CIWF Italia

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CIWF Italia (Compassion in World Farming) è la principale organizzazione internazionale che lavora esclusivamente a favore del benessere degli animali da allevamento (ad esempio polli, galline, suini, mucche, agnelli e conigli). Lavoriamo per un sistema alimentare rispettoso di animali e ambiente, ed etichettato onestamente.

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Petitioning Beatrice Lorenzin, Direttore generale della sanità animale e dei farmaci veterinari

Subito un piano nazionale contro l'antibiotico resistenza

Paolo, professore universitario di Roma, aveva 55 anni, quando in vacanza prese un’infezione alle vie urinare causata da Escherichia Coli resistente a più antibiotici. Ci vollero 2 mesi e 3 cicli di antibiotici prima di guarire e nessun medico fu in grado di dirgli da dove venisse il batterio.(1) Paolo ha subito gli effetti di un fenomeno in preoccupante crescita: l’antibiotico resistenza. L’abuso di antibiotici, causa principale dell’antibiotico resistenza, avviene non solo in campo medico ma anche negli allevamenti intensivi, dove la situazione è fuori controllo: il 71% degli antibiotici in Italia va agli animali d’allevamento e il 94% di questi trattamenti è di massa. Tutto questo perché le condizioni degli animali sono così estreme che la loro sopravvivenza nei capannoni sovraffollati e malsani è garantita solo dagli antibiotici. Senza trattamenti farmacologici la situazione precipiterebbe e le morti sarebbero troppe, con la conseguenza di gravi perdite economiche. Usare i farmaci per allevare animali in condizioni disumane è inaccettabile. È un abuso nei confronti di milioni di esseri senzienti e della nostra salute, con conseguenze catastrofiche a livello mondiale. Gli allevamenti intensivi sono sistemi crudeli e fuori controllo che stanno favorendo lo sviluppo di batteri resistenti agli antibiotici. Super batteri che dagli allevamenti possono facilmente raggiungere le persone e farle ammalare, contribuendo a far tragicamente salire il numero di morti per antibiotico resistenza - tra le 5000 e le 7000 persone all’anno, solo in Italia. Il nostro paese si trova in una situazione piuttosto allarmante, ma probabilmente non ancora degna di un intervento serio da parte del Ministero della Salute. Nonostante l’abuso di farmaci sia così alto – in UE continuiamo a essere il terzo più grande utilizzatore di antibiotici negli allevamenti con un consumo in crescita dal 2013 al 2014 – i piani avviati finora, scritti dall’industria e fatti propri dal governo, sono solo volontari e mancano di monitoraggi trasparenti. Dopo mesi di forti pressioni da parte nostra, il Ministero della Salute, con estremo ritardo rispetto ad altri paesi UE, sostiene di aver iniziato a lavorare a un piano nazionale contro l’antibiotico resistenza e di voler introdurre l’obbligatorietà della ricetta elettronica del farmaco veterinario per conoscerne il reale uso. Sarà un piano fantoccio, giusto per dire di aver fatto qualcosa? Durante la settimana mondiale dedicata all’antibiotico resistenza, dobbiamo ribadire a gran voce che noi cittadini vogliamo continuare a mantenerci in salute usando gli antibiotici, quando necessario, e che gli animali devono essere allevati con maggiore rispetto. Chiediamo quindi al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che il piano nazionale sull’antibiotico resistenza sia obbligatorio e includa assolutamente le richieste che facciamo da tempo: La trasparenza e il monitoraggio dei dati di consumo La riduzione del consumo di antibiotici, in particolare quelli critici per l’uomo, negli allevamenti, allo scopo di ridurre la resistenza, con obiettivi precisi e scadenze temporali Lo sviluppo e l’incentivazione di sistemi di allevamento meno intensivi e maggiormente rispettosi degli animali Casi come quello di Paolo – e anche molto più gravi – stanno diventando sempre più frequenti tanto che nel 2050 (tra appena 30 anni), a livello mondiale, una persona ogni tre secondi potrebbe perdere la vita per la mancanza di farmaci in grado di curare l’infezione. L’unica via per contrastare l’antibiotico resistenza è ridurre il consumo di antibiotici, limitarlo ai casi di dichiarata malattia e riservare gli antibiotici di importanza critica al solo consumo umano. Questo vale per noi ma anche per gli animali, che meritano una vita nel rispetto del loro comportamento naturale, dove la salute è garantita principalmente dal rispetto del benessere animale e dall’uso dei farmaci se ce n’è bisogno. Insieme a te possiamo batterci per dare agli animali una vita degna di essere vissuta e priva di inutili sofferenze, in cui non dipendono solo dai farmaci per sopravvivere. Così possiamo salvare la nostra salute e quella dei nostri figli.   Per info sulla nostra campagna #antibioticoresistenza, visita il nostro sito ciwf.it o cercaci su facebook e twitter   Note 1.    http://ecdc.europa.eu/it/eaad/antibiotics-get-informed/patient-stories/Pages/Paolo.aspx 2.    Sales of veterinary antibiotics continue to decline in most European countries, 2016  http://www.ema.europa.eu/ema/index.jsp?curl=pages/news_and_events/news/2016/10/news_detail_002621.jsp&mid=WC0b01ac058004d5c1  

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Petitioning Principali catene di supermercati in Italia

Sì alla prima linea di prodotti suini conformi alla legge e più rispettosa del benessere degli animali #siamodegni

Ogni giorno possiamo scegliere cosa indossare, come e dove spendere i nostri soldi, cosa comprare...ma non è sempre così. Quando acquistiamo carne di maiale (fresca, prosciutti, insaccati) non abbiamo scelta! La stragrande maggioranza dei prodotti suini presenti sul mercato italiano deriva da animali allevati intensivamente: ogni anno sono circa 13 milioni i maiali allevati in questo modo in Italia. Dopo essere stati mutilati nei primi giorni di vita di buona parte della coda (nella maggior parte dei casi, senza anestesia), questi animali vengono ingrassati in capannoni sovraffollati e privi di ogni stimolo, dove non possono esprimere nessuno dei loro comportamenti naturali. Si tratta di condizioni di allevamento terribili, come documentato dalla nostra video inchiesta del 2013, non rispettose del benessere degli animali e nemmeno della legge di protezione dei suini, la Direttiva europea 2008/120/CE. Tra l’altro, stipati in questi ambienti angusti, i suini sono più soggetti a contrarre malattie. Per questo gli animali (anche quelli sani) vengono trattati con antibiotici in modo preventivo. Non è vietato dalla legge, ma rimane pur sempre vero che è uno dei fattori che contribuisce allo sviluppo di batteri antibiotico-resistenti. Ma non deve essere per forza così. Vi sono modi più rispettosi di allevare i maiali, anche al coperto, fornendo loro più spazio, paglia per esprimere i loro comportamenti naturali, evitando di sottoporli a mutilazioni inutili e dolorose. Per questo, avendo purtroppo dovuto costatare una totale mancanza di volontà della politica di fare applicare la legge, ci rivolgiamo alle principali catene di supermercati italiani. Grazie al loro grande potere d’acquisto, possono fare la differenza, influenzando la filiera ad adottare pratiche di allevamento conformi alla Direttiva 2008/120/CE. Chiediamo loro di poter garantire la vendita, entro il 2015, di almeno una linea di prodotti suini rispettosa della legge. Così facendo, essi non solo compierebbero un passo fondamentale verso un allevamento più rispettoso del benessere di questi animali, ma consentirebbero a chi consuma prodotti suini di poter fare una scelta a favore del benessere di questi animali e attenta alla propria salute. Firmando la nostra petizione, ci darai la possibilità di parlare anche a tuo nome quando incontreremo le più importanti catene di supermercati italiani portando questa richiesta. Perché gli animali sono degni di essere tutelati, e noi cittadini siamo degni di poter scegliere. Visita il nostro sito ciwf.it e cercaci su facebook e twitter

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Petitioning Dr. Hussein Hajj Hassan (Ministro dell'agricoltura libanese)

Chiudiamo il macello degli orrori di Beirut. #macellodibeirut

Animali vivi provenienti da tutto il mondo finiscono le loro vite tragicamente a Karantina, il macello pubblico di Beirut. Il trasporto a lunga distanza di animali al macello nell’Unione Europea è già in sé terribile e andrebbe abolito.  Ma quando gli animali vengono “spediti” fuori dai confini europei, alla sofferenza di un viaggio estenuante, che dura diversi giorni, si aggiunge una fine atroce. Da anni CIWF si batte contro l’”esportazione” di animali vivi oltre il confine dell’UE.  Per fare questo, cerchiamo di documentare quello che accade realmente agli animali “esportati” . Recentemente i nostri operatori sono arrivati in Libano. Pecore e bovini sono esportati da Paesi come Francia, Repubblica Ceca e Spagna-dove almeno sono protetti dalla legge. Quello che i nostri video-operatori hanno trovato nel macello pubblico di Beirut è inimmaginabile. CIWF International ha presentato una denuncia e chiesto che il macello pubblico di Beirut rimanga chiuso almeno finchè venga completamente ristrutturato e il suo personale addestrato a rispettare le linee guida dell’OIE. In questo stesso momento altri animali stanno soffrendo le pene dell’inferno nel macello di Beirut. Abbiamo bisogno ora del tuo aiuto per combattere questa battaglia per gli animali. Agisci subito e firma la petizione per chiuderlo.    Per maggiori informazioni: ciwf.it facebook.com/CIWF.it twitter.com/CIWF_IT   Per la traduzione del messaggio al Ministro dell'agricoltura libanese, clicca qui

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