicurano alle donne la possibilità di ricorrere ad una procedura sicura ed efficace, anche in regime ambulatoriale, nei consultori e negli ambulatori ospedalieri. Ciò permette una de-ospedalizzazione in assoluta sicurezza che riduce anche, in tempi di pandemia SARS CoV-2, i rischi di contagio legati agli accessi ospedalieri. Ancora una volta, con la scusa di falsi timori per la loro salute, si vuole attaccare il diritto delle donne alle scelte riproduttive e all’autodeterminazione. PER QUESTO CHIEDIAMO UN INTERVENTO DEL GOVERNO E DEL MINISTERO DELLA SALUTE AFFINCHE': Intervengano sulle regioni, in modo che sia assicurata a tutte le donne, IN TEMPI CERTI, la possibilità di eseguire la IVG farmacologica, anche in regime ambulatoriale Predispongano, anche all’interno del Piano di Ripresa e Resilienza, un progetto straordinario di investimento sui consultori pubblici nella direzione di un loro pieno potenziamento dal punto di vista infrastrutturale e del personale, per tutte le attività che per legge sono ad essi attribuite Istituiscano un apposito tavolo di monitoraggio sull’attuazione delle nuove Linee Guida, aperto e partecipato da tutti i soggetti istituzionali e sociali rappresentativi   Aderiscono alla petizione queste organizzazioni: AmicaFunzione Pubblica Cgil nazionaleCgilFunzione Pubblica Cgil Medici e Dirigenti SSNAborto al Sicuro-MilanoAssociazione "Qualcosa di sinistra" di Colli del Tronto (AP)Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca ScientificaCasa del Popolo di FermoCasa delle donne/Sportello antiviolenza di JesiCoordinamento 194 FirenzeCoordinamento nazionale comitati Senonoraquando?Iniziativa Femminista Europea - IFE ItaliaLaboratorio per la Laicità FirenzeLAIGA Libera Associazione Italiana Ginecologi per Applicazione Legge 194Libere Tutte – FirenzeMolto + di 194 Rete Femminista MarcheNon una di meno Transterritoriale MarcheProChoice RICA Rete Italiana Contraccezione e AbortoRibelli in cor FirenzeSenonoraquando? TorinoUDI Unione Donne Italiane Perugia Rete Umbra per l’autodeterminazione  

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Petitioning Sergio Mattarella

Operatori Ssn, sosteniamo chi lotta contro il Coronavirus

Da settimane le lavoratrici e i lavoratori del nostro Servizio sanitario nazionale sono alle prese con la battaglia per contrastare l’epidemia del virus Covid-19. Turni massacranti, esposizione della propria salute ma anche spirito di servizio pubblico e grande professionalità: questo hanno dimostrato gli operatori del Serviziosanitario nazionale. Il Paese ha il dovere morale di riconoscere questo sacrificio e questa dedizione alla cura delle persone. Il personale, principalmente - ma non solo - quello delle zone rosse, sta lavorando senza pause, a volte in carenza degli strumenti e dei dispositivi di protezione individuali necessari, operando in un contesto di assoluta emergenzae a rischio per la propria incolumità personale. C’è bisogno di un gesto concreto che testimoni agli operatori del Sistema sanitario quanto il nostro Paese riconosca il loro valore. Come Cgil e Funzione Pubblica Cgil chiediamo: che alle prime assunzioni autorizzate si affianchi subito un nuovo provvedimento che a regime riporti l’organico del Ssn a un fabbisogno adeguato che stanzi risorse tali da incrementare la retribuzione di quei lavoratori per ogni settimana di lavoro svolto in emergenza, oltre il valore dello straordinario per ogni ora lavorata il riconoscimento di un’indennità specifica oraria Covid-19 per chi ha lavorato e lavora in questa battaglia per salvare la nostra salute. Servono assunzioni e il riconoscimento adeguato per chi lavora in sanità.Riconosciamo il loro lavoro e il loro sacrificio!

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Petitioning Matteo Salvini, Giuseppe Conte

Salvano vite a loro spese, date l’Inail ai Vigili del Fuoco

Giuseppe, Vigile del Fuoco, mani ustionate dopo un intervento, un trapianto di pelle e ora a lavoro senza nessun rimborso/indennizzo. Questo perché lui, come tutti i Vigili del Fuoco, ha il compito di salvare vite e non ha neanche un assicurazione Inail a tutelarlo. Crediamo sia giunto il momento di riconoscere ai Vigili del Fuoco un assicurazione contro infortuni sul lavoro e malattie professionali. Firma la petizione per sostenere la nostra battaglia! Questa è la storia di Giuseppe, Vigile del Fuoco, e delle sue mani ustionate e non “rimborsate”. Solo uno dei tanti casi accaduti e che rischiano di verificarsi ancora, se non si corre ai ripari. Ve la raccontiamo per farvi capire cosa vuol dire fare questo mestiere senza assicurazione e per chiedervi di sostenere la nostra battaglia per avere la copertura Inail. Era il 5 dicembre dello scorso anno. Lungo la via Salaria, all’altezza di Borgo Quinzio in provincia di Rieti, un’autocisterna di Gpl esplode in un distributore di carburanti. Perderanno la vita un Vigile del Fuoco, Stefano Colasanti, non in servizio con la squadra di soccorso intervenuta ma lì per aiutare le persone coinvolte, e un altro uomo investito dalla forte esplosione. Decine i feriti. Tra questi Giuseppe, Vigile del Fuoco del comando di Rieti. Lo ricorderete in alcuni dei video apparsi in rete. Era riverso per terra. Con la tuta bruciata e con le mani ustionate. Farfugliava ma una cosa era chiara: l’urlo di dolore per le sue mani. Giuseppe, intervenuto dopo la chiamata di emergenza, deve la sua vita all’esperienza accumulata. Nell’impatto con la palla di fuoco generata dall’esplosione della cisterna ha avuto il sangue freddo di lanciarsi per terra e trattenere il respiro. Evitando così che il fuoco carbonizzasse i polmoni, bruciandolo da dentro. Il 10 dicembre andammo al comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Rieti, per salutare Stefano Colasanti. Un compagno di lavoro e di vita, che umilmente ricordammo in un video, così. Da lì passammo a trovare Giuseppe all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, specializzato in grandi ustionati. Giuseppe aveva le mani fasciate e una voglia matta di tornare a lavoro. Dopo un trapianto di pelle, dalle gambe alle mani, venne dimesso una settimana dopo. E grazie alla sua caparbietà, al sostegno dei colleghi, del comando provinciale di Rieti e di tutta l’Amministrazione, il 15 maggio è tornato operativo. Ma deve tutto al suo impegno e a quello del Corpo perché Giuseppe per l’incidente subito non ha ricevuto alcun indennizzo. Anzi Giuseppe, per il trapianto ricevuto, indossa guanti speciali per proteggersi dal sole, dal costo di circa 900 euro. Pagati di tasca propria. Sembra paradossale ma è così. Svolgono un lavoro difficile, unico nel suo genere, spesso pericoloso, eppure non sono coperti da un’assicurazione Inail contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Sono costretti a pagarsi le cure e i presidi sanitari indispensabili a seguito di ricorrenti infortuni professionali. Esiste un’assicurazione privata, stipulata dall’Amministrazione, ma che rimborsa solo spese successive e se riconosciute. Per questo vi chiediamo per il sacrificio di Stefano, per la testardaggine di Giuseppe, di sostenere questa petizione, perché sia prevista per gli uomini e le donne del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco l’assicurazione Inail.

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