Giornale Fede e Ragione, direttore Paolo Centofanti

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Started 3 petitions

Petitioning Giuseppe Conte, Roberto Speranza, Nunzia Catalfo, Vincenzo Spadafora, Elena Bonetti, Alfonso Bonafede

Vogliamo che l'obesità sia riconosciuta per Legge come malattia cronica e invalidità

Obesità: il 12 novembre 2019 la Camera dei Deputati ha approvato una mozione per riconoscerla come malattia cronica, con relativi diritti alle agevolazioni riconosciute alle persone invalide. La mozione è stata proposta dal deputato Roberto Pella, e ha ottenuto voto unanime di sostegno alla Camera dei Deputati. Sono trascorsi oltre sette mesi, e al momento sembra tutto fermo. Non si possono rallentare ancora Leggi urgenti, come quella contro il mobbing, e la Legge per il riconoscimento dell'obesità come invalidità. Leggi urgenti, anche a difesa del lavoro e dei lavoratori, come una Legge contro il mobbing, e che preveda sanzioni adeguate contro i colpevoli. E una Legge che riconosca appunto l’obesità come malattia cronica. E i relativi diritti alle agevolazioni per gli invalidi. Abbiamo quindi deciso di lanciare, come giornale Fede e Ragione, una Petizione per avere al più presto una Legge che formalizzi tale riconoscimento. Perché l'obesità è causa di discriminazioni, di difficoltà a integrarsi lavorativamente e essere adeguatamente considerati, soprattutto in alcuni ambienti. E spesso è persino oggetto di azioni di bullismo e cyber bullismo. L'attuale normativa sull’invalidità, regolata dalla legge 104 del 1992, così la definisce. “È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.” Appare ovvio come la persona obesa, a fronte non di problemi di apprendimento, sia condizionata dal proprio peso e dalla propria salute, con difficoltà sia "di relazione", sia  "di integrazione lavorativa", e si trovi in una posizione "di svantaggio sociale o di emarginazione.” Senza considerare, come accennavamo prima, le dinamiche di bullismo e cyberbullismo che colpiscono spesso chi soffre di tale patologia. La Legge deve prevedere per l'obesità le stesse agevolazioni e tutele previste per altre forme di invalidità dalla L. 104. Appare quindi necessario prevedere, oltre ad apposite azioni di sensibilizzazione e consapevolezza, anche provvedimenti legali specifici, a tutela degli obesi, anche specificamente indirizzate verso bullismo e cyberbullismo. Soprattutto per difendere i minori che ne fossero vittime. Equiparando inoltre, come dicevamo, l'obesità ad una patologia cronica, e a una forma di invalidità. Con i relativi aiuti -  indennità, agevolazioni acquisto farmaci e ausili, permessi per il disabile e i familiari, etc. - previsti dalla Legge 104. Obbligo di assunzione e tutela in caso di licenziamento.La legge deve prevedere a nostro avviso anche l’obbligo di assunzione da parte delle aziende, e l'impossibilità per le aziende di licenziare per giusta causa il dipendente affetto da tale patologia, nel caso superi il periodo di comporto per malattia previsto dal proprio Contratto collettivo di Lavoro. Paolo Centofanti, direttore Fede e Ragione, direttore SRM - Science and Religion in Media. Immagine: Illustration of obesity and waist circumference, opera di Renée Gordon - Food and Drug Administration, Stati Uniti. Fonte Wikipedia.

Giornale Fede e Ragione, direttore Paolo Centofanti
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Petitioning Mark Zuckerberg

Vogliamo che Facebook, Instagram e Whatsapp blocchino bullismo, molestie e cyber stalking

Chiediamo anche a Mark Zuckerberg la creazione di un gruppo di studio e lavoro pubblico, che informando gli utenti sugli avanzamenti e sviluppi, con le società che gestiscono questi social valutino i problemi, e i modi per risolverli realmente. A nostro avviso Facebook, Instagram, e a maggior ragione Whatsapp, ad oggi non riescono a gestire o impedire determinate forme di bullismo e stalking online, soprattutto quelle indirette. Ovvero, ad esempio, quelle mirate a screditare o diffamare le persone a loro insaputa, o ad isolarle molestando il loro contatti e amicizie. Anche per le forme di molestie e stalking dirette a nostro avviso continua ad esserci molto da fare. L'unico aiuto per l'utente è inviare segnalazioni quando è consapevole di essere vittima di molestie e cyber stalking, e quando ha le prove per farlo. Le forme di molestie e stalking indirette rendono però più difficile procurarsele. Oggi se vogliamo essere sui social, non riusciamo più ad evitare di esser visti anche da coloro che non vorremmo incontrare o frequentare nella vita reale. Nemmeno da chi ci molesta abitualmente. E non riusciamo ad evitare che costoro in qualche modo interferiscano con le nostre vite, personali e professionali, e con le nostre relazioni umane. Con strumenti che, paradossalmente, prima non avrebbero nemmeno avuto. Certo potremmo blindare il nostro profilo, renderlo accessibile solo agli amici e agli amici degli amici. Però come sappiamo basta un falso profilo a cui per sbaglio accordiamo “l’amicizia”, o a cui la concede un nostro amico. E non è giusto che sia necessario "nascondersi" per non essere molestati. I social dovevano essere uno strumento democratico e sicura per esprimersi e socializzare. Hanno invece creato molti più strumenti a disposizione di narcisi per esibirsi e mostrarsi diversi e meglio di ciò che sono nella realtà. E purtroppo pure per perseguitare e molestare le persone, direttamente e indirettamente, e violare le loro privacy. Chiediamo a Facebook, Instagram e Whatsapp di intervenire soprattutto in un momento drammatico come questo, in cui azioni come molestie gratuite per divertimento, bullismo e cyber stalking sono ancora più immorali e inaccettabili.

Giornale Fede e Ragione, direttore Paolo Centofanti
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