Animal Equality Italia

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Animal Equality è un'organizzazione internazionale per i Diritti Animali fondata nel 2006, attualmente presente in Germania, India, Italia, Messico, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti e Brasile. In Italia opera come associazione non profit iscritta al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato del Lazio (Iscrizione n. B02803 del 16/05/2012), pertanto Onlus di diritto che può operare su tutto il territorio nazionale secondo l’Art. 10, c 8, DLgs 460/97. Lavoriamo per prevenire la crudeltà nei confronti di tutti gli animali utilizzando investigazioni, salvataggi, progetti educativi, campagne di sensibilizzazione aziendale ed azioni legali.

Started 8 petitions

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Petitioning Best Western

Best Western: la vacanza crudele

Best Western è una delle più grandi catene di hotel al mondo. Con 16 diversi marchi unici ed oltre 4.200 hotel dislocati in più di 100 paesi, Best Western è una famiglia di hotel mondiale pluripremiata, che vuole trasmettere ai propri clienti l’immagine di un’azienda garanzia di professionalità e trasparenza. Sulla pagina aziendale italiana non mancano i numerosi riferimenti a premi e riconoscimenti ottenuti dalla catena alberghiera e alla professionalità della propria leadership. L’azienda tiene molto anche a dimostrare il proprio impegno sociale, e a tal proposito cita numerose iniziative benefiche e programmi filantropici che sostiene in tutto il mondo. Non mancano neppure gli accenni all’importanza data ad un soddisfacente rapporto di fiducia con i clienti. Nonostante l’evidente cura dimostrata nel posizionarsi come un’azienda etica ed attenta a questioni di carattere sociale, che sul sito aziendale italiano non esiste alcuna menzione da parte di Best Western sulla sua policy relativa al benessere animale in relazione alle proprie filiere di approvvigionamento e, in particolar modo, non vi è cenno circa la provenienza delle uova utilizzate nei loro ristoranti.  In seguito alla campagna iniziata da Open Wing Alliance, Best Western Hotel and Resorts ha pubblicato sul proprio sito americano un primo impegno a prendere le distanze dalle uova di galline allevate in gabbia. Sebbene Animal Equality ed Open Wing Alliance apprezzino questo gesto da parte dell'azienda, è da notarsi che l'impegno pubblicato non soddisfa le richieste della coalizione. In concreto, la politica aziendale pubblicata manca di alcune nozioni fondamentali: 1. Nella politica, non viene specificato se la stessa di applichi a tutti i marchi di proprietà e gestiti da Best Western. 2. Nella politica non viene specificato se la stessa si applichi sia alle uova in guscio, che agli ovoprodotti. 3. Nella politica non viene specificato se Best Western si impegni a riferire periodicamente e pubblicamente lo stato del processo di distanziamento dagli allevamenti in gabbia Più di 1500 aziende in tutto il mondo, fra cui i diretti concorrenti Marriott International, Four Seasons and Resort, Accor Hotels, InterContinental Hotels e Hilton hanno dimostrato di voler fare la loro parte per ridurre la sofferenza degli animali, pubblicando il proprio impegno globale a non utilizzare uova che provengono da allevamenti in cui le galline sono costrette in gabbia, con politiche aziendali chiare e trasparenti che comprendono tutti gli elementi che al momento mancano nella politica di Best Western. Le galline allevate in gabbia vivono in spazi talmente angusti e sovraffollati da non riuscire ad esprimere quasi nessuno dei loro comportamenti naturali. Costrette a mantenersi in equilibrio su una rete metallica, soffrono spesso di gravi malformazioni alle zampe, le quali rimangono spesso incastrate al pavimento. Incapaci di muoversi e di raggiungere il cibo e l’acqua, alcune galline muoiono in una lenta agonia, schiacciate dalle compagne di gabbia. Confinare le galline in gabbia costringendole ad una vita di terribili sofferenze è sbagliato ed infatti sempre più consumatori attenti scelgono aziende che hanno già preso una posizione chiara e trasparente al riguardo, le quali hanno deciso di pubblicare il proprio impegno di modo che possa essere liberamente consultabile dai consumatori. Per questo motivo chiediamo a Best Western di dimostrarsi all’altezza delle aspettative dei propri clienti e di un mercato sempre più sensibile al benessere degli animali, pubblicando un impegno globale, completo e trasparente a non utilizzare uova provenienti da galline allevate in gabbia che sia valido per tutti i loro marchi, che specifichi che copre uova in guscio ed ovoprodotti, e che stabilisca una data precisa per l’implementazione della politica. Inoltre chiediamo a Best Western di tradurre questo impegno per renderlo fruibile ai consumatori di tutti i paesi in cui Best Western opera, e di impegnarsi a rendere pubblico il progresso nell'implementazione della politica.  FIRMA LA PETIZIONE!

Animal Equality Italia
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Petitioning Starbucks , ethicsandcompliance@starbucks.com , contact@starbucks.com , customercomment-th@starbucks.com , globalresponsibility@starbucks.com , press@starbucks.com , Starbucks, emeamarketing@starbu...

Starbucks: basta galline allevate in gabbia!

Starbucks dovrebbe rappresentare qualcosa in più che semplicemente caffè. L’azienda, infatti, afferma di prendere in seria considerazione i problemi della società e della propria comunità. Nonostante questo, sembra che Starbucks faccia fatica a preoccuparsi della sofferenza di tantissime galline ovaiole coinvolte nella propria filiera, le quali sono costrette a vivere tutta la loro vita in gabbie minuscole in cui non possono nemmeno spiegare completamente le loro ali. Nella propria dichiarazione di intenti, Starbucks afferma: “Siamo consapevoli del fatto che la nostra responsabilità ed il nostro potenziale per fare del bene sono in costante crescita. Il mondo si aspetta che Starbucks stabilisca, di nuovo, uno standard, e noi lo faremo”. Nonostante questa dichiarazione, Starbucks sta rimanendo pericolosamente indietro rispetto ad altre aziende in quanto al benessere degli animali coinvolti nelle proprie filiere a livello globale. Infatti Starbucks ha pubblicato un impegno a non utilizzare uova di galline allevate in gabbia che include solo i negozi gestiti direttamente ed esclude quelli franchising, permettendo quindi ad un terzo dei punti vendita Starbucks in tutto il mondo di utilizzare uova prodotte in allevamenti in cui le galline passano tutta la loro vita in gabbia. Centinaia di aziende, fra cui alcune fra le aziende più grandi al mondo come Unilever, Nestlè, Kraft Heinz e Mondelez, Subway, hanno già preso un impegno ad abbandonare al 100%  delle uova provenienti da galline allevate in gabbia, ed è ora che Starbucks dimostri di essere all’altezza delle proprie dichiarazioni pubblicando una politica aziendale che includail 100% dei punti vendita in tutto il mondo. Per favore, firma questa petizione per chiedere alla direzione di Starbucks di impegnarsi pubblicamente a non utilizzare uova di galline allevate in gabbia in nessuno dei loro negozi in tutto il mondo. P.S.: sapevi che puoi supportare le campagne di Animal Equality in meno di due minuti al giorno e direttamente da casa tua? Iscriviti subito alla squadra dei Difensori degli Animali, il gruppo di attivisti digitali più numeroso ed attivo d'Italia! 

Animal Equality Italia
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Petitioning Rocco Princi

PRINCI: NO ALLE GABBIE!

Princi è uno fra i più rinomati forni milanesi, la cui fama è arrivata anche al di fuori del paese natale. Oltre alle sei location nel cuore di Milano, Princi si è espansa in Europa nella città di Londra ed è persino sbarcata oltreoceano, con aperture a Chicago, Seattle e Shanghai. Nel 2017 Princi ha stipulato un accordo con il colosso americano della caffetteria Starbucks, che ad oggi serve i prodotti di Princi nelle prime quattro location italiane in piazza Cordusio, Corso Garibaldi, San Babila e Malpensa. L’azienda si propone come sinonimo di eccellenza e qualità, e si rivolge ad un pubblico raffinato ed amante della tradizione. Sul proprio sito inglese, l’azienda dichiara di agire con “passione, perfezionismo, e la ricerca di ingredienti straordinari”, e aggiunge che la materia prima è “ottenuta senza compromessi”. Sulla pagina aziendale si trovano costanti riferimenti alla ricerca appassionata degli ingredienti migliori da parte del fondatore Rocco Princi, il quale “è ossessionato con la perfezione degli ingredienti utilizzati”  e “viaggia per tutta l’Italia per conoscere di persona macellai, artigiani, agricoltori e casari”. Una ricerca un po’ più approfondita all’interno del sito però non rivela alcun riferimento all’effettiva provenienza degli ingredienti, ed in particolare al tipo di uova utilizzate per l’elaborazione delle colazioni e dei numerosi prodotti di pasticceria presenti sul menù. Dallo scorso settembre 2017 Il dipartimento di sensibilizzazione aziendale di Animal Equality ha cercato di instaurare un dialogo con Princi al fine di iniziare una conversazione circa l’importanza di impegnarsi pubblicamente a prendere le distanze dall’utilizzo di uova provenienti da galline allevate in gabbia. Nonostante le nostre richieste,  Princi non ha ancora pubblicato il proprio impegno a non utilizzare uova di galline allevate in gabbia.  Crediamo che il totale disinteresse da parte di Princi a prendere posizione circa un tema fondamentale come quello della sofferenza estrema delle galline ovaiole allevate in gabbia costituisca una grave negligenza ed anche una deludente mancanza di trasparenza nei confronti dei consumatori. Chiediamo a Rocco Princi, amministratore delegato di Princi, di dimostrare coerenza con le dichiarazioni presenti sul sito aziendale, pubblicando il prima possibile il proprio impegno a non utilizzare uova provenienti da galline allevate in gabbia entro una data precisa, ricordando anche che Starbucks ha già reso pubblica la propria politica aziendale circa l’approvvigionamento di uova in cui dichiara che entro il 2020 si rivolgerà esclusivamente a fornitori che non costringono le galline in allevamenti in gabbia. Condividi la petizione con tutti i tuoi contatti su WhatsApp! Supporta questa campagna con semplici azioni online iscrivendoti subito alla squadra dei Difensori degli Animali di Animal Equality! www.iodifendoglianimali.it

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Petitioning Michele Cordioli

Paluani: una Pasqua crudele

Paluani è una delle più note aziende di produzione dolciaria in Italia, ed il suo nome è strettamente associato ai dolci tradizionali delle festività, fra cui la classica colomba che nelle prossime settimane sarà presente sulle tavole di numerosissime famiglie italiane. A partire dallo scorso settembre 2017 il dipartimento di sensibilizzazione aziendale di Animal Equality ha in più occasioni cercato di contattare Paluani al fine di discutere dell’importanza di posizionarsi pubblicamente sul tema delle uova provenienti da galline allevate in gabbia. Nonostante numerosi tentativi, però, Paluani non ha mai risposto, denotando una deludente mancanza di interesse a dissociarsi da un sistema di produzione che causa enorme sofferenza a milioni di galline ovaiole. La mancanza di un impegno pubblico da parte di Paluani a non utilizzare uova provenienti da allevamenti in gabbia costituisce una grave negligenza da parte dell’azienda nei confronti degli animali e di sempre più consumatori italiani che esigono trasparenza riguardo alla provenienza degli ingredienti e norme minime di benessere animale. Molte aziende del settore alimentare in Italia, fra cui le dirette concorrenti Galbusera, Le Tre Marie e Balocco hanno già preso posizione con una politica aziendale contro questo sistema di allevamento, dimostrando la chiara tendenza del mercato. Adesso è arrivato il momento che anche Paluani dia prova di poter stare al passo coi i tempi pubblicando il proprio impegno a non utilizzare uova provenienti da allevamenti in gabbia.  

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Petitioning Alberto Balocco

Balocco: un Natale di crudeltà

Balocco è un’azienda che da sempre si associa ai dolci natalizi e che fa del Natale una delle maggiori occasioni di vendita. Nel corso dei mesi passati, Il dipartimento di sensibilizzazione aziendale di Animal Equality ha instaurato una conversazione con l’azienda al fine di ottenere un impegno pubblico a smettere di utilizzare uova provenienti da galline allevate in gabbia senza mai ricevere una risposta significativa da parte dell’azienda, la quale ha però recentemente annunciato sul proprio sito “per i nostri prodotti utilizziamo uova di galline allevate a terra”. L’annuncio, che avviene in prossimità del Natale, è estremamente vago: non stabilisce una data, non chiarisce se l’azienda utilizzi esclusivamente uova di galline allevate a terra, e non precisa se la politica si riferisca solo alle uova in guscio oppure anche gli ovoprodotti utilizzati dall’azienda. Non sarebbe la prima volta che un’azienda pubblica un comunicato estremamente vago ed ingannevole sul proprio sito al fine di fare credere ai propri consumatori di comportarsi meglio di quanto faccia in realtà, ed è per questa ragione che abbiamo motivo di credere che questo comunicato non sia veritiero ma che sia invece una mera operazione di marketing volta ad incrementare le vendite durante il periodo natalizio. Per questo motivo abbiamo deciso di iniziare una campagna volta ad informare i consumatori riguardo l’estrema vaghezza del comunicato di Balocco, la quale desta molti sospetti, e ad ottenere dall’azienda un comunicato che sia chiaro, trasparente, ed affidabile. ------------------------------------------------------------------ Le gabbie per le galline ovaiole costituiscono una delle peggiori forme di maltrattamento nei confronti degli animali allevati a scopo alimentare: l’assenza di luce naturale, il sovraffollamento, lo stato di reclusione estrema e l’aria resa irrespirabile dallo spesso strato di deiezioni stagnanti causano alle galline un fortissimo stress espresso sotto forma di cannibalismo, perdita delle piume e caduta della cresta. A causa di queste terribili condizioni di vita molte galline si ammalano e muoiono agonizzando ed i loro cadaveri vengono lasciati a decomporsi nelle gabbie in cui le compagne ancora vive continuano a deporre le uova destinate al consumo. Rinchiudere le galline in gabbia è una pratica crudele che i consumatori non sono più disposti a tollerare e le aziende concorrenti lo hanno già compreso. Aziende concorrenti del settore dolciario, come Galbusera, hanno già preso un impegno pubblico e serio a non approvvigionarsi più di uova provenienti da galline allevate in gabbia, ed è ora che anche Balocco faccia chiarezza su un tema importante come il benessere degli animali.

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Petitioning Arturo Bastianello

Chiediamo a Gruppo Pam di eliminare le gabbie per le galline ovaiole

Gruppo Pam, che amministra le insegne Pam Panorama, Pam Local, Pam Franchising e iN’s mercato, è riconosciuta come un’azienda leader nel settore alimentare, ma sta rimanendo pericolosamente indietro su un'importante questione riguardante il benessere degli animali. Infatti mentre altre importanti aziende del settore come Coop, Esselunga Carrefour e Auchan hanno già stabilito una politica aziendale chiara riguardante l’eliminazione delle uova provenienti da galline allevate in gabbia entro una data precisa, Gruppo Pam non ha ancora preso un impegno concreto al rispetto. Da ormai vari mesi il dipartimento di sensibilizzazione aziendale di Animal Equality ha instaurato una conversazione con il gruppo al fine di ottenere un impegno pubblico a cessare la vendita di uova provenienti da galline allevate in gabbia, ma sebbene l’azienda asserisca di aver cambiato la tipologia di uova acquistate per quanto riguarda l’insegna Pam Panorama, la direzione si rifiuta di annunciare pubblicamente questa decisione. Inoltre, questa scelta non riguarda l’insegna di discount iN’s mercato controllata dal Gruppo e non è chiaro se riguardi anche i punti vendita in franchising. Il fatto che la politica non sia chiara e soprattutto che non sia stata pubblicata sul sito, non rendendola consultabile dai consumatori, ha destato i sospetti di Animal Equality non solo sull’effettiva implementazione del cambio di fornitura come dichiarato privatamente dall’azienda, ma anche sulle intenzioni del Gruppo, con a capo l’AD Arturo Bastianello, di espandere questo standard base di benessere animale a tutte le insegne e punti vendita controllate dallo stesso. Per questo, Animal Equality ha lanciato una campagna di informazione, i cui dettagli sono consultabili su www.crudeltaanimale.it/gruppopam Le gabbie per le galline ovaiole costituiscono una delle peggiori forme di maltrattamento nei confronti degli animali allevati a scopo alimentare: l’assenza di luce naturale, il sovraffollamento, lo stato di reclusione estrema e l’aria resa irrespirabile dallo spesso strato di deiezioni stagnanti causano alle galline un fortissimo stress espresso sotto forma di cannibalismo, perdita delle piume e caduta della cresta. A causa di queste terribili condizioni di vita molte galline si ammalano e muoiono agonizzando ed i loro cadaveri vengono lasciati a decomporsi nelle gabbie in cui le compagne ancora vive continuano a deporre le uova destinate al consumo. Rinchiudere le galline in gabbia è una pratica crudele che i consumatori non sono più disposti a tollerare e le aziende concorrenti lo hanno già compreso. Adesso è il momento che anche Gruppo Pam dimostri di poter stare al passo con le esigenze del mercato esprimendo un impegno pubblico a cessare l’approvvigionamento di uova provenienti da galline allevate in gabbia entro una data precisa effettivo per tutte le insegne: Pam Panorama, Pam Franchising, Pam Local e iN’s Mercato.

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11,645 supporters