Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero

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Petitioning presidente regione umbria

UMBRIA: UNA STRATEGIA “VERSO RIFIUTI ZERO” A TUTELA DI AMBIENTE, SALUTE ED EQUITA'

Entro il 2021 la Regione Umbria dovrà predisporre ed approvare il nuovo piano d’ambito per la gestione dei rifiuti con il quale si deciderà la strategia da attuare e l’impiantistica da realizzare per trattare e gestire i rifiuti nell’intero territorio regionale per i prossimi 15-20 anni. Sappiamo che scelte sbagliate possono compromettere ulteriormente l’ambiente e quindi la salute. Teniamo presente che nella pubblicazione 2019 di AIRTUM (Associazione Italiana Registro Tumori) l'Umbria si "classifica" come seconda regione con il maggior numero di casi di tumori (688 per 100.000 ab) rispetto al Friuli (716 per 100.000 ab). Inoltre una gestione non corretta comporta costi di gestione dei rifiuti (e socio-sanitari) che vanno a pesare ulteriormente sulle spalle di noi cittadini. Per questo motivo il Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero, congiuntamente alle Associazioni e Comitati in calce indicati come proponenti hanno inviato e protocollato sia alla Regione che all’AURI, in data 7 e 8/04/2020, un documento contenente principi e linee guida per una corretta ridefinizione dei predetti atti di programmazione, affinché il nuovo piano d’ambito regionale, in linea con la strategia europea verso l’Economia Circolare, metta al centro la tutela dell’ambiente e della salute, oltre ad essere un'occasione straordinaria di risparmio economico (600 miliardi di euro pari all’8% del fatturato annuo) e l’opportunità di creare 580.000 nuovi posti di lavoro (https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20151201STO05603/economia-circolare-definizione-importanza-e-vantaggi Proponiamo quindi l’adozione di una strategia “Verso Rifiuti Zero” per l’Umbria, che abbandoni ogni forma di incenerimento dei rifiuti (dannosa per l’ambiente, in contraddizione con i principi dell’economia circolare oltre a rappresentare un ulteriore aggravio per la nostra salute) e che si ispiri a modelli di gestione virtuosi presenti nel contesto italiano, per far sì che la Regione Umbria diventi, nel medio-lungo periodo, un modello per l’intero territorio nazionale ed europeo, sia in termini di capacità di creazione di posti di lavoro sia per la salubrità delle matrici ambientali: ARIA, ACQUA, SUOLO. Con questa petizione vi chiediamo di aderire all’iniziativa e far sì che queste linee guida diventino le fondamenta per la stesura e la programmazione del nuovo piano d’ambito regionale. E’ una occasione irripetibile, per questo abbiamo bisogno del sostegno e della responsabilità di tutti. PROPONENTI Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero - Movimento Difesa del Cittadino - Osservatorio Borgogiglione - Gruppo Ecologista il Riccio - ISDE- Medici Per l’Ambiente - Comitato di via Protomartiri Francescani di S. Maria degli Angeli - Comitato Molini di Fortebraccio - Comitato Antipuzza Villa Pitignano Bosco Ponte Felcino e Ramazzano - Comitato Inceneritori Zero - Comitato No Inceneritori di Terni - Rifiuti Zero Spoleto - Comitato Gubbio Salute Ambiente - Ecologicpoint - Comitato per la tutela ambientale della conca eugubina - Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud - Comitato per la Salvaguardia della salute e dell’ambiente di Fossato di Vico - Comitato di Monteluiano - Comitato Soltanto la Salute - Comitato Rio Fergia - WWF Umbria - Zero Waste Italy Per approfondimenti qui il testo della proposta: https://drive.google.com/open?id=1Od-5bzoxu7MOPhw9ZnxW0MAL_PWK2GqS        

Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero
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Petitioning Presidente del Consiglio Italia, Parlamento europeo

LA OBSOLESCENZA PROGRAMMATA PRODUCE RIFIUTI

Si chiama “Obsolescenza programmata” ed è una filosofia industriale adottata già dal 1924 da un cartello di aziende produttrici di lampadine chiamato Phoebus, l’obiettivo era quello di raddoppiare le vendite usando materiali e tecnologie più scadenti in modo da dimezzare la durata della lampadina. Da allora tale filosofia è stata estesa e strutturata per tutti i prodotti industriali e, se possibile, resa più spinta dall’adozione di un’altra filosofia ancora più dannosa: quella dell’usa e getta. A distanza di anni la somma di queste due filosofie industriali che risultati ha prodotto? Da un lato avrà certamente arricchito i pochi produttori, dall’altro ha sommerso le città di rifiuti perché la riparazione non è più prevista e, anzi, viene resa antieconomica già in fabbrica: infatti il riparatore ci dice spesso “non conviene riparare, costa meno comprarne uno nuovo”. E’ arrivato il momento di cambiare registro e convertire il modello di sviluppo basato sulla produzione di rifiuti in quello basato sulla riparazione, riuso e riciclo. Attueremo così quella economia circolare raccomandata dall’Europa che si prefigge innanzi tutto la riduzione di rifiuti alla fonte, la riduzione del prelievo di materie prime, il riuso e il riciclo di materie e oggetti; ognuna di queste azioni è in grado di mettere in moto un ciclo economico. Perciò chiediamo con forza al Parlamento italiano di proporre, e farsi promotore presso i competenti soggetti europei, una legge per:  - Aumentare gli anni di garanzia legale sugli elettrodomestici  - Responsabilizzare il produttore anche della fase post uso  - Incentivare la pratica della riparazione

Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero
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