ASSOCIAZIONE "VITTORIA FOR ANIMAL RIGHTS"

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    Petitioning Prefetto di Udine

    porre fine allo stato di isolamento sociale

    Con la presente petizione diretta al Prefetto di Udine dott. Angelo Ciuni si chiede di intervenire senza ulteriore ritardo per porre fine allo stato di isolamento sociale in cui da tempo verso il cane chiamato con nome di fantasia Bertrando. Bertrando è un giovane golden retriever di 3 anni che vive da anni in un recinto all’interno del parco “Dei Prati del Lavia e del Beato Bertrando” in una condizione di isolamento. Ad oggi sono risultate vane le numerose segnalazioni indirizzate alla Polizia locale del Comune di Pasian di Prato; del pari priva di effetto si è dimostrata la manifestazione organizzata dinanzi la municipio in data 20 agosto. Il benessere animale, inteso generalmente come “la qualità della vita di un animale come viene percepita da un singolo animale”,  include due elementi: il benessere fisico e lo stato  emozionale. Il primo elemento ricompre l’assenza di malattie, lesioni, sufficiente cibo e comfort fisico e termico mentre il secondo elemento include il benessere psicologico e la capacità di esprimere i comportamenti naturali della propria specie, l’assenza di emozioni negative ma anche la presenza di quelle positive. Il cane in isolamento sociale entra in stato di forte stress, di sofferenza e di disagio ed è costretto a vivere in una condizione che non è della propria natura. L'interazione sociale è importante perché i cani domestici si sono evoluti da antenati selvatici che vivevano in gruppi familiari chiamati branchi. Avere un "branco" è essenziale per un cane. Non è un istinto naturale per un cane vivere da solo, privato di piaceri semplici come annusare, correre e controllare il suo ambiente. La necessità di interagire con le persone, altri animali e il loro ambiente fa parte della composizione biologica e psicologica di un cane. L'isolamento sociale provoca alcuni problemi come intensa noia ed ansia che spesso porta ad aggressività. I segni di stress dovuti all'isolamento sociale includono stimolazione metodica, abbaio costante, leccare eccessivamente,  automutilazione,  comportamento sconfitto e svogliato. La restrizione precoce influisce non solo sull'abilità di apprendimento ma anche sulla motivazione, sull'emotività e sul comportamento sociale. Gli effetti della restrizione persistono per qualche tempo dopo che le condizioni restrittive sono state eliminate. I cani soggetti a restrizioni conoscono poco l’ambiente circostante e, di conseguenza, hanno meno opportunità rispetto agli animali “normali” di formare schemi percettivi generali in cui inserire nuovi stimoli. In questo modo risultano “psicologicamente ritardati” e si comportano come cani giovani. “L’isolamento sociale è, fra tutti i maltrattamenti che si possano somministrare a un cane, il peggiore, e il più subdolo, perché difficilmente compreso da parte delle persone. L’intelligenza sociale del cane è una intelligenza che coinvolge in maniera complessa e totalizzante la presenza del cane nel mondo, la sua emotività, la sua intraprendenza, le sue motivazioni ad agire, in poche parole, la sua voglia di vivere (Roberto Marchesini)”. La detenzione del cane in un ambiente inadeguato ad esprimere i comportamenti etologici della propria specie, manifestando uno stato di stress cronico può essere ricondotto alla fattispecie del reato di maltrattamento, inteso come deprivazione dell’etologia animale. La giurisprudenza ha chiarito che per integrare il reato non ci devono essere lesioni fisiche, è sufficiente la sofferenza degli animali, perché la norma mira a tutelarli in qualità esseri viventi in grado di percepire dolore, anche nel caso di lesioni di tipo ambientale e comportamentale. La Corte di Cassazione, infatti, ha più volte statuito che per ritenere configurato il reato di maltrattamento “non è necessario che si cagioni una lesione all’integrità fisica, potendo la sofferenza consistere in soli patimenti” (Cass. Pen., sez. III, 21.12.1998, n. 3914). In considerazione di ciò il reato di maltrattamento può essere ravvisato anche nel caso in cui l’animale sia sottoposto a sofferenze di tipo ambientale, comportamentale, logistico ed operativo. L’articolo 4 della legge regionale 11 ottobre 2012, n. 20  “Norme per il benessere e la tutela degli animali di affezione” al comma 1 stabilisce che “ Chiunque detenga un animale di affezione è responsabile della sua salute e del suo benessere e deve provvedere alla sua idonea sistemazione, fornendogli adeguate cure e attenzioni, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici ed etologici, secondo l'esperienza acquisita e le conoscenze scientifiche, avuto riguardo alla specie, alla razza, all'età e al sesso, secondo quanto previsto dal regolamento di cui all'articolo 36”; il successivo comma 2, precisa che “Il detentore di animali di affezione, nel rispetto delle prescrizioni di cui al regolamento previsto all'articolo 36, è tenuto a …  assicurare il benessere fisico ed etologico e la prevenzione e le cure sanitarie adeguate alla specie (lettera c);  consentire l'esercizio fisico adeguato alla specie (lettera e). Per quanto sopra si chiede al Prefetto di Udine di porre immediatamente fine a questo stato di isolamento sociale e finalmente di LIBERARE BERTRANDO.  

    ASSOCIAZIONE "VITTORIA FOR ANIMAL RIGHTS"
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    Petitioning Assessore all’Ambiente Comune di Udine Avv. Silvana Olivotto, Presidente Consorzio bonifica pianura friulana Rosanna Clocchiatti

    SALVIAMO LE ANATRE DELLA ROGGIA

    In data 18 febbraio 2019 abbiamo segnalato alle Autorità la presenza, in via Ciconi (UD), di papere e di germani reali rimasti senza cibo e senza acqua a causa del prosciugamento della roggia operato dal Consorzio di bonifica pianura friulana per l’effettuazione dei lavori di manutenzione. Nella stessa sede abbiamo sollecitato un intervento immediato onde poter mettere in sicurezza gli animali e garantire loro un ambiente adeguato al loro benessere, alle loro necessità biologiche ed etologiche; in un’ottica di fattiva collaborazione abbiamo segnalato la disponibilità dell’oasi avifaunistica dei Quadris di Fagagna ad accogliere gli animali. Ritenendo non soddisfacente il riscontro ricevuto (che - tra gli altri – non ravvisava ostacoli al prelievo temporaneo ed al ricovero degli animali presso l’oasi citata) abbiamo rinnovato l’invito a provvedere senza ulteriore ritardo allo spostamento degli animali ovvero al ripristino delle idonee condizioni ambientali. In data 20 febbraio 2019, su indicazione dell’Ufficio, abbiamo contattato il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco il quale ha dichiarato la non competenza all’effettuazione del servizio prospettato ovvero “riversare acqua” nella roggia. Decine di cittadini, preoccupati per il benessere degli animali, si stanno prodigando da giorni per fornire loro acqua e cibo. Tale situazione purtroppo si ripete ormai da anni; chiediamo pertanto la risoluzione immediata della problematica come sopra rappresentata nonché l’instaurazione di un tavolo tecnico tra Amministrazione Comunale, Consorzio di bonifica pianura friulana e associazioni animaliste affinché nel futuro si possa consentire l’effettuazione dei necessari lavori di manutenzione ordinaria e/o straordinaria delle rogge garantendo al contempo il benessere degli animali che le abitano.  

    ASSOCIAZIONE "VITTORIA FOR ANIMAL RIGHTS"
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