Decision Maker

Sergio Costa

  • Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Does Sergio Costa have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Sergio Costa, Giuseppe Conte, Sergio Costa, Stefano Bonaccini, Giuseppe Conte

Salva il lupo

Governo e Regioni hanno dato il primo via libera all'abbattimento dei lupi nella riunione tecnica del 24 gennaio 2017, in un contesto in cui già centinaia di lupi vengono brutalmente uccisi dal bracconaggio con il fucile, bocconi avvelenati o lacci di filo metallico. L’approvazione definitiva del “Piano per la conservazione del lupo” doveva essere votata il 2 febbraio, ma è stata rinviata al 23 febbraio, data in cui il tema non è stato inserito più all’ordine del giorno. Il voto definitivo sulla caccia ai lupi doveva essere votato il 9 marzo, ma la Conferenza Stato-Regioni ha trovato, quasi all’unanimità, l’accordo su un documento che chiede lo stralcio delle uccisioni. Solo la Regione Toscana e la provincia autonoma di Bolzano premono ancora per una riapertura della caccia ai lupi. Nella riunione del 30 marzo, la maggioranza delle Regioni doveva chiedere il ritiro dell'abbattimento selettivo, previsto dal capitolo III.7, ma per l'ennesima volta è stato rimandato. L'11 maggio la Regione Toscana, per bocca del suo assessore Marco Remaschi, ha invocato nuovamente la deroga per poter abbattere i lupi. Sarebbero ben 500 sui 600 stimati stimati per la Toscana, secondo quanto auspicato dallo stesso assessore in una recente audizione in commissione sviluppo rurale del Consiglio regionale. Diventa ancora più urgente una rapida approvazione del Piano di gestione in Conferenza Stato-Regioni con l'esclusione del capitolo sugli abbattimenti. Possiamo e dobbiamo fermarli. Rinaldo Sidoli (Promotore della campagna #SalvailLupo) Animalisti Italiani onlus Hanno aderito: ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali OIPA - Organizzazione Internazionale Protezione Animali LNDC - Lega Nazionale Per La Difesa Del Cane LAC - Lega Abolizione Caccia LEAL - Lega AntiVivisezionista NALA - Nuova Associazione Liberazione Animale Almo Nature - pet food + aLmore Associazione Animalisti Irriducibili Liberazione Animale   La petizione è stata firmata anche da: Mario Oliverio (Presidente della Regione Calabria) Carla Rocchi (Presidente ENPA) Massimo Comparotto (Presidente OIPA) Gian Marco Prampolini (Presidente LEAL) Gianluca Felicetti (Presidente LAV) Giuseppe Onufrio (Direttore di Greenpeace Italia) Fulvio Mamone Capria (Presidente della Lipu) Rossella Muroni (Presidente Legambiente) Pier Giovanni Capellino (Presidente Almo Nature)

Rinaldo Sidoli
463,361 supporters
Petitioning Sergio Costa, Giuseppe Conte

Rendiamo #plasticfree i mari d’Italia

Abbiamo 7.500 buoni motivi (tanti sono i km di costa italiani) per chiedere di tutelare i nostri mari dall’inquinamento da plastica. Il 95% dei rifiuti del Mar Mediterraneo è composto da plastica, con impatti devastanti su specie e habitat. Nel mondo, sono 700 le specie minacciate dalla plastica! Nel Mediterraneo sono 134 le specie vittime di ingestione da plastica, tra cui tutte le specie di tartaruga marina, che scambiano i sacchetti di plastica per prede. Prima che fosse introdotto in Italia nel 2011 il divieto di uso degli shopper per la spesa si usavano 20-25 miliardi di sacchetti di plastica ogni anno (1/4 di quelli europei, equivalenti a 260mila tonnellate di plastica): molti di questi sono finiti nel nostro mare e sulle spiagge. Fai sentire la tua voce: unisciti a noi!Abbiamo bisogno di agire ora per salvare gli oceani dalla plastica! Per salvare il Mediterraneo dalla plastica e salvare gli habitat e le specie che lo popolano, anche in vista della nuova legge annunciata dal Ministro Costa, chiediamo al Governo ed al Parlamento che: il Governo italiano faccia pressione sulla Commissione Europea perché divenga al più presto realtà la Proposta di Direttiva, annunciata il 28 maggio scorso, che chiede a tutti gli Stati membri di vietare 10 prodotti di plastica monouso (tra cui posate, piatti, cannucce, contenitori per alimenti e bevande), scongiurando un danno ambientale su scala europea di 22 miliardi di euro e ottenendo risparmi per i consumatori per 6,5 miliardi di euro entro il 2030; venga introdotta nel nostro Paese una cauzione sugli imballaggi monouso che stimoli i consumatori a riconsegnare i piccoli imballaggi di plastica a circuiti ben congegnati che favoriscano il loro riciclaggio, diminuendo così i rifiuti, con l’obiettivo del 100% di imballaggi in plastica riciclabili o riutilizzabili entro il 2030. siano messe fuori produzione in Italia le microplastiche da tutti i prodotti (a cominciare dai detergenti) entro il 2025, confermando il divieto delle microplastiche nei cosmetici dal primo gennaio 2020, stabilito dalla Legge di Bilancio 2018. sia finanziato il censimento degli attrezzi da pesca "fantasma", cioè dispersi in mare, e il loro recupero e il corretto smaltimento in adeguate strutture portuali. L'inquinamento da plastica è un problema globale causato dall'eccessivo consumo di plastiche e da una cattiva o mancata gestione dei rifiuti e ricorda alcune cifre significative:8 milioni, sono le tonnellate di plastica che finiscono ogni anno nei mari del mondo; 95%, la percentuale di plastica contenuta nei rifiuti del Mar Mediterraneo che soffoca habitat e specie; 700, sono le specie minacciate dalla plastica nel Mondo; 134, sono le specie vittime di ingestione da plastica nel Mediterraneo (tra cui tutte le specie di tartaruga marina, che scambiano i sacchetti di plastica per prede); 2, l’Europa è il secondo produttore di plastica al mondo; 2,1, sono i milioni di tonnellate di imballaggi di plastica consumati ogni anno dagli italiani.Infine, l’Italia ha un motivo in più per mantenere alta la sua capacità di intervento su questo tema: infatti nel Dicembre 2019, il nostro Paese ospiterà la riunione (COP21) delle parti contraenti alla Convenzione di Barcellona per la tutela del Mediterraneo in cui sicuramente i temi dell’economia circolare e dell’inquinamento da plastica avaranno una loro centralità.    *Dal 6 settembre 2018 collaboriamo su Change.org con Debora Fabietti per raggiungere insieme il nostro obiettivo. Per saperne di più, puoi consultare anche la sua petizione: https://www.change.org/p/bastaplastica-fermiamo-la-produzione-e-l-abbandono-della-plastica-usa-e-getta/

WWF Italia
759,585 supporters
Petitioning Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Sergio Costa, Giuseppe Conte

#Bastaplastica: fermiamo la produzione e l'abbandono della plastica usa e getta.

La seguente petizione è in italiano, inglese e spagnolo. The following petition is in Italian, English and Spanish. La siguiente petición es en italiano, inglés y castellano. Italiano: Più di un milione ogni minuto, 20mila al secondo: sono questi i numeri delle bottiglie di plastica acquistate nel mondo. E moltissime di queste bottiglie finiscono nei nostri mari a causa del sovrappopolamento, della noncuranza dei produttori e dei consumatori o dell'inadeguatezza delle strutture adibite allo smaltimento dei rifiuti. Il rilascio di questa smisurata quantità di plastica nel mare (anche nel Mediterraneo) e la sua conseguente frammentazione in microplastiche, provoca enormi danni ambientali che si stanno ripercuotendo sulla salute dei cittadini, giacché queste vengono ingerite dai pesci di ogni taglia, finendo nei loro tessuti e, spesso, anche nei piatti dei consumatori. Tutti noi siamo coinvolti, dato che si tratta di un unico pianeta e, nonostante le piccole decisioni di ognuno facciano sicuramente la differenza, in certi casi sono necessarie decisioni più "grandi" provenienti dall'alto. Come fatto in passato per le buste di plastica, è necessario che venga imposto a chi imbottiglia acqua e/o altre bevande di utilizzare esclusivamente materiali completamente biodegradabili, dato che adesso questi materiali esistono (acido polilattico, PLA o Ingeo™ biopolymer, ad esempio) e non ci sono più scuse, se non quelle di alcune aziende che ancora trovano la plastica un materiale su cui lucrare. Che abbiate figli o meno, che apparteniate alla generazione che ha contribuito a creare tutto questo oppure no, vi prego, firmate. Per saperne di più: 'A Plastic Ocean' prodotto da Leonardo di Caprio, 'Nel mondo venduto un milione di bottiglie di plastica al minuto' di SkyTG24, 'Pacific Trash Vortex' di Wikipedia, 'L’isola di plastica del Pacifico che potrebbe diventare uno Stato' di corriere.it, 'Microplastiche in mare, senatori vogliamo metterle al bando?' di lastampa.it, 'Nel Mediterraneo i pesci vivono in un mare di plastica' di video.sky.it *Dal 6 settembre 2018 collaboriamo su Change.org con WWF Italia per raggiungere insieme il nostro obiettivo. Per saperne di più, puoi consultare anche la loro petizione: https://www.change.org/p/giuseppeconteit-e-sergiocosta-min-rendiamo-plasticfree-i-mari-d-italia * Questa petizione fa parte di una campagna più grande contro la produzione e   l'abbandono della plastica usa e getta. English: More than a million per minute, 20,000 per second: these are the numbers of the plastic bottles purchased around the world. A lot of of these bottles end up in our oceans because of overpopulation,  producers' and consumers' carelessness or because of the inadequacy of the structures designed for garbage disposal. The release of this huge amount of plastic into the sea (even the Mediterranean) and its consequent fragmentation into micro-plastic fibers, provokes enormous environmental damage which might affect citizens' health, since these fragments are ingested by all sorts of fish, ending up in their tissues and, often, also in the plates of consumers. We are all involved, since we all share this one planet and, although everyone's small choices surely make a difference, in certain cases 'greater' decisions coming from above are required. As well as what happened with plastic shopping bags in the past, it is now necessary to produce bottles for water and other drinks using only biodegradable materials, because they now exist (polylactic acid or PLA, for instance) and there are no more excuses, but those provided by some corporations which still find plastic a lucrative business. Whether you have children or not, please sign this petition. *On September 6th 2018 we started a collaboration with WWF Italy to reach our common goal together. Should you be interested in learning more, you could read the content of their petition here: https://www.change.org/p/giuseppeconteit-e-sergiocosta-min-rendiamo-plasticfree-i-mari-d-italia If you want to find out more about this topic: watch 'A Plastic Ocean', produced by Leonardo Di Caprio and read about the Pacific Trash Vortex. * This petition is part of a bigger campaign against disposable plastic production and misuse. Castellano: Más de un millón por minuto, 20.000 por segundo: estos son los números de las botellas de plástico compradas en el mundo entero. Muchas de estas botellas acaban en nuestros mares debido a la superpoblación, el descuido de los productores y consumidores o debido a la insuficiencia de las estructuras diseñadas para el aprovechamiento de la basura. La liberación de esta enorme cantidad de plástico en el mar (hasta en el Mediterráneo) y su fragmentación consiguiente en fibras micro plásticas, provoca  un enorme daño ambiental que es asombroso y que afecta la salud de los ciudadanos, ya que estas son ingeridas por todos los tipos del pescado, acaban en sus tejidos y, a menudo, también en los platos de los consumidores. Todos estamos implicados, ya que compartimos este planeta y, aunque pequeñas elecciones de cada uno de nosotros seguramente hagan la diferencia, en ciertos casos se requieren decisiones 'más grandes' que vienen desde arriba. Así como lo que pasó con las bolsas para las compras de plástico en el pasado, es ahora necesario producir botellas para el agua y otras bebidas que usen sólo materiales biodegradables, ya que ahora estos existen (el ácido poliláctico o PLA, por ejemplo) y no hay más excusas, sino aquellas proveídas por algunas empresas que todavía ven en el plástico un negocio lucrativo. Que tengas hijos o menos, por favor firma esta petición. *El día 6 de septiembre de 2018 empezamos una colaboración con WWF Italia para alcanzar nuestro objetivo juntos. Si te interesa saber más, puedes leer su petición aquí: https://www.change.org/p/giuseppeconteit-e-sergiocosta-min-rendiamo-plasticfree-i-mari-d-italia Para saber más: ver "A Plastic Ocean", producido por Leonardo Di Caprio y leer sobre la Gran Mancha de Basura en el Pacifico.    * Esta petición es parte de una campaña más grande en contra de la producción de plástico desechable. Ph: Debora Fabietti, 28/01/2018

Debora Fabietti
759,585 supporters
Petitioning Virginijus Sinkevičius, Sergio Costa, Maurizio Fugatti

NON UCCIDERE L'ORSO!

Violenta, irragionevole, irrazionale, rozza e volgare, l'iniziativa del Presidente della Provincia di Trento che delibera di uccidere un orso in seguito a un incontro ravvicinato avvenuto lunedì 22 giugno in Trentino. I due, cacciatori padre e figlio, si trovavano sul monte Peller in perlustrazione per una prossima battuta di caccia, a quanto pare. Il comunicato stampa della provincia, emesso nella serata dello stesso giorno, non racconta molto di quanto è accaduto, ma riporta che l'attacco dell'orso è partito solo dopo che il padre del giovane, caduto a terra alla vista del plantigrado, ha aggredito l'orso. https://grandicarnivori.provincia.tn.it/News/Orso-ferisce-padre-e-figlio-sul-monte-Peller I due sono cacciatori e dovrebbero sapere come ci si comporta in aree frequentate da orsi, anche in caso di incontri ravvicinati che avvengono a precise condizioni, una delle quali si è verosimilmente verificata: l'orso non li ha sentiti arrivare e non ha avuto il tempo di mettersi al sicuro. Come hanno fatto ad arrivare a ridosso dell'orso senza che questo si accorgesse della loro presenza? È bene precisare che il monte Peller è una delle aree in cui è segnalata, sul sito Grandi carnivori in Trentino, la presenza di femmine d'orso con cuccioli. Non si hanno notizie sull'orso coinvolto nell'accaduto, ma è possibile che si tratti di una mamma orsa che proteggeva i cuccioli. Dispiace per le ferite riportate dai due cacciatori e l'augurio è di una pronta guarigione senza altre conseguenze. È necessario, però, auspicare che rivalutata l'importanza della vita, depongano le armi e cessino di uccidere animali indifesi. La Provincia di Trento, insieme con altre istituzioni che tacciono, avrebbe il compito di tutelare la vita, la libertà, il benessere degli orsi e di tutti gli altri animali nel territorio. Invece il presidente trentino è conosciuto come organizzatore di grigliate a base di carne d'orso! È necessario informare la popolazione correttamente sulla presenza degli orsi e su come ci si comporta per garantire pacifica convivenza, azzerare i rischi, tutelare questi splendidi rappresentanti di biodiversità. L'amministrazione trentina ignorando a lungo i nostri suggerimenti, solo dopo l'uccisione di Daniza e per via delle nostre insistenze ha installato alcuni cartelli nelle aree frequentate da orsi. Iniziativa poco efficace, presa solo per togliersi l'obbligo. Il comportamento del Presidente della Giunta Provinciale trentina, denuncia l'odio della locale pubblica amministrazione per i grandi predatori, che hanno, è bene rammentarlo, un regime di tutela speciale sancito da norme e convenzioni nazionali e sovranazionali. Che al regime di particolare tutela non si debba derogare neanche per il Trentino, ci è stato confermato durante un incontro in Commissione Ambiente Europea. Non deve essere consentito uccidere orsi soprattutto quando si comportano da orsi. Chiediamo con forza al Ministero dell'Ambiente di adottare le necessarie iniziative per rendere inoffensivo il Presidente della Provincia di Trento. Il Presidente Fugatti, esperto in grigliate di carne d'orso, inoltre, con l'ordinanza di uccisione di un orso sconosciuto, apre un nuovo capitolo nella storia del suo odio contro gli orsi: l'uccisione preventiva. Senza indagare sul come e sul perché, ordina l'uccisione di un orso per il solo fatto che comportandosi da orso, abbia reagito a un'aggressione. Anche questo è assolutamente inaccettabile!  Chiediamo al Ministro dell'Ambiente di rispondere alle nostre richieste d’incontro: c'è molto da discutere per la tutela degli orsi e degli altri animali selvatici che hanno regime di tutela. Agli amanti degli animali, della biodiversità, chiediamo di continuare a sostenere le nostre iniziative, perché la quantità di persone che si esprimono in favore della tutela degli orsi è decisiva. Per ogni contatto, e offerta di collaborazione, mailto:orso@orsolibero.it Aggiornameto 26 giugno 2020 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Read the petition in English   Lire la pétition en français   Lies die deutsche Petition  Lee la petición en español Inventata una nuova tipologia di orso da parte della giunta della Provincia Autonoma di Trento: "Orso Dannoso"! Con lo scopo di poter soddisfare i sadici istinti di qualcuno, l'assessore alla caccia del Trentino ha tirato fuori dai meandri delle proprie fantasie deviate una nuova specie di orso. Non esistono “orsi deviati”, “orsi serial killer”, “orsi collezionisti di ossa”, come sostiene l’assessore che evidentemente ha guardato troppi telefilm! Esistono invece, umani deviati che pensano di rimediare a ogni difficoltà, vera o presunta, mettendo mano alla doppietta. Non esistono orsi pericolosi: la pericolosità di un orso è determinata dai comportamenti scorretti di umani poco informati e malintenzionati! Il progetto "Life Ursus" viene così trasformato e snaturato, diventando "Kill the bear – Uccidi l’orso". qualcuno ha chiesto agli appositi organismi europei, finanziatori del progetto, se approvano? Ovviamente no! Forse che il Trentino è una Repubblica indipendente anche da tutti gli organismi internazionali? La decisione dell'assessore alla caccia trentino, avallata da tutta la giunta che la fa propria deliberando, è insensata, volgare e sciagurata. E' necessario che la meschina delibera della giunta della Provincia Autonoma di Trento sia revocata. Il compito della Provincia è quello di gestire la presenza dell'orso in trentino, ma nei compiti di gestione non è contemplata l'uccisione! La Provincia deve: - Favorire il rafforzamento della popolazione di orsi presenti sul territorio. - Risarcire gli eventuali danni che erano già preventivati. - Educare la popolazione sulla necessità della presenzadell'orso e sui comportamenti da adottare per una pacifica e naturale convivenza. - Informare gli operatori economici: allevatori, gestori di strutture ricettive, malgari e quant'altro su come prevenire i danni da orso, fornendo gli adeguati strumenti. La Provincia non deve e non può favorire la persecuzione degli orsi, come invece ha fatto in questi anni. Non può dare il via libera ai cacciatori anche contro gli orsi. Questo, infatti, come già da noi ipotizzato, sembra il vero scopo della delibera che appare come il primo passo concreto verso l'autorizzazione alla caccia all’orso. Chiediamo la revoca, della delibera di uccisione, alla Giunta della Provincia Autonoma di Trento e che, finalmente, assolva concretamente ai suoi doveri di tutela dell'orso. Chiediamo che la Giunta della Provincia Autonoma di Trento apra un tavolo di confronto con LAC e le altre associazioni che vorranno prendervi parte per concordare le iniziative più opportune per rafforzare la presenza dell'orso in Trentino. _______________________ Aggiornamento del 12/9:  Il 3 settembre scorso, abbiamo incontrato l'assessore alla caccia della Provincia Autonoma di Trento. Gli abbiamo consegnato le prime 65.000 firme raccolte con la nostra petizione per chiedere la revoca della delibera ammazza orsi del 18 luglio. L'assessore, Michele Dallapiccola, pur confermando le decisioni prese riguardo alla gestione degli orsi in trentino, aveva garantito personalmente per l'incolumità di mamma orsa Daniza, coinvolta, suo malgrado, in una colluttazione, lo scorso 15 agosto, con un cercatore di funghi che la molestava. Non abbiamo fatto in tempo a condividere un aggiornamento, che mamma orsa Daniza, colpevole di aver difeso i propri cuccioli, è stata uccisa! Invece di usare la trappola a tubo, per catturarla, improvvisamente è stato ordinato agli operatori di usare la telenarcosi: all'orsa è stata sparata una dose di narcotico per poterla catturare e trasferire a vita in una prigione. Daniza, però, ha ricevuto una dose di narcotico letale, preparata, con ogni evidenza da un veterinario incompetente. Altri due orsi in passato sono stati uccisi perché maldestramente narcotizzati: i rischi di questo metodo di cattura sono ben noti. Daniza è stata uccisa! Dopo questa uccisione, tutti gli altri orsi trentini rischiano la vita: semplicemente si dichiara che un orso è dannoso e si ordina l'uccisione. La vicenda di mamma orsa Daniza è direttamente collegata alla delibera della giunta PAT (Provincia Autonoma di Trento) che inventa la categoria dell'orso dannoso e ne prevede l'uccisione, come misura di prevenzione. Senza quella sciagurata delibera, non sarebbe stato così facile ordinare la cattura, con possibilità di uccisione, di un'orsa incolpevole: gli esperti interpellati hanno dichiarato che il comportamento dell'orsa non ha avuto i connotati dell'aggressione, ma della difesa. In breve, questi sono i motivi che impongono di continuare a sostenere questa petizione per la revoca della delibera ammazza orsi del 18 luglio 2014. Semplicemente, aggiungiamo adesso la richiesta di dimissioni dell'assessore alla caccia della Provincia Autonoma di Trento. ASSESSORE MICHELE DALLA PICCOLA, SI DIMETTA: CON IL SUO COMPORTAMENTO SI E' DICHIARATO INAFFIDABILE E INCOMPETENTE. Aggiungiamo la richiesta di dimissioni di Ugo Rossi Presidente della Provincia Autonoma di Trento e di Romano Masè responsabile del dipartimento foreste della Provincia Autonoma di Trento: INAFFIDABILI E INCOMPETENTI. Hanno affermato che l'orsa rappresentava un pericolo per i cittadini trentini della val Rendena: Daniza non era pericolosa, gli orsi non sono pericolosi. La pericolosità degli orsi è determinata dai comportamenti scorretti degli umani. Possiamo, invece, affermare che la giunta provinciale trentina, così emotiva, incapace di affrontare i problemi con lucidità e freddezza, è estremamente pericolosa per la sicurezza della popolazione trentina. Insistiamo nel chiedere:  La revoca della delibera ammazza orsi del 18 luglio. L’istituzione di un tavolo permanente con le associazioni per la gestione dell'orso in Trentino. Aggiungiamo la richiesta di dimissioni del Presidente PAT Ugo Rossi, dell'assessore alla caccia Michele Dallapiccola, del responsabile del dipartimento foreste Romano Masè.

LAC - Lega Abolizione Caccia - Sezione Trentino Alto Adige/Südtirol
227,127 supporters
Petitioning Sergio Costa, Giuseppe Conte, Antonio Tajani, Donald Tusk, Jean-Claude Juncker

Smettetela di giocare con il nostro futuro. #FridaysForFuture Italia

SMETTETELA DI GIOCARE CON IL NOSTRO FUTURO. Siamo studenti, universitari, siamo figli, genitori, nonni, siamo cittadini e siamo persone: siamo tutti ugualmente preoccupati per i cambiamenti climatici causati dall’attività umana. La nostra stessa presenza sul pianeta sta diventando insostenibile, con perdita di biodiversità, distruzione degli ecosistemi, alterazioni permanenti del clima. L’umanità stessa si trova di fronte ad un baratro, un punto di non ritorno. Tutto questo è inaccettabile e deve cambiare. Sono anni che se ne parla, si firmano trattati, si stringono mani, si sorride alle telecamere e intanto ci si rimpingua i portafogli. Ma qualcosa sta cambiando. Greta Thunberg, ragazza svedese di 16 anni, ha deciso di scioperare dalla scuola ogni venerdì. Da agosto 2018, manifesta davanti al Parlamento svedese per chiedere al suo governo un impegno CONCRETO per contrastare l’emergenza climatica e rispettare la soglia limite di 1,5 gradi. Oltre tale soglia, infatti, l’IPCC ha calcolato che scatterebbero meccanismi pericolosi e NON REVERSIBILI di innalzamento delle temperature, come lo scioglimento del permafrost. Ma non è l’unica. Negli ultimi 3 anni in tutto il globo sono nati movimenti giovanili di protesta, perché è a noi giovani che state rubando il futuro. E così abbiamo deciso di protestare, anche noi, ogni venerdì, davanti alle sedi delle istituzioni locali e nazionali. Già, dobbiamo contribuire tutti. Questo è un movimento pacifico e aperto. Siamo persone ispirate dall'attivismo di Greta Thunberg, di una semplicità ed efficacia quasi inimmaginabile, che ha detto: “Abbiamo bisogno della speranza, certamente. Ma più ancora della speranza, ci serve l’azione. Quando inizieremo ad agire, troveremo ovunque motivi per sperare. Quindi, invece di affidarci alla speranza, dedichiamoci all’azione”. Chiediamo al Governo italiano e alle istituzioni dell’Unione Europea: Attuate oggi stesso la transizione dal modello fossile a quello delle energie pulite e rinnovabili, per evitare all’Italia, all’Europa e al mondo intero gli effetti degli sconvolgimenti climatici: catastrofi naturali, gravi carestie e i conseguenti fenomeni migratori fuori scala. Chiediamo di abbattere del 50% le emissioni di gas serra rispetto all’epoca preindustriale entro il 2030, per raggiungere ZERO emissioni nel 2050.  Siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene alle persone e intendiamo esercitarlo. Ora o mai più. Per maggiori informazioni su #FridaysForFuture ti suggeriamo di andare a leggere il nostro sito internet e di seguire la nostra pagina Facebook. Aran C.Bruno F.David W.Marianna B.Marianna P.  Marianna T.   Mattia L.F.  

Fridays For Future - Italia
185,319 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Sergio Costa, Nello Musumeci, Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa

Fermiamo l'inquinamento a Siracusa!

Che cosa respiriamo nel quadrilatero industriale di Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa? Nel 2017 a seguito di diversi esposti la Procura della Repubblica di Siracusa ha posto sotto sequestro, per la prima volta, due impianti di raffinazione - Esso e Lukoil - perché ha accertato che le immissioni in atmosfera degli impianti erano fuori legge ed ha imposto una serie di prescrizioni per tutelare l’ambiente e di conseguenza la salute dei cittadini. In risposta a tali prescrizioni la Exxon ha venduto i propri impianti e la Lukoil ha accettato di rispettarle. Il monitoraggio della qualità dell’aria è affidato a 3 centraline dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale e a 8 centraline della ex Provincia Regionale, purtroppo spesso spente o mal funzionanti. Queste centraline inoltre sono in grado di registrare solo alcuni inquinanti, ma non tutti, a causa del mancato aggiornamento del Catasto Nazionale degli Inquinanti da parte del Governo Nazionale. Che correlazione c’è tra l’inquinamento industriale e i tantissimi casi di morte per tumore che si registrano tra la popolazione di questa zona di Sicilia? Nel 2001 grazie all’inchiesta della Procura di Siracusa denominata “Mare Rosso” del 2001 e grazie al lavoro che ha svolto il dottor Giacinto Franco, primario di pediatria dell’ospedale di Augusta si è accertato che le malformazioni di alcuni bambini erano causate dagli sversamenti di mercurio nella rada del porto di Augusta. Nel 2002 nelle campagne vicino a Priolo si verifica un miracolo: nel pozzo del signor Cannamela invece dell’acqua viene estratta benzina! Si scopre così che questa proviene dai serbatoi dell’AGIP e che sono state compromesse le falde acquifere e con molta probabilità anche il mare di Marina di Priolo è stato contaminato. Non è invece possibile conoscere come mai in queste zone ci sono tutti questi casi di tumore: è impossibile ricevere informazioni su quanti cittadini usufruisco del codice di esenzione 048 per patologie tumorali, l’Azienda Sanitaria Provinciale non è infatti in grado di fornirle. Grazie però al registro che tiene don Palmiro Prisutto, parroco della Chiesa Madre di Augusta, sappiamo che quasi in ogni famiglia c’è un familiare morto per patologia tumorale. Lancio questa petizione per avere risposte dal Governo Nazionale: - per l’aggiornamento del Catasto Inquinanti;- per dire stop alle energie fossili;- per attuare una transizione ecologica;dal Governo della Regione Sicilia:- per avere una migliore rete di monitoraggio della qualità dell’aria;dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa:- per conoscere quanti sono realmente i malati di tumore in questa area- per ottenere un’indagine epidemiologica da svolgere su tutti i cittadini del quadrilatero industriale.

Giuseppe Patti
175,665 supporters
Petitioning Maurizio Fugatti, Sergio Costa, Maurizio Fugatti

NO ALLA CATTURA DELL'ORSO M49 IN TRENTINO.

27 lug 2020 M49 è di nuovo libero! Nonostante sia imbottito di sedativi e la castrazione chimica, ha trovato la forza per aprirsi un passaggio nella recinzione del lager al Casteller e riconquistare la libertà. È talmente forte la voglia di libertà di questo giovane e intelligentissimo orso che trova risorse inaspettate a dispetto dei suoi aguzzini. Ha superato una recinzione elettrificata e divelto la seconda recinzione in ferro: sarebbe sufficiente questa impresa per riconoscergli il naturale diritto alla libertà. M49 è, però, braccato dai carcerieri e la sua libertà potrebbe essere di breve durata questa volta. Potrebbe anche essere ucciso con un pretesto. Chiediamo al Presidente della Giunta trentina Maurizio Fugatti di cessare ogni attività di ricerca e maltrattamento contro M49: si comporti da gentiluomo e riconosca la superiorità dell'orso lasciandolo libero. Al Ministro dell'Ambiente Sergio Costa, chiediamo di inibire al Presidente Fugatti ogni possibilità di agire in qualunque modo contro M49. Chiediamo anche e ancora al Ministro di riceverci: M49 e gli orsi trentini si possono ancora salvare, ma è necessario un confronto con chi ha idee su come fare. Continuare a ignorarci non è utile. A tutti gli amici degli orsi chiediamo di continuare a sostenerci nella battaglia per la salvezza degli orsi:firmate e condividete questa petizione;firmate e condividete le altre petizioni di cui trovate i link in questo aggiornamento;scrivete direttamente al Presidente Fugatti, ma evitate insulti e frasi offensive per favore.presidente@provincia.tn.itÈ possibile anche telefonare o inviare fax:tel. 0461 494600fax: 0461 494601 Altre petizioni da firmare: REVOCARE L'ORDINANZA DI UCCISIONE DELL'ORSA JJ4SCIOGLIERE IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO *****************************************************************************************************************DOPO UN VIAGGIO STRAORDINARIO PER TORNARE A CASA DURATO NOVE LUNGHI MESI L’ORSO M49 VIENE CATTURATO E IMPRIGIONATO DALL’AMMINISTRAZIONE TRENTINA Liberate subito l’orso M49! Crudele, ingiustificata e assolutamente scorretta la cattura dell’orso M49 (ammesso che sia proprio lui) attualmente recluso presso l’inadeguato recinto del Casteller alle porte di Trento, recinto insufficiente che è stato ulteriormente frazionato perché vi è tenuta prigioniera, già da diversi anni, l’orsa DJ3. Mentre nessuno, anche in Trentino, può uscire di casa se non per motivi di estrema necessità, a causa dell’emergenza sanitaria, il presidente Fugatti mobilita i forestali per cacciare e catturare un orso: specie altamente protetta da norme nazionali e internazionali per ragioni di tutela della biodiversità che interessano la sopravvivenza della stessa specie umana. Un vero e proprio atto di crudeltà che dovrebbe essere severamente punito. Non esistono ragioni per la detenzione di M49 e non esistono in Trentino aree faunistiche adeguate alla detenzione di orsi nati liberi, come non esistono ragioni valide per imprigionare quest’orso. Ci muoveremo affinché quest’orso straordinario e combattivo sia restituito alla vita libera cui ha pieno diritto. Il DPR 357/1997 - art. 8 - vieta la cattura di orsi. Eventuali deroghe sono di competenza del Ministro dell’Ambiente che è sollecitato a intervenire prontamente. Un orso nel suo girovagare quotidiano percorre anche 50 Km. e anche per questo l’aver rinchiuso di nuovo M49 nel minuscolo centro del Casteller, configura il maltrattamento dell’animale, reato punito dall’art. 544 ter del codice penale. M49 non è una minaccia per l’uomo: liberate subito l’orso M49!Trento 1 maggio 2020 §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§QUI IL TESTO ORIGINALE DELLA PETIZIONE LANCIATA LO SCORSO ANNOIl nuovo presidente della Provincia Autonoma di Trento, in perfetta continuità col precedente ha deciso di catturare l'orso M49, accusato di essere l'autore dell'80% dei danni da grandi carnivori in Trentino. Fino alla pubblicazione, in marzo, del rapporto Grandi Carnivori, i cui dati provengono dallo studio e rilevazioni sul campo, raccolti con metodologia scientifica, all’orso M49 era attribuita la responsabilità di circa il 30% dei danni. Devono dirci secondo quali dati concreti, oggi, il presidente Fugatti parla di 80%. I danni crescono da un giorno all’altro in base alle antipatie personali? Comunque sia, la decisione è in diretta violazione delle norme nazionali e internazionali. Sostiene, il presidente della provincia di Trento, che il Ministero dell'ambiente deve lasciargli mano libera sulla gestione degli orsi e sarebbe l'avvio dello sterminio! Ammesso che M49 sia responsabile del gran numero di danni che gli sono attribuiti, è provato che si è sempre tenuto lontano dalle persone e bisogna riconoscere che, oggettivamente, non sono state adottate misure di prevenzione e le azioni di dissuasione sono state sporadiche e insufficienti. L'orso M49 è stato lasciato libero di introdursi in baite disabitate e di predare animali da reddito lasciati incustoditi. Abbiamo sempre chiesto all'amministrazione provinciale di adottare misure di prevenzione quali i recinti elettrificati, correttamente installati e i cani da orso. Le azioni di dissuasione devono essere programmate con attenzione e portate avanti con efficace continuità. Gli allevatori, i cittadini, i turisti, devono essere informati su come ci si comporta nelle aree frequentate dagli orsi. Siamo stufi dei piagnucolamenti dell'assessora alla caccia trentina e del presidente della PAT a dichiarato scopo propagandistico: nulla di tutto quello che è necessario, è stato fatto con il preciso intento di lasciar aggravare la situazione, esasperare gli allevatori e infine catturare, o uccidere un orso, solo per avere un trofeo da esibire all'elettorato più aggressivo. Gli allevatori se correttamente informati, possono mutare posizione nei confronti dei grandi carnivori, sono sovvenzionati con fondi pubblici per sorvegliare il bestiame, ricevono gli strumenti di tutela in comodato d’uso: devono semplicemente mettere in pratica quanto insegnato dai tecnici. Non è più il tempo di portare bestie all’alpeggio e dimenticarsene per mesi! M49 ha l'unica colpa di comportarsi da orso e non è possibile perseguitarlo perché esiste. La scelta premeditata di perseguitare un orso è testimoniata anche dalla chiusura del tavolo di confronto fra associazioni e operatori economici e dal gravissimo rifiuto di portare avanti il Progetto Europeo di Conciliazione delle Parti che aveva come scopo di trovare insieme le soluzioni per la necessaria pacifica convivenza fra orsi, altri animali selvatici e le attività umane. Siano portate avanti tutte le attività che servono a contrastare e mitigare i danni, compresi risarcimenti rapidi e completi. Durante le operazioni di cattura gli orsi possono morire e ricordiamo Daniza morta per maldestra sedazione, un precedente caso di annegamento durante la sedazione, per non parlare di KJ2 che è stata fucilata: non è necessario catturare orsi, non serve a nulla se non a soddisfare gli animi più prepotenti!   M49 deve essere lasciato libero: questo chiediamo con forza. Il ministro dell'Ambiente dia una risposta chiara e univoca! Firma la petizione, potrai salvare l’orso M49 da una vita di sofferenza rinchiuso in un piccolo recinto o dalla morte.  

LAC - Lega Abolizione Caccia - Sezione Trentino Alto Adige/Südtirol
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Boschi cittadini e orti urbani salveranno il futuro nostro e del pianeta #VERDEOVUNQUE

Condivido pienamente lo spirito della petizione #Verdeovunque: siamo perfettamente consapevoli dei benefici sociali, ambientali, economici e sulla salute che ha la presenza del verde nelle nostre città. Puntare sul verde è un investimento sul futuro ed è proprio quello che questo governo sta facendo, a partire dalla legge clima, approvata a fine 2019, dove è prevista una norma importantissima a cui sono particolarmente legato e che sono sicuro piace anche a ognuno di voi: la forestazione urbana. Qualche giorno fa, il decreto attuativo sulla forestazione urbana è stato approvato dalla Conferenza unificata Regioni e Comuni. Piantare alberi significa tutelare la biodiversità dei nostri territori, garantire la funzionalità degli ecosistemi, contrastare i cambiamenti climatici, migliorare la salute dei cittadini. Inoltre, gli alberi assorbono CO2, migliorando la qualità dell’aria, così da contribuire alla grande battaglia contro i cambiamenti climatici e per ultimo, ma non per importanza, rendere più belle e verdi le nostre città. Per queste ragioni è stata costruita la norma sulla forestazione urbana che stanzia 30 milioni di euro per due anni, proprio per progetti di piantumazione di verde nelle città. Il ministero dell’Ambiente ammetterà piani dettagliati di gestione che prevedano la piantumazione, la gestione e la manutenzione delle aree verdi realizzate, per almeno sette anni, e la sostituzione con nuovi alberi in caso non attecchiscano quelli piantati. Il cammino per avere città più verdi, dunque, è iniziato, anche alla luce del Covid, che ha dimostrato quanto sia evidente il legame tra l’ambiente in cui viviamo e l’inquinamento. La pandemia ci ha insegnato che non possiamo continuare con i vecchi stili di vita nemici dell’ambiente: il futuro, dunque, non può non essere sostenibile. I Comuni sono i veri hub della rivoluzione verde post-Covid: sono il presidio di prossimità territoriale del Paese Italia, artefici di un nuovo modo di concepire il mondo dell’urbanizzazione. Perché la forestazione del nostro Paese è un passo fondamentale per stabilire quella nuova normalità che il post-Covid richiede. Insieme, ce la faremo.

1 month ago
INQUINAMENTO VALLE DEL SACCO

La Valle del Fiume Sacco, ne sono consapevole, è una delle più grandi aree d'Italia sulle quali insistono procedure di bonifica. Oltre alla notevole estensione del Sito di interesse nazionale lungo il corso del fiume, sull’area insistono infatti criticità che vanno a sommarsi alla contaminazione, come gli sversamenti, l’inquinamento atmosferico, le troppe discariche create in tutto il frusinate durante l’emergenza rifiuti degli anni 2000. Chi per anni si è sentito libero di scaricare abusivamente acque reflue nei fiumi, ha compiuto degli atti criminali architettando anche metodi per aggirare controlli e monitoraggi: i reflui infatti non passano per i depuratori, oppure lo fanno ma attraverso allacci abusivi a reti fognarie, o peggio ancora vengono abbandonati sulle sponde dei fiumi in fusti. Sin dai primi giorni di insediamento ero quindi consapevole che la questione Valle del Sacco fosse tra i temi prioritari da affrontare, e ho fatto in modo che Ministero si dotasse degli strumenti necessari per convertine lo sviluppo, senza pregiudicare la salute e la qualità dell’ambiente. Abbiamo quindi elaborato un Accordo di programma firmato con la regione Lazio e stanziato 53 milioni di Euro. Attraverso questo accordo abbiamo fatto in modo che venisse data priorità ai finanziamenti a quegli interventi in aree pubbliche che nella fase istruttoria sono stati segnalati, dai diversi comuni, come urgenti sia sotto il profilo ambientale che sanitario. Dei 53 milioni che abbiamo messo a disposizione, 29 verranno spesi immediatamente per la progettazione ed esecuzione degli interventi ritenuti prioritari ed urgenti, sotto il profilo ambientale e sanitario. Gli ulteriori 24 milioni di euro verranno invece programmati a valle degli esiti della prima fase, per garantirne un più mirato ed efficace utilizzo. Firmato l’accordo, è ora in corso l’interlocuzione con il soggetto attuatore, la regione Lazio, per l’avvio delle attività. Per affrontare il problema dei ripetuti sversamenti nel fiume Sacco, abbiamo inoltre attivato ARPA, ISPRA, la Capitaneria di porto e gli altri soggetti competenti e siamo in attesa della conclusione delle attività di indagine per intervenire con gli atti conseguenti, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Ho prestato molta attenzione affinché venissero coinvolti amministrazioni locali e portatori di interesse, prevedendo la convocazione da parte del Comitato di Indirizzo e Controllo di apposite sedute per vagliare lo stato di attuazione degli interventi e a comunicare gli esiti delle valutazioni effettuate. Ho inoltre previsto, ai fini dell’individuazione dei responsabili delle contaminazione ed in attuazione del principio del “chi inquina paga”, un piano per il rafforzamento amministrativo degli enti preposti alle funzioni di controllo. A garanzia del principio della partecipazione attiva, è stato inoltre istituito lo strumento delle audizioni, che permette a tutti i soggetti portatori di interessi di interfacciarsi direttamente con gli uffici preposti. I resoconti di queste audizioni vengono poi resi pubblici tramite il sito del Ministero nella sezione Bonifica e Risanamento.

2 years ago
Si approvi subito la legge affinché i pescatori diventino sentinelle del mare

È importante che gli attivisti sensibilizzino le istituzioni e i cittadini sull’importanza di difendere l’ambiente. Perché le battaglie si vincono insieme. Oggi ho ricevuto dalla Fondazione Cetacea e Marevivo Onlus le 210 mila firme della petizione su Change.org per permettere ai pescatori di pulire il mare. Hanno vinto i cittadini, hanno vinto il mare e l’ambiente e hanno vinto le istituzioni. Perché noi l’avevamo detto e l’abbiamo fatto: con la legge #SalvAmare, approvata in Consiglio dei ministri all’unanimità, i pescatori che diventeranno “spazzini” del mare potranno avere un certificato ambientale e la loro filiera di pescato sarà adeguatamente riconoscibile e riconosciuta. I rifiuti potranno essere portati nei porti dove saranno allestiti dei punti di raccolta e verranno introdotti meccanismi premiali. Si stima che nel mare di tutto il mondo ci siano oltre 150 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, che rappresentano il 95% dei rifiuti. Di questo passo tra meno di trent’anni anni potremmo avere più plastica che pesce. Per questo è importante la legge #SalvAmare. L’Italia, che è bagnata per due terzi dal mare, vuole essere leader nell’affrontare il problema: appena la direttiva europea sulla plastica monouso sarà pubblicata, anche il nostro Paese approverà la legge per dire stop al monouso. Bisogna fare presto. Siamo tutti responsabili.

2 years ago
Permettiamo ai pescatori di pulire il mare

È importante che gli attivisti sensibilizzino le istituzioni e i cittadini sull’importanza di difendere l’ambiente. Perché le battaglie si vincono insieme. Oggi ho ricevuto dalla Fondazione Cetacea e Marevivo Onlus le 210 mila firme della petizione su Change.org per permettere ai pescatori di pulire il mare. Hanno vinto i cittadini, hanno vinto il mare e l’ambiente e hanno vinto le istituzioni. Perché noi l’avevamo detto e l’abbiamo fatto: con la legge #SalvAmare, approvata in Consiglio dei ministri all’unanimità, i pescatori che diventeranno “spazzini” del mare potranno avere un certificato ambientale e la loro filiera di pescato sarà adeguatamente riconoscibile e riconosciuta. I rifiuti potranno essere portati nei porti dove saranno allestiti dei punti di raccolta e verranno introdotti meccanismi premiali. Si stima che nel mare di tutto il mondo ci siano oltre 150 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, che rappresentano il 95% dei rifiuti. Di questo passo tra meno di trent’anni anni potremmo avere più plastica che pesce. Per questo è importante la legge #SalvAmare. L’Italia, che è bagnata per due terzi dal mare, vuole essere leader nell’affrontare il problema: appena la direttiva europea sulla plastica monouso sarà pubblicata, anche il nostro Paese approverà la legge per dire stop al monouso. Bisogna fare presto. Siamo tutti responsabili.

2 years ago
Fermiamo l'inquinamento a Siracusa!

È alta l'attenzione del ministero dell'Ambiente e del governo nazionale sul quadrilatero industriale di Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa. Gli effetti di un inquinamento ambientale che ha origini antiche e conseguenze ancora vivissime sulla popolazione e sul territorio sono tristemente noti, sia a chi vive in quelle zone e purtroppo ha spesso in famiglia un malato di tumore sia a chi come me, che me ne occupo da rappresentante dello Stato, ha a cuore le tante ferite non rimarginate dei numerosi Siti di interesse nazionale (Sin) d'Italia, da Porto Marghera a Taranto, da Crotone a Milazzo a Priolo, per ricordarne solo alcuni. Purtroppo, come sapete, si tratta di un problema complesso a cui non si possono dare risposte rapide in tempi brevi. Sarebbe disonesto dire il contrario. Ma provare a fare qualcosa si può, a partire dalla sburocratizzazione e semplificazione dei procedimenti legati alle bonifiche. Finora si sono tenute 1600 conferenze di servizi interlocutorie per i 41 siti di interesse nazionale. Noi vogliamo invertire la marcia perché è il momento di dare tempi precisi e di partire seriamente con le bonifiche, modificando le norme esistenti. La Direzione compente del ministero dell'Ambiente sta seguendo con attenzione l'iter complesso della messa in sicurezza e bonifica delle varie aree del Sin di Priolo, dove è stata riscontrata contaminazione nei terreni, nei sedimenti marini, nelle acque superficiali, sotterranee e profonde. E anche le altre Direzioni interessate stanno seguendo quanto concerne di loro competenza, dalle autorizzazioni integrate ambientali (Aia) per gli impianti industriali alla qualità dell'aria all'abbattimento delle emissioni. Il Catasto inquinanti, cui si fa riferimento nella vostra petizione, è aggiornato ogni anno dall'Ispra, ai sensi della norma comunitaria: l'Italia agisce sotto lo stretto controllo dell'Unione europea. Nel recente Piano regionale di tutela della qualità dell'aria ci sono prescrizioni severe per le Aia, in un'ottica di prevenzione e riduzione dei rischi sulla salute umana, e questo fa ben sperare, confidando in un rispetto rigoroso di quanto previsto. Alcuni giorni fa ho firmato un decreto ministeriale per la raffineria di Milazzo affinché questo impianto industriale, come gli altri simili presenti sul territorio nazionale, adotti le Bat, ovvero le migliori tecnologie esistenti. In questo modo le emissioni saranno sensibilmente ridotte: si stima del 50%. Se c'è un modo migliore per gestire l'ambiente, e quindi la salute, io come uomo dello Stato ho il dovere di farlo e di servire il cittadino. In un'ottica più generale, ma che riguarda anche il vostro quadrilatero industriale, mi sto battendo affinché si dica gradualmente addio alle energie fossili a livello nazionale. E' stata avviata la decarbonizzazione del Paese al 2050, che prevede una tappa intermedia al 2030. Con la recente presentazione del Piano nazionale clima ed energia abbiamo voluto mettere in campo una transizione equilibrata per raggiungere questo traguardo, una transizione che ci dia tempo per organizzare le nuove produzioni e porti ad un aumento dei posti di lavoro. Sappiamo bene che per ogni miliardo speso in fonti fossili si producono circa 5 mila posti di lavoro, mentre per ogni miliardo speso nelle rinnovabili se ne ottengono 15 mila. Proprio per facilitare questa fase di passaggio abbiamo predisposto un monitoraggio degli effetti del Piano: ogni due anni faremo un tagliando per verificare che ci sia equilibrio e che i risultati siano quelli che vogliamo. Il nostro obiettivo è difendere l'ambiente, creare posti di lavoro, tutelare la salute umana. Lo dobbiamo ai nostri figli, per i quali bisogna creare le premesse per il rilancio economico, all'insegna della sostenibilità, del territorio in cui vivono. Occorre, dunque, un impegno concreto, da parte di tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle istituzioni locali, per raggiungere un risultato che sta a cuore tutti: il riscatto e la rinascita "verde" della zona industriale di Siracusa.

2 years ago
#Bastaplastica: fermiamo la produzione e l'abbandono della plastica usa e getta.

Rendere #plasticfree l’Italia e i mari del nostro bellissimo Paese è stato uno dei miei obiettivi prioritari sin dal mio insediamento al ministero dell’Ambiente. Ogni anno circa otto milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare. Dobbiamo fermare subito questo scempio ed è per questo che mi sto muovendo su più fronti, nazionale e internazionale, normativo e educativo, affinché la battaglia contro la plastica sia una battaglia di tutti. Ho lottato con le unghie per ottenere nella legge di bilancio i fondi per agire sulla produzione degli imballaggi: vogliamo estendere il credito di imposta destinato agli imprenditori che usano plastica riciclata, incentivando quelli che faranno un passo in più, riducendo gli imballaggi in plastica. Non è soltanto una battaglia ambientale, ma anche un passo fondamentale per avviare l'economia green, quindi una road map per cambiare il paradigma produttivo del sistema. Parallelamente a questo, poiché in Italia manca una disciplina specifica finalizzata a favorire la raccolta e la gestione dei rifiuti rinvenuti accidentalmente in mare, il mio ministero è impegnato nella definizione di una proposta normativa che ho chiamato “Salvamare”, con l’obiettivo di contribuire al risanamento degli ecosistemi marini, prevedendo delle soluzioni efficaci al problema dei rifiuti abbandonati in mare. Il provvedimento si propone di agevolare il conferimento da parte dei pescatori dei rifiuti raccolti “accidentalmente” durante le operazioni di pesca e garantirne una corretta gestione a terra, incentivare campagne volontarie di pulizia del mare e promuovere iniziative di sensibilizzazione. La legge “Salvamare” si propone anche di anticipare in Italia la direttiva europea che ha per oggetto il bando di diversi oggetti di plastica monouso e attrezzi da pesca contenenti plastica rinvenuti più di frequente sulle spiagge europee. Sarebbe la prima volta che l’Italia anticipa una direttiva europea in materia ambientale e, dopo il voto del Parlamento europeo del 24 ottobre, siamo impegnati a fare sempre più la nostra parte affinché proceda spedita la proposta normativa che la Commissione europea ha fatto il 28 maggio scorso per ridurre l’incidenza di alcuni prodotti di plastica sull’ambiente. Intanto, dal 1° gennaio 2019, sarà vietato commercializzare e produrre sul territorio nazionale i bastoncini per la pulizia delle orecchie che abbiano il supporto in plastica, o comunque in materiale non biodegradabile e compostabile, e dal 1° gennaio 2020, sarà vietato mettere in commercio prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti microplastiche. Credo molto in questo mosaico d’azioni, per questo appena mi sono insediato al ministero, ho lanciato campagne di sensibilizzazione come #IoSonoAmbiente e la sfida ‘Plastic free challenge’, con le quali ho invitato molte istituzioni nazionali e locali ad aderire. E sono numerose quelle che lo hanno fatto: Comuni, Regioni, università, Prefetture, associazioni, catene di supermercati, piccole isole. La campagna è raccontata in questa pagina del sito del ministero http://www.minambiente.it/pagina/io-sono-ambiente-linee-guida-e-materiali-plastic-free Con orgoglio ricordo che in soli quattro mesi siamo riusciti a rendere il ministero dell’Ambiente #plasticfree. Abbiamo installato dei distributori di acqua alla spina per tutti i dipendenti, a cui abbiamo dato una borraccia in alluminio riciclato, e abbiamo agevolato la distribuzione di prodotti con imballaggi ecocompatibili. Una piccola, grande rivoluzione, in quella che è per me la casa di tutti. Non meno significativa è stata la campagna di sensibilizzazione che abbiamo promosso questa estate nelle principali località balneari contro l’abbandono dei rifiuti di plastica nelle spiagge. Siamo convinti che ognuno di noi possa e debba fare la propria parte. E noi la faremo. Ad maiora!

2 years ago
Rendiamo #plasticfree i mari d’Italia

Rendere #plasticfree l’Italia e i mari del nostro bellissimo Paese è stato uno dei miei obiettivi prioritari sin dal mio insediamento al ministero dell’Ambiente. Ogni anno circa otto milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare. Dobbiamo fermare subito questo scempio ed è per questo che mi sto muovendo su più fronti, nazionale e internazionale, normativo e educativo, affinché la battaglia contro la plastica sia una battaglia di tutti. Ho lottato con le unghie per ottenere nella legge di bilancio i fondi per agire sulla produzione degli imballaggi: vogliamo estendere il credito di imposta destinato agli imprenditori che usano plastica riciclata, incentivando quelli che faranno un passo in più, riducendo gli imballaggi in plastica. Non è soltanto una battaglia ambientale, ma anche un passo fondamentale per avviare l'economia green, quindi una road map per cambiare il paradigma produttivo del sistema. Parallelamente a questo, poiché in Italia manca una disciplina specifica finalizzata a favorire la raccolta e la gestione dei rifiuti rinvenuti accidentalmente in mare, il mio ministero è impegnato nella definizione di una proposta normativa che ho chiamato “Salvamare”, con l’obiettivo di contribuire al risanamento degli ecosistemi marini, prevedendo delle soluzioni efficaci al problema dei rifiuti abbandonati in mare. Il provvedimento si propone di agevolare il conferimento da parte dei pescatori dei rifiuti raccolti “accidentalmente” durante le operazioni di pesca e garantirne una corretta gestione a terra, incentivare campagne volontarie di pulizia del mare e promuovere iniziative di sensibilizzazione. La legge “Salvamare” si propone anche di anticipare in Italia la direttiva europea che ha per oggetto il bando di diversi oggetti di plastica monouso e attrezzi da pesca contenenti plastica rinvenuti più di frequente sulle spiagge europee. Sarebbe la prima volta che l’Italia anticipa una direttiva europea in materia ambientale e, dopo il voto del Parlamento europeo del 24 ottobre, siamo impegnati a fare sempre più la nostra parte affinché proceda spedita la proposta normativa che la Commissione europea ha fatto il 28 maggio scorso per ridurre l’incidenza di alcuni prodotti di plastica sull’ambiente. Intanto, dal 1° gennaio 2019, sarà vietato commercializzare e produrre sul territorio nazionale i bastoncini per la pulizia delle orecchie che abbiano il supporto in plastica, o comunque in materiale non biodegradabile e compostabile, e dal 1° gennaio 2020, sarà vietato mettere in commercio prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti microplastiche. Credo molto in questo mosaico d’azioni, per questo appena mi sono insediato al ministero, ho lanciato campagne di sensibilizzazione come #IoSonoAmbiente e la sfida ‘Plastic free challenge’, con le quali ho invitato molte istituzioni nazionali e locali ad aderire. E sono numerose quelle che lo hanno fatto: Comuni, Regioni, università, Prefetture, associazioni, catene di supermercati, piccole isole. La campagna è raccontata in questa pagina del sito del ministero http://www.minambiente.it/pagina/io-sono-ambiente-linee-guida-e-materiali-plastic-free Con orgoglio ricordo che in soli quattro mesi siamo riusciti a rendere il ministero dell’Ambiente #plasticfree. Abbiamo installato dei distributori di acqua alla spina per tutti i dipendenti, a cui abbiamo dato una borraccia in alluminio riciclato, e abbiamo agevolato la distribuzione di prodotti con imballaggi ecocompatibili. Una piccola, grande rivoluzione, in quella che è per me la casa di tutti. Non meno significativa è stata la campagna di sensibilizzazione che abbiamo promosso questa estate nelle principali località balneari contro l’abbandono dei rifiuti di plastica nelle spiagge. Siamo convinti che ognuno di noi possa e debba fare la propria parte. E noi la faremo. Ad maiora!

2 years ago