Per combattere violenza e fascismo, realizziamo il "Palazzo dei diritti, delle libertà e delle culture"
  • Petitioned Sindaco di Roma Capitale, Capi Gruppo e Giunta

This petition was delivered to:

Comune di Roma
Sindaco di Roma Capitale, Capi Gruppo e Giunta

Per combattere violenza e fascismo, realizziamo il "Palazzo dei diritti, delle libertà e delle culture"

    1. Petition by

      Comitato "Roma dica NO ai raduni fascisti"

In via Napoleone III 6, a Roma c’è un intero palazzo, di proprietà del Comune di Roma, occupato da anni da “Casapound”. Casapound Italia è un associazione definita dagli organi di stampa come di "estrema destra" e "neo fascista".

Al posto della sede di Casapound, noi vorremmo che sorgesse un luogo dove i giovani possano conoscere, vivere e condividere diritti, differenti culture e una pluralità positiva di visioni della vita e del mondo.

In luogo di un ritrovo, illecitamente occupato, vorremmo che sorgesse il "Palazzo dei diritti, delle libertà e delle culture", un punto di riferimento e di incontro per i giovani. Aperto, libero e solidale.

Siamo i promotori del Comitato "Roma dica NO ai raduni fascisti", dopo l'enorme successo dell'omonima pagina Facebook (oltre 100.000 condivisioni e likes), abbiamo valutato l'importanza di promuovere questa petizione.

Siamo cinque ragazzi, di diversa estrazione politica e religiosa ma con un cuore che batte per pace, libertà, diritti e dialogo. Per noi l'antifascismo non è solo una parola. L'antifascismo è un valore costituzionale e culturale da tenere sempre vivo. Un retaggio culturale che implica oneri e che comporta una più alta identità nazionale. Abbiamo deciso di metterci la faccia e non abbiamo paura. Noi crediamo di vivere in uno Stato che difende i cittadini che onestamente si oppongono, con solo le armi del diritto, del buon senso e della passione per la libertà, alla violenza, all'odio ed alla barbarie. Siamo quelli che non amano chi fomenta odio e violenza.

Siamo quelli che conducono una battaglia democratica, e non violenta, contro ogni fascismo, vecchio o nuovo.

Adesso abbiamo deciso di iniziare a dire SI al dialogo. SI alla tolleranza. SI ai diritti. SI alla pace. SI alla libertà.

Ma i nostri SI non vogliono essere semplici, ma giuste, affermazioni di concetti, ma trasformarsi in proposte concrete e condivise.

Per questo abbiamo lanciato questa petizione, per realizzare a Roma, nella sede ad oggi illecitamente occupata da Casapound Italia e che il Sindaco Alemanno vorrebbe a loro regalare, il "Palazzo dei diritti, delle culture e delle libertà".

Un luogo, unico in Italia, dove si possa lavorare insieme ad un Paese più giusto, più libero e più solidale. Dove pace, armonia, dialogo, cultura ed integrazione, siano gli unici "leit motiv".

Firmala anche tu, aiutaci a realizzare questo sogno, non per noi, ma per Roma e per l'Italia.

A Roma abbiamo bisogno di un luogo per l’incontro ed il dialogo e ci aspettiamo che le Istituzioni supportino la nostra richiesta.

E' una battaglia di civiltà e di democrazia.

 

 

Recent signatures

    News

    1. Reached 3,000 signatures
    2. La campagna su Repubblica

      Salvatore Barbera
      Campaigns Director, Italy

      "Da CasaPound a Palazzo dei diritti" La petizione antifascista corre sul web - Roma - Repubblica.it

      Il comitato "Roma dica no ai raduni fascisti" si batte perché la sede romana di CasaPound, stabile occupato di proprietà del comune, venga sgombrato e convertito in un centro multi culturale per i diritti ed il dialogo di MARCO POTENZIANI Sgombrare il palazzo occupato abusivamente e restituirlo ai cittadini, trasformato in un centro del dialogo e della multiculturalità in uno dei quartieri di Roma con la più alta densità di immigrati e di negozi di extracomunitari.

    3. Reached 250 signatures
    4. Vincenzo Mollica ha fatto un disegno per supportare questa campagna.

      Elisa Finocchiaro
      Senior Campaigner, Italy

      Mollica Istantanee's Twitter Photo

      @gianlucamelillo firmo la petizione per il Palazzo dei diritti,della libertà,delle culture a Roma. http://t.co/9MwR1iVT

    5. Reached 100 signatures

    Supporters

    @doreciakgulp

    05 Dec, 2012

    @gianlucamelillo firmo la petizione per il Palazzo dei diritti,della libertà,delle culture a Roma. http://t.co/9MwR1iVT

    Mollica Istantanee
    9.35k followers

    Reasons for signing

    • No3 valico CUNEO, ITALY
      • 4 months ago

      Riceviamo ed inoltriamo

      Per farcela pagare

      Un breve aggiornamento in merito alla sentenza di primo grado del processo per gli scontri in occasione dell’apertura delle sede di Casa Pound a Cuneo. In previsione di produrre, appena possibile, un testo che analizzi gli elementi più interessanti emersi dall’intera vicenda, pensiamo opportuno anticipare alcune considerazioni rispetto alla sentenza in sé, che ricordiamo ha portato alla condanna di tutti e 16 gli imputati a pene che variano da 1 anno (trasformati in 2 anni di libertà vigilata) ai 2 anni e 6 mesi di carcere (altri 3 imputati avevano scelto in udienza preliminare di patteggiare una condanna a 18 mesi e un risarcimento simbolico alle parti lese di poche migliaia di Euro). Pene accompagnate da varie decine di migliaia di Euro tra risarcimenti a sbirri e fascisti e spese processuali. Certo, le pene detentive sono risultate decisamente ridimensionate rispetto a quanto chiesto dal Pm Francesca Nanni: forse anche al collegio giudicante è risultato un po’ esagerato pretendere fino a 7 anni e mezzo di galera per una mezz’oretta di tafferugli, ma non si può dire che ci siano andati leggeri, specialmente in quanto ai risarcimenti, dettaglio di cui vorremmo parlare in questo aggiornamento. Lasciando a parte i risarcimenti con cui le varie divise sperano di arrotondare lo stipendio, pure per l’immagine di Casa Pound i giudici della “Città Culla della Resistenza” hanno ritenuto si debba provvedere con un gruzzolo da 6.500 Euro.

      Ora, per estorcerci tutti questi soldi (di cui ancora non abbiamo fatto bene i conti, ma dovrebbero ammontare più o meno a 100.000 Euro), la sentenza ricorre ad una serie di clausole che ci dovrebbero obbligare a sborsare. Ai condannati per cui è possibile la sospensione condizionale della pena, quest’ultima è stata subordinata al pagamento dei risarcimenti entro 90 giorni, per i risarcimenti a sbirri e fasci è stato disposto il pagamento in solido (ciò significa che la parte degli insolventi viene estorta da stipendi, beni mobili ed immobili di chi eventualmente ne dispone) con clausola di “provvisoria esecutorietà”, ovvero da pagare subito, ed infine per gli avvocati delle parti lese e 2 casi di risarcimenti minori è stato disposto il pagamento provvisionale, immediato, di una parte del conto.

      Insomma, vogliono proprio farcela pagare, nel vero senso della parola. Poco importa se, secondo i tempi dei loro tribunali, ancora non siamo stati condannati in maniera definitiva visto che del processo si è concluso solo il primo grado… intanto cacciate i denari e poi si vedrà!

      Al di là di ogni altra considerazione teorica o pratica che ci riserviamo per il futuro, ci preme con questo aggiornamento mettere in chiaro un paio di cose:

      - nessuno, tra noi imputati che abbiamo affrontato il processo rivendicando collettivamente l’importanza di combattere il fascismo, verserà di sua spontanea volontà manco un Euro nelle tasche di tribunali, fasci, divise o loro avvocati;

      - per fare fronte alla loro estorsione legalizzata ci organizzeremo personalmente per condividere i disagi di chi sarà oggetto dei pignoramenti, senza chiamare le realtà antifasciste ad impegnarsi in iniziative di raccolta fondi.

      Più che per chiedere soldi ci pare l’occasione per chiamare ad opere di bene che animino la lotta contro il fascismo e i suoi seguaci!

      Da Cuneo, Città Medaglia d’Oro della Repressione

      Alcuni imputati

      REPORT THIS COMMENT:
    • Davide Cabassi BRIGHTON, UNITED KINGDOM
      • 6 months ago

      Il fascismo non si combatte con post su Facebok, manifestazioni e bandiere ma solo con la creazione di ambienti che insegnino la storia, il rispetto delle culture e dei diritti fondamentali dell'uomo.

      non chiamatelo Palazzo però, da una distanza abissale da ciò che è terreno.

      I fascisti stanno andando per la maggiore nel Lazio perché creano centri sociali e occupano edifici che poi destinano a famiglie indigenti italiane e immigrate.

      Il fascismo è subdolo ma si son alzati dalle poltrone da anni.

      Auguri.

      REPORT THIS COMMENT:
    • Elena Conci TRENTO, ITALY
      • 6 months ago

      in difesa della costituzione

      REPORT THIS COMMENT:
    • Aloisa Clerici MILANO, ITALY
      • 7 months ago

      GENOVA NON È FINITA.

      DIECI, NESSUNO, TRECENTOMILA…

      APPELLO ALLA SOCIETÀ CIVILE E AL MONDO DELLA CULTURA

      La gestione dell’ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.

      Dieci anni dopo l’omicidio di Carlo Giuliani, la “macelleria messicana” avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l’ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

      Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”, il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, “devastazione e saccheggio”, che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.

      Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una “compartecipazione psichica”, anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.

      E’ inaccettabile che, a ottant’anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro il G8 a Genova nel 2001.

      Non possiamo permettere che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l’annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate.

      Per una battaglia che riguarda la libertà di tutte e tutti.

      REPORT THIS COMMENT:
    • Josef Wenninger VARANO BORGHI, ITALY
      • 8 months ago

      Because I like the t r u t h and I am against the l i e s !

      REPORT THIS COMMENT:

    Develop your own tools to win.

    Use the Change.org API to develop your own organising tools. Find out how to get started.