Decision Maker

Gerardo Mario Oliverio

  • Presidente Regione Calabria

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Petitioning Dipartimento: Tutela della Salute, Politiche Sanitarie Commissario Ad Acta dott. Saverio Cotticelli, Sub Commissario Ad Acta dott. Thomas Schael, Presidente Gerardo Mario Oliverio, Presidente Dott....

Calabria, siamo al collasso. Emergenza Randagismo 2019

Il movimento Onda Calabra Animalista, ha rilevato che: il fenomeno randagismo nella Regione Calabria ha assunto caratteri emergenziali; l’origine del fenomeno è da ravvisarsi nella mancata applicazione da parte degli Enti preposti (ASP, Regione e Comuni) della L. 281/91, che prevede quale primaria misura di contrasto al randagismo il controllo delle nascite di cani e gatti, nonché l’obbligo di iscrizione all’anagrafe canina dei cani di proprietà; tale negligenza - ormai trentennale – ha provocato l’incessante proliferazione di cani e gatti, nella maggioranza dei casi di proprietà, ma incustoditi e pertanto liberi di riprodursi sul territorio: essi costituiscono la principale origine di gravidanze indesiderate e quindi di potenziali cucciolate abbandonate o cedute incautamente senza identificazione; i motivi della disapplicazione delle normative in materia sono molteplici (a titolo esemplificativo: mancanza di strutture, mancanza di coperture finanziarie, esclusiva destinazione dei fondi al mantenimento dei cani nei canili, assoluta noncuranza degli amministratori pubblici, motivi culturali); il danno erariale conseguente al randagismo è significativo ed è ormai evidente che la cattura dei randagi e la detenzione nei canili - strutture costose, sovraffollate e spesso gestite in contrasto alle prescrizioni di legge - non è assolutamente risolutiva; urgono interventi mirati e improcrastinabili, in vista di una maggiore tutela non solo degli animali (spesso vittime, come riscontrabile da numerosi e deplorevoli fatti di cronaca, di sevizie e morti violente), ma anche dei calabresi stessi (vittime di incidenti stradali, aggressioni, problematiche igienico-sanitarie). Le possibili soluzioni sono: gli Enti preposti alla gestione del randagismo devono mettere in atto le misure prescritte dalle norme vigenti, in particolare avviando immediatamente la dovuta attività di controllo e vigilanza circa l’osservanza dell’obbligo di iscrizione in anagrafe canina dei cani detenuti da privati cittadini, al fine di contenere il diffuso fenomeno degli abbandoni; deve venire consentita, rendendola effettiva ed operante, l’attività di sterilizzazione e successiva re immissione sul territorio da parte dei Comuni dei cani e dei gatti vaganti, anche mediante erogazione di finanziamenti specificamente destinati; deve essere istituito un piano straordinario, almeno biennale, che preveda la sterilizzazione gratuita dei cani e dei gatti di proprietà, fonte primaria di cucciolate indesiderate e abbandonate (piano straordinario già attuato con significativi risultati nella Regione Basilicata e nella Regione Sardegna).

Onda Calabra Animalista
5,107 supporters
Petitioning Gerardo Mario Oliviero

VARIANTE AL MEGALOTTO 6 S.S. 106 - PROVINCIA DI CROTONE

Il territorio del crotonese risulta attualmente privo di adeguate infrastrutture di trasporto e comunicazione che possano soddisfare le esigenze minime di mobilità dei residenti. Tale carenza risulta anche essere freno allo sviluppo del territorio ed accelera il fenomeno dell’emigrazione verso altre province o regioni. Pertanto è necessario attuare idonee misure volte a dotare la Provincia di Crotone delle necessarie infrastrutture.  I dati elaborati dall’ “Osservatorio sulla Mobilità e Sicurezza Stradale” della Regione Calabria, evidenziano che i cittadini crotonesi percorrono la S.S.106, facendo registrare, lungo il tratto Crotone-Catanzaro, una frequenza di passaggi di molto superiore a quella sostenibile da un tracciato a singola corsia per senso di marcia, con attraversamento dei centri abitati. Nasce per questo, la proposta di “Variante al Megalotto 6 della S.S.106”. Un nuovo tracciato, che l’Ordine degli ingegneri della Provincia di Crotone, aderendo alla richiesta di osservazioni al nuovo “Quadro territoriale regionale per le infrastrutture”, ha ideato e già fornito alla Regione, per mezzo del presidente pro-tempore dell’Ordine degli ingegneri di Crotone, Antonio Bevilacqua. Un tracciato lungo appena 22 Km, alternativo a quello della SS 106 su cui si potrebbe spostare il traffico veloce e pesante lasciando all’attuale tracciato della SS 106 solo il traffico veicolare quello turistico, panoramico, leggero ed agricolo. Il tracciato, spostato più all’interno rispetto alla linea di costa più frastagliata e più lunga, consentirebbe anche ai comuni più interni come Mesoraca, Petilia Policastro, Cotronei, Petronà, Marcedusa, Roccabernarda, San Mauro Marchesato, Scandale, Santa Severina, Cutro, un rapido collegamento ai due grossi centri abitati di Crotone e Catanzaro ed un forte impulso allo sviluppo economico e sociale del territorio. Li escluderebbe da un isolamento che dura ornai da troppo tempo. Questa importante arteria incrocerebbe la “Strada provinciale del mare”, in costruzione, nei pressi della vecchia stazione della FCL Cutro-Scandale che diventerebbe il baricentro stradale della parte sud della provincia di Crotone. Raggiungere direttamente lo svincolo Passovecchio permetterebbe di collegarsi al tratto di strada sulla SS 106, già esistente da circa 20 anni, di lunghezza 6 Km (Passovecchio Gabella Grande) una Superstrada Extraurbana Principale di 1° categoria con limite di velocità di 110 Km/h in quanto dotato di 4 corsie e spartitraffico centrale. Pertanto, con 360 Milioni di Euro si avrebbero ben 51 Km di nuova S.S. 106 di Superstrada veloce a 110 Km/h Extraurbana Principale di 1° categoria, lasciando inalterato l’attuale tracciato già messo in sicurezza per il traffico leggero, turistico e agricolo. La distanza del tratto stradale Crotone-Catanzaro si ridurrebbe di ben 14 Km, la velocità di percorrenza aumenterebbe da 70 Km/h a 110 Km/h, la sicurezza stradale migliorerebbe concretamente in quanto si dividerebbe il traffico tra pesante e leggero e tra veloce e lento a tutto vantaggio di una popolazione di circa 500.000 abitanti che gravita attorno a tale strada. Premesso tutto ciò su impulso del “Comitato Crotone Nuova SS106 ADESSO”, noi sottoscrittori chiediamo che la Regione Calabria si attivi per la realizzazione di questa proposta: -  istituisca un tavolo di confronto con ANAS, Provincia di Crotone, Comuni interessati dalla proposta e questo Comitato -  individui e renda disponibili idonei fondi necessari alla progettazione della variante proposta -  si faccia promotrice del progetto, presso il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, per la più rapida realizzazione.

Giuseppe Miletta
4,113 supporters
Petitioning Sergio Costa, Roberto Speranza, Gerardo Mario Oliverio, Marcello Manna, Mario Occhiuto

Verità sull'aria che respiriamo all'Unical e nell'area urbana

Siamo Rinnovamento è Futuro, un movimento studentesco operante nell'Università della Calabria, e chiediamo verità sulla qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno.Come giovani, calabresi e non, siamo preoccupati per quello che si respira non solo nel nostro Campus ma anche in tutta l'area urbana.Quello che si percepisce è che l’aria possa essere contaminata da qualche agente dannoso e questo si evince dall’odore che si respira sempre più frequentemente e intensamente nell’area tra Arcavacata e Quattromiglia.Un odore acre e nauseabondo, che risulta spesso irritante per le vie respiratorie, avvolto da un alone di mistero che lascia presagire un vero e proprio disastro ecologico avente epicentro nella Zona Industriale di Rende.Dopo anni di silenzi e mezze verità, ci rivolgiamo al Ministro dell'Ambiente, al Ministro della Salute, ai Sindaci delle Città di Rende e Cosenza ed al Presidente di Regione per avere finalmente chiarezza sul presente e sul futuro di coloro i quali popoleranno l'Università della Calabria e questo territorio.Il silenzio assordante che caratterizza da sempre questo fenomeno deve essere rotto dal nostro impegno civico e sociale per amore della nostra Terra.Vi chiediamo di firmare questa petizione per far giungere il nostro urlo alle Istituzioni competenti per avere verità su questo fenomeno preoccupante.

Mario Russo
4,027 supporters
Victory
Petitioning Ministro dell'ambiente, Sergio Costa, Gerardo Mario Oliverio, MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE, Presidente della Città metropolitana di Reggio Calabria, Presidente della Città metropolitana di Messina...

Salva lo Stretto di Messina e le spiagge prospicienti

Save the Strait of Messina and the surrounding beaches (English text at bottom of page) Il complesso ecosistema naturale e antropico dello Stretto di Messina è stato "aggredito" nel tempo senza una visione di sistema generale, creando problemi che si sono accumulati e risolti in maniera parziale e inadeguata, spostando a monte o a valle i problemi stessi. Tra questi è di primaria importanza l'erosione costiera che ha visto parzializzare gli interventi dichiarando una cecità politica e ambientale. Lo Stretto di Messina è un vero e proprio territorio, né jonico né tirrenico ma riconosciuto dalle carte nautiche esattamente con questo toponimo. Un territorio unico con specificità che gli sono proprie (sociali, antropiche, ambientali, ecosistemiche) e sulle cui coste sono evidenti emergenze che appartengono ad una struttura storica che ha resistito alle alterazioni dovute ad errori e inadeguatezze. Gli studi collegati alla realizzazione del sistema stabile di attraversamento di questo braccio di mare hanno evidenziato, appunto, la sua fragilità geologica e ambientale accompagnata da azioni umane che, nel XX secolo e a ridosso della ricostruzione dopo il secondo conflitto mondiale, non hanno agevolato un giusto approccio alla più generale questione della relazione tra uomo e ambiente. Sui bordi di questa pianura azzurra, l'abitato di Cannitello (la cui struttura fondante è stata ricostruita "dov'era, com'era" dopo il disastroso terremoto del 28 dicembre 1908), comune autonomo fino al 1927, rappresenta l'elemento più fragile e delicato in tutto l'ambiente dello Stretto di Messina, per un carattere di impianto originario, riproposto dai sopravvissuti al sisma, simile ad altri fino agli anni '80, oggi unico. La costa, negli ultimi quarant'anni è stata disseminata di barriere e pennelli a protezione degli abitati. Diverse località sulla costa sicula e calabra avevano la medesima caratteristica: case con una relazione diretta con il litorale sabbioso, senza interposte infrastrutture (strade, ferrovie, barriere marine). Tra questi sistemi abitati Cannitello era il più ampio e con un fronte spiaggia di diverse decine di metri. Pensiamo, confortati da dati e ricerche, che la natura di questo sistema territoriale abbia bisogno di visioni di ampio respiro e lunga durata, non legate alle tornate elettorali, e Cannitello oggi rappresenta il luogo (unico, addirittura sulla costa calabra) su cui sperimentare un approccio organico e scientifico di ridefinizione dell'ambiente naturale e di formazione culturale delle generazioni future. La petizione chiede un sostegno per sensibilizzare enti ed organi competenti ad intervenire su tre fronti: evitare che ai danni provocati se ne sommino altri (con dissipazione di economie ed energie), valutare ipotesi d'intervento che abbiano una visione territoriale ampia e lungimirante, sollecitare azioni di coinvolgimento degli stakeholder (imprese, associazioni) come parte integrante delle gestioni di progetto. [ENGLISH TEXT] The complex natural and anthropic ecosystem of the Strait of Messina has been "attacked" over time without a general system vision. This created a series of problems that have been resolved in a partial and inadequate manner, moving the issues to different areas, upstream or downstream, without being resolved. Among these issues, coastal erosion is of primary importance, having seen interventions reduced by declaring political and environmental blindness. The Strait of Messina is a real territory, neither Ionian nor Tyrrhenian, but recognized by nautical charts exactly with this toponym. A unique territory with specific characteristics (social, anthropic, environmental, ecosystemic) and on whose coasts there are evident emergencies that belong to a historical structure that has resisted alterations due to errors and inadequacies. The studies connected to the realization of the stable system of crossing of this arm of sea have evidenced, precisely, its geological and environmental fragility accompanied by human actions that, in the XX century and close to the reconstruction after the second world war, did not facilitate a right approach to the more general question of the relationship between man and the environment. On the edges of this blue stretch of sea, the town of Cannitello (whose founding structure was rebuilt "where it was, as it was" after the disastrous earthquake of December 28, 1908), an autonomous municipality until 1927, represents the most important element fragile and delicate throughout the environment of the Strait of Messina, due to its original nature, re-proposed by the earthquake survivors, similar to others until the 1980s, today unique. The coast, in the last forty years has been strewn with barriers and brushes to protect the inhabited areas. Several localities on the Sicilian and Calabrian coast had the same characteristic: houses with a direct relationship with the sandy coast, without interposed infrastructures (roads, railways, marine barriers). Among these inhabited systems, Cannitello was the largest and with a beach front of several tens of meters. We think, comforted by data and research, that the nature of this territorial system needs wide-ranging and long-lasting visions, not linked to elections, and Cannitello today represents the place (unique, even on the Calabrian coast) on which to experiment a organic and scientific approach of redefining the natural environment and cultural formation of future generations. The petition asks for support to sensibilise bodies and competent bodies to intervene on three fronts: to prevent the damage caused by adding others (with dissipation of economies and energies), to evaluate hypotheses of intervention that have a broad and long-term territorial vision, to urge actions involving stakeholders (companies, associations) as an integral part of project management.

Comitato Difesa Costa Cannitello
2,727 supporters
Victory
Petitioning Gerardo Mario Oliverio

Salviamo le Terme Luigiane e garantiamo il diritto di curarci

La Calabria è la terra delle Terme. Tra queste, le Terme Luigiane, la più antica e rinomata stazione termale per le efficaci proprietà delle sue acque, frequentata da decenni sia dai calabresi che da tantissime persone provenienti da tutta Italia e dall'estero, rischiano di non poter garantire la continuità delle prestazioni. Questo accade per problemi burocratici che riguardano la Regione Calabria, i due comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese (la cui concessione perpetua dovrebbe ora diventare temporanea) e l'attuale gestore per l'uso delle acque termali. Occorre trovare con urgenza una soluzione per il bene della collettività. Una collettività fatta da tutte quelle persone che trovano grande giovamento nelle cure termali di questo stabilimento. Una comunità fatta in primis da noi calabresi che abbiamo la fortuna di poterci curare per molte patologie grazie a risorse naturali del territorio. Una comunità fatta dai tanti utenti che scelgono queste terme dalla più alta percentuale di zolfo in Europa, provenendo da ogni dove e preferendole ad altre terme italiane. Una comunità fatta soprattutto da anziani e bambini, le categorie che più di tutte necessitano di non interrompere le cure e cercarle altrove e per le quali dobbiamo batterci per garantire quello che è un diritto alla salute. Il mio pensiero va soprattutto al reparto pediatrico, ai bambini come i miei figli che grazie alle cure hanno migliorato il loro stato di salute, evitando in alcuni casi interventi chirurgici. Per le Terme Luigiane lavorano inoltre 250 dipendenti che con impegno e professionalità accolgono migliaia di utenti ogni anno. E non possiamo non considerare la grossa perdita economica che si avrebbe su tutto l'indotto generato dalle Terme Luigiane sul territorio. La nostra Regione può vivere di turismo e le Terme Luigiane ne sono una riprova. Anzi, valorizziamole sempre di più. Non lasciamole morire.  E soprattutto non lasciamo morire la speranza di curare noi e i nostri figli nelle "nostre" terme.

Tiziana Nicotera
1,557 supporters