DIRIGENTI SCOLASTICI, ATA & ALTRI

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    Petitioning Vincenzo De Luca

    Appello al Presidente De Luca - Chiusura scuole - Emergenza COVID-19

    Caro Presidente, ci rivolgiamo a Lei, nella convinzione che saprà ascoltare le nostre ragioni. Da giorni si confonde l’idea che la sospensione delle attività didattiche equivalga alla chiusura delle scuole: non è così. Le scuole sono aperte, con la presenza di Dirigenti Scolastici e personale ATA: sono solo sospese le attività didattiche e i docenti stanno lavorando da casa per la cosiddetta didattica a distanza, laddove possibile. Fino ad oggi, pur non comprendendo la scelta del Governo, abbiamo eseguito, tra mille difficoltà, quanto previsto, modificando di ora in ora provvedimenti, alla luce delle nuove normative, sconfessate un minuto dopo. Oggi, alla luce del Suo appello a misure più drastiche e della conferenza stampa di ieri sera del premier Conte, non comprendiamo perché gli edifici scolastici debbano rimanere aperti, mentre perfino i parrucchieri sono chiusi come lei, con lungimiranza, ha anticipato in Campania. Se, infatti, la decisione del governo di “sospendere” le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado in tutto il territorio nazionale è davvero una misura necessaria per far fronte all’emergenza coronavirus, non si comprende la ratio di un provvedimento che obbliga in servizio Dirigenti Scolastici e personale ATA. Tenere in servizio contingenti minimi di persone in ogni scuola, non assicura la continuità amministrativa necessaria e, viceversa, favorisce quel contatto fisico che si consiglia di evitare, data la quantità di spostamenti (quasi sempre attraverso mezzi pubblici) di tanti pendolari provenienti non di rado da fuori comune. Appare evidente che l'esecutivo, in questo caso, non si stia muovendo sulla scia delle linee guida elaborate dal suo stesso Comitato scientifico, così come disattesa appare anche la circolare 1/2020 a firma della ministra Dadone, che invita i dirigenti ad agevolare lo smartworking per i dipendenti della pubblica amministrazione. Non c’è didattica esercitata, non ci sono alunni, le segreterie sono tutte digitalizzate e il lavoro essenziale potrebbe essere svolto da casa, data la situazione eccezionale ed inedita. Eppure, invece, in un’ostinazione incomprensibile, si continua a pretendere che migliaia di persone si muovano ogni giorno, anche con mezzi pubblici, per andare a presidiare edifici vuoti. Alla luce della situazione eccezionale che stiamo attraversando e dei comportamenti virtuosi da mantenere, le chiediamo di adottare un provvedimento straordinario: la chiusura delle scuole, con l’opportunità di accesso per esigenze straordinarie di tipo amministrativo o di supporto alla didattica a distanza. Le chiediamo, contestualmente, di farsi portavoce di questo paradosso a livello nazionale, rientrando la gestione delle scuole rientra tra le materie concorrenti tra Stato e Regioni. Noi Dirigenti Scolastici siamo parte dello Stato e come tali ci siamo finora comportati, ma, a questo punto, non comprendiamo perché lo Stato ritenga necessario mettere a rischio la nostra salute, quella di molti altri lavoratori e dei loro congiunti. Confidiamo nella Sua lungimiranza e nella Sua capacità di continuare a costituire un punto di riferimento saldo e saggio.

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