Decision Maker

Nunzia Catalfo

  • Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Does Nunzia Catalfo have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Nunzia Catalfo, Paola De Micheli, Stefano Patuanelli, Roberto Gualtieri

Eliminazione del bollo auto, ingiusta tassa di proprietà. #StopBollo

Il Bollo auto è un IMPOSTA INGIUSTA che grava su ogni possessore di autoveicolo a motore. Lo scopo di questa petizione è far si che le cose cambino una volta per tutte e che questa TASSA venga eliminata una volta per tutte. Per fare il modo che tutto cambi c’è bisogno di ogni singola firma, per cui la condivisione è importantissima per far si che questa petizione non passi inosservata. In Italia si stima che siano presenti circa 49.000.000 di autoveicoli (moto, ecc…) sommando il bollo per ogni singola auto, esce una cifra esorbitante per le casse italiane, cifre che attingono dalle nostre tasche attraverso la TASSA DI POSSESSO che viene prelevata in modo forzato ai cittadini. Con questa raccolta firme chiediamo l’abolizione totale del bollo per i veicoli a motore. E' insensato pagare una tassa di possesso su un bene di mia totale proprietà. Si potrebbero adottare altri metodi di pagamento come Francia, Germania, Svizzera e Spagna. Il tutto però dev’essere mirato ad alleggerire le tasche di noi italiani che ormai paghiamo troppo e tutto, più di molti altri paesi. Prendiamo spunto da questi paesi. In Europa molti non pagano il bollo. Altri paesi come la Francia veniva dimezzato dopo 5 anni di possesso dell’auto e abolito definitivamente dopo 10 anni, questo fino al 2004, poi è stato abolito definitivamente aumentando di 5cent/litro i carburanti. In Germania viene considerato il tipo di alimentazione del veicolo calcolando il bollo in base alle emissioni, la differenza di prezzo con l’Italia? Circa 80 euro in meno. In Svizzera si calcola un prezzo fisso di 158fr(fino ai 3500kg) + il peso dell'auto x i Kw dell'auto/560 andando a pagare comunque meno che in Italia. In Inghilterra esistono due tariffe: per le auto a benzina e per le auto a diesel. Per la prima categoria, vale la cilindrata: se è sotto i 1550 cc l’importo da pagare sarà di 125 sterline (circa 170 euro); se supera invece, i 1550 cc, il costo sarà di 205 sterline (circa 205 euro). Per i veicoli a diesel, l’importo viene quantificato in base all’emissione di inquinamento. In Spagna, cilindrata, potenza fiscale e periodo dell’anno: sono queste i dati da tenere a mente per il pagamento del bollo nel territorio spagnolo. L’operazione si può concludere online, con dei costi molti bassi rispetto all’Italia (esempio: per un SUV di media cilindrata il costo sarà di circa 86 Euro). Noi italiani come sempre guadagniamo molto meno dei colleghi europei ma paghiamo tutte queste tasse molto più di loro.  Per questo ritengo sia giusto apportare modifiche sostanziali a questa tassa. Uniamoci tutti, per una volta, e facciamo sentire e capire che siamo stanchi di pagare queste inutili cifre onestamente guadagnate! #StopBollo

Michele Spano'
96,430 supporters
Petitioning Nunzia Catalfo, Giuseppe Conte, Roberto Fico, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Elena Bonetti

Le donne vittime di violenza come "categoria protetta" nel lavoro

Mi chiamo Lidia e ho 45 anni. Sono sopravvissuta a un tentativo di femminicidio e ho deciso di raccontarvi la mia storia perché oggi vorrei poter fare qualcosa per tutte le donne che subiscono violenza e hanno la forza di rialzarsi. Perché una donna che ha il coraggio di lasciare un uomo violento non può essere lasciata sola e ha bisogno di sostegno da parte delle istituzioni. Ho conosciuto Isidoro nel 2011, dopo il mio divorzio. All’inizio tutto era bellissimo. Sembrava una favola, pensavo di aver trovato di nuovo l’uomo giusto; ma dopo 5 mesi iniziano i primi litigi, dove vengo accusata di cose che non avevo mai fatto, dove la folle gelosia di lui veniva fuori in modo incontenibile. Nel gennaio del 2012 per la prima volta lui mi picchiò, mi chiese perdono, mi disse che non mi avrebbe fatto mai più del male, che era stato solo un momento. In modo ingenuo, da donna innamorata, quella volta l’ho perdonato. Ma queste aggressioni non si sono fermate e a quel punto decisi di chiudere la storia. Mi ero resa conto che quest’uomo non mi amava, perché un uomo che ti ama non ti picchia, non ti dà uno schiaffo talmente forte da spaccarti il timpano. E poi, il fatto. Il 24 giugno del 2012 Isidoro mi chiede di passare una giornata assieme, al santuario di Tindari, ma avevo paura ad andare da sola e decido di far venire con me mia sorella per sentirmi tranquilla. Al termine della giornata Isidoro mi chiede di fermarsi a dormire da me per non tornare verso casa sua, che era troppo distante. Sembrava tutto tranquillo, lui aveva accettato la decisione di allontanarsi. Tutto cambia verso l’1.45 di notte. Isidoro si alza per andare in bagno, ma al suo ritorno aveva con sé una padella di ghisa, con la quale iniziò a colpirmi sulla testa! Non riuscivo a capire cosa stava succedendo. Intanto lui aveva trovato delle forbici e le stava usando come pugnale, colpendomi alla schiena. Ho cercato in tutti i modi di difendermi, sono quasi stata soffocata con il filo della lampada sul comodino. È successo di tutto quella notte, ho ancora paura a raccontarlo. Con la forbice mi ha provocato ferite in volto, sulle gambe, sangue ovunque.   Non so come ho fatto, ma dopo tutte quelle ore di sequestro l’ho convinto di stare bene e che non l’avrei denunciato. Solo così l’ho convinto ad andare via e ho potuto chiamare i soccorsi. Io sono ancora viva e posso raccontare tutto questo. Isidoro è stato condannato a soli 4 anni (per il tentato omicidio) e 6 mesi (per il sequestro), e ho appena saputo che grazie ai “premi” e “privilegi” che la legge italiana prevede per gli assassini, sconterà solo 2 anni e 6 mesi! Tra qualche mese quest’uomo uscirà dal carcere e io che fine farò? Mi sono rifatta una vita ma sono stata lasciata sola dalla istituzioni: mi hanno detto che se lui non mi aggredisce nuovamente, loro non posso intervenire. Io credo che sia alle donne che hanno il coraggio di allontanarsi dagli uomini violenti che bisogna dare “premi e privilegi”. Allontanarsi da casa vuol dire spesso perdere la propria indipendenza economica.  Bisogna avere il coraggio di denunciare tutto ciò, ma lo Stato DEVE  tutelarci! Ecco quindi la mia proposta: creare delle liste di collocamento per garantire un lavoro alle vittime di violenza, alle donne come "categoria protetta". Non solo un posto in cui andare a rifugiarsi nel momento della fuga, ma una vera a propria garanzia del nostro ritorno all’indipendenza, lontano da quegli uomini che ci vogliono morte. Nessuna donna deve vivere nella paura di morire da un giorno all’altro, siamo delle donne non siamo dei trofei.

Lidia Vivoli
70,959 supporters
Petitioning Segreteria Ministro Nunzia Catalfo, Segretario Particolare, Nunzia Catalfo

#LAVOROPERTUTTI - SGRAVI PER LA GENERAZIONE SENZA INCENTIVI E PER RINNOVO CONTRATTUALE

SPOT LAVORO OVER 30 - IL COSTO DEL LAVORO NON DEVE AVERE ETA'. < In Italia si fanno ancora differenze di costo per sesso e per eta' del lavoratore, in base al costo si rinnova o si assume una persona..NON E' GIUSTO..> Nasce da questa petizione una Associazione ora Ente Anti Discriminazioni. GUARDA LO SPOT!  < a fondo pagina le nostre interviste>  https://www.facebook.com/associazionelavoroovertrenta/videos/2479098545704873/ * Abbiamo creato un Associazione,  ora dobbiamo promuovere un video , partecipa con una tua donazione su paypal a tesseraover30@gmail.com ,  IBAN :IT89S0311113801000000000930 o www.lavoro-over30.it/iscriviti , in questo link puoi donare massimo 7 euro. ----#LAVOROPERTUTTI---#LAVOROVER30---#TUTELIAMOTUTTI ---------------- E' certificato da l'Istat che e' presente un continuo  calo di occupazione per persone di eta' superiore ai 30 anni (un calo progressivo dal 2010 al 2019 , piu' o meno accentuato) . Pur ritenendo la misura del reddito di cittadinanza pregevole, non tutti possono fruirne e ci sono al momento categorie svantaggiate e non ben tutelate che hanno difficolta' sia nel rinnovo che per la loro assunzione.  Abbiamo analizzato la situazione di svantaggio per queste categorie catalogandole qua sotto (leggi CATEGORIE NON TUTELATE) , si tratta di LAVORATORI OVER30 Ci sono infatti alcune categorie che non hanno particolari agevolazioni al momento dell'assunzione. A queste sono privati alcuni incentivi che invece sono accessibili alle altre fasce. Le Aziende cercano cosi' manodopera piu' conveniente per eta', sesso, stato di disoccupazione. Anche lo stato di disoccupazione puo' spesso essere un problema per l' assunzione.  La discriminazione si attua in fase di rinnovo del contratto di lavoro e in fase di scelta del lavoratore. E' ovvio che l'impresa oltre alla professionalita' va spesso anche alla ricerca  della convenienza fiscale nella ricerca di personale. Oltre aver sensibilizzato in via parlamentare (discussioni in aula) , e' stata ricevuta dal Ministro del Lavoro in data 19/07/19. Con il sostegno degli iscritti alla petizione mette in atto forme di sensibilizzazione politica. Prima Comitato, poi Associazione , poi Ente certificato da Unar, il gruppo Lavoro Over 30 interviene con interviste/convegni dove vengono mostrate simulazioni di costo per l'impresa e dove si dichiara che e' presente una condizione discriminatoria per alcune categorie e per eta', sesso,stato di disoccupazione. CATEGORIE NON TUTELATE --------------DETTAGLIO TECNICO------------------ - A) la mancanza di incentivi "dedicati"  agli uomini nella fascia di eta' 35-49 anni per il centro-nord , consultabile dal sito www.incentivi.gov.it (mentre sono presenti sgravi per eta' e genere nelle altre fasce). - B)l' accesso ai prerequisiti descritti nella circolare inps n.108 a deroga del messaggio 2243 del 31/05/17 comportano problemi per il riconoscimento dei diritti su l'apprendistato di riqualificazione.Gli imprenditori si muovono dunque su altre scelte come personale. Il problema puo' incidere su chi ha terminato la disoccupazione e quindi non e' piu' beneficiario di DIS-COLL o NASPI . Sui problemi riguardo alla contrattazione per tale categoria , si e' tenuto anche un confronto al convegno di Modena il 21/02/2019 nel  VI Forum TuttoLavoro. Emergono al minuto 8.34 e 14.25 del video qui sotto riportato , tutte le difficolta' in fase di contrattazione. Fonte: http://www.dottrinalavoro.it/notizie-c/forum-tuttolavoro-2019-il-riassetto-dellapprendistato-il-video -C)Esclusione dei soggetti autonomi con partita iva ad agevolazioni , se hanno un  reddito superiore ai 4800 euro annui ( lavoratore autonomo e 8000 subordinato), una  imposta lorda superiore alle detrazioni spettanti ed una p.iva movimentata negli ultimi dodici mesi ( in base a l'art.4 comma 15 quater del d.l.n n.4/2019 per essere considerati privi di impiego). Alcune categorie di soggetti che superano tali prerequisiti, dunque non possono essere considerati in stato di disoccupazione e usufruire di agevolazioni sia per l'apprendistato over29 che per assunzioni agevolate (come in altre situazioni).  -D)  L'esclusione dei benefici economici della assunzione per percettori Naspi (20%) a individui da ricollocare nella stessa azienda o ad aziende collegate se  licenziati nei sei mesi precedenti art.7 comma 5 , lettera b) del decreto legge 28/06/13 n.76 , circolare inps 194/2015)                      ARTICOLI: www.unar.it/6900 video intervista euronews  : https://www.facebook.com/it.euronews/videos/lavoro-stessi-diritti-per-tutti-le-politiche-di-lotta-alla-disoccupazione-giovan/1048986131925771/ video intervista repubblica: https://video.repubblica.it/cronaca/la-rivolta-dei-lavoratori-over-30-costiamo-troppo-e-alla-nostra-eta-non-chiama-nessuno/293076/293692 IL LAVORO NON HA ETA':  PAGINA FACEBOOK METTI UN LIKE!  https://www.facebook.com/comitatover30/?hc_ref=ARQORyOfXlSWFKSU8zEYL5vqzOi-wqgiRzRcJEpOAp7KXE81zNOUsAiphsxXgx_g0ho&fref=nf                                                                  

Christian Mosi
70,442 supporters
Petitioning Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano, Dario Franceschini, Nunzia Catalfo, Giuseppe Conte, inps

#velesuoniamo

#VELESUONIAMOAPPELLO: VE LE SUONIAMO E VE LE CANTIAMO!!! Paolo Fresu, Ada Montellanico, Simone Graziano e il mondo del jazz italiano chiamano a raccolta gli artisti, i professionisti e gli appassionati di tutte le musiche per un futuro migliore e meno improvvisato. Consapevoli delle difficoltà che il Governo sta affrontando in queste difficili ore nel pieno delle decisioni sullo stanziamento dei fondi messi a disposizione per l’emergenza del Covid-19 il jazz italiano vuole fare sentire con forza la sua voce.Seppure noi si sia già in cordata con altre realtà afferenti al mondo dello spettacolo vogliamo dimostrare la nostra coesione e il nostro valore nonché raccontare l’incidenza della nostra musica sulla realtà artistica e culturale italiana.Il 99% degli artisti e delle professionalità che ruotano intorno al mondo dei concerti e della didattica è a casa da settimane senza prospettive e, soprattutto, senza alcuna protezione economica e previdenziale.Eppure molti di noi appartengono al popolo delle partite iva e non solo contribuendo alla crescita economica e sociale del Paese ma senza avere alcun beneficio.Se la perdita economica per il mondo dello spettacolo è stata valutata, ad ora, in circa 8 miliardi di euro parte di questi interessano il nostro mondo che consta di migliaia di musicisti e di concerti con un indotto di professionalità “intermittenti” che oggi sono a casa in estrema difficoltà.Chiediamo dunque al Governo non solo di proteggere la nostra categoria in questo difficile momento ma, e soprattutto, di ripartire dal vuoto di ora per ridisegnare i diritti e i doveri di una compagine professionale che opera con criteri e meccanismi diversi rispetto ad altre realtà del Paese. Quella che i francesi chiamano degli “intermittenti dello spettacolo” e che presso i nostri vicini d’Oltralpe gode di attenzione e di protezione da diversi decenni.Affinché, risolta la crisi del coronavirus, non rimangano irrisolti i problemi degli artisti e dei lavoratori dello spettacolo che, anche in questo momento d’inattività, si sforzano di offrire bellezza e speranza agli italiani. Nello specifico chiediamo al Governo l’apertura di un tavolo interministeriale tra MiBACT, Inps e Ministero del Lavoro per la revisione della materia giuslavoristica/previdenziale riferita ai lavoratori appartenenti al settore dello spettacolo. In particolare: - Riconoscimento della figura di lavoratore con tutela previdenziale al pari dei lavoratori  dipendenti o a carattere discontinuo- Indennità forfettaria netta di 500 € mensili per 6 mesi per tutti i lavoratori dello spettacolo che, dal 23 febbraio, non hanno potuto svolgere la propria attività lavorativa- Indennità di malattia da riconoscere sin dal primo giorno e con requisiti ridotti (dopo aver maturato 68 giornate contributive nell’anno precedente)- Accesso agli ammortizzatori sociali garantito anche ai lavoratori autonomi in relazione alle giornate di lavoro svolte durante l’anno precedente - Riduzione delle giornate lavorative ai fini previdenziali da 120 a 60 - Previsione della possibilità di cumulo e ricongiunzione attualmente non prevista tra i contributi previdenziali Inps ex Enpals e le altre forme di previdenza (Inps privati e gestione separata) o abolizione della gestione separata per i lavoratori dello spettacolo con versamento solo all'Inps ex Enpals. Abbiamo bisogno del vostro apporto: artisti, professionisti, festival e rassegne, jazz club, fotografi, studi di registrazione, etichette discografiche, stampa, addetti ai lavorie maestranze tecniche di ogni tipo…Abbiamo bisogno di tutti coloro che amano la musica!  Firmate questo appello e fatelo girare affinché divenga… VIRALE!!! Paolo Fresu – Artista e Presidente IJI (Federazione Nazionale Il Jazz Italiano)Ada Montellanico – Artista e Presidente IJVAS (Associazione Il Jazz va a Scuola)Simone Graziano – Artista e Presidente MIDJ (Associazione Musicisti italiani di Jazz)...e grazie a Oscar Diodoro per lo splendido logo che ha realizzato per noi.

Paolo Fresu
62,658 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Nunzia Catalfo, Elena Bonetti

Per Lo Stato I Disabili Sono Troppo Ricchi

Mi chiamo Franca Borin, ho 48 anni, sono mamma di 4 figli e sono in carrozzina dal 21 Novembre 1997, giorno in cui ho camminato per l'ultima volta.Ho avuto un incidente in macchina , ma dal primo momento ho capito che la disabilità non era altro che una condizione e non un limite, e così ho subito trovato e cercato lavoro, e non ho mai smesso.Ho svolto parecchi lavori nella mia vita, con vari contratti da dipendente e ora da autonoma, lavorando da casa, on line, per poter seguire la mia famiglia e le mie esigenze di persona con disabilità. Come lavoratrice autonoma, ho la partita IVA e sono iscritta alle gestione separata, pagando regolarmente le tasse  e così, il 4 Aprile 2019, rientrando nella categoria per poter fare domanda per ricevere le 600 € del decreto a sostegno del Covid, ho presentato regolare domanda, che mi sono vista respingere con la seguente dicitura.RESPINTA,  perché risulta percepire un assegno ordinario di invalidità.Questo criterio è lo stesso per il quale mi venne respinta la domanda di disoccupazione quando cessò il mio contratto a tempo determinato: ben 340 € lordi di indennità concessa dall'INPS che vede riconosciute le mie ridotte capacità lavorative e pagato in misura proporzionale ai contributi versati.Tradotto in parole povere: l'INPS mi riconosce invalida, mi da dei soldi per compensare lo stipendio che non posso prendere per intero, ma mi ritiene troppo ricca per beneficiare delle 600€ una tantum perché trasforma la mia disabilità in Benefit.Il nuovo DPCM sembra voler cambiare questa incompatibilità, ma ormai quello che è perso è perso,  e certamente la nuova misura non sarà retroattiva.Questa è l'emergenza attuale: fare in modo che il governo ci riconosca il danno economico e morale per questa discriminazione, riconoscendoci il rimborso della somma negata, e sopratutto lavorare per il  cambiamento di quella norma in via definitiva che, se da una parte ci riconosce un limite oggettivo dall'altra lo trasforma in benefit impedendoci di usufruire degli stessi aiuti delle persone normodotate.In questa emergenza, ci sono stati molti professionisti che pur lavorando hanno percepito le 600€ , ai disabili che lavorano, questo bonus è stato negato, perchè lo stato considera la nostra disabilità una fonte di reddito. Vi chiedo di sostenermi in questa mia campagna affinchè le tante persone come me possano trovare il loro giusto ruolo all'interno della società, perchè il lavoro nobilità l'uomo e lo rende libero, mentre a noi lo stato ci vuole indigenti. Per questo motivo voglio consegnare la mia tessera elettorale perché uno Stato che mi discrimina non merita il mio voto, il mio valore.In Italia le persone disabili sono circa 3 Milioni, ovvero il 5.2% della popolazione Italiana, ma per lo stato siamo gli ultimi della catena e considerati invisibili.Solo uniti ci possiamo far sentire Certa di avere l'appoggio di tante persone nella mia stessa ingiustizia, vi ringrazio. Franca Borin

franca borin
57,900 supporters
Petitioning Presidente Inps, Nunzia Catalfo, Pasquale Tridico, Dario Franceschini

#nessunoescluso Appello per sostegno urgente ai lavoratori dello spettacolo

Venerdì 28 febbraio 2020 - In seguito alle straordinarie misure adottate per affrontare la diffusione del Coronavirus a livello nazionale stiamo assistendo alla cancellazione in tutto il Nord e Centro Italia di numerosi eventi culturali e di spettacolo: Assomusica ha valutato finora solo nello spettacolo dal vivo almeno 10,5 milioni di minori entrate in 2 giorni.   A causa dell'emergenza per salvaguardare la salute di tutti, vengono annullati eventi e manifestazioni in tutta Italia e per periodi indeterminati, per molte settimane o mesi ancora, con una perdita di introiti irrecuperabili nel tempo, senza nessun tipo di copertura o accesso al credito o dilazione di pagamenti. Questa crisi di lavoro – che il D.C.M. del 25.2.2020 sembra voler risolvere con smart working e periodi di ferie  – ha fatto emergere la scandalosa totale mancanza di riconoscimento e di rispetto per il lavoro di centinaia di migliaia di professionisti dello spettacolo, con discriminazioni previdenziali e reddituali indegne per una società fondata su una cultura millenaria. I lavoratori dello spettacolo chiedono finalmente uno status giuridico specifico, che preveda in primo luogo il riconoscimento delle tutele previdenziali per scongiurare l’abbandono della professione in caso di malattia o difficoltà di settore. Si consideri che nonostante il lavoro nello spettacolo sia soggetto fin dal primo giorno di lavoro al pagamento di versamento di contributi INPS per la Malattia, per il FIS (Fondo d’Integrazione Salariale in caso di crisi), per la disoccupazione (Naspi), e che l’INPS disponga di un cospicuo e milionario fondo ex-Enpals, per i lavoratori che non sono assunti da fondazioni, cooperative o teatri importanti è quasi impossibile ottenere adeguate prestazioni. Per questo chiediamo che siano riconosciuti con urgenza ai lavoratori dello spettacolo, anche attingendo ai fondi ex-Enpals, protezioni adeguate alla precarietà del settore.  Riportiamo di seguito le richieste più urgenti per affrontare questa crisi: Chiediamo che l’indennità di malattia sia finalmente riconosciuta fin dal primo giorno, mentre ora è richiesto il versamento minimo di 100 giornate di contributi INPS dal gennaio dell’anno precedente: chiediamo semplicemente i diritti dei lavoratori degli altri settori. Chiediamo che l’indennità di disoccupazione Naspi sia riconosciuta agli intermittenti dello spettacolo per tutti i periodi di sospensione di attività, anche in costanza di rapporto di lavoro, per un periodo almeno pari a quello lavorato, considerando anche le giornate di lavoro per prove. Chiediamo, per l’accesso alla Naspi, l’abolizione del “ticket” licenziamento in caso di licenziamento per giustificato motivo a causa della crisi Covid 19.  Chiediamo che l’accesso a un ammortizzatore sociale (FIS o cassa in deroga) sia garantito anche ai lavoratori intermittenti e sia commisurato alle giornate di lavoro svolto durante l’anno precedente e non solo al lavoro cancellato nel primo periodo di crisi.  Chiediamo che sia garantito l’accesso a un ammortizzatore sociale (FIS) estendendolo ai lavoratori con meno di 90 giorni di anzianità con un unico committente, requisito quasi impossibile per chi non è socio dipendente di cooperative o di teatri stabili, e che sia previsto anche per piccole realtà con meno di 5 dipendenti. Chiediamo che anche nel lavoro dello spettacolo siano sempre garantiti contratti scritti e tempi certi di pagamento. Chiediamo che sia chiarito che le misure previste per i lavoratori autonomi D.L. n.9 02/03/2020 art. 16 valgono anche per i lavoratori autonomi con gestione Inps ex-Enpals con ingaggi a partire dalla data del 23 febbraio "Il vigore della produzione artistica dipende dal benessere dei lavoratori dell’arte e spettacolo in quanto individui e in quanto collettività." Firma questo appello per i diritti dei lavoratori dello spettacolo. #iorestocasa #laculturaresiste #nessunoescluso

Fondazione Centro Studi Doc
51,414 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Roberto Gualtieri, Nunzia Catalfo, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Roberto Fico, Presidenti gruppi parlamentari Camera e Senato, Tommaso Nannicini

#AiutaUnaPiva: sosteniamo chi ha più bisogno

Il Coronavirus non è solo un'emergenza sanitaria, ma sta colpendo in maniera drammatica imprese e lavoratori. Ognuno deve fare la propria parte e il Governo ha varato il Decreto Cura Italia con alcune misure a sostegno dell'economia italiana. Tra queste anche: 'è riconosciuto un indennizzo di 600 euro, su base mensile, non tassabile, per i lavoratori autonomi e le partite IVA. L’indennizzo va ad una platea di quasi 5 milioni di persone: professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli; è istituito un Fondo per il reddito di ultima istanza con una dotazione di 300 milioni di euro come fondo residuale per coprire tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600 euro, compresi i professionisti iscritti agli ordini'. Non tutti i lavoratori di queste categorie sono nelle medesime condizioni. Noi non siamo tutti uguali. C'è chi sta soffrendo di più gli effetti dell'emergenza Coronavirus, e chi invece, per fortuna meno. E chi ha di più in questo momento, chi è meno colpito nella sua attività lavorativa, deve fare la sua parte. Per intenderci, personalmente non ho bisogno di questo indennizzo, ma conosco centinaia di P.Iva che avrebbero bisogno di un indennizzo maggiormente cospicuo. Qui la mia proposta: dare la possibilità a chi non ne ha bisogno di rifiutare il bonus e di “donarlo” a chi invece è in difficoltà. Come si può fare? Ad esempio creando un fondo di solidarietà in cui raccogliere gli indennizzi rifiutati, per poi redistribuirli seguendo criteri di reddito e di calo dell’attività lavorativa. Perciò mi rivolgo al Presidente Conte, ai Ministri competenti, ai Presidente di Camera e Senato, e ai Presidenti dei gruppi parlamentari di lavorare a un emendamento al Decreto Cura Italia che vada in questa direzione. Dare di più a chi ha meno, non è solo giusto in questo momento, ma anche necessario. Perché come ci insegnava un grande leader del passato: 'ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno'. Chiedo perciò a tutti di sostenere questa petizione. Insieme ce la faremo. #AiutaUnaPiva

Francesco Nicodemo
42,565 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Roberto Gualtieri, Nunzia Catalfo, Stefano Patuanelli

Malattia, Maternità e Disoccupazione anche alle Partite Iva

Eccovi alcuni punti delle nostre battaglie che andremo a negoziare con i rappresentanti governativi propedeutici a contenere l'ascesa dei colossi del web e preservare le attività tradizionali del nostro paese: Welfare Malattia, maternità e disoccupazione pagate per i possessori di partite Iva; Cassa integrazione per le partite Iva che cessano o falliscono; Fondo Imprese in caso di fallimento; Shock Fiscale Tassa unica al 20% per tutte la P.Iva; Riduzione del 50% Iva su tutti i prodotti Made in Italy; Abolizione minimali dei contributi previdenziali Inps ed Enasarco per i primi anni di attività; Ripristinare il limite del contante a euro 10.000,00; Abolizione fatturazione elettronica e registratore di cassa per coloro che fatturano fino a euro 50.000 e per tutti i venditori ambulanti; Abolizione della Dichiarazione Unica di Regolarità Contributiva "DURC" per tutte le aziende con fatturati fino a euro 300.000; Deducibilità 70% senza tetto massimo e su qualsiasi importo, per l'acquisto di autoveicoli aziendali da parte dei possessori di partite iva che esercitano qualsiasi attività; 100% per gli Agenti di Commercio e Autocarri; Colossi del Web Arginare l'ascesa delle attività online con un'imposta del 30% una tantum su ogni transazione di vendita (esempio Amazon); Tutte le aziende virtuali devono necessariamente pagare le tasse così come avviene per le attività tradizionali, in proporzione ai metri quadrati virtuali utilizzati per le vendite, ivi comprese le imposte comunali della spazzatura. Questo sarà possibile grazie all'usilio di un programma/calcolatore realizzato per la causa che finalmente porrà fine alla disparità tra le aziende online e quelle tradizionali;  Condono e Ripartenza Fiscale Condono tombale per ripartire; Sanatoria dei debiti iscritti a ruolo; Riforma nel settore del Credito Modifica del Dlgs.141.2010 e del Testo Unico Bancario; Cancellazione come Cattivi Pagatori entro e non oltre 30 giorni dai S.I.C. (Crif, Ctc, Experia e Assilea) di tutti coloro che hanno regolarizzato la propria posizione debitoria e non possono accedere a nessuna forma di prestito; La regolamentazione di oltre 50 mila abusivi nel settore del credito (che oggi lavorano in nero); La possibilità di mandare in galera sia i dirigenti che gli impiegati bancari corrotti e spregiudicati (oggi protetti da una subdola legge tutta Italiana, Banca popolare Bari ne è l'ultima prova); L'aumento delle erogazioni di prestiti a PMI e famiglie per iniettare liquidità nell'economia reale (necessari per ridurre il Gap dei 300 miliardi erogati in meno negli ultimi anni); L' entrata annuale certificata di 2 miliardi di euro nelle casse dello stato grazie all'abolizione del mono mandato e la possibilità di collaborazione tra agenti in attività finanziaria;Corte di Giustizia Europea Corte di Giustizia Europe (Sentenza Lexitor) Giù le mani dalle tasche di agenti in attività finanziaria, collaboratori e società di mediazione creditizia; E tanto altro ancora ... Negli ultimi 3 anni sono state cessate 3milioni di Partite Iva e hanno chiuso le saracinesche il 25% delle attività tradizionali! Adesso Basta!  Presidente Assopam Raffaele Tafuro    #CoronaVirus #Covid-19 #Emergenza #Pandemia #Aiutidistato #Iorestoacasa

Assopam www​.​assopam​.​it
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Petitioning Nunzia Catalfo

Salviamo AirItaly

1600 lavoratori di AIRITALY rischiano di essere lasciati a casa nel giro di poche settimane, senza lavoro e senza sostegno economico per le loro famiglie. La liquidazione “pilotata e organizzata” della compagnia toglie ai lavoratori anche la possibilità di accedere ad un sostegno al reddito e la speranza di mantenere il posto di lavoro nell immediato futuro. DATECI IL VOSTRO SOSTEGNO! #SALVIAMOAIRITALY 1600 Air Italy workers are in concrete risk of loosing their job in a few weeks time, without a job and with no income support either for themselves and for their families. Liquidation “created and organized” in this way by the airline takes away from workers also the possibility to access to the income support provided and the hope of keeping their job in the immediate future. GIVE US YOUR SUPPORT! #SALVIAMOAIRITALY 1600 insaan ya3malon be shrikat Air Italy mohadadin be elgloos fy manzelhom fy beda3 asabie3 men jeir a3mal aw mosa3adah masrafeih le a3elatahom. Takfiel el sharika el 3mal tahgoob el a3melein a3la mosa3adat el dawlah lahom aw el mosharakah fy hal mashakelhom sa3dona wa agishona. Enkezoo Air Italy Shukran Karim Aga Khan /Qatar Airways #salviamoairitaly   1600شخص يعملون في شركه airitaly مهددين بالجلوس في منازلهم في بعض اسابيع من غير عمل او مساعده مصرفية لعائلتهم.تقفيل العمل من ناحيه الشركه تحجب العاملين عن مساعده الدوله لهم او المشاركه في حلول مشاكلهم في المستقبل القريب او البعيدساعدونا واغيثونا.انقذو airitalyShukran Karim Aga Khan/ Qatar airways #salviamoairitaly

Enrico Fasella
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