Decision Maker

Marianna Madia

  • Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione

Marianna Madia è una politica italiana. Ricopre l'incarico di Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione nel Governo Renzi dal 22 febbraio 2014.


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Victory
Petitioning Marianna Madia

No al Foia giocattolo: l’Italia ha bisogno di una vera libertà di accesso ai documenti

Da mesi con la rete Foia4Italy chiediamo al governo un Freedom of Information Act, ovvero un provvedimento che permetta a tutti gli italiani di avere libero accesso ai dati, i documenti e le informazioni in possesso della Pubblica amministrazione (Pa). Informazioni che ci consentirebbero di conoscere ad esempio di che cosa si muore in una città dove si trova un grande impianto industriale, i dati sulla sicurezza degli edifici scolastici, quanto lo Stato versa per i vitalizi ai politici, e molti altri aspetti importanti. L’esecutivo ha promesso pubblicamente di occuparsene - ecco le parole del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del ministro Marianna Madia - e dopo vari rinvii, nel gennaio 2016, ha approvato il decreto attuativo della riforma della Pa che porta il nome di Freedom of Information Act italiano. Ma a una settimana di distanza dal voto in Consiglio dei ministri, il decreto sulla trasparenza non è ancora stato reso pubblico, mentre la bozza diffusa dalla stampa appare assai deludente e inefficace. Chiediamo con forza di cambiare questo testo: siamo ancora in tempo per farci sentire. L’Italia è 97esima su 103 Paesi in materia di diritto di accesso alle informazioni e secondo l’ultimo rapporto di Transparency International penultima in Europa e 61° nel mondo per corruzione percepita. Se questo Freedom of Information Act rimarrà tale e quale, l’Italia perderà l’ennesima occasione per diventare un Paese più giusto e democratico e per combattere efficacemente la corruzione. Al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro Marianna Madia chiediamo di modificare il decreto in modo che gli italiani possano beneficiare della trasparenza che meritano e di cui hanno bisogno per partecipare attivamente alla vita democratica. Qui abbiamo individuato 10 punti irrinunciabili che il Foia italiano deve contenere per essere degno di chiamarsi tale. Questo Foia non è un Foia. Di libertà di informazione non ha nulla. Chiediamo al governo di essere trasparente, pubblicare al più presto il testo della legge e accogliere le proposte di modifica avanzate da noi cittadini. Facciamoci sentire!

Foia4Italy
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Petitioning Giuliano Poletti, Marianna Madia

Abolizione della trattenuta in busta paga del 2,5% per il Tfr

I dipendenti pubblici sono ingiustamente sottoposti alla trattenuta previdenziale in busta paga del 2,5% per il Tfr PremessaNel 1999 i dipendenti pubblici passarono dal Trattamento di Fine Servizio (Tfs) al Trattamento di Fine Rapporto (Tfr) (con l’accordo quadro stipulato tra l’Aran e le Confederazioni sindacali e recepito dal Governo con il Dpcm).L’accordo prevedeva che si introducesse il Tfr per gli assunti dal 2001 e, allo stesso tempo la possibilità di trasformare il Tfs in Tfr per tutti quelli che si fossero iscritti alla previdenza complementare.Sul Tfs, però, grava il contributo previdenziale del 2,5% a carico del lavoratore e trattenuto dall’amministrazione di appartenenza sulla retribuzione utile ai fini previdenziali, successivamente versato all’ente di previdenza (Allora Inpdad, ora Inps). Per il Tfr l’accantonamento è solo del 6,91% sulla retribuzione utile.Questo avrebbe portato i lavoratori in Tfr a percepire una retribuzione più alta rispetto ai lavoratori in Tfs. Per fare in modo che la retribuzione netta non subisse variazioni nel nuovo regime di Tfr, l’accordo prevedeva la riduzione della retribuzione lorda in misura pari al contributo previdenziale. Tuttavia l’importo ridotto viene poi calcolato ai fini pensionistici e previdenziali.  Cosa sta accadendo però? Che molte amministrazioni stanno trattenendo indebitamente il contributo del 2,5% (invece di indicarlo solo figurativamente, contrariamente a quanto previsto dall’accordo del ‘99). NOI CHIEDIAMO DI: 1. Rivedere l’accordo Aran e Sindacati del 1999 che ha recepito il principio dell’invarianza retributiva;  2. Stabilire l’ampliamento della base di calcolo del Tfr ed eliminare ogni ingiusta trattenuta;  3. Ridurre i tempi di pagamento del Tfs e del Tfr adeguandoli a quelli del privato. Attualmente i tempi di pagamento decorrono dopo due anni a regime ordinario e fino a cinque anni andando in pensione utilizzando il cumulo pensionistico o l’Ape Social o per i lavoratori precoci.

Funzione Pubblica Cgil
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Petitioning Sergio Mattarella, Valeria Fedeli, Giuliano Poletti, Marianna Madia, Beatrice Lorenzin

SICUREZZA SCUOLE: chiediamo l’emanazione del decreto attuativo del D.Lgs 81/08

La sicurezza scolastica è una questione di interesse generale; nella norma sono previsti compiti ed obiettivi per differenti soggetti di molteplici enti (comuni, province, ASL, VVFF…) ma la mancata emanazione dei decreti attuativi per il comparto scuola (prevista a 24 mesi e che avrebbe consentito di adattare le disposizioni generali al contesto specifico di scuola e università) non consente la precisa individuazione delle responsabilità dei diversi soggetti professionali. Il Dirigente scolastico non è nelle condizioni oggettive di adempiere, da solo, al compito della prevenzione dei rischi, in quanto la scuola non è proprietaria della struttura e non dispone delle risorse finanziarie necessarie a realizzare la manutenzione degli edifici e la formazione del personale preposto.Individuare un unico soggetto da sovraccaricare di responsabilità può sgravare la coscienza di molti ma di fatto non migliora la questione della sicurezza. Le scuole continuano a versare in uno stato di colpevole abbandono: l’aver trovato il capro espiatorio da mandare sotto processo in ogni circostanza non avvicina di nulla la soluzione del problema. Il decreto attuativo, a tutt'oggi, non è stato emanato. L’emanazione del decreto attuativo, già previsto dal Testo Unico, potrebbe effettivamente contribuire ad individuare e ripartire meglio oneri e responsabilità tra i diversi soggetti coinvolti e, quindi, avvicinare il traguardo della messa in sicurezza degli edifici scolastici.La sicurezza nelle scuole è una questione che attiene alla tutela di diritti costituzionalmente garantiti, il diritto alla salute e il diritto all'istruzione. Aiutaci a difendere i diritti costituzionali dei cittadini studenti.  

Associazione Modifica81 .
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Petitioning Sergio Mattarella, Matteo Renzi, Luigi Di Maio, Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Pietro Grasso, Di Stefano Simone, Antonio Ingroia, Marianna Madia, Dipartimento Funzione Pubblica,...

STOP subito alle norme capestro introdotte dal nuovo CCNL funzioni locali

Chiediamo subito la sospensione di questo contratto capestro e l’immediata consultazione referendaria di tutti i lavoratori del Comparto Funzioni Locali. Diciamo no alla dittatura sindacale. Dopo nove anni di mancato rinnovo contrattuale in piena campagna elettorale per le imminenti elezioni politiche e in campagna elettorale per le RSU ai lavoratori del comparto funzioni locali, con la firma del nuovo CCNL, verrà elargita quella che si può definire una “mancetta elettorale”, in piena sintonia e continuità con l’accordo sottoscritto nell’imminenza delle votazioni per il referendum costituzionale del 30.11.16.  Le Organizzazioni Sindacali firmatarie della preintesa – Cgil, Cisl; Uil e CSA – rappresentano insieme n.166.887 deleghe all’interno del comparto Funzioni Locali composto da 445170 lavoratori, quindi il 37,4% circa del totale. Rappresentano dunque quello che in democrazia si chiama la MINORANZA, ma hanno siglato e preso decisioni sulla testa della maggioranza. Questo non è tollerabile soprattutto alla luce del fatto che, per due spiccioli è stata firmata un’ipotesi di contratto peggiorativo (ed elencheremo dettagliatamente le motivazioni) rispetto alla situazione preesistente per tutti i lavoratori del comparto, e per la Polizia Locale ancor di più, nonostante i proclami enfatici del raggiungimento dell'obbiettivo della nascita una sezione contrattuale apposita per essa, che ha il sapore dell’ennesima scatola vuota. Chiediamo dunque, sulla scorta di ciò che avviene già in altri settori (p.es. Protocollo di Intesa stipulato il 31 maggio 2013 tra Confindustria, Cgil; Cisl e Uil), la consultazione di tutti i lavoratori del Comparto Funzioni Locali attraverso il referendum sindacale previsto dalla legge 300/1970 Statuto dei Lavoratori, che rappresenta l’unico strumento di democrazia diretto, previsto a tutela di tutti i lavoratori, anche quelli iscritti ai sindacati non rappresentativi e quelli non sindacalizzati, la maggioranza.  Crediamo che una Repubblica democratica fondata sul lavoro, debba aver riguardo e garantire pari dignità e trattamento a tutti i lavoratori di tutti i settori pubblici e privati in quanto, TUTTI I LAVORATORI, e non solo quelli con la tessera sindacale in tasca, contribuiscono a mantenere grande questa Nazione – (in questo la nostra Carta Costituzionale è molto chiara -vedi l’articolo 39 della Costituzione).  Questa petizione vuole quindi offrire una voce ai lavoratori del comparto Funzioni Locali che non sono né d’accordo ne soddisfatti da quanto siglato dai Sindacati “tradizionali” con la parte pubblica. Quindi cari colleghi, se condividete quanto affermato in questo documento, non lasciatevi intimorire e firmate la petizione senza il timore di andare contro i vostri delegati sindacali (alcuni dei quali sicuramente tacitamente insoddisfatti dell’accordo stesso di cui non hanno responsabilità dirette).Se qualcuno di loro dovesse chiedervi invece conto della vostra sottoscrizione, beh quel qualcuno non sta facendo i vostri interessi ma quelli suoi personali e del Sindacato che rappresenta.  Entrando nel dettaglio della pre-intesa siglata abbiamo riscontrato che:  1.      DITTATURA SINDACALE: Siamo di fronte ad una vera e propria forma di dittatura sindacale, dove è chiaro e banale il tentativo di eliminare le voci fuori coro e mettere a tacere quella delle minoranze e dei Sindacati Autonomi non allineati. L’organismo collaborativo previsto all’art. 6 (sede in cui si attivano stabilmente relazioni aperte e collaborative su progetti di organizzazione e innovazione, miglioramento dei servizi - anche con riferimento alle politiche formative, al lavoro agile ed alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro - al fine di formulare proposte all'ente o alle parti negoziali della contrattazione integrativa - proposte su assunzioni, trasformazioni organizzative, lavoro straordinario, assenze del personale, incentivi etc.), esclude le RSU non derivanti da chi ha sottoscritto il ccnl dal parteciparvi e ne riserva la partecipazione ai soli firmatari del contratto nazionale e loro designati. (le rsu - vogliamo evidenziare- rappresentano gli unici delegati sindacali veramente titolati a partecipare nella vita dell’Ente in quanto rappresentati di tutti i lavoratori all'interno dell'Ente Stesso).   2.      RELAZIONI SINDACALI: nelle relazioni sindacali è stato introdotto il “confronto” invece di reintrodurre la concertazione, unico mezzo che poteva dare forza all’azione sindacale nei confronti della parte datoriale.  3.      AUMENTI SALARIALI: a fronte di un calo del potere d'acquisto vertiginoso dal 2009 ad oggi e a fronte di ben tre rinnovi contrattuali per i lavoratori del settore privato (equivalenti ad un aumento medio di 250€), l’attuale tornata di rinnovo contrattuale porterà aumenti pari ad un valore del 3,6% (ottanta € medi) ma se analizziamo le tabelle allegate al contratto possiamo affermare che a regime ad un D6 (massimo livello retributivo esistente sino ad oggi) verranno elargiti € 90,30 e a un C5 € 69,80 e a un B7 63,40 naturalmente al lordo delle trattenute di legge e senza la certezza del mantenimento del cosi detto bonus fiscale a conguaglio.Dal punto di vista economico va registrata un misero aumento economico medio lordo di 41,00. Misure dunque del tutto insufficienti per aiutare le famiglie a far fronte al carovita in considerazione anche del fatto che all’esiguo aumento salariale e dunque del reddito percepito corrisponderà una diminuzione di quei benefit come gli assegni famigliari.  4.      PERSONALE TURNISTA: il personale turnista degli enti locali (quindi quasi esclusivamente la polizia locale) non ha diritto alla pausa dei 30 minuti oltre le sei ore lavorate. Il personale poi che svolge servizio nelle giornate di riposo settimanale (ancora una volta la polizia locale) non percepisce più la maggiorazione oraria del 50%, ma solo quella del 30%. Totalmente sparito l'art. 24 sul lavoro nel festivo settimanale; ed anche in questo caso si sono dimenticati dei Lavoratori della Polizia Locale ( inserendo che tra un turno e l’altro devono trascorrere 11 ore) quando, invece, per legge – decreto 66 – il tutto è regolato in maniera diversa proprio perché abbiamo a che fare con una forza di polizia locale. 5.      MALATTIE DOVUTE A GRAVI PATOLOGIE: chi è affetto da gravi patologie per le cure salvavita (chemio, dialisi ecc. ecc.) ha diritto solo a 4 mesi di malattia nell'anno solare e non 6 come prima. Per curarsi bisognerà fare ricorso alle ferie alle aspettative non retribuite.  6.      INDENNITÀ POLIZIA LOCALE: la parte dedicata alla polizia locale è "fumo negli occhi"! Infatti l’indennità per lavoro esterno che va da 1 euro a 10 euro lorde per ogni giornata effettivamente lavorata all'esterno, a meno che non si decida per 10 euro a giornata (cosa poco plausibile considerate le risorse disponibili) per il personale della polizia locale rappresenterà perlopiù una perdita, tanto più che chi beneficerà di questa indennità non potrà beneficiare più delle indennità di rischio, disagio e maneggio valori. Ma perché invece non si è scelto, un percorso più dignitoso aumentando l’attuale indennità di vigilanza ferma dal 1/1/2003 agli importi di 1110,84€ annui lordi (780,30€ lordi per quella ridotta)? e lasciando invariato tutto il resto?. Cascava il palco costruito per nascondere il fatto del denaro che lo Stato non ha voluto realmente versare per un rinnovo contrattuale serio e non”mancetta” elettorale. La seconda indennità fino a 3000€ non è altro che la vecchia indennità di responsabilità di procedimento chiamata in modo diverso. Infatti, ha la stessa soglia massima (3000 Euro) e assorbe tutte le competenze accessorie e le indennità previste dal ccnl, compreso il lavoro straordinario ossia l'IPR. Quindi nulla di nuovo. MA SOPRATTUTTO DOVE TROVERANNO LE RISORSE LE NOSTRE AMMINISTRAZIONI SE NON C'E' LA BENCHÉ' MINIMA POSSIBILITÀ' DI AUMENTARE IL FONDO (DAL 2019 … FORSE)? TOGLIENDOLI AGLI ALTRI DIPENDENTI E INNESCANDO LA SOLITA GUERRA TRA POVERI? E le progressioni orizzontali diverranno un sogno!  7.      FONDI PREVIDENZIALI A FAVORE POLIZIA LOCALE: Alla polizia locale, in qualità di polizia stradale, per legge compete una previdenza integrativa in compensazione del particolare disagio e pericolo tipico del servizio, così come per carabinieri e polizia di stato. È INOTELLARABILE la decisione di inglobare questi fondi nel fondo Perseo-Sirio (gestito dai sindacati confederali). Avevano già provato fallendo a fare aderire il personale del comparto al fondo Perseo, ora lo obbligano, non essendo più prevista altra forma di previdenza integrativa alternativa ai Perseo e Sirio medesimi. Questo significa che è stata annullata la possibilità, data al lavoratore, di scegliere, in base alla Legge, dove investire la sua assistenza e previdenza Inoltre, aderendo al Perseo si sarà l’obbligati di mutare il TFS in TFR senza possibilità di ripensamento....;  8.      POSIZIONI ORGANIZZATIVE: Vengono scippati dal fondo risorse decentrate destinato a tutto il personale, i soldi per le posizioni organizzative (che non saranno più contrattati)  9.      CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE: in questa tornata contrattuale non sono stati affrontati temi importanti come la nuova classificazione professionale, di cui è stata fornita solo una tabella economica sulle possibili nuove categorie, e le specificità del settore educativo e scolastico, tutte tematiche che sono state rimandate ad una apposita commissione paritetica da istituire. Un contratto fatto in fretta, che ha bypassato completamente tematiche di particolare interesse per lavoratrici e lavoratori del comparto. 10.  FASCE DI MERITO: lo sbandierato affossamento delle fasce di merito previste dal decreto Brunetta corrisponde invece all’introduzione di una forma di merito peggiorativa, laddove prevede un premio individuale di almeno il 30% in più di valore a un numero limitato di dipendenti (art. 69), il tutto con la discrezionalità dei dirigenti.  11.  BUONI PASTO: nessun adeguamento degli attuali esigui importi stabiliti dopo i tagli effettuati dalla spending review;  12.  ELIMINAZIONE DELLA CATEGORIA D3 GIURIDICO: dopo anni di ipocrita silenzio dove le amministrazioni locali hanno agito basandosi anche sulla cospicua giurisprudenza in materia, è stato eliminato la categoria D3 Giuridico che nella polizia municipale (organizzata in maniera verticistica di stile militare cioè con distintivi di grado), è legato ad una figura professionale ben circoscritta; senza prevedere una surroga di queste figure professionali, la cosa genererà conflitti lavorativi e confusione.  ALTRI PUNTI DI CRITICI, OSSERVAZIONI E CONSIDERAZIONI FINALI: nessun accenno alla diminuzione dell'orario di lavoro che rimane a 36 ore, mentre sul piano normativo si registra un inasprimento del codice disciplinare. Sul versante dei permessi che riguardano la legge 104, e le visite specialistiche, la fruizione dovrà essere programmata almeno 30 giorni prima o nelle 24 ore antecedenti nei casi di urgenza, mentre per le visite specialiste sono previste solo 18 ore annuali. Recentemente, in sede di definizione delle categorie di lavoratori/lavoratrici "disagiate", sono stati inclusi, a buon diritto certamente, infermieri e insegnanti di asili nido, ma non è stata ricompresa la Polizia Locale, sebbene sottoposta a logoramento psicofisico e situazioni di alto rischio, come confermano i dati degli infortuni sul lavoro gravi/gravissimi. (e questa si che sarebbe stata una vittoria vera da sbandierare!). Tutto ciò rende evidente che i lavoratori del Comparto Funzioni Locali non sono le risorse umane sul quale investire per rendere i servizi della pubblica amministrazione funzionali ed efficaci ma solo i “fannulloni “ da penalizzare per cui ben venga un contratto con ampio spazio alle procedure disciplinari con poche tutele sulle assenze per malattie

Michele Ponchia
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Petitioning Vincenzo De Luca, Marianna Madia, Beatrice Lorenzin

Stabilizzazione MoPASS (Movimento dei Precari Atipici e Subordinati della Sanità Campana)

Siamo 1200 precari della sanità della Regione Campania, che a causa del blocco del turn-over sono stati assunti con contratti atipici come co.co.co / co.co.pro, flessibili come le P. IVA e subordinati, e che  da circa 20 anni lavorano sottopagati e privi di tutela (malattia, maternità, ferie) e che oggi rischiano di essere licenziati a causa delle nuove politiche sanitarie, sebbene tutti garantiamo i livelli essenziali di assistenza (LEA). Viviamo una profonda condizione di sudditanza psicologica e discriminazione lavorativa, dovuta allo stato di precarietà della nostra stessa esistenza. Le vessazioni non provengono solo da chi minaccia una mancata prosecuzione del rapporto lavorativo ma alle volte anche dai colleghi stessi, dipendenti a tempo indeterminato che ne approfittano per imporre turni, orari e mansioni scomode sottolineando ed enfatizzando la differente condizione contrattuale. Siamo dirigenti medici che operano prevalentemente nell’aria critica: pronto soccorso, rianimazione, sale operatorie, garantendo l’emergenza-urgenza; Siamo dirigenti medici e sanitari che lavorano su un territorio come il nostro non a caso definito “terra dei fuochi” nel settore della prevenzione con gli screening dei tumori della Cervice Uterina,  del Colon-Retto e della Mammella; Siamo psicologi-sociologi per la prevenzione e l’individuazione delle disabilità psicologiche, sociali e riabilitative dei pazienti, per la crescita psicologica di bambini e adolescenti, per l’offerta di un supporto psicologico ai familiari degli ammalati acuti e cronici, ospedalizzati o assistiti a domicilio; Siamo Farmacisti addetti alla farmacovigilanza, la farmacoeconomia, la farmacoepidemiologia, biologi, tecnici di laboratorio, dietisti e dirigenti sanitari con funzioni di polizia giudiziaria,  funzioni ispettive e di controllo per la tutela della pubblica salute. Il legislatore delegato si è accorto di tale stortura sociale e ha legiferato con l'emanazione del Dlgs 75/2017 (decreto Madia) ed una successiva circolare integrativa. CHIEDIAMO al GOVERNATORE DE LUCA che si è mostrato sempre sensibile ed attento alla problematica del precariato di intervenire immediatamente con una chiara linea di indirizzo per tutte le Aziende Sanitarie e che faccia riferimento solo ed esclusivamente alle ultime normative in materia: il decreto e la circolare Madia.  

MoPASS
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Petitioning Marianna Madia, Vice Presidente della Camera dei Deputati: Luigi di Maio, Beatrice Lorenzin

Esercizio della Libera Professione anche per Infermieri ed Ostetriche dipendenti da P.A.

E' irragionevole, ad oggi, che i Medici dipendenti della Pubblica Amministrazione (P.A.) possano espletare la propria libera professione, mentre,  Infermieri, Ostetriche e le altre Professioni Sanitarie tecnico-riabilitative debbano essere ancora legate al Vincolo di Esclusività lavorativa con la struttura di appartenenza e non possano, perciò, esercitare la propria libera professione. Da circa 50 anni il personale medico/dirigenziale supera questo vincolo attraverso una "surroga" alla legge "T.U. dei dipendenti appartenenti alla P.A", legge targata 1957.La differenza di trattamento tra queste Professioni, tutte,  con un percorso di studi universitario, appare oggi dai sapori incostituzionali (art.3 e art. 36 C.I.) sebbene rimanga ancora in essere.Per adesso, due, sono state le proposte di legge atte al superamento in materia di disposizione all'esercizio della libera professione verso il personale infermieristico ed ostetrico e delle altre professioni sanitarie tecnico-riabilitative. Tali proposte presentate su iniziativa dei deputati della camera, precisamente, il 31 maggio 2006 e il 3 febbraio 2009 sono state prontamente bocciate dalla Camera senza giustificato motivo.Si ricorda, che  gli Infermieri, le Ostetriche e le altre Professioni Sanitarie tecnico-riabilitative, effettuano un percorso di Studi Universitario, e una volta laureati hanno l'obbligo di iscrizione al proprio albo professionale per poter esercitare la Professione. Qualora, dipendenti del servizio del SSN, rimane loro l'obbligo del pagamento della tassa annuale di iscrizione, sebbene non possano effettuare la propria Libera Professione (una bella contraddizione).Vogliamo che questa distorsione, essendo, ingiusta e discriminatoria, venga definitivamente superata.  Chiediamo il tuo sostegno, affinché, si evinca che il diritto di uguaglianza e pari opportunità lavorativa sia riconosciuto da tutte le Professioni Sanitarie dipendenti da P.A.

UILfpl Careggi
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Petitioning Vincenzo De Luca, Beatrice Lorenzin, Marianna Madia, Bruno zuccarelli

Stabilizzazione precari storici "AORN Santobono Pausilipon" con contratti decennali

Siamo precari dell AORN Santobono Pausilipon con contratti 15 septies e 15 octies prorogati dall'Azienda stessa anche da oltre 17 anni  per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza Siamo professionisti con diversi incarichi professionali (psicologo-psicoterapeuta, tecnici di laboratorio, di neurofisiopatologia, ortottisti, neuropsicomotricisti, educatori professionali) stipulati a seguito di selezione pubblica per titoli e colloquio prorogati senza soluzione di continuità chi dal 2002 ad oggi. Gli utenti che afferiscono ai nostri ambulatori usufruiscono di un'alta specializzazione e professionalità che consente anche di ridurre notevolmente le lunghe liste di attesa. Rispettiamo orari e turni stabiliti dall'azienda assumendoci ogni responsabilità al pari del personale strutturato ma senza alcun diritto a ferie, malattia, maternità. L'azienda stessa con una delibera risalente al 2015 ha dichiarato le nostre funzioni assimilabili a quelle del personale subordinato, tuttavia non è seguito nessun atto formale per la nostra regolarizzazione. La legge Madia pervede: Per quanto riguarda la stabilizzazione dei precari “storici” della PA, che le amministrazioni potranno, nel triennio 2018-2020, assumere a tempo indeterminato, come lavoratori subordinati del settore pubblico, coloro che possiedono i seguenti requisiti entro la data del 31 dicembre 2017: risultano lavoratori parasubordinati della Pa.(inquadrati come co.co.co., o figure similari come i vecchi co.co.pro.): anche in questo caso è necessario avere alle spalle almeno 3 anni di servizio presso una pubblica amministrazione, anche non continuativi, negli ultimi 8 anni E noi che di anni di servizio ne abbiamo da 10 a 17 ci aspettiamo che questa stabilizzazione si concretizzi entro il termine di quest'anno o rischiamo di perdere il posto di lavoro. Infatti i nostri contratti sono in scadenza al dicembre 2018 Il comma 5 dell’art. 20  fa divieto alle amministrazioni di instaurare ulteriori rapporti di lavoro flessibile. Ci uniamo pertanto a tutti i precari della sanità della Regione Campania affinché vengano riconosciuti i nostri diritti alla stabilizzazione.      

Precari Santobono Pausillipon
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