Il Ministero della salute e i supermercati devono pubblicare la lista dei prodotti alimentari pericolosi ritirati dagli scaffali
  • Petitioned Beatrice Lorenzin

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Ministro Salute
Beatrice Lorenzin

Il Ministero della salute e i supermercati devono pubblicare la lista dei prodotti alimentari pericolosi ritirati dagli scaffali

    1. Petition by

      Il Fatto Alimentare

  1.  
  2.   
January 2014

Victory

Vittoria!
Quattro mesi dopo il lancio della nostra prima petizione on line su Change.org che invitava le catene dei supermercati e il Ministero della salute a pubblicizzare la lista e le foto prodotti alimentari ritirati dagli scaffali e richiamati, possiamo dire con soddisfazione di avere raggiunto un buon risultato. Dopo l’adesione di Coop all’iniziativa giunta pochi giorni fa, le catene di supermercati presenti a livello nazionale che hanno deciso di pubblicare in rete sono sette. Nella lista troviamo oltre a Coop, Conad Auchan, Carrefour, Simply, Lidl, Billa, Eurospin e catene minori come Sogegross in Liguria e Gros Cidac in Valle d’Aosta.
La decisione dei supermercati è importante perché risulta in sinergia con lo spirito del legislatore che, nei casi di allerta alimentare, invita i gestori dei punti vendita a ritirare il prodotto dagli scaffali e ad informare i clienti nei modo migliore possibile. A questo punto aspettiamo un riscontro anche da Esselunga, che resta l’unica catena decisa a non pubblicare in rete le campagne di richiamo.
Ringraziamo le quasi 10 mila persone che hanno aderito e ci hanno seguito in questo percorso. Nei prossimi mesi Il Fatto Alimentare seguirà questi siti e provvederà a dare comunicazione ai lettori ogni qual volta scatta un’allerta su un prodotto. Nessuna notizia dal Ministero della salute.
Il Fatto Alimentare
Grazie per la collaborazione
Cordiali saluti

Ogni anno centinaia di prodotti vengono ritirati dal commercio perché contengono corpi estranei, perché sono contaminati da batteri patogeni, perché ci sono degli errori nelle etichette, oppure le date di scadenza sono inesatte. I consumatori però raramente vengono informati, anche se si tratta di alimenti in grado di nuocere alla salute. È avvenuto in primavera quando otto lotti di frutti di bosco surgelati prodotti da quattro aziende hanno provocato 400 casi di epatite A. Purtroppo la maggior parte delle persone colpite non è stata avvertita in modo adeguato dai supermercati e dalle autorità e si è ammalata. Il Ministero della salute ha diffuso un comunicato dopo molte settimane, carente e senza fotografie. Per rendersene conto, basta dire che alcune aziende coinvolte nell’epidemia hanno deciso di non pubblicare né l’annuncio né le foto delle confezioni sul proprio sito.

Alla fine di luglio è scoppiata un'allerta botulino (poi rientrata) per dei vasetti di pesto. In questo caso nonostante la gravità della situazione (le tossinfezioni da botulino possono essere mortali) e la vendita di decine di migliaia di vasetti, il Ministero della salute ha aspettato tre giorni prima di pubblicare le foto del prodotto (!) e anche i supermercati coinvolti hanno fornito informazioni con esagerato ritardo.

Purtroppo non si tratta di episodi isolati. Ogni anno le catene ritirano dagli scaffali decine di alimenti per problemi seri e centinaia per aspetti di minor rilievo che comunque rendono le confezioni invendibili. In genere i clienti non sono informati, e solo in pochi casi viene esposto un piccolo cartello nei punti vendita.

Perché le campagne di ritiro dei prodotti non sono pubblicizzate attraverso i siti dei supermercati? Perchè il Ministero della salute diffonde solo occasionalmente le notizie dei prodotti oggetto di allerta, e quando lo fa, in genere non propone le foto. Altri paesi europei pubblicizzano regolarmente le campagne di richiamo.

Eppure in Italia esiste l’art. 19 del reg. 178/2002 che obbliga i produttori e i supermercati “ad informare i consumatori in maniera efficace e accurata, specificando i motivi del ritiro e, se necessario, richiamare i prodotti già venduti per tutelare la salute”.

Chiediamo al Ministero della salute di diffondere con regolarità sul proprio sito e attraverso i media le foto e le schede di tutti i prodotti alimentari richiamati dal mercato perchè ritenuti pericolosi per la salute e di affiancare a queste notizie l’elenco dei punti vendita in cui sono stati commercializzati. Chiediamo al Ministero della salute di verificare che anche i supermercati seguano questo iter quando le contaminazioni riguardano: Botulino, Listeria, Norovirus, epatite e altre gravi problemi alimentari.

Primi firmatari: 

Roberto La Pira, Alfredo Clerici, Luca Bucchini, Paola Emilia Cicerone, Antonio Longo, Silvia Biasotto, Antonio Macrì, Valentina Tepedino, Giulio Tepedino, Elvira Naselli, Gianna Ferretti, Agnese Codignola, Valentina Murelli, Venetia Villani.

To:
Beatrice Lorenzin, Ministro Salute
Il Ministero della salute e i supermercati devono pubblicare la lista dei prodotti alimentari pericolosi ritirati dagli scaffali

Sincerely,
[Your name]

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    1. Reached 9,000 signatures
    2. La petizione diventa un'interrogazione parlamentare del M5Stelle

      La petizione promossa da Il Fatto Alimentare che chiede al Ministero della salute e alle catene di supermercati di pubblicare i nomi e le foto dei prodotti alimentari pericolosi ritirati dagli scaffali è giunta alla Camera dei deputati. La decisione di trasformare il nostro appello in un’interrogazione parlamentare è stata presa da 14 deputati del Movimento 5 Stelle che hanno posto il quesito al Ministro della salute Beatrice Lorenzin e a quello delle politiche agricole Nunzia De Girolamo.
      L’interrogazione è stata promossa dal deputato Giuseppe L’Abbate insieme agli altri colleghi del M5S.

    3. Reached 7,500 signatures
    4. Pane tossico a Milano l'Asl allerta i consumatori via twitter

      L'altro ieri è successa una cosa strana a Milano, tre turisti si sono sentiti male subito dopo avere mangiato un pane tedesco denominato Bretzel contaminato da soda caustica e acquistato da Princi, una panetteria del centro città. Dopo poche ore l’Asl ha ritirato il prodotto e ha diffuso un comunicato su twitter, invitando i consumatori a non comprare quel tipo di pane venduto in altre due panetterie della catena. La notizia è arrivata subito anche a noi in redazione e ai giornali, che hanno subito rilanciato l’allerta in rete. Alla fine il bilancio si è fermato a 5 persone intossicate ma non in modo grave. L’Asl ha però continuato ad aggiornare la situazione con altri twitter in tempo reale pubblicati anche oggi. Un buon esempio di comunicazione ai cittadini rapido efficace e a costo zero.
      http://www.ilfattoalimentare.it/pane-tossico-milano-allerta-cittadini-twitter-salame-contaminato-piacenza-ausl.html

    5. Reached 4,000 signatures

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    • mara santinelli FANO, ITALY
      • 6 months ago

      sono propensa ai cibi naturale,a tutto ciò che non nuoce alla salute !

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    • simone fenu ITALY
      • 6 months ago

      per tutelare la salute di tutti e per creare una rete informativa che possa premiare la qualità come tripadvisor

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      • 6 months ago

      per avere cognizione di che cosa si mangia

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    • Mariapia Alloggio BOLOGNA, ITALY
      • 6 months ago

      Trasparenza e salute!

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    • evelyn acerni VARàNO DE MELEGARI, ITALY
      • 6 months ago

      perchè la trasparenza è importante

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