Comitato Molini di Fortebraccio

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    Petitioning Sindaco del comune di Perugia e presidente Regione Umbria

    Recupero della qualità della vita e dell'ambiente lungo il Tevere

    Le cittadine e i cittadini di Perugia e i loro Comitati da decenni sono impegnati nella salvaguardia della salute e dell’ambiente e nella valorizzazione del patrimonio naturale, paesaggistico, storico, produttivo e identitario nel territorio lungo il Tevere perugino.Ricordiamo il Protocollo d’intesa interistituzionale del 1998 relativo al territorio della allora VII Circoscrizione; l’interrogazione alla Regione e al Parlamento del 2003; i ricorsi al TAR del 2004 e 2005 per salvaguardare le strade rurali storiche, i paesaggi di pregio e vincolati destinati ad ampliamenti aree industriali, la fascia di rispetto delTevere da inutile pericoloso sottopasso ferroviario; l’estenuante più che decennale impegno a partire dal 2002 per sollecitare soluzioni di sistema per la riduzione del rischio idraulico lungo il Tevere nella zona PontevalleceppiPretola privilegiando la regolamentazione del sistema scolante e paratie mobili piuttosto dell’arginatura, secondo le concezioni scientifiche più aggiornate; la presentazione di proposte programmatiche alle Giunte comunali precedenti per i territori del Tevere e per il verde, come la bozza di un Progetto Tevere con obiettivo primario l’eliminazione di tutte le fonti di inquinamento delle acque e del suolo, dalla sorgente al Chiascio, per costituire un Parco agrofluviale dove conseguire produzioni ecologiche e ridare a cittadini e visitatori la piena e sostenibile fruizione del fiume e dei suoi territori.Ma le vertenze che hanno contrassegnato gli ultimi 30 anni senza interruzione sono state soprattutto quelle relative alle aziende insalubri di Prima Classe che letteralmente infestano gli abitati di Pontevalleceppi, Pretola, Villa Pitignano, Ponte Felcino. Pontevalleceppi in particolare è letteralmente circondata da questo tipo di impianti e in più una di queste è anche a rischio d’incidente rilevante: tutte queste aziende non solo non rispettano la distanza minima di 800 metri dagli abitati, ma sono adiacenti o in mezzo all’edificato.D’altra parte, gli stessi studi effettuati per la redazione del nuovo PRG approvato nel 2002, e parti integranti dello stesso (completamente disattesi nelle scelte operate con lo stesso PRG), evidenziano la criticità della situazione ambientale dell’ambito.Molte, troppe di queste vertenze e proposte non hanno trovato fino ad ora risposte risolutive.Oggi riteniamo improcrastinabile la salvaguardia della salute della cittadinanza e dell’ambiente dando soluzioni concrete alle problematiche rappresentate in questi anni a partire dall’eliminazione delle fonti d’inquinamento di acqua, aria, suolo.A tal fine vogliamo: dal Comune di Perugia1. MODIFICARE LE DESTINAZIONI D’USO DELLE AREE su cui insistono aziende a rischio d’incidente rilevante e/o insalubri di I Classe, per garantire le DISTANZE MINIME TRA GLI ABITATI E TALI AZIENDE, secondo la normativa vigentedalla Regione dell’Umbria2. La DETERMINAZIONE IMMEDIATA DEI PARAMETRI LIMITE per polveri sottili, monossido di carbonio, emissioni odorigene secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanita3. INCENTIVI PER LA RICONVERSIONE ECOLOGICA di processo e di prodotto delle produzioni inquinanti a partire da quelle insediate all’interno e in prossimità dei centri urbani, ovvero per le delocalizzazioni, entro un progetto funzionale anche al reperimento di finanziamenti.4. Un PROGETTO ECODISTRETTO – l'unico in grado di affrontare la complessità dei problemi esistenti in quest’area dall’ecosistema fortemente compromesso, con la finalità di riequilibrare la qualità delle matrici a tutela della biodiversità e della coesione sociale. A tale scopo si propone l’apertura di un confronto traimprese, associazioni, amministrazioni locali, singole persone interessate.

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