Comitato Valori collinari

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    Petitioning Comune di Napoli

    Napoli: diciamo basta alle cimici dei platani. Subito la disinfestazione!

    Un problema quello della proliferazione della tingide del platano, comunemente nota come "cimice del platano" che si ripete da lustri, in particolare nella zona collinare del capoluogo partenopeo, dove l'essenza dominante per l'arredo verde urbano di strade e piazze è costituita proprio dal platano. A fronte di tante proteste e denunce sinora il problema non risulta ancora affrontato e risolto da parte degli Enti e degli Uffici competenti dell'amministrazione comunale partenopea. A pagarne le conseguenze sono i cittadini, sia quelli che passeggiano nelle zone dove si è manifestata l'infestazione anche in quest'ultima estate, in particolare , nel quartiere collinare del Vomero, nelle isole pedonali di via Scarlatti e di via Luca Giordano, sia gli abitanti dei fabbricati adiacenti alle alberature stradali che, peraltro, non potate da lungo tempo, hanno raggiunto anche i piani alti degli edifici. Da osservare che, anche dalle schede dei tanti platani abbattuti negli ultimi tempi, si evince che le alberature in questione erano affette da colonie di Corythucha ciliata, nome scientifico della tingide, insetto dell'ordine dei Rincoti. Eppure  la soluzione sembrerebbe a portata di mano e peraltro anche ecocompatibile. Perché non viene attuata dagli Enti a tanto demandati, per debellare una volta e per sempre un fenomeno che sta creando da tempo tante preoccupazioni, anche di carattere igienico-sanitario,? Con la presente petizione i cittadini chiedono che si provveda in tempi rapidi a debellare il fenomeno ma anche che vengano promosse le opportune indagini, da parte degli uffici competenti, di fronte all'eventuale perdurare d'inadempienze al riguardo. Gennaro Capodanno Presidente Comitato Valori collinari

    Comitato Valori collinari
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    Petitioning Al Presidente della Giunta Regionale della Campania

    Regione Campania: rinviamo la data della riapertura dell'anno scolastico 2020/2021

    Dal sito: http://www.ancicampania.it/scuole-anci-campania-chiede-la-proroga-al-24-dellapertura-dellanno-scolastico/ Il Presidente Marino ha inviato al Presidente della Giunta Regionale, al Ministro dell’Istruzione e all’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione della campania la seguente richiesta di proroga al 24 settembre dell’apertura delle scuola. Presidente della Giunta Regionale della Campaniaon. Vincenzo De Lucapc. Ministro della Pubblica Istruzioneon. Lucia AzzolinaAssessore regionale all’Istruzionedottoressa Lucia Fortini Gentile Presidente, siamo ormai a poche settimane dalla riapertura delle scuole, programmata da calendario scolastico per il prossimo 14 settembre.In questi giorni di agosto tutti stanno facendo la loro parte per consentire un’apertura ordinata e in sicurezza. In primo luogo i Sindaci della Campania stanno mettendo in campo ogni energia per offrire spazi e soluzioni alternative e permettere un rientro degli studenti in aula in assoluta tranquillità, anche con interventi urgenti sull’edilizia scolastica. Oltre ad elaborare e organizzare un piano di potenziamento per il trasporto scolastico e il trasporto pubblico locale.Come è noto, tuttavia, le problematiche del distanziamento e ancor più della sanificazione, della mancanza di banchi monoposto (i cui tempi sono assolutamente aleatori, come lamenta l’associazione dei Presidi) e dei test sierologici per i docenti e il personale scolastico, rappresentano alcune delle principali incertezze, anche a fronte di linee guida che comprensibilmente, con l’evolvere della situazione-contagi, potranno variare. II 20 e 21 settembre si svolgeranno, inoltre, le consultazioni regionali e referendarie e molti Comuni della Campania saranno chiamati alle scadenze elettorali amministrative: si tratta di appuntamenti istituzionali a cui abbiamo, come ANCI Campania e come Sindaci di questa regione, sempre sollecitato il massimo della partecipazione popolare, come previsto dalla nostra Costituzione.Consultazioni che, così come ogni anno, si svolgeranno fisicamente prevalentemente nei plessi scolastici.Tutto questo rappresenta un fronte critico. Pensiamo non abbia senso interrompere le lezioni dopo meno di una settimana, senza contare il raddoppio delle spese di sanificazione e igienizzazione dei locali scolastici, che graveranno prevalentemente sui bilanci comunali.Da qui la richiesta, che ci arriva dalla quasi totalità dei Sindaci della Regione, di ogni appartenenza politica, di un breve slittamento dell’apertura scolastica a giovedì 24 settembrePensiamo che sia un’idea giusta. Un’idea sulla quale c’era già una favorevole condivisione da parte della stessa Regione Campania. Le lezioni, che terminano il 5 giugno, potrebbero essere posticipate fino al 15 giugno 2021. E’ già successo in passato, a maggior ragione questo breve spostamento è giustificato dalla fase emergenziale.Siamo certi che vorrà prendere in considerazione la proposta, al vaglio anche di altre regioni, e che ha già trovato ampio e trasversale consenso tra i Sindaci di ANCI Campania.

    Comitato Valori collinari
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    Petitioning Prefetto di Napoli

    Napoli: diciamo basta al cambio dei toponimi e alla toponomastica fai da te!

    Di recente la commissione toponomastica del Comune di Napoli ha espresso parere favorevole alla proposta d'intitolare un breve tratto, posto quasi in mezzeria, di via Cimarosa, nel quartiere Vomero, strada che notoriamente si estende dall'incrocio con via Michetti fino a quello con via Aniello Falcone, al filosofo e politico Aldo Masullo, deceduto poco più di un mese fa, tratto che inoltre cambierebbe anche la denominazione da "via" a "piazza".                 Non appena si è diffusa la notizia è subito comparsa un'altra analoga richiesta, quella d'intitolare al filosofo "più pop" Luciano De Crescenzo, deceduto meno di un anno fa, "vico Belledonne", proposta che vede la giusta opposizione di residenti legati alla storia dei luoghi, richiamata segnatamente dall'attuale toponimo.                 Si palesa dunque il rischio che, nel capoluogo partenopeo, sull'onda emotiva della morte di ogni personaggio illustre, la deroga, prevista dalla norma solo "in casi eccezionali", agli almeno dieci anni dal decesso che la legge 1188/1927 indica per l'intitolazione di una strada o di una piazza pubblica, diventi invece la regola. Un'eccezione peraltro che è stata già fatta di recente, a tempi di record, per l'artista Pino Daniele.                 Ma, pure volendo prescindere dal breve lasso di tempo trascorso dalla morte dei due illustri personaggi succitati, restano da evidenziare alcuni aspetti che, in linea generale, non dovrebbero consentire, se non raramente e con giustificate riconosciute motivazioni, i cambi di denominazione ma solo l'intitolazione di nuove strade o piazze.                 Al riguardo, il vigente regolamento comunale per la toponomastica e numerazione civica, approvato con deliberazione del Consiglio comunale di Napoli n. 42 del 03.12.2012, all'art. 11, punto2, lettera d. prescrive: "Non vengono apportate modifiche di nomi ad aree di circolazione già esistenti, allo scopo di non variare l'assetto territoriale già valido ai fini toponomastici e storici e non arrecare disagi ai cittadini e danni economici alle attività ivi insediate, fatti salvi casi eccezionali ampiamente motivati ". Orbene, nel caso del cambio di denominazione del tratto di via Cimarosa, posto tra le scale di collegamento con via Morghen e piazza Fuga, a fronte dei disagi alle numerose famiglie residenti e dei presumibili danni economici alle attività presenti, lasciando inoltre i tratti a monte e a valle separati e con l'attuale toponimo, la motivazione sembrerebbe quella che il filosofo Masullo frequentasse una libreria, aperta da pochi anni, sita in quel tratto di strada, libreria dalla quale sarebbe poi partita la proposta. Invero non sembra affatto che questa circostanza possa configurarsi come "caso eccezionale ampiamente motivato".                 Un altro aspetto da evidenziare sono le caratteristiche geometriche e architettoniche che deve avere un luogo per poter essere individuato come piazza. Innanzitutto deve trovarsi all'incrocio di due o più strade. Inoltre deve avere un'ampiezza maggiore e una forma diversa delle strade che in essa confluiscono, con l'abbellimento di giardini, aiuole, fontane o accessi a edifici pubblici. Un esempio di tali caratteristiche lo si ha nella limitrofa piazza Vanvitelli, sempre al Vomero, che si trova appunto all'incrocio tra due strade, le vie Scarlatti e Bernini, ha una forma circolare con al centro una'aiuola e, ai lati, quattro edifici storici. Caratteristiche che mancano tutte nel tratto di strada la cui denominazione si vorrebbe cambiare da "via" a "piazza". Difatti non solo non vi sono incroci, ma l'ampiezza è la stessa degli altri tratti stradali posti, in continuità, a monte e a valle né si riscontra la presenza di aiuole, giardini, fontane o edifici pubblici. In conclusione, è  auspicabile che il Prefetto di Napoli, al quale compete per legge tale facoltà,  non autorizzi il cambio di denominazione in questione. Gennaro Capodanno Presidente Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero 

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    Petitioning Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Presidente della Giunta Regionale della Campania, Sindaco di Napoli

    Basta ritardi! Riaprite il parco della villa Floridiana unico polmone verde del Vomero

    Il parco della Villa Floridiana di Napoli è l'unico polmone a verde pubblico del quartiere Vomero, dove risiedono circa 50mila napoletani. Fino al 23 dicembre scorso, quando fu chiuso a causa della caduta di un albero, benché già da tempo diverse aree risultassero transennate e inaccessibili, il parco era frequentati da mamme con bambini, intere famigliole, persone anziane, giovani e turisti che potevano ammirare  dal belvedere uno dei panorami mozzafiato della Città.     Da allora, sono trascorsi oltre sue mesi e nulla è cambiato. Il parco rimane chiuso e ogni giorno si assiste a una sorta di pellegrinaggio di tante persone che non comprendono e non accettano i motivi e le lungaggini per i quali non viene riaperto al pubblico, almeno nello stato nel quale si trovava all'atto della chiusura, avvenuta appunto all'antivigilia del Natale scorso.   Peraltro l'albero caduto, in occasione del temporale del 22 dicembre scorso, non risulta ancora rimosso né si ha notizia dell'eventuale inizio di lavori di somma urgenza per la riapertura seppure parziale, in attesa poi che vegano affidati i lavori di manutenzione straordinaria che dovranno essere poi realizzati con i due milioni di euro, annunciati nel mese di marzo del 2019, esattamente un anno fa, messi a disposizione dal MIBACT per la restituzione alla piena fruibilità dell'intero parco.    Dalle poche notizie trapelate dal ministero competente il parco dovrebbe riaprire, almeno parzialmente, entro l'estate, quindi, se tutto va bene, non prima del mese di giugno. Una situazione inaccettabile, considerando che per le sole opere di somma urgenza per garantire la sicurezza dei visitatori, sarebbero allora trascorsi ben sei mesi. Con questa petizione i firmatari chiedono agli Enti in indirizzo di adoperarsi, ciascuno per la parte di loro competenza, al fine di accelerare la realizzazione dei lavori di somma urgenza in modo da consentire l'accesso al parco, anche con la riapertura dell'ingresso da via Cimarosa, al massimo entro l'inizio della primavera, vale a dire per il prossimo 20 marzo, dopo aver eseguito tutti  i lavori per la messa insicurezza almeno delle alberature interessate, presenti nelle aree accessibili fino al 23 dicembre scorso. Gennaro Capodanno Presidente Comitato Valori collinari - Napoli

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