Decision Maker

Marco Bucci

  • Sindaco di Genova

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Victory
Petitioning Giuseppe Conte

(VELOCEMENTE!) Un nuovo ponte per Genova

(VELOCEMENTE!) Un nuovo ponte per Genova Appello per la nomina del commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi su indicazione del Presidente della Regione Liguria e del Sindaco di Genova Siamo un gruppo di cittadini genovesi che, sentite le affermazioni del Presidente del Consiglio e dei Ministri competenti in merito alla nomina e ai poteri del Commissario previsto dal decreto Genova per la ricostruzione del ponte Morandi si sono costituiti comitato per promuovere la sottoscrizione di un appello popolare da inviare al Presidente del Consiglio e al Governo della Repubblica.  I cittadini genovesi, sentite le dichiarazioni alla stampa del Presidente del Consiglio e di altri esponenti del Governo, si rivolgono al Presidente del Consiglio e a tutto il Governo della Repubblica per chiedere che il commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi, previsto dal “Decreto Genova”, sia nominato su indicazione del Presidente della Regione Liguria e del Sindaco di Genova. I cittadini genovesi chiedono altresì che al Commissario vengano conferiti tutti i poteri necessari per assolvere direttamente agli adempimenti previsti dalle leggi vigenti nelle materie oggetto del suo incarico. Ignorare tali passaggi creerebbe nella città grande delusione e notevole disorientamento  I cittadini genovesi   Nome Comitato: Appello per Genova Presidente: Remo FerrariVicepresidente: Rodolfo GillanaPortavoce: Alessandro Apollaro  

Comitato Promotore Ricostruzione Ponte Morandi
35,039 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Marco Bucci

5 PUNTI PER 1 PONTE e una sola priorità: Genova!

Il “Decreto Genova”, pubblicato il 28 settembre 2018, ostacola la ricostruzione certa e in tempi brevi di un nuovo ponte per Genova, poiché: C’è il rischio oggettivo che l’esclusione del concessionario attuale, dia luogo a inevitabili contenziosi legali e determini l’allungamento dei tempi di avvio della ricostruzione; Lo Stato italiano deve anticipare le ingenti risorse economiche sia per la ricostruzione del ponte che per gli indennizzi a privati e imprese danneggiate; Il Decreto DEVE quindi essere modificato dalle Camere entro i prossimi 60 giorni. Genova, nell’interesse nazionale, non può accettare né permettersi che il Decreto rimanga immutato.Chiediamo: LA MODIFICA DEL DECRETO anche con un autonomo e separato provvedimento legislativo, limitato al tema della ricostruzione immediata del nuovo ponte. EFFICACIA E IMMEDIATEZZA e quindi chiediamo che Società Autostrade, in quanto concessionaria, sia l’appaltante dei lavori, obbligato all’immediato ripristino dell’opera, totalmente e direttamente a proprie spese e senza nessun onere o anticipazione a carico del bilancio statale, come la Legge prevede al di là di ogni dubbio.  CONTROLLI SCRUPOLOSI E VIGILANZA SEVERA e quindi chiediamo che Società Autostrade, quale stazione appaltante, sia sottoposta al controllo preventivo e alla vigilanza del Commissario designato dal Governo in ogni fase dei lavori,ivicompresa la selezione delle imprese che dovranno realizzarli. LA RIDUZIONE DELLA PERCENTUALE DI LAVORI AFFIDATI A IMPRESE CONTROLLATE DALLA CONCESSIONARIA, ovvero considerato che la concessione in essere prevede che il 40% dei lavori sia affidato a imprese controllate dalla concessionaria medesima,si richiede che tale soglia sia abbassata ad una misura non superiore al 20%. UNA SELEZIONE DELLE IMPRESE SCRUPOLOSA, MA VELOCE, quindi chiediamo che, stante la indiscutibile natura emergenziale dell’evento, la selezione delle imprese che realizzeranno i lavori sia fatta in deroga alla normativa ordinaria nazionale ed europea in materia di appalti. Questo perché è essenziale accertare le responsabilità e sanzionare i colpevoli di quanto accaduto, ma è al contempo una necessità imprescindibile procedere in modo celere, professionale e risoluto, per la città e per i genovesi. Per Società Autostrade questa sarà la “punzione” immediata, a tutela dell’interesse pubblico: mantenerla nel ruolo di concessionaria e stazione appaltante fino al momento in cui le inchieste in corso accerteranno le responsabilità sull’evento che nessuna Legge può legittimamente affermare in via preventiva. Ciò eviterà ogni possibile ritardo causato da azioni legali e soprattutto eviterà l’anticipazione dei costi di ricostruzione e risarcimento da parte dello Stato. Genova non chiede sussidi e pretende di non essere ostacolata nel percorso di crescita già avviato e solo momentaneamente interrotto. Entro il 2019 il nuovo ponte può e deve essere ricostruito, onorando la memoria delle vittime, quale simbolo condiviso della volontà e dell’orgoglio dell’intera comunità nazionale. I cittadini genovesi #5PuntiX1Ponte#GovernoAscolta#GenovaVuoleUnPonte#PonteMorandi

Comitato Promotore Ricostruzione Ponte Morandi
9,072 supporters
Petitioning comune di Genova

#genovaciclabile: Rendiamo Genova ciclabile! Rendiamo Genova città europea!

Buongiorno Sindaco Marco Bucci e Assessore ai Trasporti Matteo Campora. Siamo cittadini genovesi e amici di Genova, che frequentiamo per lavoro o per turismo. Siamo accomunati dall’amore per questa città, per il suo territorio e per l’ambiente. Ci facciamo portavoce di quanti vorrebbero contribuire alla preparazione della cosiddetta "fase 2", perché il ritorno alla normalità non sia un ritorno allo status quo ante, con gli stessi problemi ormai cronici di questo territorio. Nessun cittadino ambisce a rimettersi in coda ogni mattina e ogni sera, faticare a trovare un parcheggio, rischiare incidenti, schivare motorini e respirare smog. Genova è la citta italiana con il più alto tasso di mortalità per abitante per incidenti stradali dovuti al traffico (dati Istat). In più mai come oggi il tema ambientale sta diventando una responsabilità civile che abbiamo per noi stessi, per le generazioni successive e per la natura. Perchè non cambiare? Un'alternativa c'è, sul modello di molte altre città europee. Riteniamo che rendere Genova una città ciclabile, alla stregua delle città europee più civili e vivibili, non sia il capriccio di pochi, ma ormai l'esigenza di molti. Siamo consapevoli che sia una sfida difficile, ma non impossibile e che è importante per tutta l’Italia. Riuscire infatti in una città stretta tra le colline e il mare, con difficoltà oggettive ubanistiche e territoriali, può diventare un modello di ispirazione nazionale. Farcela qui, significa potercela fare in tutta Italia! La grande svolta può essere favorita dalle ebike, che superano i precedenti limiti di autonomia e abbattono i dislivelli delle salite. E’ importante fare conoscere ai cittadini questa possibilità non inquinante come efficacissima alternativa agli scooter, di cui Genova è piena più di altre città italiane. E’ anche più vantaggiosa in termini di spesa d'acquisto, manutenzione, assicurazione, ingombri e libertà di movimento. E’ importante anche far conoscere le bici cargo, che in nord Europa vengono oggi giorno utilizzate per trasportare i bambini e grandi carichi di spesa. A volte le persone sono contrarie a dei cambiamenti, perchè non hanno osservato altre realtà e vedono il proprio modo di vivere come l’unico possibile. In questo la politica deve essere più lungimirante dei cittadini che rappresenta e proporre migliori realtà, migliori anche per la loro salute. Siamo consapevoli che dare accesso nelle ciclabili a biciclette e assimilabili non dia un valore aggiunto solo alla vita dei possessori dei mezzi stessi, che auspichiamo aumentino grazie agli incentivi governativi, ma alla salute di un’intera comunità per il minor inquinamento, anche acustico. Riteniamo che l’accesso alle ciclabili dovrebbe essere consentito a: biciclette, ebike, bici cargo, handy bike, monopattini elettrici e non, pattini, monoruota. Abbiamo visionato il progetto biciplan della città metropolitana di Genova e ne siamo entusiasti. Sapere che le istituzioni abbiano tale consapevolezza sull’argomento e che siano attive ci fa ben sperare. Tuttavia abbiamo timore di dover aspettare anni e pertanto chiediamo di velocizzare questi interventi che riteniamo molto importanti. Sul breve termine per l’arrivo della fase 2, premesso che sia l’OMS che l’ISS hanno indicato la bicicletta, e mezzi assimilabili, come il miglior sistema di trasporto urbano in grado di garantire il distanziamento sociale, chiediamo azioni urgenti e immediate. A tal proposito appoggiamo i progetti che le varie associazioni vi stanno proponendo anche come soluzioni temporanee, comprensive di mappe di ciclabili e di suggerimenti sulla viabilità. Menzioniamo le proposte illuminanti di FIAB Genova, di Bike Italia, della Fondazione Michele Scarponi e dell’associazione Esperti Promotori della Mobilità Ciclistica. Siamo a conoscenza che le stesse richieste sono sostenute da una rete di numerose associazioni genovesi. Crediamo che una politica di incentivi alle aziende che promuoveranno tale tipo di mobilità "morbida" possa avere un impatto positivo; cosi come l'incentivo all'utente con una campagna che possa premiare chi percorre più km nel ‘bike to work’. Crediamo moltissimo in una #genovaciclabile e ci impegniamo nel dare il massimo sostegno e supporto al comune come volontari anche per qualunque attività di sensibilizzazione. L’argomento infatti non appartiene ormai a pochi amatori dell’attività singola, ma a chi desidera vivere in una città vivibile, silenziosa, non inquinata e sostenibile. In una città civile. Non del futuro, ma di ora!

Alessandra Repetto
9,020 supporters
Victory
Petitioning Giovanni Toti

Si' al Terzo Valico

La nostra città ha bisogno di nuove infrastrutture , senza le quali non può esserci futuro. Il Porto di Genova va promosso come porta non solo del Nord Italia, ma anche dell’Europa Centrale. Una semplice mappa dell’ Europa che comprenda il Mar Mediterraneo e quindi lo sbocco verso Nord del Canale di Suez , bene evidenzia come Genova sia al centro di tale area. Ricordando che da pochissimo il Canale di Suez e’ stato ampliato per il passaggio delle navi giganti che arrivano dall’ Oriente, il Porto della nostra citta’ ne diventa il naturale luogo di approdo per portare le merci verso il Nord, evitando quindi la navigazione via Gibilterra e l’Atlantico, con notevole abbattimenti dei costi e dei tempi, in una rotta che ben si inserisce nella nuova via della seta, che porta con se’ ingentissimi investimenti del governo cinese per 900 miliardi di dollari e possibilita’ di sviluppo e lavoro anche per il nostro porto e la nostra citta’. Il Nord Ovest italiano, compresa una parte di Veneto, dove si trova la più alta concentrazione di industrie e piccole medie imprese del nostro Paese, gia’ mercato di riferimento del nostro porto, oggi viene già contesa dai porti del Nord Europa, dopo l’apertura del tunnel del San Gottardo. Quindi il Terzo Valico non e’ opera utile solo alla Liguria, ma e’indispensabile a tutto il settore produttivo italiano avendo anche come obiettivo quello di essere più vicino a mercati quali quello elvetico e al Baden Wurttemberg, raddoppiando i volumi di traffico attuali e quello di consentire di raggiungere il tessuto economico nazionale che viene già oggi servito per l’85% da camion, garantendo meno inquinamento e maggiore sicurezza. Il terzo valico, collegato alla linea ferroviaria che porta alla Svizzera, consentirà la realizzazione di treni lunghi 750 metri, che oggi non sono possibili a causa di una pendenza elevata e di una serie di limiti strutturali quali gallerie più basse per le dimensioni attuali dei container. Dire no significherebbe vanificare ingentissimi investimenti e lavoro di anni su un'infrastruttura ormai in stato di avanzamento, giunta al quarto lotto su sei e interamente finanziata. Dire no sarebbe far morire lentamente il nostro Porto, umiliare le grandi qualita’ dei suoi operatori e lavoratori, togliere lavoro, piu’ semplicemente licenziare un mare di persone. Dire no vorrebbe dire relegare questa nostra citta’ ad un luogo sempre piu’ marginale, piu’ isolato dal mondo, che fuori corre veloce, condannandola definitivamente ad una progressiva poverta’ . NOI DICIAMO Sì I promotori :Giorgia Mannu , Claudia Basso, Milena Laviosa, Davide Viziano siterzovalico@gmail.com

SI Terzo Valico
6,629 supporters
Petitioning Giuseppe Conte

Visibilità e sostegno al reddito per chi lavora nella Ristorazione Scolastica

Le lavoratrici e i lavoratori che operano presso la ristorazione scolastica non vogliono essere dimenticati/e. Dal 24 febbraio sono fermi dal lavoro e la maggior parte delle aziende non ha anticipato l'ammortizzatore sociale che gli spetta da decreto Cura Italia. Questo significa che oggi sono in balia dei tempi di erogazione diretta da parte dell'Inps, ancora incerti. Sta di fatto che migliaia di lavoratrici e lavoratori non hanno ancora percepito un euro dallo Stato e per questo si chiede una azione urgente da parte dell'Inps a tutti i livelli affinchè si acceleri il più possibile l'elaborazione delle pratiche; questo appello è rivolto quindi a chiunque possa farsi parte attiva a sostegno di questi lavoratori. Inoltre, riteniamo siano necessarie ulteriori risorse aggiuntive in quanto il comparto è per lo più composto da donne, spesso monoreddito, che subiscono da anni part time involontari con stipendi già bassi; molte di loro non raggiungono nemmeno i 500 euro lordi al mese. Questo a pieno ritmo lavorativo, figuriamoci con la riduzione che dell'ammortizzator che per loro è il FIS. Anche una volta erogato, non sarebbe sufficiente a garantire loro nemmeno la sopravvivenza. Riteniamo quindi di fondamentale importanza aggiungere risorse, comunali, regionali o statali che siano, a sostegno di un reddito già estremamente risicato, che si ridurrà ulteriormente nei prossimi mesi. C'è inoltre la necessità di attivare strumenti di sostegno per il periodo di sospensione estiva che le riduce a reddito zero ormai da molti anni. Lavorano infatti nove mesi su dodici e se questo rappresenta elemento di estremo disagio economico in tempi normali, in questa situazione drammatica rischia di mettere in ginocchio intere famiglie. Ecco quindi dove si focalizzano le problematiche già esposte alle Istituzioni a livello locale, e per questo chiediamo di firmare il nostro appello in modo da poter consegnare le firme certificate alle istituzioni competenti.

FILCAMS CGIL GENOVA
3,028 supporters
Petitioning Marco Bucci, Città metropolitana di Genova

SALVIAMO IL PRATONE

Egregio Signor Sindaco Marco Bucci, siamo una rappresentanza di cittadini espressione di una comunità del Levante genovese, preoccupata per la possibile cessione dell'area di Quarto detta "Il Pratone", meraviglioso e ampio prato situato a Genova Quarto e antistante alla struttura “ex Ippai”. Quest'area, che sta molto a cuore a genitori e cittadini delle zone limitrofe e non solo, è un’area verde piana, facilmente accessibile vicino a case e scuole. Una rarità nella nostra meravigliosa città incastonata tra mari e monti e, di conseguenza, povera di tale tipologia di spazi. Attualmente il “Pratone” e immobili circostanti sono di proprietà di Città Metropolitana di Genova. Gli immobili sono sede di alcuni Uffici di Città Metropolitana stessa e in parte adibiti ad asilo comunale, scuola materna statale, centro Diurno Disabili, Liceo Artistico, palestra e biblioteca. Il “Pratone” è invece di fatto un bene comune con caratteristiche funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali della persona, in primis i bambini che ogni giorno ne beneficiano per giocare in libertà in uno spazio idoneo. Il "Pratone", infatti, è l’unico spazio verde vivibile e facilmente accessibile di Genova Quarto e, escludendo i parchi di Nervi, dell’intero Levante cittadino. È uno spazio quotidianamente frequentato da bambini, giovani, genitori, nonni. Spesso è utilizzato come sede per le feste di compleanno, per gli incontri dei gruppi scout, per vivere un semplice momento di relax sdraiati sui prati. Quando il meteo lo permette, è utilizzato dall’asilo Nido e dalla Scuola materna per svolgere attività didattica all’aria aperta. Al "Pratone" i bambini possono correre sui prati e giocare in un contesto in cui la Natura fa da padrona. Il “Pratone”, quindi, è un luogo fondamentale per tutta la comunità, ormai da generazioni, e svolge un’importante funzione di aggregazione per l’intera cittadinanza. A seguito di una progressiva diminuzione del personale della Città Metropolitana, il complesso adiacente al Pratone ha evidenziato un progressivo sovradimensionamento. Conseguentemente, il Servizio Patrimonio si è attivato al fine di riconvertire in altro uso buona parte del complesso. Dopo alcuni colloqui con il personale tecnico, è emerso che Città Metropolitana stia procedendo ad un processo di valorizzazione del complesso di beni finalizzata ad una possibile trasformazione ad uso RSA (Residenza sanitaria Assistenziale) attraverso il percorso della vendita o della concessione di valorizzazione a soggetti terzi. Come chiaramente espresso da Città Metropolitana, “la presenza del parco rende particolarmente appetibile la location” ed è stato escluso che il “Pratone” possa ritenersi al di fuori dal perimetro della riconversione ipotizzata. Le voci di manifestazioni di interesse ricevute e vagliate da Città Metropolitana sono sempre più insistenti e concrete. La grande paura di tutta la cittadinanza del levante e medio levante genovese, è quindi quella di perdere la fruizione pubblica del Pratone, di perdere la possibilità per bambini e ragazzi di avere aree gioco sicure e protette, a contatto con la natura Pertanto, chiediamo che il “Pratone” sia destinato ad USO PUBBLICO, eliminandolo quindi dal perimetro di valorizzazione del complesso di beni di Città Metropolitana, e possa quindi mantenere l’importante ruolo di luogo di aggregazione per la cittadinanza intera. Cinzia Calapai Comitato dei genitori dell'IC Quarto - Genova            

Cinzia Calapai
2,796 supporters
Petitioning Sergio Mattarella, Giuseppe Conte, Nunzia Catalfo, Giovanni Toti, Marco Bucci, Gianni Berrino, Pasquale Tridico

Sostegno alla ristorazione scolastica della Liguria

Ristorazione scolastica. #rilanciareilsettore #ristorazionescolasticaEugenio Iaquinandi, coordinatore regionale ristorazione scolastica: "La Uiltucs della Liguria promuove una raccolta firme per un settore che rischia di diventare invisibile anche dopo l'emergenza coronavirus". Genova, 20 aprile 2020 - Per andare oltre il periodo di emergenza e tutelare l'intero comparto, la Uiltucs della Liguria promuove una raccolta firme a sostegno di un settore tra i più fragili della catena dei servizi: la ristorazione scolastica. 'Vogliamo sostenere lavoratrici e lavoratori che dal 23 febbraio 2020 non percepiscono un euro di stipendio, ma che offrono un servizio pubblico ed essenziale alla collettività. Vogliamo sostenere un settore che, durante la pausa estiva non ha reddito, ma che merita di averlo', così si esprime Eugenio Iaquinandi, coordinatore regionale del comparto della ristorazione scolastica per la Uiltucs della Liguria. Parliamo di donne e uomini che vivono costantemente nell'incertezza, danneggiati dal tempo parziale verticale, che prevede la sospensione dello stipendio e dei contributi durante le chiusure estive. Gli stessi lavoratori che, a causa dell'emergenza COVID-19, attendono, accanto a deboli speranze, gli aiuti dallo Stato, dalle istituzioni e, naturalmente, di INPS. 'Proprio in un momento di estremo bisogno, regna sovrana l'incertezza e il senso di abbandono da parte di questi soggetti - spiega Iaquinandi - come Uiltucs chiediamo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro del lavoro Nunzia Catalfo , al Presidente della Regione Giovanni Toti, al sindaco di Genova Marco Bucci, all'assessore al lavoro Gianni Berrino, al Presidente dell'INPS Pasquale Trittico di adoperarsi per questa fascia debole di lavoratrici e lavoratori. Gli addetti di questo settore devono essere messi al centro della ripartizione, a cominciare da iniziative economiche a sostegno del reddito, quali fondo di integrazione salariale o cassa integrazione in deroga. Ammortizzatore sociale che, purtroppo, non è stato anticipato dalle loro aziende'. Inoltre chiediamo al Presidente del Consiglio, al Presidente della Regione Liguria e al Sindaco di Genova di farsi carico concretamente dell'esigenza della continuità del lavoro e del reddito di queste lavoratrici e di questi lavoratori, con ogni strumento necessario. Vista l'estrema incertezza della ripresa delle attività scolastiche nel breve periodo, la Uiltucs pensa che  il servizio di refezione potrebbe anche non essere compreso nell'attività didattica da predisporre. Questo per la Uiltucs sarebbe molto grave.La Uiltucs della Liguria chiede che questo settore venga riconosciuto immediatamente per la sua estrema importanza e per il grande sacrificio  a cui è sottoposto sotto l'aspetto economico. La Uiltucs chiede che venga presa in esame la possibilità di garantire agli addetti una copertura economica anche per il periodo estivo in cui le attività di ristorazione cessano. Queste sono le loro firme, una tutela della loro dignità individuale e collettiva, della sopravvivenza e nel riconoscimento della loro importanza vitale. Per firmare si può accedere al sito: www.uilliguria.it/Uiltucs . Per UILTuCS LiguriaEugenio Iaquinandi

UILTucs Liguria
2,386 supporters
Petitioning GIANNI CRIVELLO, LUCA PIRONDINI, MARCO MORI, MARIKA CASSIMATIS, PAOLO PUTTI, ARCANGELO MERELLA, MARCO BUCCI

TEATRO CARGO DEVE VIVERE: CHIEDILO ORA AI CANDIDATI

Il Teatro Cargo viene scelto dal Ministero della Cultura nel 1999 in una rosa di 15 giovani eccellenze italiane. Da allora Cargo ha prodotto una quarantina di spettacoli. Dal 2002 gestisce il Teatro del Ponente a Voltri, periferia di Genova, con questa missione: creare un teatro dove non c'era nulla, formare nuovi pubblici, diffondere una sana socializzazione. A Voltri coinvolgiamo per 40 giorni all'anno le associazioni del territorio che usano il teatro pressoché gratis; dedichiamo laboratori di teatro a bambini, ragazzi anche con disagio e adulti; offriamo una programmazione a prezzi popolari ad un pubblico che senza di noi, non avrebbe un teatro né un punto di incontro. Negli anni siamo stati in tournée ovunque in Italia a portare l'immagine di Genova produttrice di cultura. Dal 2004 al 2008 nasce Partenze per Genova Capitale Europea della Cultura, spettacolo evento su una storica gru galleggiante, che a Genova nessuno conosce, un esempio straordinario di valorizzazione di un sito di archeologia industriale. Nel 2008 altro successo e regalo alla città: Donne in guerra. Tutte le donne della Seconda Guerra Mondiale a bordo del trenino di Casella, un unicum per location e qualità artistica (fioccano premi da tutta Europa). Cargo organizza due festival: Collasso energetico e Mutazioni, sui temi dell'ambiente e del corpo femminile. A Voltri prosegue la Stagione per grandi e piccoli con le più innovative proposte del teatro italiano: il pubblico è affezionato. Il Cargo nel 2010 contribuisce alla riapertura del teatro più antico di Liguria, abbandonato da secoli nel Parco di Villa Duchessa di Galliera. Dal 2011 al 2017 crea un progetto assolutamente innovativo con un gruppo di giovani rifugiati, coinvolti nella creazione di quattro spettacoli che vincono premi e girano l'Italia. Il pubblico ricorda anche lo struggente Questa immensa notte, sulla detenzione femminile; il super premiato e internazionale Scintille; Tra i vivi, l'ormai classico spettacolo multimediale sulla Shoa, che ha visto coinvolti 60 studenti di Accademia delle Belle Arti e di Conservatorio di Genova. Centinaia di attori e tecnici hanno lavorato con il Cargo, spesso al loro primo contratto, spessissimo professionisti affermati. Un teatro innovativo, di grande impegno civile e fortemente coinvolgente: il pubblico torna a vedere gli spettacoli molte e molte volte. MA GENOVA NON PREMIA IL CARGO.I già piccoli contributi erogati al CARGO iniziano a sparire: dal 2008 al 2016 crollo del 67% dei finanziamenti. Al di sotto della sussistenza. Ma non è finita.Nella stagione 15/16 il Cargo subisce la chiusura coatta e improvvisa della sala principale, causa lavori per la messa in sicurezza: la compagnia è costretta per tutta una stagione teatrale a traslocare il magazzino, a spostare spettacoli, prove, laboratori in spazi piccoli, spesso inadeguati. Quando il Cargo cerca di rialzarsi, la Compagnia di San Paolo, da 15 anni principale sponsor del teatro, improvvisamente a maggio 2017 comunica un taglio di circa il 50%. SI PUO' RISOLVEREIl prossimo Sindaco di Genova ha in mano il destino del Cargo.Ci sono molte strade per salvaguardare questo teatro: Il Comune può: dialogare con altri enti pubblici finanziatori (Regione, Ministero) per aumentare i fondi;  favorire il coinvolgimento di sponsor privati e fondazioni bancarie; costruire collaborazioni con altri teatri cittadini, per l'abbattimento di costi e la circolazione degli spettacoli sul territorio; "adottare" spettacoli del Cargo ormai diventati di culto per il pubblico, come per esempio Donne in guerra sul trenino di Casella: il pubblico chiede che diventi un appuntamento ricorrente della città. Gli Enti Locali hanno spesso intrapreso onerose azioni per salvare/salvaguardare altri soggetti artistici, teatri inclusi.Ora tocca al Cargo.Lo chiedono gli spettatori, i lavoratori, gli artisti, i tecnici. Lo chiedono i cittadini perché quando muore un teatro, muore un pezzo di civiltà.  

Laura SICIGNANO
1,579 supporters