Riconoscere la professione sanitaria del Musicoterapista  GIA' 2091 FIRME
  • Petitioning Ill.mo Ministro della Salute Lorenzin

This petition will be delivered to:

Sede:-Segreteria del Ministro della Salute
Ill.mo Ministro della Salute Lorenzin
Comitato Nazionale
Segreteria mtdem
Dirigente Ministero Salute ; settore professioni sanitarie
Ill.mo Francesco Saverio Proia
Presidente della Fondazione Lobos
Ill.mo Claudio Calvaruso
Federazione Italiana di Musicoterapia
Stefano Martini
Direttore Generale Direz. Ge. Professioni Sanitarie e delle Risorse Umane del SSN
Dott.Leonardi Giovanni

Riconoscere la professione sanitaria del Musicoterapista GIA' 2091 FIRME

    1. Petition by

      Comitato Nazionale Musicoterapia Democratica

APPELLO PER IL RICONOSCIMENTO

 

DELLA FIGURA PROFESSIONALE DEL MUSICTHERAPIST

 

 

 

 

 

ALLE FORZE POLITICHE E SOCIALI, AI PARLAMENTARI,

 

ALLE AUTORITÀ RESPONSABILI COINVOLTE NELLA DEFINIZIONE DELLE NUOVE FIGURE PROFESSIONALI SANITARIE E SOCIOSANITARIE.

 

 

 

 

 

Chiediamo di sottoscrivere questo appello a tutti coloro che hanno fatto della Musicoterapia la loro professione, a tutti gli altri professionisti che come noi credono che la Musicoterapia debba avere un proprio spazio riconosciuto all’interno delle istituzioni e delle strutture sanitarie e socio assistenziali, a tutti coloro che si avvalgono della Musicoterapia, per sé o per i propri familiari, a tutti coloro che desiderano sostenerci in questo difficile percorso che ha alle spalle anni di formazione, di esperienza e di pratica professionale e come obiettivo ha il riconoscimento della nostra figura professionale all’interno delle istituzioni nelle quali è, di fatto, presente come pratica riabilitativa, terapeutica e preventiva.

 

 

 

 

 

E' risaputo che l'articolo 6, comma 3, del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, ha riservato al Ministro della Salute il compito di individuare le figure professionali, con i relativi profili, che operano nel comparto sanitario.

 

Fino ad oggi sono state individuate, con Decreti ministeriali aventi natura regolamentare, ventidue figure professionali, per le quali sono stati definiti anche gli ordinamenti didattici dei relativi corsi di laurea triennale (Decreto Ministeriale 2 aprile 2001, "Determinazione delle classi delle lauree specialistiche universitarie delle professioni sanitarie").

 

 

 

Allo stato attuale, le professioni sanitarie ricomprese nell'area della riabilitazione di cui al Decreto Ministeriale 29 marzo 2001 "Definizione delle figure professionali di cui all'art. 6, comma 3, del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, da includere nelle fattispecie previste dagli articoli 1, 2, 3 e 4 della Legge 10 agosto 2000, n. 251 (art. 6, comma 1, L. n. 251/2000)", sono complessivamente otto.

 

In particolare alcune di queste, quali il terapista occupazionale, il tecnico della riabilitazione psichiatrica, il terapista della neuropsicomotricità dell'età evolutiva, l'educatore professionale ed il logopedista, appaiono al momento le più idonee, dopo un adeguato percorso formativo, sia per competenze previste dai rispettivi profili professionali sia per i contenuti dei percorsi formativi universitari, per l'applicazione, nei loro specifici progetti riabilitativi, delle tecniche ritenute terapeuticamente più efficaci e - tra queste - anche la musicoterapia. (Lettera 4 luglio 2005 Ministero della Salute Ufficio Legislativo, Ufficio Rapporti con il Parlamento LEG/F.1.a.b.2/2134 Oggetto Interrogazione Parlamentare, Risposta n. 4-08647).

 

Talune associazioni spesso non riportando il percorso necessario per le professioni sanitarie (complesso è anche quello delle socio-sanitarie) possono disorientare i colleghi illudendo che sia sufficiente un passaggio parlamentare per il tanto agognato riconoscimento .

 


I sottoscritti considerano essenziale nel panorama educativo, riabilitativo e terapeutico la presenza della figura del musictherapist e sollecitano le autorità preposte alla elaborazione di norme certe per la sua diffusione e sviluppo, nella tutela della professione e dell'utenza, auspicando l'approfondimento reale dell'esistente, monitorando le realtà operative di eccellenza già presenti in strutture sanitarie pubbliche, in centri privati anche convenzionati, nelle cooperative sociosanitarie attive nei servizi psichiatrici, centri diurni, case famiglia, comunità terapeutiche, strutture private, non limitando le audizioni ed il depistage al solo mondo associativo, e prevedendo norme transitorie atte a capitalizzare l'immenso bagaglio scientifico accumulato da quanti faticosamente sono di fatto già inseriti professionalmente nel mercato del lavoro (a volte non iscritti ad alcuna associazione privata).

 

Facciamo pertanto appello a non disperdere la ricerca applicata in musicoterapia, le migliaia e migliaia di ore di attività operativa svolta dagli operatori, rammentando che una professione non parte da una associazione o dalla legge, ma emerge e si sviluppa sulla base di una necessità di benessere, sociale e sanitaria e soltanto successivamente viene riconosciuta dalla norma. Tale riconoscimento non può in alcun modo cancellare ed umiliare il pionierato che è riuscito sul campo ad operare inserendosi, spesso con ridotti compensi e diritti, nei servizi esistenti ed impostando la ricerca scientifica quotidiana privata.

 

 

 

I firmatari del presente documento sollecitano infine tutte le realtà operative (e cioè non solamente di studio teorico) dei musictherapists italiani a formare un tavolo comune per il quale si fanno garanti superpartes, al fine di realizzare una voce coordinata atta a comunicare efficacemente nelle molteplici audizioni che saranno necessarie nel rapporto con le istituzioni e le autorità preposte alla verifica dei parametri della disciplina e della professione.

 


Corre l'obbligo di rammentare che la sezione II del Consiglio Superiore di Sanità, nel lontano 22-1-97, ha ritenuto di porre una limitazione netta al riconoscimento di figure definite espressioni di medicine "non convenzionali" o "alternative" (cfr. lettera 3-10-97 900.6/Quesito/7409, Segreteria particolare del Ministro, Sede, a firma del Dirigente Generale Dott. Raffaele D'Ari ), i firmatari ritengono maturi i tempi per una rivisitazione del parere del C.S.S anche e sopratutto per i mutamenti scientifici applicativi sviluppatisi internazionalmente nell'ultimo decennio.

 

 PERTANTO CHIEDIAMO

 

 alle forze politiche e sociali, ai parlamentari, a tutte le autorità preposte alla verifica dei parametri professionali inerenti al Disegno di Legge Governativo sulle Professioni, di approfondire con noi la possibilità del riconoscimento della figura del musictherapist, coerentemente all'orientamento internazionale.

 

Chiediamo altresì di valutare insieme ogni proposta eventuale di accorpamento con altre professioni, integrando le vostre audizioni con le associazioni private e con centrali formative.

 

Chiediamo infine che vengano elaborate corrette norme transitorie che sanino il preesistente, garantendo tutti coloro che faticosamente sono riusciti a costruire la professione del musictherapist inserendosi di fatto nel mercato del lavoro, nei centri di riabilitazione, nella costellazione sociosanitaria del nostro paese. A questo riguardo, in vista del riconoscimento della nostra figura professionale e della definizione, in sede istituzionale, dei criteri per l’accesso al Registro e l’esercizio della professione, alleghiamo una nostra proposta di norme transitorie nata dalla riflessione in merito alla opportunità che la ricerca musicoterapica realizzata spontaneamente in tante strutture non vada persa ma venga stimolata e sostenuta da oculate politiche di sviluppo delle scienze educative, riabilitative e terapeutiche.

 

 

 

Si chiede di diffondere il presente appello ai professionisti, alle associazioni, alle associazioni professionali, alle scuole di formazione, alle associazioni di volontariato, alle associazioni del mondo della diversabilità, alle altre figure professionali del settore educativo-riabilitativo e terapeutico, ai sindacati, ai partiti politici, ai comitati di settore, alle strutture, alle cooperative sociosanitarie, culturali, del benessere, al modo della scuola, ai genitori, agli studenti, ai corsisti, ai musicisti, a tutto il mondo della prevenzione, alle persone interessate.

 

 

 

 

INFINE CI PERMETTIAMO DI PROPORRE UN'ALTRA SOLUZIONE POSSIBILE:-

 

PROPOSTA DEL PRESIDENTE DI MUSICOTERAPIADEMOCRATICA

AL MINISTRO DELLA SALUTE 

 

PROPOSTA DI ATTIVAZIONE DELL’AREA DELLE PROFESSIONI SOCIOSANITARIE

 

 

L’approvazione della legge 3270/12  ( ORA LEGGE 4/2013) delle c.d. professioni non regolamentate fa emergere la necessità di una riflessione su quelle professioni che pur non avendo alcuna regolamentazione operano di fatto e di diritto all’interno sia dei servizi e presidi sociosanitari che in quelli sanitari, nel pubblico e nel privato, anche se non rientrano nei requisiti minimi richiesti per l’autorizzazione e l’accreditamento.

 

La ratio della legge ricordata prevedrà una metodologia di riconoscimento della professione autoreferenziale ed autogestito antitetico rispetto a quella utilizzata per le professioni sanitarie che prevede norme di riconoscimento e di accreditamento di tipo pubblicistico nella forma e nella sostanza a tutela dei cittadini.

 

Per evitare che possano operare nel SSN, generalmente inteso, comunque professioni che avranno una legittimazione diversa da quelle sanitarie si potrebbe far rientrare il loro riconoscimento, almeno di quelle che contribuiscono direttamente all’attuazione del diritto alla salute, nelle modalità previste per le professioni sociosanitarie, modalità non utilizzata affatto sinora, nonostante la loro alta validità.

 

Nel ricordare che con le integrazioni previste dall’art.. 3 del d.lgs. 19 giugno 1999, n. 229, il d.lgs. 502/92 all’art.. 3-septies legifera sull’ Integrazione sociosanitaria definendo le prestazioni sociosanitarie tutte le attività atte a soddisfare, mediante percorsi assistenziali integrati, bisogni di salute della persona che richiedono unitariamente prestazioni sanitarie e azioni di protezione sociale in grado di garantire, anche nel lungo periodo, la continuità tra le azioni di cura e quelle di riabilitazione, nonché all’art.3 octies è prevista l’Area delle professioni sociosanitarie; detto articolo prevede inoltre che con:

 

1: Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro per la Solidarietà sociale e con il Ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentito il Consiglio superiore di Sanità e la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, è disciplinata l'istituzione all'interno del Servizio sanitario nazionale, dell'area sociosanitaria a elevata integrazione sanitaria e sono individuate le relative discipline della dirigenza sanitaria.

2. Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro per la Solidarietà sociale, sentito il Ministro per l'Università e la ricerca scientifica e tecnologica e acquisito il parere del Consiglio superiore di Sanità, sono integrate le tabelle dei servizi e delle specializzazioni equipollenti previste per l'accesso alla dirigenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale, in relazione all'istituzione dell'area sociosanitaria a elevata integrazione sanitaria.

3. Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro per la Solidarietà sociale, sono individuati, sulla base di parametri e criteri generali definiti dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, i profili professionali dell'area sociosanitaria a elevata integrazione sanitaria.

4. Le figure professionali di livello non dirigenziale operanti nell’area sociosanitaria a elevata integrazione sanitaria, da formare con corsi di diploma universitario, sono individuate con regolamento del Ministro della sanità, di concerto con i Ministri dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica e per la Solidarietà sociale, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; i relativi ordinamenti didattici sono definiti dagli atenei, ai sensi dell’articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 sulla base di criteri generali determinati con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, emanato di concerto con gli altri Ministri interessati, tenendo conto dell’esigenza di una formazione interdisciplinare, adeguata alle competenze delineate nei profili professionali e attuata con la collaborazione di più facoltà universitarie.

5. Le figure professionali operanti nell'area sociosanitaria a elevata integrazione sanitaria, da formare in corsi a cura delle regioni, sono individuate con regolamento del Ministro della sanità di concerto con il Ministro per la Solidarietà sociale, sentita la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; con lo stesso decreto sono definiti i relativi ordinamenti didattici.

 

A tutt’oggi questa area non è stata istituita, nonostante la giusta intuizione del legislatore in un settore, quale quello sociosanitario, ad elevata espansione per l’attuale quadro demografico e quello epidemiologico e nonostante che la mutata denominazione del nome del Ministero da “della Sanità” a della Salute abbia espanso la mission del Dicastero in un spettro di intervento e di competenza che va oltre la concezione di ambito sanitario in senso stretto ma che, invece, sia aderente al concetto di salute, proprio dell’OMS e del diritto sancito dall’art.32 della Costituzione Repubblicana.

 

E’ bene ricordare , altresì, che l’unica figura istituita in aderenza a tale area sia l’operatore sociosanitario mentre l’attivazione di quest’area delle professioni sociosanitarie potrebbe sia rivedere le criticità di alcuni profili, quali il doppio canale formativo universitario dell’educatore professionale in sanità e di quello nel sociale o l’incongruo inquadramento nel ruolo tecnico di alcune professioni quali l’assistente sociale ed il sociologo che ne limita e circoscrive le potenzialità operative.

 

Ma l’attivazione di quest’area potrebbe offrire una legittimazione più adeguata a quelle professioni non riconosciute ancora nel SSN, in particolare nell’area dell’integrazione sociosanitaria, ma ritenute utili ed efficaci per il piano terapeutico, presenti in presidi sociosanitari pubblici e privati, ad iniziare dal musicoterapista.

 

Per quanto sopra esposto, qualora dalla S.V. fosse condiviso, sarebbe opportuno che la competente Direzione Generale del Ministero attivasse tutte le necessarie procedure per dar corso all’attuazione dell’area sociosanitaria ad elevata integrazione sanitaria .

 

Cordiali saluti

 

 

 

 

ULTIME

 

http://fli.it/2013/11/28/legge-4-gennaio-2013-partono-le-diffide-aifi-contro-uni/

 

 

http://www.unaleggeperledisciplinebionaturali.it/documenti/verbale_conferenza%20servizi_stabilisce_naturopatia_non_rientra_legge4.pdf

 

 

 

 

IPOTESI NORME TRANSITORIE

 

Avere compiuto un percorso di lavoro subordinato, parasubordinato, con contratto Co.Co.Co, con contratto Co.Co.Pro come "musicoterapista” o “musicoterapeuta " in strutture pubbliche e/o private, in coordinamento con l'equipe psico-medico-pedagogica, per un periodo minimo di anni 5 e per almeno 90 giorni per ogni anno curriculare.

 

 

Avere conseguito un diploma al termine di corsi nazionali o esteri di musicoterapia comprensivi di un minimo di 300 ore, 12 esami curriculari, tesi di diploma discussa, tirocinio documentato.

 

 

Avere conseguito una laurea in medicina, psicologia, una laurea di terapie, una laurea in materie umanistiche con tesi in musicoterapia unitamente a:

avere frequentato un minimo di 100 ore di seminari formativi di musicoterapia;

avere svolto una attività applicativa di musicoterapia in strutture pubbliche o private, in coordinamento con l'equipe psico-medico-pedagogica, per un minimo di 50 ore.

 

 

Avere conseguito un diploma presso un conservatorio musicale statale unitamente a:

avere effettuato almeno 200 ore di formazione in musicoterapia seminariale e

avere svolto una attività applicativa di musicoterapia in strutture pubbliche o private in coordinamento con l'equipe psico-medico-pedagogica per almeno 100 ore.

 

 

Avere effettuato attività scientifica esperienziale con un minimo di n. 5 pubblicazioni unitamente a:

avere svolto attività applicativa di musicoterapia per almeno 100 ore in strutture pubbliche e private, in coordinamento con l'equipe psico-medico-pedagocica e

avere effettuato un percorso formativo personale seminariale in musicoterapia di almeno 200 ore.

 

 

Aver accumulato negli anni attività di musicoterapia applicata in strutture pubbliche e private per un ammontare minimo di 500 ore in coordinamento con l'equipe psico-medico-pedagogica e avere accumulato un monte ore formativo in musicoterapia di almeno 200 ore.

 

 

Appartenere ad un registro di musicoterapisti con indicazione statutaria unica sulla musicoterapia da almeno due anni.

 

 

 

 


Non staccate la spina alla musicoterapia 
(da “il sole 24 ore” del 28-2-2012)

In ambito educativo , riabilitativo e terapeutico gli operatori vivono il progresso delle tecniche e delle metodologie e gradualmente nuove discipline vengono proposte ed utilizzate negli ambulatori , nelle case famiglia , nei centri diurni , nelle cooperative , nei centri di riabilitazione , nelle residenze assistite.
Nel tempo abbiamo visto susseguirsi operatori di fisioterapia , psicomotricita’ , terapia occupazionale , tecnici della riabilitazione psichiatrica e psicosociale , educatori professionali , tecnici per la neuro e psicomotricita’ per l’eta’ evolutiva , etc.
Queste tecniche hanno concretamente rispecchiato il continuo procedere della ricerca scientifica e l’hanno rappresentata nei reparti , nelle palestre , nelle realta’ operative.
Prendiamo ad esempio la musicoterapia ; i dati Cnel del 2003 riportavano un censimento di 12 associazioni per un totale di 865 iscritti ed una proiezione di 5000 unita’ operative a livello nazionale , probabilmente lievitato con gli anni.
I musicoterapisti sono specializzati in una disciplina emergente molto diffusa a livello internazionale e naturalmente non regolamentata come tutte le nuove tecniche. Essi intervengono in molteplici situazioni e la loro utilizzazione avviene in modo originale attraverso forme contrattuali le piu’ originali ed atipiche. Nel percorso educativo e riabilitativo è possibile intervenire attraverso la musicoterapia con pazienti privi di parola, con potenzialità esclusive in ambito non verbale, con gravi problematiche di ordine psicologico e relazionale. A tali pazienti non possiamo offrire solo il tradizionale lettino terapeutico o il classico tavolo di lavoro, essendo spesso persone non collaboranti, a volte aggressive ed autolesioniste; e’ necessario invece intervenire con tecniche appropriate finalizzate ad innescare essenziali dialoghi comunicativi non verbali. La musicoterapia è infatti una modalità d’approccio sensoriale che utilizza l’elemento sonoro con finalità terapeutiche e preventive per intervenire su un certo numero di disagi fisici, psicologici e psicopatologici. In questo particolare ambito, l’obiettivo terapeutico deve essere distinto da un risultato propriamente musicale. Un percorso attraverso il quale si accudisce un individuo o un contesto collettivo, attraverso la stimolazione delle sue capacità creative, per trovare nuove sintesi dei suoi modelli interpretativi del mondo, non può non essere considerato anche “terapeutico”. Ma questo termine non ha necessariamente in questo caso un’accezione solo “clinica”; vuole semplicemente sottolineare quanto il benessere del soggetto passi anche per un’armonizzazione delle sue maniere di comunicare con il mondo esterno e di autopercepirsi non solo secondo codici verbali, ma anche corporei. Molti luoghi comuni descrivono infatti il corpo come un’area di esclusiva pertinenza medica o biologica, senza tenere conto che molte recenti ricerche dimostrano quanto anche il corpo si esprima secondo codici culturali e quanto, molto spesso, si conviva inconsapevolmente con diversi e tra loro conflittuali schemi di relazione corporea, anch’essi culturalmente definiti. In trent’anni e piu’ sono entrate a far parte dei servizi sociosanitari , collateralmente a quanto accaduto in tutta la comunita’ europea ed internazionale , alcune queste nuove attivita’ riabilitative di ricerca. Cio’ e’ stato frutto dell’intuizione (che ha anticipato spesso la ricerca ufficiale) e del protagonismo positivo
di imprenditori sociali , laici e religiosi ,sensibili allo sviluppo dell’educazione , della riabilitazione e della terapia.
Tali attivita’ per prime stanno per essere eliminate nella fase di rimodulazione conseguente ai piani di rientro economici imposti alle regioni in deficit sanitario ; parliamo anche di altre tecniche riabilitative e terapeutiche che rappresentano acqua pura per la comunicazione di soggetti gravi , a volte , autolesionisti , e conseguentemente per le loro famiglie (tecniche artistiche , espressive ,etc).
Nel complesso quadro in atto e’ essenziale a nostro avviso continuare a sostenere l’espressione e la comunicazione di tanti nostri concittadini facendo in modo che tali attivita’ non vengano eliminate ne’ ridotte dai centri convenzionati , prevedendo purtroppo i decreti attuativi l’inesistenza delle figure non regolamentate (che pur lavorando da una vita si troverebbero esclusi tra gli esclusi) .
Cio’ significa che il nostro paese rischia di gettare con l’acqua sporca anche il bambino , e cioe’ razionalizzando la spesa e realizzando il taglio lineare annullerebbe di fatto la ricerca educativa , riabilitativa e terapeutica , allontanandoci definitivamente dalla ricerca nel settore , che di fatto viene realizzata dai centri convenzionati con l’assunzione delle figure professionali innovative.( e questo proprio adesso che lo sviluppo della fisica quantica e vibrazionista a livello internazionale delinea concretamente la possibilita’ di misurare e verificare l’influenza delle onde sonore sulle cellule viventi , facendo coniugare finalmente la musicoterapia classica con la fisica vibrazionista) .
Nell’epoca dello sviluppo di questa disciplina quindi , a causa dei tagli lineari , si eliminano dai centri educativi , riabilitativi e terapeutici le figure professionali dei musicoterapisti e simili , con il rischio concreto di fermare la ricerca e lo sviluppo delle tecniche conseguenti  ; cio’ comporta il blocco di fatto dello studio e dello sviluppo delle metodologie e delle strategie operative , con la conseguente ripetitivita’ delle attivita’ tradizionali , sempre piu’ burocratizzate e ritualizzate a fini amministrativi e formali.
Le conseguenze di questo dato sono di un rientro , si , ma un “rientro” in una situazione pseudomanicomiale ( non tradizionale ma apparentemente funzionale) nella quale al posto dell’educazione , della riabilitazione e della terapia troveremo domani automatismi costruiti esclusivamente sulla base del risparmio economico.
I processi educativi , riabilitativi e terapeutici , una volta distaccati dallo studio e dalla ricerca condivisa ed interdisciplinare , globale e complessa , lentamente perderanno efficacia rischiando di innescare una diffusa perdita di entusiasmo da parte degli operatori sempre piu’ bloccati e demotivati da criteri organizzativi coordinati , sempre piu’ spesso , da figure di tipo contabile .
Ecco un esempio limpido del danno che compie un taglio lineare e della necessita’ , invece , della individuazione caso per caso di sprechi e spese ingiustificate.
 
Rolando Proietti Mancini
Presidente del Comitato Nazionale di Musicoterapia Democratica
 
 E' POSSIBILE VOTARE AL REFERENDUM PER DIFENDERE IL CONTENUTO CLINICO DELLA PROFESSIONE DEL MUSICOTERAPISTA ANDANDO SU 
 
 
E SEGUENDO LE ISTRUZIONI 

Se intendi mantenere il profilo clinico del musicoterapista vota NO;se intendi eliminarlo vota SI.

 
 
ULTIMISSIME
 
SALUTE BENE COMUNE:
LE PROFESSIONI SOCIO SANITARIE ED EDUCATIVE
PER LA QUALITÀ DELLE PRESTAZIONI, PER I
DIRITTI DI CITTADINANZA
Convegno nazionale
9:45 Inizio lavori – introduzione di Michele Vannini, Segretario generale Fp Cgil Bologna
10:00 Relazione: Gianluca Mezzadri, Fp Cgil Nazionale
10:30 – 13:00 Dibattito coordinato da Mauro Puglia, Segretario Fp Cgil Emilia Romagna,
con interventi di:
- Lavoratrici e lavoratori, professioni socio sanitarie ed educative
- Francesco Saverio Proia, Ministero della Salute
- Giuseppe Guerini, portavoce Alleanza Cooperative Italiane
13:00 – 13:30 Sospensione pranzo
13:30 – 15:00 Tavola rotonda coordinata da Denise Amerini, Fp Cgil Nazionale, con:
- Stefano Paleari, Presidente Conferenza dei Rettori delle Università Italiane
- Vasco Errani, Presidente Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome
- Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute
- Cecilia Taranto, Segretaria nazionale Fp Cgil
Venerdì 18 aprile 2014
Salone Giuseppe Di Vittorio
3° piano – Camera del Lavoro Metropolitana CGIL
Via Marconi n. 67/2 - BOLOGNA
To:
Ill.mo Ministro della Salute Lorenzin, Sede:-Segreteria del Ministro della Salute
Segreteria mtdem, Comitato Nazionale
Ill.mo Francesco Saverio Proia, Dirigente Ministero Salute ; settore professioni sanitarie
Ill.mo Claudio Calvaruso, Presidente della Fondazione Lobos
Stefano Martini, Federazione Italiana di Musicoterapia
Dott.Leonardi Giovanni, Direttore Generale Direz. Ge. Professioni Sanitarie e delle Risorse Umane del SSN
segreteriaministro@sanita.it , s.proia@sanita.it , ClaudioCalvaruso@yahoo.it,
segreteria.dgrups@sanita.it

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    1. PARLEREMO A QUESTO CONVEGNO

      SALUTE BENE COMUNE:
      LE PROFESSIONI SOCIO SANITARIE ED EDUCATIVE
      PER LA QUALITÀ DELLE PRESTAZIONI, PER I
      DIRITTI DI CITTADINANZA
      Convegno nazionale
      9:45 Inizio lavori – introduzione di Michele Vannini, Segretario generale Fp Cgil Bologna
      10:00 Relazione: Gianluca Mezzadri, Fp Cgil Nazionale
      10:30 – 13:00 Dibattito coordinato da Mauro Puglia, Segretario Fp Cgil Emilia Romagna,
      con interventi di:
      - Lavoratrici e lavoratori, professioni socio sanitarie ed educative
      - Francesco Saverio Proia, Ministero della Salute
      - Giuseppe Guerini, portavoce Alleanza Cooperative Italiane

      13:30 – 15:00 Tavola rotonda coordinata da Denise Amerini, Fp Cgil Nazionale, con:
      - Stefano Paleari, Presidente Conferenza dei Rettori delle Università Italiane
      - Vasco Errani, Presidente Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome
      - Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute
      - Cecilia Taranto, Segretaria nazionale Fp Cgil
      Venerdì 18 aprile 2014
      Salone Giuseppe Di Vittorio
      3° piano

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    3. Chi siamo

      Il Comitato Nazionale Musicoterapia Democratica e' in attivita' da 8 anni e nasce come movimento professionale per il riconoscimento.
      Successivamente si struttura in coordinamento professionale attraverso una rete informatica di contatti online.
      Al fine del raggiungimento dell'obiettivo del riconoscimento della professione svolge periodicamente convegni e seminari
      sui temi della musicoterapia nella scuola , nella sanita' , nella societa'.
      Stabilisce contatti costruttivi con numerose istituzioni:_
      -Parlamento della Repubblica
      -Ministero Salute
      -Regioni
      -Provincie
      -Comuni
      -Sindacati
      -Associazioni professionali
      -Esponenti scientifici del settore
      -Partiti politici
      -Fondazione Rotary
      -Centri Studi
      E' protagonista nella presentazione di proposte di legge parlamentari .
      Pubblica articoli giornalistici di settore su quotidiani nazionali .
      Mantiene contatti professionali attraverso la rete con numerosi professionisti
      contribuendo alla formazione di una categoria

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    5. Decision-maker Segreteria mtdem responds:

      Segreteria mtdem

      bisogna restituire dignità professionale e istituzionale alla musicoterapia!!!


    6. Decision-maker Segreteria mtdem responds:

      Segreteria mtdem

      desidero fermamente che la musicoterapia goda di una sua dignità istituzionale e professionale!!


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      • 4 days ago

      desidero fermamente che la musicoterapia goda di una sua dignità istituzionale e professionale!!

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      • 12 days ago

      Per mia madre che ha la demenza grave e la intrattengo sempre con musica anni60

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    • Marco Priamo ITALY
      • 13 days ago

      Restituire valore e dignità a questa disciplina.

      REPORT THIS COMMENT:
    • Angela Fucci ITALY
      • 14 days ago

      Perchè è un lavoro importante e riconoscerlo come professione sanitaria sarebbe il primo passo utile per darne il giusto valore, anche economico

      REPORT THIS COMMENT:
      • 27 days ago

      sono musicoterapista e il non essere riconosciuti è discriminante.

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