Associazione italiana Come vedono i daltonici

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L'Associazione Italiana "Come vedono i daltonici" è una iniziativa di divulgazione e sensibilizzazione sul daltonismo nata per creare la comunità italiana dei daltonici. Attraverso una mostra, una conferenza, interventi sulla stampa e sui media, contatti con aziende e istituzioni, intende affrontare il problema di 3 milioni di daltonici in Italia che vivono vessati da leggi e consuetudini ormai superate dagli studi scientifici. Si occupa di due progetti principali: la modifica dei codici per consentire l'accesso a tutte le patenti e lo studio di un collocamento adatto ai daltonici nel mondo del lavoro. Effettua inoltre ricerche scientifiche in materia. www.comevedonoidaltonici.com - info@comevedonoidaltonici.com

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Petitioning Sergio Mattarella

Basta discriminazioni lavorative per i daltonici

Al Signor Presidente della Repubblica Sergio Mattarella Egregio Presidente Mattarella,i firmatari di questa lettera sono tutti daltonici o familiari di daltonici, e Le scriviamo per sollecitare le Istituzioni ad affrontare il problema sociale che il daltonismo crea in circa 4 milioni di italiani. Noi daltonici siamo di fatto considerati ancora come dei completi disabili percettivi (senza però essere legalmente classificati come tali e quindi senza alcuna forma di tutela giuridica). Abbiamo difficoltà di accesso o totale preclusione ad un grande numero di professioni che richiedano delle visite mediche legali, per effetto di norme per noi ormai obsolete ma anche e soprattutto per l’incapacità della medicina di accettare le novità su questo argomento, con posizioni da “medicina difensiva” che bloccano qualsiasi richiesta  anche quando la legge ammetta il giudizio in scienza e coscienza del medico. Si nega per non avere problemi, anche perché l’argomento è totalmente ignorato nei corsi universitari. Su cosa vediamo, interpretiamo o come ci arrangiamo noi daltonici nel mondo percettivo, pochi sono preparati. Esistono ancora abitudini ottocentesche nel trattare i daltonici bambini nella scuola primaria, dove spesso gli insegnanti sono impreparati sul daltonismo e su come comportarsi per evitare traumi da discriminazione, ed esistono ancora abitudini superate nel trattare i daltonici sul lavoro; la scarsa conoscenza dell’argomento crea problemi anche quando la legge ci consentirebbe di svolgere mansioni professionali consentite, come ad esempio Ufficiale di macchina in marina mercantile: le compagnie di navigazione scartano comunque a priori tutti i daltonici “per non avere problemi”, dopo che la scuola li ha rassicurati sulla validità del corso di studi. Grazie a pochi Senatori, nella precedente legislatura sono stati presentati alcuni disegni di legge, ai quali abbiamo partecipato attivamente per la redazione, che non sono però mai arrivati al voto in aula e che avrebbero almeno in parte risolto molti dei problemi riscontrati: a scuola, per la guida di mezzi pubblici, nelle professioni, nella accessibilità delle informazioni. Solo con la ministro Valeria Fedeli c’era stato un risultato grazie alla sua personale sensibilità, ma la caduta del governo di allora bloccò tutto quanto era stato programmato in ambito MIUR, che era comunque una cosa minima rispetto al necessario. Pensi che da una ricerca sull’archivio del Corriere della Sera, risulta che i daltonici erano ricercati nel 1941 per l’arruolamento in aeronautica proprio per le maggiori capacità visive nella ricerca di strumenti mimetizzati da distanza, altro che disabili percettivi. Ed abbiamo visto che l’argomento risale regolarmente al favore delle cronache un po’ come “riempitivo” di spazi dedicati alla medicina (mai al sociale) o in disegni di legge sia alla Camera che in Senato, senza mai arrivare alla fine del percorso. Crediamo che nel 2020 l’Italia dovrebbe dare un segnale anche a livello internazionale su questo argomento, recuperare il tempo perduto ed applicare una specie di “Metodo Genova” per far approvare rapidamente dalle camere alcune norme importanti per sbloccare la vita specialmente a quei giovani daltonici, quasi tutti maschi, che oggi si apprestano ad affrontare il problema lavoro senza vedersi per l’ennesima volta distruggere i propri sogni da un immobilismo diventato ormai incomprensibile e vorremmo dire colpevole. Le chiediamo quindi un aiuto per poter raggiungere questo risultato. La nostra Associazione, seppure ancora non organizzata con strutture regionali, vive molto sul web ed è da tempo affiancata da studiosi ed accademici che potrebbero collaborare con i Ministeri competenti. Allegata alla presente, inviamo la foto del tricolore daltonico, la Bandiera italiana come viene vista da noi daltonici. Ci farebbe particolare piacere poterla donare al Quirinale come simbolo del valore delle differenze nella spinta al miglioramento della specie umana. Contiamo sulla Sua grande sensibilità per questo problema sociale che coinvolge circa 4 milioni di italiani e con l'occasione Le inviamo i nostri più cordiali saluti. Stefano De Pietro – Presidente della Associazione italiana “Come vedono i daltonici”Tel. 320 563 1438 - www.comevedonoidaltonici.comNimium ne crede colori (Virgilio).

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