ASSOCIAZIONE NAZIONALE TARTUFAI ITALIANI

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    Petitioning Teresa Bellanova

    LA LIBERA CERCA DEL TARTUFO COME PATRIMONIO MONDIALE DELL'UNESCO

    A tutti i tartufai,A tutte le Associazioni di tartufai,Ai cittadini italiani candidatura della libera cerca del tartufo come patrimonio mondiale Alla cortese attenzione del Ministro dell’Agricoltura e dellepolitiche forestali TERESA BELLANOVA, Al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte Al Presidente della commissione Nazionale per l’UNESCO Dott. Franco Bernabè I seguenti cittadini italiani e i tartufai italiani su propostaall’Associazione Nazionale Tartufai Italiani chiedono al Governoitaliano di prevedere nella legge di riordino della 752/85 misureurgenti a tutelata del patrimonio tartufigeno italiano, della liberacerca del Tartufo e, come testimonianza unica di una tradizioneculturale, del genio dell’uomo, candidare la libera cerca del Tartufoa patrimonio dell’umanità: si chiede pertanto di inserire nella nuova legge in discussione leseguenti migliorie:  Limitare l’estensione delle tartufaie controllate ad un massimo di 3ettari con un corridoio di 500 metri tra una tartufaia controllata eun’altra. Che la durata massima di una tartufaia controllata sia di 10 anni(5+5) e poi ritorni a rotazione per altrettanti anni territorio dilibera cerca. Che le concessioni vengano date esclusivamente alle aziende agricole eche la cerca in tali tartufaie venga fatta esclusivamente dalproprietario dell’azienda e dai soci regolarmente assunti pena larevoca. Che non si possano affittare da aziende agricole o da privati terreniper farne tartufaie controllate da singoli o associazioni. Che tutte le tartufaie controllate che hanno avuto rinnovi da oltre 10anni cessino immediatamente e tornino territori di libera cerca peralmeno 10 anni. Che le concessioni per le tartufaie controllate vengano limitate ad un10% del terreno tartufigeno di proprietà dell’azienda agricola su cuisi intende richiedere la concessione e per un massimo di 3 ettari Che si vieti ai Comuni di emettere delibere sugli usi civici checontengano anche la ricerca del tartufo; vengono pertanto a decaderegli impedimenti adottati contro la libera cerca e la rimozione delletabelle che ne limitavano la ricerca ai soli residenti. Che anche nei parchi nazionali non vengano date priorità ai residenti ma venga data la possibilità a tutti  di raccogliere i tartufi attraverso la libera cerca con l'obbligo per i Tartufai di riportare giornalmente all'ente parco i dati di raccolta giornaliera in modo da verificare come la presenza antropica influenza la raccolta dei tartufi. Che venga istituito un pagamento regionale annuo per il rinnovo delpatentino per la ricerca del tartufo pari a 100 euro su tutto ilterritorio nazionale rilasciato dalle province di appartenenza evalido in tutto il territorio nazionale. Che il 20% della quota pagata dai tartufai venga utilizzata in accordocon i tavoli regionali di cui devono far parte le associazioni ditartufai presenti nel territorio per il piantunamento di alberimicorrizati nei terreni demaniali o comunali vocati. Che venga istituito il registro di raccolta dei cavatori di tartufi,in quanto operatori del settore alimentare, sono tenuti al rispettodegli obblighi di tracciabilità di cui al Reg. CE n.178/02. Per avereuna banca dati, i liberi cavatori, devono comunicare alla Regione diappartenenza il quantitativo di tartufo raccolto distinto per specie eper comune di provenienza, ogni anno entro il 31 gennaio va consegnatoper rinnovare il tesserino che lo abilita alla raccolta. Che vengano inasprite le pene per l’uccisione per avvelenamento dianimali nei confronti di chi compie questi gesti non solo conl’applicazione dell’Art. 544- bis del Codice penale (la reclusione a18 mesi che è assolutamente inadeguata) va comminata una penaeconomica di 50.000 euro oltre la revoca a vita del tesserino cheabilita alla raccolta per chi commette tali atrocità. Che vengano informate le associazioni dei tartufai prima di procedereal taglio dei boschi tartufigeni per la legna, sistemazioniidrauliche, aperture di strade forestali, linee tagliafuoco, ecc. Che si favorisca la libera cerca dando un contributo ai proprietari diterreni sulla base dell’accertamento di una presenza diffusa ditartufo spontaneo di 10 euro ad albero micorrizato per un massimo di10.000 euro annue per incentivare la libera cerca con i fondi deitesserini che abilitano alla ricerca. La petizione verrà consegnata a Roma direttamente da tutti i tartufai,le associazioni ed i cittadini che vorranno essere presenti da ogniRegione di Italia il giorno il giorno giovedì 30 gennaio alle ore11.00 al Ministero dell’Agricoltura e al presidente dell’UNESCOItalia. Primo firmatario Riccardo Germani Presidente dell’Associazione Nazionale Tartufai Italiani

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