Decision Maker

Sergio Costa

  • Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Does Sergio Costa have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Giuseppe Conte

Salva il lupo

Governo e Regioni hanno dato il primo via libera all'abbattimento dei lupi nella riunione tecnica del 24 gennaio 2017, in un contesto in cui già centinaia di lupi vengono brutalmente uccisi dal bracconaggio con il fucile, bocconi avvelenati o lacci di filo metallico. L’approvazione definitiva del “Piano per la conservazione del lupo” doveva essere votata il 2 febbraio, ma è stata rinviata al 23 febbraio, data in cui il tema non è stato inserito più all’ordine del giorno. Il voto definitivo sulla caccia ai lupi doveva essere votato il 9 marzo, ma la Conferenza Stato-Regioni ha trovato, quasi all’unanimità, l’accordo su un documento che chiede lo stralcio delle uccisioni. Solo la Regione Toscana e la provincia autonoma di Bolzano premono ancora per una riapertura della caccia ai lupi. Nella riunione del 30 marzo, la maggioranza delle Regioni doveva chiedere il ritiro dell'abbattimento selettivo, previsto dal capitolo III.7, ma per l'ennesima volta è stato rimandato. L'11 maggio la Regione Toscana, per bocca del suo assessore Marco Remaschi, ha invocato nuovamente la deroga per poter abbattere i lupi. Sarebbero ben 500 sui 600 stimati stimati per la Toscana, secondo quanto auspicato dallo stesso assessore in una recente audizione in commissione sviluppo rurale del Consiglio regionale. Diventa ancora più urgente una rapida approvazione del Piano di gestione in Conferenza Stato-Regioni con l'esclusione del capitolo sugli abbattimenti. Possiamo e dobbiamo fermarli. Rinaldo Sidoli (Promotore della campagna #SalvailLupo) Animalisti Italiani onlus Hanno aderito: ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali OIPA - Organizzazione Internazionale Protezione Animali LNDC - Lega Nazionale Per La Difesa Del Cane LAC - Lega Abolizione Caccia LEAL - Lega AntiVivisezionista NALA - Nuova Associazione Liberazione Animale Almo Nature - pet food + aLmore Associazione Animalisti Irriducibili Liberazione Animale   La petizione è stata firmata anche da: Mario Oliverio (Presidente della Regione Calabria) Carla Rocchi (Presidente ENPA) Massimo Comparotto (Presidente OIPA) Gian Marco Prampolini (Presidente LEAL) Gianluca Felicetti (Presidente LAV) Giuseppe Onufrio (Direttore di Greenpeace Italia) Fulvio Mamone Capria (Presidente della Lipu) Rossella Muroni (Presidente Legambiente) Pier Giovanni Capellino (Presidente Almo Nature)

Rinaldo Sidoli
458,789 supporters
Petitioning Sergio Costa, Giuseppe Conte

Rendiamo #plasticfree i mari d’Italia

Abbiamo 7.500 buoni motivi (tanti sono i km di costa italiani) per chiedere di tutelare i nostri mari dall’inquinamento da plastica. Il 95% dei rifiuti del Mar Mediterraneo è composto da plastica, con impatti devastanti su specie e habitat. Nel mondo, sono 700 le specie minacciate dalla plastica! Nel Mediterraneo sono 134 le specie vittime di ingestione da plastica, tra cui tutte le specie di tartaruga marina, che scambiano i sacchetti di plastica per prede. Prima che fosse introdotto in Italia nel 2011 il divieto di uso degli shopper per la spesa si usavano 20-25 miliardi di sacchetti di plastica ogni anno (1/4 di quelli europei, equivalenti a 260mila tonnellate di plastica): molti di questi sono finiti nel nostro mare e sulle spiagge. Fai sentire la tua voce: unisciti a noi!Abbiamo bisogno di agire ora per salvare gli oceani dalla plastica! Per salvare il Mediterraneo dalla plastica e salvare gli habitat e le specie che lo popolano, anche in vista della nuova legge annunciata dal Ministro Costa, chiediamo al Governo ed al Parlamento che: il Governo italiano faccia pressione sulla Commissione Europea perché divenga al più presto realtà la Proposta di Direttiva, annunciata il 28 maggio scorso, che chiede a tutti gli Stati membri di vietare 10 prodotti di plastica monouso (tra cui posate, piatti, cannucce, contenitori per alimenti e bevande), scongiurando un danno ambientale su scala europea di 22 miliardi di euro e ottenendo risparmi per i consumatori per 6,5 miliardi di euro entro il 2030; venga introdotta nel nostro Paese una cauzione sugli imballaggi monouso che stimoli i consumatori a riconsegnare i piccoli imballaggi di plastica a circuiti ben congegnati che favoriscano il loro riciclaggio, diminuendo così i rifiuti, con l’obiettivo del 100% di imballaggi in plastica riciclabili o riutilizzabili entro il 2030. siano messe fuori produzione in Italia le microplastiche da tutti i prodotti (a cominciare dai detergenti) entro il 2025, confermando il divieto delle microplastiche nei cosmetici dal primo gennaio 2020, stabilito dalla Legge di Bilancio 2018. sia finanziato il censimento degli attrezzi da pesca "fantasma", cioè dispersi in mare, e il loro recupero e il corretto smaltimento in adeguate strutture portuali. L'inquinamento da plastica è un problema globale causato dall'eccessivo consumo di plastiche e da una cattiva o mancata gestione dei rifiuti e ricorda alcune cifre significative:8 milioni, sono le tonnellate di plastica che finiscono ogni anno nei mari del mondo; 95%, la percentuale di plastica contenuta nei rifiuti del Mar Mediterraneo che soffoca habitat e specie; 700, sono le specie minacciate dalla plastica nel Mondo; 134, sono le specie vittime di ingestione da plastica nel Mediterraneo (tra cui tutte le specie di tartaruga marina, che scambiano i sacchetti di plastica per prede); 2, l’Europa è il secondo produttore di plastica al mondo; 2,1, sono i milioni di tonnellate di imballaggi di plastica consumati ogni anno dagli italiani.Infine, l’Italia ha un motivo in più per mantenere alta la sua capacità di intervento su questo tema: infatti nel Dicembre 2019, il nostro Paese ospiterà la riunione (COP21) delle parti contraenti alla Convenzione di Barcellona per la tutela del Mediterraneo in cui sicuramente i temi dell’economia circolare e dell’inquinamento da plastica avaranno una loro centralità.    *Dal 6 settembre 2018 collaboriamo su Change.org con Debora Fabietti per raggiungere insieme il nostro obiettivo. Per saperne di più, puoi consultare anche la sua petizione: https://www.change.org/p/bastaplastica-fermiamo-la-produzione-e-l-abbandono-della-plastica-usa-e-getta/

WWF Italia
685,171 supporters
Petitioning Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Sergio Costa, Giuseppe Conte

#Bastaplastica: fermiamo la produzione e l'abbandono della plastica usa e getta.

La seguente petizione è in italiano, inglese e spagnolo. The following petition is in Italian, English and Spanish. La siguiente petición es en italiano, inglés y castellano. Italiano: Più di un milione ogni minuto, 20mila al secondo: sono questi i numeri delle bottiglie di plastica acquistate nel mondo. E moltissime di queste bottiglie finiscono nei nostri mari a causa del sovrappopolamento, della noncuranza dei produttori e dei consumatori o dell'inadeguatezza delle strutture adibite allo smaltimento dei rifiuti. Il rilascio di questa smisurata quantità di plastica nel mare (anche nel Mediterraneo) e la sua conseguente frammentazione in microplastiche, provoca enormi danni ambientali che si stanno ripercuotendo sulla salute dei cittadini, giacché queste vengono ingerite dai pesci di ogni taglia, finendo nei loro tessuti e, spesso, anche nei piatti dei consumatori. Tutti noi siamo coinvolti, dato che si tratta di un unico pianeta e, nonostante le piccole decisioni di ognuno facciano sicuramente la differenza, in certi casi sono necessarie decisioni più "grandi" provenienti dall'alto. Come fatto in passato per le buste di plastica, è necessario che venga imposto a chi imbottiglia acqua e/o altre bevande di utilizzare esclusivamente materiali completamente biodegradabili, dato che adesso questi materiali esistono (acido polilattico, PLA o Ingeo™ biopolymer, ad esempio) e non ci sono più scuse, se non quelle di alcune aziende che ancora trovano la plastica un materiale su cui lucrare. Che abbiate figli o meno, che apparteniate alla generazione che ha contribuito a creare tutto questo oppure no, vi prego, firmate. Per saperne di più: 'A Plastic Ocean' prodotto da Leonardo di Caprio, 'Nel mondo venduto un milione di bottiglie di plastica al minuto' di SkyTG24, 'Pacific Trash Vortex' di Wikipedia, 'L’isola di plastica del Pacifico che potrebbe diventare uno Stato' di corriere.it, 'Microplastiche in mare, senatori vogliamo metterle al bando?' di lastampa.it, 'Nel Mediterraneo i pesci vivono in un mare di plastica' di video.sky.it *Dal 6 settembre 2018 collaboriamo su Change.org con WWF Italia per raggiungere insieme il nostro obiettivo. Per saperne di più, puoi consultare anche la loro petizione: https://www.change.org/p/giuseppeconteit-e-sergiocosta-min-rendiamo-plasticfree-i-mari-d-italia * Questa petizione fa parte di una campagna più grande contro la produzione e   l'abbandono della plastica usa e getta. English: More than a million per minute, 20,000 per second: these are the numbers of the plastic bottles purchased around the world. A lot of of these bottles end up in our oceans because of overpopulation,  producers' and consumers' carelessness or because of the inadequacy of the structures designed for garbage disposal. The release of this huge amount of plastic into the sea (even the Mediterranean) and its consequent fragmentation into micro-plastic fibers, provokes enormous environmental damage which might affect citizens' health, since these fragments are ingested by all sorts of fish, ending up in their tissues and, often, also in the plates of consumers. We are all involved, since we all share this one planet and, although everyone's small choices surely make a difference, in certain cases 'greater' decisions coming from above are required. As well as what happened with plastic shopping bags in the past, it is now necessary to produce bottles for water and other drinks using only biodegradable materials, because they now exist (polylactic acid or PLA, for instance) and there are no more excuses, but those provided by some corporations which still find plastic a lucrative business. Whether you have children or not, please sign this petition. *On September 6th 2018 we started a collaboration with WWF Italy to reach our common goal together. Should you be interested in learning more, you could read the content of their petition here: https://www.change.org/p/giuseppeconteit-e-sergiocosta-min-rendiamo-plasticfree-i-mari-d-italia If you want to find out more about this topic: watch 'A Plastic Ocean', produced by Leonardo Di Caprio and read about the Pacific Trash Vortex. * This petition is part of a bigger campaign against disposable plastic production and misuse. Castellano: Más de un millón por minuto, 20.000 por segundo: estos son los números de las botellas de plástico compradas en el mundo entero. Muchas de estas botellas acaban en nuestros mares debido a la superpoblación, el descuido de los productores y consumidores o debido a la insuficiencia de las estructuras diseñadas para el aprovechamiento de la basura. La liberación de esta enorme cantidad de plástico en el mar (hasta en el Mediterráneo) y su fragmentación consiguiente en fibras micro plásticas, provoca  un enorme daño ambiental que es asombroso y que afecta la salud de los ciudadanos, ya que estas son ingeridas por todos los tipos del pescado, acaban en sus tejidos y, a menudo, también en los platos de los consumidores. Todos estamos implicados, ya que compartimos este planeta y, aunque pequeñas elecciones de cada uno de nosotros seguramente hagan la diferencia, en ciertos casos se requieren decisiones 'más grandes' que vienen desde arriba. Así como lo que pasó con las bolsas para las compras de plástico en el pasado, es ahora necesario producir botellas para el agua y otras bebidas que usen sólo materiales biodegradables, ya que ahora estos existen (el ácido poliláctico o PLA, por ejemplo) y no hay más excusas, sino aquellas proveídas por algunas empresas que todavía ven en el plástico un negocio lucrativo. Que tengas hijos o menos, por favor firma esta petición. *El día 6 de septiembre de 2018 empezamos una colaboración con WWF Italia para alcanzar nuestro objetivo juntos. Si te interesa saber más, puedes leer su petición aquí: https://www.change.org/p/giuseppeconteit-e-sergiocosta-min-rendiamo-plasticfree-i-mari-d-italia Para saber más: ver "A Plastic Ocean", producido por Leonardo Di Caprio y leer sobre la Gran Mancha de Basura en el Pacifico.    * Esta petición es parte de una campaña más grande en contra de la producción de plástico desechable. Ph: Debora Fabietti, 28/01/2018

Debora Fabietti
685,171 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Sergio Costa, Gian Marco Centinaio, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Roberto Fico

Caccia: stop all'utilizzo dei richiami vivi

L’utilizzo degli uccelli come richiami vivi è una pratica particolarmente crudele legata alla caccia da "capanni" fissi o temporanei. E' permesso tenere animali rinchiusi tutta la vita in minuscole gabbie, della dimensione di un foglio A4, per fungere da richiamo verso i propri simili ed attirarli così verso lo sparo di un fucile durante il periodo venatorio. I richiami vivi sono detenuti in condizioni durissime, per molto tempo al buio in modo che perdano la percezione del tempo e scambino il periodo in cui verranno esposti al capanno per la primavera. Il loro canto così attirerà maggiormente, riempiendo il carniere del cacciatore. Vivono in gabbia in condizioni igieniche precarie, senza la possibilità di distendere le ali destinate così ad atrofizzarsi e di fare le quotidiane abluzioni e bagni di sabbia, che in natura  amano fare per proteggersi dai parassiti. Costretti ad una detenzione dove le zampe si ricoprono di piaghe e ulcere, nella quale il tasso di mortalità è impressionante. A queste migliaia di piccoli uccelli migratori come allodole, cesene, merli, tordi, colombacci e pavoncelle è negata la libertà quotidiana di volare e seguire il loro istinto che li porterebbe a volare per chilometri e chilometri durante le stagioni migratorie. Migliaia perché ogni anno il "capannista" deve procurarsi degli uccelli freschi, per ragioni di richiamo o per rimpiazzare quanti sono morti nel corso dell’anno precedente. Oltre a queste specie vengono utilizzate anche anatidi per la caccia da appostamenti acquatici. Per questa pratica crudele vengono utilizzati uccelli allevati appositamente, ma troppo spesso anche frutto di catture illegali. Ogni anno  i traffici illeciti di uccelli scoperti sono tantissimi e rappresentano solo la punta di un iceberg di un business incredibile che svuota i nostri cieli e condanna gli uccelli selvatici a un'insopportabile prigionia. Per l'utilizzo ai fini di richiamo, a queste specie verrà negata la possibilità di esplicare l'attività fisiologica, un maltrattamento che cesserà solo con la fine dei loro giorni. Ai cacciatori, in alternativa ai richiami vivi, la normativa già ora consente fischietti o altri strumenti a bocca o a mano, oltre a stampi in plastica raffiguranti specie cacciabili. Mentre è già vietato l'utilizzo di richiami elettroacustici, a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, perché ha una incontrollabile e forte attrattiva per l'avifauna, ne è però ammessa la vendita, cosa che oggigiorno ne porta ad un utilizzo illegale e diffuso. Per tutto quanto sopra esposto io sottoscritto chiedo, anche ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione : -di abolire la pratica e vietare severamente l'utilizzo di uccelli come richiami vivi. - di mantenere il divieto di utilizzo di richiami acustici a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, con o senza amplificazione del suono e di vietarne la vendita.

LAC
115,477 supporters
Petitioning Gian Marco Centinaio, Sergio Costa, Giuseppe Conte, Luca Zaia

Chiusura immediata CACCIA stagione venatoria 2018/19

Il Veneto è martoriato dal maltempo, è palese e ormai dichiarato che il danno ambientale è INCALCOLABILE, dovrebbe essere OVVIO prevedere la chiusura della caccia per quest'anno e invece non è cosi, dopo pochi giorni di chiusura Il governatore del Veneto Luca Zaia ritira il divieto di caccia e lo limita solo per alcune zone del Veneto. Sergio Berlato patron dei cacciatori facendo pressioni sul Governatore ha ottenuto la riapertura, senza tenere minimamente in conto il disastro ambientale. Sono le persone NORMALI che devono farsi sentire e PRETENDERE il buon senso e la tutela della natura e del patrimonio naturale che NON E' dei cacciatori, è DI TUTTI!  La stagione venatoria non ha ancora fatto abbastanza vittime?  La stagione venatoria (2018-19) appena iniziata sta producendo un escalation di incidenti, violazioni, e morte. Le persone comuni hanno paura, passeggiare per boschi, fare una gita, mangiare in un ristorante in campagna ormai è un rischio, E' stato ucciso Nathan un ragazzo ligure di 19 anni che passeggiava con il suo cane nei boschi della sua terra,Piovono pallini da caccia sui soccorritori di Iuschra tra Serle e Botticino (nonostante le ordinanze delle forze dell'ordine).A San Pietro di Feletto (TV) un cacciatore ferisce accidentalmente due cercatori di funghi.TUTTO QUESTO IN UN WEEK END.La gente non ne può più. Ci sono provincie in cui la sorverglianza venatoria è inesistente per cronica carenza di personale e mezzi Lo Stato deve tutelare i suoi cittadini DISARMATI non quelli ARMATI COMUNQUE E SEMPRE PERICOLOSI.VOGLIAMO LA CHIUSURA IMMEDIATA DELLA STAGIONE VENATORIA 2018-19Vogliamo la revisione della legge sulla caccia.Vogliamo una sorveglianza venatoria adeguata e proporzionale all'estensione del territorio e al numero di cacciatori, dove non sia possibile vogliamo che la caccia sia chiusa.Vogliamo poter impedire ai cacciatori di entrare nei fondi di nostra proprietàVogliamo il carcere per il bracconaggioVOGLIAMO VIVERE TRANQUILLI E NON NEL TERRORE per noi i nostri bambini, gli animali domestici e le nostre proprietà.

iliana comina
114,405 supporters
Petitioning Giulia Grillo, Sergio Costa, Luigi De Mossi, Enrico Rossi

Basta Palio di Siena

Al Palio straordinario di Siena, per il centenario della Prima guerra mondiale, ieri il  cavallo Raol si è ferito gravemente, fratturandosi la zampa anteriore. Questa mattina è stato abbattuto. Con la sua morte, salgono a 8 i cavalli deceduti in questa manifestazione dal 2000. Bisogna dire basta allo svolgimento di manifestazioni che possono provocare danni e lesioni agli animali. Questi spettacoli sono un insulto alla vita e uno schiaffo all'immagine del Bel Paese. Dopo questa tragedia il minimo che si possa fare è abolire il Palio di Siena. È una delle gare più pericolose in assoluto. Circa 51 cavalli sono morti dal 1970 a oggi. È davvero un'indecenza che si tolleri questa crudeltà in nome di una esibizione che si fonda sullo sfruttamento degli animali a fini commerciali. Nel 2015 la cavalla Periclea si infortunò in questa medesima competizione e fu abbattuta a soli sette anni. Consideriamo inaccettabile che la vita di Raol sia cessata per colpa di un rito retrogrado. Siamo sinceramente stanchi di questa violenza e di questi maltrattamenti. La morte di animali è una costante, con una tragica media di un decesso ogni due anni. Il Palio non può essere considerato un patrimonio dell’umanità, perché non vi può essere nulla di culturale nello sfruttamento di una creatura vivente e nella sua morte. Le tradizioni si devono adeguare alla crescente sensibilità e favorire il rispetto della biodiversità. Rinaldo Sidolihttps://www.facebook.com/rinaldosidoli/

Rinaldo Sidoli
110,386 supporters
Petitioning Sergio Costa

Fermate il massacro dei capovaccai e degli altri rapaci migratori

Abbiamo saputo della recente tragica morte di Bianca e Clara, due giovani capovaccai allevati e liberati dall’Associazione CERM Centro Rapaci Minacciati. La prima è stata probabilmente avvelenata in Tunisia l’altra abbattuta con una fucilata nella Sicilia occidentale. Episodi di una gravità inaudita considerando che il capovaccaio è la specie avifaunistica più minacciata d’Italia, dove ne rimangono solo 6-8 coppie (sino a due anni fa si parlava 10-12 coppie); ma tante altre sono le specie che si trovano in uno stato molto simile che le porterà presto all’estinzione. Chiediamo un’urgente modifica della legge sulla caccia che vieti la pre-apertura nel mese di settembre. Infatti, la possibilità di sparare in quel mese rende il bracconaggio alle specie protette migratrici ormai una prassi consolidata, con l’uccisione usuale di capovaccai, nibbi bruni e reali, bianconi, ibis eremita ecc. ecc. Clara è il terzo capovaccaio del CERM scomparso in questi ultimi anni nel trapanese a settembre, facendo ritenere che in questo periodo dell’anno migliaia di rapaci (che non indossano certo gps per essere ritrovati) vengano abbattuti durante la migrazione dai colpi di fucile di bracconieri “mimetizzati” e resi legali dalle preaperture regionali, in assenza pressochè totale di sorveglianza. Chiediamo che vengano inasprite le pene pecuniarie amministrative, la revoca in maniera permanente della licenza di caccia per chi uccide specie protette, la chiusura per anni o per sempre della caccia nei territori dove avvengono atti di bracconaggio seriali e l’aumento del controllo del territorio, rilanciando anche la vigilanza volontaria delle associazioni ambientaliste. Infine chiediamo che si crei una rete di carnai nei parchi nazionali interessati dalla presenza, anche solo potenziale, di rapaci ed in zone ad intenso passaggio di rapaci migratori, così da assicurare un permanente supporto alimentare che compensi la ormai scarsa disponibilità di cibo nell’ambiente naturale. Infatti, le norme sanitarie e lo sfruttamento intensivo del territorio fanno sì che milioni di tonnellate di scarti animali vengano sotterrate o incenerite, togliendo biomassa utile alla fauna e costringendo gli uccelli necrofagi ad alimentarsi di bocconi avvelenati e di animali morti lungo le strade (con il pericolo che vengano investiti), oppure a girare inutilmente per centinaia di km senza trovare di che sfamarsi, diventando così un più facile bersaglio per i bracconieri.

CERM Centro Rapaci Minacciati
110,348 supporters
Victory
Petitioning Sergio Costa

#SalvailClima: l'Italia ospiti la Conferenza sul cambiamento climatico #Cop26inItalia2020

#SalvailClima #Cop26inItalia2020 Al Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mareGen.Sergio Costa, La conferenza delle parti della convenzione internazionale sui cambiamenti climatici in corso in Polonia , la COP24, dovrà esaminare lo stato di avanzamento degli impegni presi con l'Accordo di Parigi del dicembre 2015. In questi anni l'allarme della comunità scientifica internazionale si è ulteriormente aggravato come confermata il rapporto dell'IPCC ( international panel on climate change) presentato l'8 ottobre 2018. Con la lettera sottoscritta dal ministro dell'ambiente insieme ad altri colleghi della UE per sollecitare misure più coraggiose verso l'obiettivo di ridurre e poi azzerare le emissioni di CO2 l'Italia sta assumendo di nuovo un ruolo propulsivo come accadde nella fase preparatoria della strategia 20-20-20. Per rafforzare questo impegno nel contrasto ai cambiamenti climatici e coniugarlo con il sostegno alle nuove tecnologie e alle azioni di comunità locali, realtà della società civile , istituzioni universitarie e della parte più sensibile del mondo delle imprese si chiede al governo italiano di impegnarsi a sostenere con forza la candidatura dell'Italia quale Paese ospitante della COP26 nel 2020 rafforzando le proposte già avanzate in tal senso sia a livello centrale che presso le Istituzioni locali. La COP 26 del 2020 potrebbe essere davvero una delle ultime occasioni per decidere misure efficaci e misurabili per contenere l'aumento della temperatura entro 1,5 gradi centigradi e scongiurare conseguenze gravissime.L'Italia può raccogliere la leadership in tale battaglia  con un suo contributo importante concreto insieme all'Unione europea. Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione Univerde.  Già Ministro dell'Ambiente.Livia Pomodoro, Presidente del Milan Center for Food Law and Policy. Già presidente Tribunale di Milano.Gianfranco Amendola, Magistrato ambientalista. Già Capo Procura della Repubblica di Civitavecchia.Rosalba Giugni, presidente Marevivo.Fulco Pratesi, presidente onorario Wwf Italia.Loredana de Petris, presidente gruppo misto Senato.Franco Iseppi, presidente Touring Club.Pinuccia Montanari, assessore ambiente comune di Roma.Domenico De Masi, professore sociologia del lavoro- Università La Sapienza RomaValerio Rossi Albertini, CNR divulgatore scientifico

Alfonso Pecoraro Scanio
106,737 supporters
#Bastaplastica: fermiamo la produzione e l'abbandono della plastica usa e getta.

Rendere #plasticfree l’Italia e i mari del nostro bellissimo Paese è stato uno dei miei obiettivi prioritari sin dal mio insediamento al ministero dell’Ambiente. Ogni anno circa otto milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare. Dobbiamo fermare subito questo scempio ed è per questo che mi sto muovendo su più fronti, nazionale e internazionale, normativo e educativo, affinché la battaglia contro la plastica sia una battaglia di tutti. Ho lottato con le unghie per ottenere nella legge di bilancio i fondi per agire sulla produzione degli imballaggi: vogliamo estendere il credito di imposta destinato agli imprenditori che usano plastica riciclata, incentivando quelli che faranno un passo in più, riducendo gli imballaggi in plastica. Non è soltanto una battaglia ambientale, ma anche un passo fondamentale per avviare l'economia green, quindi una road map per cambiare il paradigma produttivo del sistema. Parallelamente a questo, poiché in Italia manca una disciplina specifica finalizzata a favorire la raccolta e la gestione dei rifiuti rinvenuti accidentalmente in mare, il mio ministero è impegnato nella definizione di una proposta normativa che ho chiamato “Salvamare”, con l’obiettivo di contribuire al risanamento degli ecosistemi marini, prevedendo delle soluzioni efficaci al problema dei rifiuti abbandonati in mare. Il provvedimento si propone di agevolare il conferimento da parte dei pescatori dei rifiuti raccolti “accidentalmente” durante le operazioni di pesca e garantirne una corretta gestione a terra, incentivare campagne volontarie di pulizia del mare e promuovere iniziative di sensibilizzazione. La legge “Salvamare” si propone anche di anticipare in Italia la direttiva europea che ha per oggetto il bando di diversi oggetti di plastica monouso e attrezzi da pesca contenenti plastica rinvenuti più di frequente sulle spiagge europee. Sarebbe la prima volta che l’Italia anticipa una direttiva europea in materia ambientale e, dopo il voto del Parlamento europeo del 24 ottobre, siamo impegnati a fare sempre più la nostra parte affinché proceda spedita la proposta normativa che la Commissione europea ha fatto il 28 maggio scorso per ridurre l’incidenza di alcuni prodotti di plastica sull’ambiente. Intanto, dal 1° gennaio 2019, sarà vietato commercializzare e produrre sul territorio nazionale i bastoncini per la pulizia delle orecchie che abbiano il supporto in plastica, o comunque in materiale non biodegradabile e compostabile, e dal 1° gennaio 2020, sarà vietato mettere in commercio prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti microplastiche. Credo molto in questo mosaico d’azioni, per questo appena mi sono insediato al ministero, ho lanciato campagne di sensibilizzazione come #IoSonoAmbiente e la sfida ‘Plastic free challenge’, con le quali ho invitato molte istituzioni nazionali e locali ad aderire. E sono numerose quelle che lo hanno fatto: Comuni, Regioni, università, Prefetture, associazioni, catene di supermercati, piccole isole. La campagna è raccontata in questa pagina del sito del ministero http://www.minambiente.it/pagina/io-sono-ambiente-linee-guida-e-materiali-plastic-free Con orgoglio ricordo che in soli quattro mesi siamo riusciti a rendere il ministero dell’Ambiente #plasticfree. Abbiamo installato dei distributori di acqua alla spina per tutti i dipendenti, a cui abbiamo dato una borraccia in alluminio riciclato, e abbiamo agevolato la distribuzione di prodotti con imballaggi ecocompatibili. Una piccola, grande rivoluzione, in quella che è per me la casa di tutti. Non meno significativa è stata la campagna di sensibilizzazione che abbiamo promosso questa estate nelle principali località balneari contro l’abbandono dei rifiuti di plastica nelle spiagge. Siamo convinti che ognuno di noi possa e debba fare la propria parte. E noi la faremo. Ad maiora!

3 months ago
Rendiamo #plasticfree i mari d’Italia

Rendere #plasticfree l’Italia e i mari del nostro bellissimo Paese è stato uno dei miei obiettivi prioritari sin dal mio insediamento al ministero dell’Ambiente. Ogni anno circa otto milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare. Dobbiamo fermare subito questo scempio ed è per questo che mi sto muovendo su più fronti, nazionale e internazionale, normativo e educativo, affinché la battaglia contro la plastica sia una battaglia di tutti. Ho lottato con le unghie per ottenere nella legge di bilancio i fondi per agire sulla produzione degli imballaggi: vogliamo estendere il credito di imposta destinato agli imprenditori che usano plastica riciclata, incentivando quelli che faranno un passo in più, riducendo gli imballaggi in plastica. Non è soltanto una battaglia ambientale, ma anche un passo fondamentale per avviare l'economia green, quindi una road map per cambiare il paradigma produttivo del sistema. Parallelamente a questo, poiché in Italia manca una disciplina specifica finalizzata a favorire la raccolta e la gestione dei rifiuti rinvenuti accidentalmente in mare, il mio ministero è impegnato nella definizione di una proposta normativa che ho chiamato “Salvamare”, con l’obiettivo di contribuire al risanamento degli ecosistemi marini, prevedendo delle soluzioni efficaci al problema dei rifiuti abbandonati in mare. Il provvedimento si propone di agevolare il conferimento da parte dei pescatori dei rifiuti raccolti “accidentalmente” durante le operazioni di pesca e garantirne una corretta gestione a terra, incentivare campagne volontarie di pulizia del mare e promuovere iniziative di sensibilizzazione. La legge “Salvamare” si propone anche di anticipare in Italia la direttiva europea che ha per oggetto il bando di diversi oggetti di plastica monouso e attrezzi da pesca contenenti plastica rinvenuti più di frequente sulle spiagge europee. Sarebbe la prima volta che l’Italia anticipa una direttiva europea in materia ambientale e, dopo il voto del Parlamento europeo del 24 ottobre, siamo impegnati a fare sempre più la nostra parte affinché proceda spedita la proposta normativa che la Commissione europea ha fatto il 28 maggio scorso per ridurre l’incidenza di alcuni prodotti di plastica sull’ambiente. Intanto, dal 1° gennaio 2019, sarà vietato commercializzare e produrre sul territorio nazionale i bastoncini per la pulizia delle orecchie che abbiano il supporto in plastica, o comunque in materiale non biodegradabile e compostabile, e dal 1° gennaio 2020, sarà vietato mettere in commercio prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti microplastiche. Credo molto in questo mosaico d’azioni, per questo appena mi sono insediato al ministero, ho lanciato campagne di sensibilizzazione come #IoSonoAmbiente e la sfida ‘Plastic free challenge’, con le quali ho invitato molte istituzioni nazionali e locali ad aderire. E sono numerose quelle che lo hanno fatto: Comuni, Regioni, università, Prefetture, associazioni, catene di supermercati, piccole isole. La campagna è raccontata in questa pagina del sito del ministero http://www.minambiente.it/pagina/io-sono-ambiente-linee-guida-e-materiali-plastic-free Con orgoglio ricordo che in soli quattro mesi siamo riusciti a rendere il ministero dell’Ambiente #plasticfree. Abbiamo installato dei distributori di acqua alla spina per tutti i dipendenti, a cui abbiamo dato una borraccia in alluminio riciclato, e abbiamo agevolato la distribuzione di prodotti con imballaggi ecocompatibili. Una piccola, grande rivoluzione, in quella che è per me la casa di tutti. Non meno significativa è stata la campagna di sensibilizzazione che abbiamo promosso questa estate nelle principali località balneari contro l’abbandono dei rifiuti di plastica nelle spiagge. Siamo convinti che ognuno di noi possa e debba fare la propria parte. E noi la faremo. Ad maiora!

3 months ago