Cristian torni a casa, è solo #colpevoledipacifismo
  • Petitioned Giorgio Napolitano

This petition was delivered to:

Presidente della Repubblica Italiana
Giorgio Napolitano

Cristian torni a casa, è solo #colpevoledipacifismo

    1. Raffaela Ruggiero
    2. Petition by

      Raffaela Ruggiero

      Italy

  1.  
  2.   
December 2013

Victory

Dopo due mesi di prigione in Russia e più di un mese di libertà su cauzione trascorsa a San Pietroburgo finalmente Cristian potrà tornare a casa! Mio figlio sarà presto libero, e saranno liberi anche gli altri 27 attivisti di Greenpeace e i due giornalisti freelance arrestati in seguito ad un’azione di protesta contro la compagnia Gazprom per la difesa dell'Artico. Il Parlamento russo ha votato l’amnistia anche per il reato di cui erano accusati: il vandalismo.

Voglio ringraziare ancora una volta tutti i firmatari della petizione, donne e uomini liberi che hanno contribuito con il loro sostegno a tenere alta l’attenzione sul destino di mio figlio e dei suoi compagni. Giovani carichi di ideali che mai avrebbero dovuto finire in prigione, accusati di reati assurdi e gravissimi.

Non ho sentito mio figlio per settimane. L’angoscia, la lontananza e il timore che questa storia potesse prolungarsi ed essere dimenticata hanno accompagnato le nostre giornate.

Cristian è solo colpevole di pacifismo, e così tutti gli Arctic 30. Purtroppo però non c'è nessuna amnistia per l'artico che possa proteggere questo fragile ecosistema dalle trivellazioni petrolifere.

Grazie a tutti i firmatari che tanto hanno fatto per riportare a casa Cristian. Crediamo in lui e non vediamo l’ora di riabbracciarlo.

Raffaela Ruggiero

Un'azione dimostrativa e pacifica per salvare l'Artico dalle trivelle della Gazprom. Una nave - la Arctic Sunrise di Greenpeace - abbordata illegalmente dalla Guardia Costiera russa in acque internazionali. 28 attivisti e due giornalisti freelance fermati e accusati di pirateria. Per tutti, lo spettro di una condanna che prevede fino a 15 anni di detenzione in Russia. Tra i 28 attivisti, unico italiano, c'è Cristian. La madre scrive una lettera a Napolitano e chiede che suo figlio, colpevole soltanto di pacifismo, possa tornare a casa.

________________________________________

Signor Presidente,

mi chiamo Raffaela Ruggiero, sono la madre di Cristian D’Alessandro, il giovane attivista di Greenpeace, arrestato dalle autorità russe nel Mar Artico con i suoi 29 compagni.

Mi rivolgo a Lei , Presidente, conoscendo la Sua storia e la Sua sensibilità verso i temi dei diritti umani, perché si adoperi per la libertà di Cristian.

Certo, il momento è grave per il Paese e ben altri pensieri affollano la Sua mente, lo so bene, ma pure mi permetta di insistere perché rivolga qualche minuto del Suo prezioso tempo al mio ragazzo ed ascolti, per cortesia, il mio appello.

Cristian ha 31 anni, ha conseguito la laurea in biotecnologie mediche all’Università Federico II di Napoli, con una tesi di ricerca che ha avuto risultati lusinghieri ed apprezzamenti dai docenti fino a meritare la pubblicazione su una rivista scientifica. Durante il percorso universitario ha fatto le sue prime esperienze lavorative in Inghilterra, dove ha imparato la lingua pagandosi il soggiorno facendo il cameriere, perché la sua grande dignità non gli avrebbe mai consentito di chiedere soldi alla famiglia. Una volta laureato, assecondando il bisogno interiore di mettere in atto quei principi che per molti restano solo teoria, ha fatto la sua scelta di vita, aderendo ai principi dell’organizzazione ecopacifista Greenpeace, che si occupa di tutelare il pianeta dalle aggressioni, talvolta inconsapevoli, spesso proditorie, degli stessi popoli che lo abitano.

Noi, d’altro canto, abbiamo sempre sostenuto la ricerca di autonomia dei nostri figli, sicuri come siamo dei principi di onestà e correttezza in cui li abbiamo cresciuti e se, egoisticamente, avremmo preferito averli vicini, pure li abbiamo lasciati liberi di inseguire i propri sogni e di accrescere quel patrimonio di esperienze attraverso il quale sono diventati quello che adesso sono: esseri pensanti, liberi, onesti leali, in grado di fare scelte consapevoli, di compiere gesti nobili. Sono entrambi lontani, ma siamo certi del loro affetto, fieri del loro coraggio e contenti della loro felicità, perché i figli sono felici se fanno ciò in cui credono.

Cristian aveva il sogno di contribuire a costruire un mondo migliore ed ha creduto di poterlo fare pacificamente con i  suoi compagni di Greenpeace.

Questo sogno adesso è una colpa, anzi un reato gravissimo.

Signor Presidente, non sentiamo Cristian da settimane. Sua nonna, che ha 88 anni, prega ogni giorno per lui, nel chiaro timore di non poterlo riabbracciare più. Mai avremmo creduto di vederlo in prigione, lui persona pacifica, non violenta, amante della natura, della musica, della compagnia semplice e schietta, accusato di pirateria e di atti violenti. 

Sappiamo che il Ministero degli Esteri sta facendo tanto per riportarlo a casa, ma La preghiamo Presidente, creda in questo nostro ragazzo, e ce la metta tutta per aiutarlo e per aiutarci.

Grazie

Recent signatures

    News

    1. AMNISTIA PER GLI ARTIC30

      Angela Gennaro
      Campaigner, Italy

      Gli attivisti di Greenpeace che hanno trascorso due mesi in prigione a seguito di una protesta pacifica nell'Artico, hanno tirato un sospiro di sollievo dopo che il Parlamento Russo ha votato per riconoscere loro l'amnistia. Tuttavia hanno anche dichiarato: "Non c'è amnistia per l'Artico".

      La Duma ha votato per un emendamento che estende l'amnistia a coloro che sono stati accusati di vandalismo. Pertanto questo include gli Arctic30, i ventotto attivisti e i due giornalisti freelance arrestati a seguito di una protesta rivolta alla compagnia Gazprom. Alle ore 16.00 a Mosca, si prevede un voto finale del Parlamento e - a quanto risulta - gli Arctic30 potranno essere rimossi dall'amnistia solo nell'ipotesi che l'intero progetto venga respinto: un caso questo assai improbabile.

    2. La mamma di Cristian: Paura ma nessun rimprovero. Finalmente lo riabbraccio

      Angela Gennaro
      Campaigner, Italy

      RNews, la mamma di Cristian: "Paura ma nessun rimprovero. Finalmente lo riabbraccio"

      Il commento a caldo di Raffaella Ruggiero, la mamma di Cristian D'Alessandro, l'attivista di Greenpeace per il quale il tribunale di San...

    3. Greenpeace Comunicato stampa #Arctic30 - 19 novembre 2013/2

      Angela Gennaro
      Campaigner, Italy

      «Accogliamo con gioia questa decisione che indirettamente riconosce
      che gli Arctic30 sono cittadini responsabili. Speriamo comunque che il
      sistema giudiziario russo riconosca presto la loro totale innocenza e
      ci permetta di riportarli a casa. Ringraziamo le nostre autorità consolari in Russia per l'enorme impegno e dedizione rivolti a questa vicenda» commenta la sorella di Cristian, Ivana. «Non sappiamo ancora a quali condizioni verranno rilasciati, se dovranno rimanere ai domiciliari o potranno lasciare il Paese. Quello che sappiamo con certezza è che sono ancora accusati di un crimine che non hanno commesso e per il quale possono ancora essere condannati. Rimaniamo sconcertati inoltre per il fatto che il nostro collega australiano dovrà rimanere in carcere. Gli Arctic30 non saranno liberi fino a quando anche l’ultimo di loro non sarà a casa dalle proprie famiglie» commenta Giuseppe Onufrio,
      direttore esecutivo di Greenpeace Italia.

    4. Greenpeace Comunicato stampa #Arctic30 - 19 novembre 2013/1

      Angela Gennaro
      Campaigner, Italy

      La Corte russa ha accordato anche per Cristian D’Alessandro la libertà su cauzione. Stesso verdetto oggi anche perl'italoargentina Camila Speziale, il canadese Paul Ruzycki, il polacco Tomasz Dziemianczuk, la brasiliana Ana Paula Maciel, il neozelandese David Haussmann e l'argentino Miguel Hernan Perez Orsi. Sale così a 10 il numero degli attivisti di Greenpeace che saranno scarcerati. Rimane in piedi l’accusa di vandalismo e – formalmente – anche quella per pirateria che, sebbene non nominata nelle richieste per il prolungamento della detenzione, non è stata ancora ritirata. Al momento non conosciamo le condizioni del rilascio su cauzione, né se agli attivisti sarà concesso di lasciare il Paese. Ieri all’australiano Colin Russell era stata invece negata la scarcerazione e rimarrà in carcere fino al prossimo 24 febbraio. Nessuna motivazione per questa diversità di trattamento è stata fornita però dal tribunale.

    5. Cristian libero su cauzione - 19 novembre 2013

      Angela Gennaro
      Campaigner, Italy

      Twitter / Greenpeace_ITA: BREAKING - Corte stabilisce ...

      BREAKING - Corte stabilisce che Cristian sarà rilasciato su cauzione. Resta accusa vandalismo #FreeTheArctic30 pic.twitter.com/7NKrGYI6PO

    6. Greenpeace altri 3 mesi di carcere per uno degli Arctic30 18 novembre 2013

      Angela Gennaro
      Campaigner, Italy

      Il tribunale di San Pietroburgo ha prorogato di 3 mesi la detenzione preventiva per Colin Russell, uno degli Arctic30, gli attivisti Greenpeace detenuti già da due mesi in Russia a seguito di una protesta pacifica contro le trivellazioni nell’Artico. Oggi il tribunale esaminerà le richieste riguardanti altri 4 attivisti e i 2 giornalisti freelance che erano a bordo dell’Arctic Sunrise. Domani alle 14,30 (ora di Mosca) sarà il turno di Cristian D’Alessandro. L’australiano Colin Russell è il primo cui è stata confermata la detenzione fino al 24 febbraio. Per lui sono state rifiutate sia la richiesta di scarcerazione su cauzione che la concessione degli arresti domiciliari. Gli avvocati di Greenpeace ricorreranno in appello per chiedere la scarcerazione su cauzione che se concessa potrebbe comunque essere soggetta a limitazioni del diritto di libera circolazione.

    7. Greenpeace: Arctic30 trasferiti da Murmansk - 11 novembre, 2013

      Angela Gennaro
      Campaigner, Italy

      È iniziato questa mattina il trasferimento degli Arctic30 dal centro di detenzione preventiva di Murmansk, dove erano detenuti da ormai oltre 50 giorni, verso una nuova località russa, con tutta probabilità San Pietroburgo. Solitamente in Russia i detenuti vengono trasferiti per mezzo di un treno prigione, che può essere attaccato a un treno passeggeri oppure a un treno merci. I detenuti viaggiano in speciali carrozze suddivise in celle, per 4 persone, con 2 cuccette di legno su ogni lato, in condizioni climatiche molto precarie. Al momento non sappiamo se anche gli Arctic30 stiano viaggiando in questo modo, ma il nostro team a Murmansk ha comunque fornito loro abiti caldi supplementari per affrontare il viaggio senza subire in modo eccessivo le avverse temperature che imperversano in questo periodo dell'anno in Russia. A differenza di Murmansk, a San Pietroburgo c'è qualche ora di luce in più in inverno, e per i familiari e i diplomatici sarà più facile visitare gli Arctic30.

    8. 50 giorni di prigionia

      Angela Gennaro
      Campaigner, Italy

      Sono passati 50 giorni da quando gli Arctic30 sono stati incarcerati in Russia con le assurde accuse di pirateria e vandalismo. La situazione è in evoluzione, ma Greenpeace nel frattempo sottolinea: "Il sostegno di tutte le persone che da ogni parte del mondo chiedono la loro liberazione fa davvero la differenza". "Non so come ringraziarvi abbastanza per il supporto, i pensieri e l'affetto che ci date. Sentir parlare di tutto questo supporto globale mi commuove. Siamo così fortunati ad avervi!" - Sini Saarela, in una lettera del 15 ottobre.

    9. Greenpeace: cadono le accuse di pirateria, è teppismo

      Angela Gennaro
      Campaigner, Italy

      MOSCA - La magistratura russa ha fatto cadere le accuse di pirateria contro gli attivisti di Greenpeace che hanno dato l'assalto a una piattaforma petrolifera nell'Artico, sostituendole con accuse meno gravi di teppismo. Lo riferisce l'Itar-Tass citando il portavoce della commissione investigativa. Nel rifiutare il procedimento arbitrale chiesto dall'Olanda sul caso della nave Arctic Sunrise, il ministero degli Esteri aveva lanciato un segnale di apertura, sottolineando che Mosca ''resta aperta ad una soluzione della vicenda''. Era stato lo stesso leader del Cremlino Vladimir Putin ad ammettere per primo che i 30 attivisti di Greenpeace ''non sono pirati''. L'accusa di pirateria è punibile sino a 15 anni di carcere, quella di teppismo prevede invece pene meno severe. Le accuse di teppismo contro gli attivisti di Greenpeace che hanno dato l'assalto a una piattaforma petrolifera nell'Artico sono "largamente sproporzionate": lo afferma Vladimir Chuprov, di Greenpeace Russia.

    10. Reached 100,000 signatures

    Supporters

    @ManuDolcenera

    Oct 11, 2013

    “@ChangeItalia: Cristian torni a casa #colpevoledipacifismo #petizione https://t.co/oybVfdiGcF #FreeTheArctic30” Ci vediamo a casa Cristian!

    ManuDolcenera
    76k followers

    @almamegrettaDUB

    Oct 08, 2013

    Condividete tutti... http://t.co/uSH50yvww9

    almamegretta
    1.26k followers

    @mannoiafiorella

    Oct 07, 2013

    Firma l'appello della madre di Cristian, accusato di pirateria #FreeTheArctic30 http://t.co/gPC0MQZke8

    fiorella mannoia
    191k followers

    @Mannarino

    Oct 09, 2013

    @ChangeItalia certamente! Tutto quello che può servire. Colgo l'occasione per farvi i complimenti per il lavoro che state portando avanti.

    Alessandro Mannarino
    24.6k followers

    Reasons for signing

    • SILVIA REGANO RM, ITALY
      • 7 months ago

      E' importante per me perchè loro hanno fatto quello che ogni essere umano che ci tiene alla salute del nostro pianeta, alla sua bellezza, e che voglia dare un futuro ai propri figli, avrebbe dovuto fare, hanno pagato in prima persona per un bene che appartiene a tutti noi, di tutti i continenti, altro che vandali, sono degli eroi e li ammiro fortemente. Quello che dobbiamo fare, secondo me, è sostenerli nelle loro future battaglie perchè se è vero che la vicenda degli Arctic30 si è ora risolta nel modo migliore e sono tutti a casa, come dice uno di loro, giustamente, la battaglia per salvare l'Artico ed evitare ulteriori cataclismi a livello globale, del tipo di quelli a cui assistiamo impotenti in un posto o nell'altro della terra, è ancora lunga e difficile e la strada per la vittoria è tutta in salita e piena di ostacoli e dobbiamo essere sempre di + affinchè la voce della gente contraria alle perforazioni nell'Artico diventi una valanga, uno tsunami che convince i governi, proprio per la sua forza popolare ed internazionale, che la strada di distruzione che hanno scelto è sbagliata e devono scegliere vie alternative e meno distruttive per ottenere energia in modo che la natura non venga costantemente ed ulteriormente violentata dalle mani di uomini al servizio di multinazionali prive di scrupoli che pensano solo ai loro interessi e ad arricchirsi a danno del mondo intero. Noi dobbiamo essere in tanti, tantissimi a dire NOOOOOOOOOOOO. BASTAAAAAAAAAAAA

      REPORT THIS COMMENT:
    • iris bentini BOQUETE, PANAMA
      • 7 months ago

      perche' ha agito per aiutare tutti noi e il nostro pianeta

      REPORT THIS COMMENT:
    • Luca Aceto PERUGIA, ITALY
      • 7 months ago

      ha lottato per gli altri

      REPORT THIS COMMENT:
    • Antonella Rosi MONTELIBRETTI, ITALY
      • 7 months ago

      Soprattutto per la libertà d espressione del proprio dissenso

      REPORT THIS COMMENT:
    • Giada Stella SCONOSCIUTA, ITALY
      • 7 months ago

      Non si può esser colpevoli di pacifismo. Non è ammissibile che menti così preparate, specializzate ed acute vengano rinchiuse per atti volti alla salvaguardia dell'ecosistema, della nostra vita e di quella del mondo in sè. Cristian deve tornare a casa. I governi di tutte le nazioni hanno il dovere di salvaguardare il nostro pianeta e difendere chi ci mette la faccia al posto loro. Cristian deve tornare a casa. I suoi studi e il suo attivismo staranno scomodi a molti ma potrebbero essere la risposta per i problemi di tutti.

      REPORT THIS COMMENT:

    Develop your own tools to win.

    Use the Change.org API to develop your own organizing tools. Find out how to get started.