Decision Maker

Marco Bucci

  • Sindaco di Genova

Does Marco Bucci have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Victory
Petitioning Giuseppe Conte

(VELOCEMENTE!) Un nuovo ponte per Genova

(VELOCEMENTE!) Un nuovo ponte per Genova Appello per la nomina del commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi su indicazione del Presidente della Regione Liguria e del Sindaco di Genova Siamo un gruppo di cittadini genovesi che, sentite le affermazioni del Presidente del Consiglio e dei Ministri competenti in merito alla nomina e ai poteri del Commissario previsto dal decreto Genova per la ricostruzione del ponte Morandi si sono costituiti comitato per promuovere la sottoscrizione di un appello popolare da inviare al Presidente del Consiglio e al Governo della Repubblica.  I cittadini genovesi, sentite le dichiarazioni alla stampa del Presidente del Consiglio e di altri esponenti del Governo, si rivolgono al Presidente del Consiglio e a tutto il Governo della Repubblica per chiedere che il commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi, previsto dal “Decreto Genova”, sia nominato su indicazione del Presidente della Regione Liguria e del Sindaco di Genova. I cittadini genovesi chiedono altresì che al Commissario vengano conferiti tutti i poteri necessari per assolvere direttamente agli adempimenti previsti dalle leggi vigenti nelle materie oggetto del suo incarico. Ignorare tali passaggi creerebbe nella città grande delusione e notevole disorientamento  I cittadini genovesi   Nome Comitato: Appello per Genova Presidente: Remo FerrariVicepresidente: Rodolfo GillanaPortavoce: Alessandro Apollaro  

Comitato Promotore Ricostruzione Ponte Morandi
34,990 supporters
Petitioning Marco Bucci

SALVIAMO CASA RAPHAEL E GLI ORTI COLLETTIVI DI ALBARO

Nel bellissimo complesso monasteriale di Via Byron risiedono dal 2012 le suore di Casa Raphael che affrontano percorsi riabilitativi psico-fisici e spirituali e forniscono assistenza e supporto a tantissime persone bisognose, come l’accoglienza di giovani migranti, la distribuzione di generi alimentari, il servizio di dog sitter ed altro ancora. Nelle aree verdi annesse al monastero sono via via nati diversi progetti sociali tra i quali la riqualificazione degli appezzamenti di terreno pertinenziali divenuti orti collettivi e didattici. Inoltre sono stati organizzati piccoli spettacoli teatrali in collaborazione con la Scuola Media Barrili. Se la cittadinanza non si fa sentire, molto probabilmente tutto ciò scomparirà a causa di un’ingiunzione di sfratto (esecutiva dal prossimo 30 settembre) eseguita dalla proprietà del complesso, ossia l’Ordine delle Suore Sacramentine di Milano, le quali pare abbiano in progetto di realizzare al posto del monastero e della casa di riposo per anziani adiacente “Villa Albaro” una grande RSA  che vedrebbe la realizzazione di parcheggi al posto di una delle due fasce verdi e renderebbe inaccessibili gli orti ai cittadini, oltre a lasciare le suore e il loro progetto sociale senza una dimora. Questo prezioso luogo sociale deve essere tutelato cercando una mediazione con la proprietà ed un sostegno da parte del Comune e del Municipio per eventualmente trovare una ricollocazione in zona a Casa Raphael e agli Orti. Tutti coloro che credono nell'importanza di preservare aree fertili in città e nel valore dei progetti sociali possono firmare la petizione per salvare questa bellissima realtà.

Comitato Piazza Leopardi
28,170 supporters
Petitioning comune di Genova

#genovaciclabile: Rendiamo Genova ciclabile! Rendiamo Genova città europea!

Buongiorno Sindaco Marco Bucci e Assessore ai Trasporti Matteo Campora. Siamo cittadini genovesi e amici di Genova, che frequentiamo per lavoro o per turismo. Siamo accomunati dall’amore per questa città, per il suo territorio e per l’ambiente. Ci facciamo portavoce di quanti vorrebbero contribuire alla preparazione della cosiddetta "fase 2", perché il ritorno alla normalità non sia un ritorno allo status quo ante, con gli stessi problemi ormai cronici di questo territorio. Nessun cittadino ambisce a rimettersi in coda ogni mattina e ogni sera, faticare a trovare un parcheggio, rischiare incidenti, schivare motorini e respirare smog. Genova è la citta italiana con il più alto tasso di mortalità per abitante per incidenti stradali dovuti al traffico (dati Istat). In più mai come oggi il tema ambientale sta diventando una responsabilità civile che abbiamo per noi stessi, per le generazioni successive e per la natura. Perchè non cambiare? Un'alternativa c'è, sul modello di molte altre città europee. Riteniamo che rendere Genova una città ciclabile, alla stregua delle città europee più civili e vivibili, non sia il capriccio di pochi, ma ormai l'esigenza di molti. Siamo consapevoli che sia una sfida difficile, ma non impossibile e che è importante per tutta l’Italia. Riuscire infatti in una città stretta tra le colline e il mare, con difficoltà oggettive ubanistiche e territoriali, può diventare un modello di ispirazione nazionale. Farcela qui, significa potercela fare in tutta Italia! La grande svolta può essere favorita dalle ebike, che superano i precedenti limiti di autonomia e abbattono i dislivelli delle salite. E’ importante fare conoscere ai cittadini questa possibilità non inquinante come efficacissima alternativa agli scooter, di cui Genova è piena più di altre città italiane. E’ anche più vantaggiosa in termini di spesa d'acquisto, manutenzione, assicurazione, ingombri e libertà di movimento. E’ importante anche far conoscere le bici cargo, che in nord Europa vengono oggi giorno utilizzate per trasportare i bambini e grandi carichi di spesa. A volte le persone sono contrarie a dei cambiamenti, perchè non hanno osservato altre realtà e vedono il proprio modo di vivere come l’unico possibile. In questo la politica deve essere più lungimirante dei cittadini che rappresenta e proporre migliori realtà, migliori anche per la loro salute. Siamo consapevoli che dare accesso nelle ciclabili a biciclette e assimilabili non dia un valore aggiunto solo alla vita dei possessori dei mezzi stessi, che auspichiamo aumentino grazie agli incentivi governativi, ma alla salute di un’intera comunità per il minor inquinamento, anche acustico. Riteniamo che l’accesso alle ciclabili dovrebbe essere consentito a: biciclette, ebike, bici cargo, handy bike, monopattini elettrici e non, pattini, monoruota. Abbiamo visionato il progetto biciplan della città metropolitana di Genova e ne siamo entusiasti. Sapere che le istituzioni abbiano tale consapevolezza sull’argomento e che siano attive ci fa ben sperare. Tuttavia abbiamo timore di dover aspettare anni e pertanto chiediamo di velocizzare questi interventi che riteniamo molto importanti. Sul breve termine per l’arrivo della fase 2, premesso che sia l’OMS che l’ISS hanno indicato la bicicletta, e mezzi assimilabili, come il miglior sistema di trasporto urbano in grado di garantire il distanziamento sociale, chiediamo azioni urgenti e immediate. A tal proposito appoggiamo i progetti che le varie associazioni vi stanno proponendo anche come soluzioni temporanee, comprensive di mappe di ciclabili e di suggerimenti sulla viabilità. Menzioniamo le proposte illuminanti di FIAB Genova, di Bike Italia, della Fondazione Michele Scarponi e dell’associazione Esperti Promotori della Mobilità Ciclistica. Siamo a conoscenza che le stesse richieste sono sostenute da una rete di numerose associazioni genovesi. Crediamo che una politica di incentivi alle aziende che promuoveranno tale tipo di mobilità "morbida" possa avere un impatto positivo; cosi come l'incentivo all'utente con una campagna che possa premiare chi percorre più km nel ‘bike to work’. Crediamo moltissimo in una #genovaciclabile e ci impegniamo nel dare il massimo sostegno e supporto al comune come volontari anche per qualunque attività di sensibilizzazione. L’argomento infatti non appartiene ormai a pochi amatori dell’attività singola, ma a chi desidera vivere in una città vivibile, silenziosa, non inquinata e sostenibile. In una città civile. Non del futuro, ma di ora!

Alessandra Repetto
9,222 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Marco Bucci

5 PUNTI PER 1 PONTE e una sola priorità: Genova!

Il “Decreto Genova”, pubblicato il 28 settembre 2018, ostacola la ricostruzione certa e in tempi brevi di un nuovo ponte per Genova, poiché: C’è il rischio oggettivo che l’esclusione del concessionario attuale, dia luogo a inevitabili contenziosi legali e determini l’allungamento dei tempi di avvio della ricostruzione; Lo Stato italiano deve anticipare le ingenti risorse economiche sia per la ricostruzione del ponte che per gli indennizzi a privati e imprese danneggiate; Il Decreto DEVE quindi essere modificato dalle Camere entro i prossimi 60 giorni. Genova, nell’interesse nazionale, non può accettare né permettersi che il Decreto rimanga immutato.Chiediamo: LA MODIFICA DEL DECRETO anche con un autonomo e separato provvedimento legislativo, limitato al tema della ricostruzione immediata del nuovo ponte. EFFICACIA E IMMEDIATEZZA e quindi chiediamo che Società Autostrade, in quanto concessionaria, sia l’appaltante dei lavori, obbligato all’immediato ripristino dell’opera, totalmente e direttamente a proprie spese e senza nessun onere o anticipazione a carico del bilancio statale, come la Legge prevede al di là di ogni dubbio.  CONTROLLI SCRUPOLOSI E VIGILANZA SEVERA e quindi chiediamo che Società Autostrade, quale stazione appaltante, sia sottoposta al controllo preventivo e alla vigilanza del Commissario designato dal Governo in ogni fase dei lavori,ivicompresa la selezione delle imprese che dovranno realizzarli. LA RIDUZIONE DELLA PERCENTUALE DI LAVORI AFFIDATI A IMPRESE CONTROLLATE DALLA CONCESSIONARIA, ovvero considerato che la concessione in essere prevede che il 40% dei lavori sia affidato a imprese controllate dalla concessionaria medesima,si richiede che tale soglia sia abbassata ad una misura non superiore al 20%. UNA SELEZIONE DELLE IMPRESE SCRUPOLOSA, MA VELOCE, quindi chiediamo che, stante la indiscutibile natura emergenziale dell’evento, la selezione delle imprese che realizzeranno i lavori sia fatta in deroga alla normativa ordinaria nazionale ed europea in materia di appalti. Questo perché è essenziale accertare le responsabilità e sanzionare i colpevoli di quanto accaduto, ma è al contempo una necessità imprescindibile procedere in modo celere, professionale e risoluto, per la città e per i genovesi. Per Società Autostrade questa sarà la “punzione” immediata, a tutela dell’interesse pubblico: mantenerla nel ruolo di concessionaria e stazione appaltante fino al momento in cui le inchieste in corso accerteranno le responsabilità sull’evento che nessuna Legge può legittimamente affermare in via preventiva. Ciò eviterà ogni possibile ritardo causato da azioni legali e soprattutto eviterà l’anticipazione dei costi di ricostruzione e risarcimento da parte dello Stato. Genova non chiede sussidi e pretende di non essere ostacolata nel percorso di crescita già avviato e solo momentaneamente interrotto. Entro il 2019 il nuovo ponte può e deve essere ricostruito, onorando la memoria delle vittime, quale simbolo condiviso della volontà e dell’orgoglio dell’intera comunità nazionale. I cittadini genovesi #5PuntiX1Ponte#GovernoAscolta#GenovaVuoleUnPonte#PonteMorandi

Comitato Promotore Ricostruzione Ponte Morandi
9,059 supporters
Victory
Petitioning Giovanni Toti

Si' al Terzo Valico

La nostra città ha bisogno di nuove infrastrutture , senza le quali non può esserci futuro. Il Porto di Genova va promosso come porta non solo del Nord Italia, ma anche dell’Europa Centrale. Una semplice mappa dell’ Europa che comprenda il Mar Mediterraneo e quindi lo sbocco verso Nord del Canale di Suez , bene evidenzia come Genova sia al centro di tale area. Ricordando che da pochissimo il Canale di Suez e’ stato ampliato per il passaggio delle navi giganti che arrivano dall’ Oriente, il Porto della nostra citta’ ne diventa il naturale luogo di approdo per portare le merci verso il Nord, evitando quindi la navigazione via Gibilterra e l’Atlantico, con notevole abbattimenti dei costi e dei tempi, in una rotta che ben si inserisce nella nuova via della seta, che porta con se’ ingentissimi investimenti del governo cinese per 900 miliardi di dollari e possibilita’ di sviluppo e lavoro anche per il nostro porto e la nostra citta’. Il Nord Ovest italiano, compresa una parte di Veneto, dove si trova la più alta concentrazione di industrie e piccole medie imprese del nostro Paese, gia’ mercato di riferimento del nostro porto, oggi viene già contesa dai porti del Nord Europa, dopo l’apertura del tunnel del San Gottardo. Quindi il Terzo Valico non e’ opera utile solo alla Liguria, ma e’indispensabile a tutto il settore produttivo italiano avendo anche come obiettivo quello di essere più vicino a mercati quali quello elvetico e al Baden Wurttemberg, raddoppiando i volumi di traffico attuali e quello di consentire di raggiungere il tessuto economico nazionale che viene già oggi servito per l’85% da camion, garantendo meno inquinamento e maggiore sicurezza. Il terzo valico, collegato alla linea ferroviaria che porta alla Svizzera, consentirà la realizzazione di treni lunghi 750 metri, che oggi non sono possibili a causa di una pendenza elevata e di una serie di limiti strutturali quali gallerie più basse per le dimensioni attuali dei container. Dire no significherebbe vanificare ingentissimi investimenti e lavoro di anni su un'infrastruttura ormai in stato di avanzamento, giunta al quarto lotto su sei e interamente finanziata. Dire no sarebbe far morire lentamente il nostro Porto, umiliare le grandi qualita’ dei suoi operatori e lavoratori, togliere lavoro, piu’ semplicemente licenziare un mare di persone. Dire no vorrebbe dire relegare questa nostra citta’ ad un luogo sempre piu’ marginale, piu’ isolato dal mondo, che fuori corre veloce, condannandola definitivamente ad una progressiva poverta’ . NOI DICIAMO Sì I promotori :Giorgia Mannu , Claudia Basso, Milena Laviosa, Davide Viziano siterzovalico@gmail.com

SI Terzo Valico
6,616 supporters
Petitioning Giuseppe Conte

Visibilità e sostegno al reddito per chi lavora nella Ristorazione Scolastica

Le lavoratrici e i lavoratori che operano presso la ristorazione scolastica non vogliono essere dimenticati/e. Dal 24 febbraio sono fermi dal lavoro e la maggior parte delle aziende non ha anticipato l'ammortizzatore sociale che gli spetta da decreto Cura Italia. Questo significa che oggi sono in balia dei tempi di erogazione diretta da parte dell'Inps, ancora incerti. Sta di fatto che migliaia di lavoratrici e lavoratori non hanno ancora percepito un euro dallo Stato e per questo si chiede una azione urgente da parte dell'Inps a tutti i livelli affinchè si acceleri il più possibile l'elaborazione delle pratiche; questo appello è rivolto quindi a chiunque possa farsi parte attiva a sostegno di questi lavoratori. Inoltre, riteniamo siano necessarie ulteriori risorse aggiuntive in quanto il comparto è per lo più composto da donne, spesso monoreddito, che subiscono da anni part time involontari con stipendi già bassi; molte di loro non raggiungono nemmeno i 500 euro lordi al mese. Questo a pieno ritmo lavorativo, figuriamoci con la riduzione che dell'ammortizzator che per loro è il FIS. Anche una volta erogato, non sarebbe sufficiente a garantire loro nemmeno la sopravvivenza. Riteniamo quindi di fondamentale importanza aggiungere risorse, comunali, regionali o statali che siano, a sostegno di un reddito già estremamente risicato, che si ridurrà ulteriormente nei prossimi mesi. C'è inoltre la necessità di attivare strumenti di sostegno per il periodo di sospensione estiva che le riduce a reddito zero ormai da molti anni. Lavorano infatti nove mesi su dodici e se questo rappresenta elemento di estremo disagio economico in tempi normali, in questa situazione drammatica rischia di mettere in ginocchio intere famiglie. Ecco quindi dove si focalizzano le problematiche già esposte alle Istituzioni a livello locale, e per questo chiediamo di firmare il nostro appello in modo da poter consegnare le firme certificate alle istituzioni competenti.

FILCAMS CGIL GENOVA
3,039 supporters
Petitioning Marco Bucci, Città metropolitana di Genova

SALVIAMO IL PRATONE

Egregio Signor Sindaco Marco Bucci, siamo una rappresentanza di cittadini espressione di una comunità del Levante genovese, preoccupata per la possibile cessione dell'area di Quarto detta "Il Pratone", meraviglioso e ampio prato situato a Genova Quarto e antistante alla struttura “ex Ippai”. Quest'area, che sta molto a cuore a genitori e cittadini delle zone limitrofe e non solo, è un’area verde piana, facilmente accessibile vicino a case e scuole. Una rarità nella nostra meravigliosa città incastonata tra mari e monti e, di conseguenza, povera di tale tipologia di spazi. Attualmente il “Pratone” e immobili circostanti sono di proprietà di Città Metropolitana di Genova. Gli immobili sono sede di alcuni Uffici di Città Metropolitana stessa e in parte adibiti ad asilo comunale, scuola materna statale, centro Diurno Disabili, Liceo Artistico, palestra e biblioteca. Il “Pratone” è invece di fatto un bene comune con caratteristiche funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali della persona, in primis i bambini che ogni giorno ne beneficiano per giocare in libertà in uno spazio idoneo. Il "Pratone", infatti, è l’unico spazio verde vivibile e facilmente accessibile di Genova Quarto e, escludendo i parchi di Nervi, dell’intero Levante cittadino. È uno spazio quotidianamente frequentato da bambini, giovani, genitori, nonni. Spesso è utilizzato come sede per le feste di compleanno, per gli incontri dei gruppi scout, per vivere un semplice momento di relax sdraiati sui prati. Quando il meteo lo permette, è utilizzato dall’asilo Nido e dalla Scuola materna per svolgere attività didattica all’aria aperta. Al "Pratone" i bambini possono correre sui prati e giocare in un contesto in cui la Natura fa da padrona. Il “Pratone”, quindi, è un luogo fondamentale per tutta la comunità, ormai da generazioni, e svolge un’importante funzione di aggregazione per l’intera cittadinanza. A seguito di una progressiva diminuzione del personale della Città Metropolitana, il complesso adiacente al Pratone ha evidenziato un progressivo sovradimensionamento. Conseguentemente, il Servizio Patrimonio si è attivato al fine di riconvertire in altro uso buona parte del complesso. Dopo alcuni colloqui con il personale tecnico, è emerso che Città Metropolitana stia procedendo ad un processo di valorizzazione del complesso di beni finalizzata ad una possibile trasformazione ad uso RSA (Residenza sanitaria Assistenziale) attraverso il percorso della vendita o della concessione di valorizzazione a soggetti terzi. Come chiaramente espresso da Città Metropolitana, “la presenza del parco rende particolarmente appetibile la location” ed è stato escluso che il “Pratone” possa ritenersi al di fuori dal perimetro della riconversione ipotizzata. Le voci di manifestazioni di interesse ricevute e vagliate da Città Metropolitana sono sempre più insistenti e concrete. La grande paura di tutta la cittadinanza del levante e medio levante genovese, è quindi quella di perdere la fruizione pubblica del Pratone, di perdere la possibilità per bambini e ragazzi di avere aree gioco sicure e protette, a contatto con la natura Pertanto, chiediamo che il “Pratone” sia destinato ad USO PUBBLICO, eliminandolo quindi dal perimetro di valorizzazione del complesso di beni di Città Metropolitana, e possa quindi mantenere l’importante ruolo di luogo di aggregazione per la cittadinanza intera. Cinzia Calapai Comitato dei genitori dell'IC Quarto - Genova            

Cinzia Calapai
2,832 supporters
Petitioning Camera dei deputati, Senato della Repubblica, Mario Draghi, Enrico Giovannini, Roberto Speranza, Giuseppe "Beppe" Sala, Virginia Raggi, Chiara Appendino, Luigi De Magistris, Leoluca Orlando, Dario ...

Riduci le emissioni di CO2, firma la petizione per ridurre la velocità veicolare

Riduci le emissioni di CO2, firma la petizione per ridurre la velocità veicolare. -Dalla Giornata Mondiale dell’Ambiente ad oggi abbiamo fatto molto con poco, abbiamo rallentato. -Siamo su radio 24, ascolta l’intervista su questa petizione, https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/paese-migliore/puntata/si-puo-fare-contrario-083520-AEpiyaM La principale causa del riscaldamento globale è la continua crescita dell’emissione di CO2 provocata da molte attività umane, incluso il trasporto di merci e persone (1). Vuoi sapere quanta CO2 produce la tua auto con un litro di benzina o di gasolio? Circa 2,4 Kg, ma vediamolo meglio insieme. In Italia circolano 52 milioni di veicoli (2), che bruciano circa 31 milioni di tonnellate di carburante all’anno (benzina + gasolio) (3), con un’emissione in atmosfera di 96 milioni di tonnellate di CO2. Questi numeri enormi e pericolosi sono fortemente determinati dal nostro comportamento alla guida, basterebbe adottare una guida più consapevole e ridurre anche di poco la velocità per ottenere una considerevole diminuzione della CO2 emessa. Riducendo la velocità del 10%, si può prevedere una diminuzione di circa il 17% della CO2 emessa (4) equivalente a una riduzione di ben 16 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Considerate che un bosco della superficie di una volta e mezza la Valle d’Aosta impiegherebbe un anno per assorbirla totalmente (5). Il comportamento virtuoso di ognuno di noi può incidere notevolmente sulla riduzione del riscaldamento globale. Mediamente ogni veicolo produce 1850 Kg di CO2 all’anno (circa 1,3 pieni al mese), diminuendo la velocità del nostro veicolo del 10% si contribuirebbe a ridurre la CO2 emessa di circa 314 kg all’anno, quantità uguale alla CO2 trattenuta da circa 10 alberi in un anno (5). Ricordiamoci che un litro di carburante risparmiato equivale a circa 2,4 Kg di CO2 non emessi in atmosfera. Dunque, per ogni 13 litri di carburante risparmiato è come se piantassimo un albero già adulto. Una riduzione della velocità di questa entità porterebbe anche ad una sensibile diminuzione dell’inquinamento da ossidi di azoto (NOx) e ozono (6,7), in particolare sulle strade ad alta velocità di percorrenza come autostrade e tangenziali (8). Non meno importante, con una diminuzione della velocità del 10% si otterrebbe una riduzione sensibile del numero e della gravità degli incidenti stradali, gli incidenti mortali, che in Italia provocano oltre 3200 morti all’anno (ISTAT 2018), si ridurrebbero di oltre il 25%. Questo è particolarmente rilevante in ambito cittadino e sulle strade statali dove si registra un maggior numero di incidenti mortali fra pedoni, ciclisti e motociclisti (9,10). La Francia nel 2018 ha già adottato questo provvedimento unicamente per le strade statali, ottenendo una riduzione sensibile degli incidenti mortali senza percezione dell’aumento dei  tempi di percorrenza (11). Inoltre si otterrebbe una sensibile riduzione delle pericolose micro polveri (PM10 e PM2,5) derivanti dalla combustione parziale dei combustibili, dall’usura di freni e pneumatici. Le micro polveri, concausa di numerose malattie dell'apparato respiratorio, sono spesso presenti nell’atmosfera delle città Italiane in quantità molto superiori alle concentrazioni ammesse (20 µg/m3) (12). In Italia si stimano 50 mila le morti premature dovute all’esposizione prolungata ed eccessiva di questi inquinati atmosferici, con una spesa sanitaria e sociale stimata fra 40 e 140 miliardi di euro/anno (13). Perciò ridurre la velocità del 10% porterebbe benefici ambientali incommensurabili rispetto al risparmio di tempo (14). Possiamo fare molto con poco per il nostro pianeta. Ricordiamocelo in autostrada, in città, nelle tangenziali dove meno fretta significa più futuro, rallentiamo ed aumentiamo la velocita di riduzione della CO2 (15). Ricordiamocelo e firmiamo la petizione per ridurre la velocità veicolare del 10%. Bibliografia (1) https://www.globalcarbonproject.org  Global carbon project; (2) Dati Istat 2021. (3) www.sicurauto Consumo carburanti in Italia: nel 2019 benzina batte diesel, Raffaele Dambra, 2020. (4) www.autoblog.it Come risparmiare benzina guidando: i trucchi e lo stile di guida, Umberto Schiavella, 2017. (5) https://blog.ecolstudio.com Emissioni di CO2: quanto assorbe un albero? Ecol Press, 2019 (6) https://www.rinnovabili.it/ambiente/inquinamento/traffico-quanto-incide-sullinquinamento-atmosferico Rinnovabili.it, “Traffico quanto incide sull’inquinamento atmosferico” 24 Gennaio 2020. (7)http://www.unrae.it/files/02%20Presentazione%20UNRAE_CNR_MVPrati_5aface889b51e.pdf  Valutazione delle emissioni del parco circolante autovetture in Italia, Istituto motori , CNR, 2018, Maria Vittoria Prati. (8) https://www.rainews.it/tgr/trento/articoli/2018/12/tnt-Autobrennero-A22-inquinamento-38becb32-33d7-43f3-8e06-ce3f31bcab02.html  Tgr. Trento, 100 all’ora : cosi si inquina meno in autostrada. (9) https://buildingcue.it/cosa-fare-ridurre-incidenti-stradali/20734   Close up-Engineering, Roberta Gentile 2020.   (10) https://notiziescientifiche.it/limiti-di-velocita-piu-bassi-evitano-incidenti-e-morti-collegate   Notizie scientifiche.it, Giugno 2020. (11) https://www.cerema.fr/fr/actualites/abaissement-vitesse-maximale-autorisee-80-kmh-rapport-final  Abaissement de la vitesse maximale autorisée à 80 km/h - Rapport final d’évaluation – Juillet 2020. (12) https://www.arpa.vda.it/it/aria/l-inquinamento-atmosferico/2536-il-particolato-atmosferico  Dati Arpa Valle d’Aosta. (13) https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/emergenza-smog-i-dati-del-report-malaria-sulla-qualita-dellaria-nelle-citta-italiane  Emergenza smog. I dati del report mal’aria sulla qualità dell’aria nelle città Italiane, 29 gennaio 2021, Legambiente. (14) https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/01/la-velocita-e-un-mito-futurista-ridurne-i-limiti-porterebbe-enormi-benefici-ambientali/6216479  Il Fatto Quotidiano 2021, Renzo Rosso. (15) https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/paese-migliore/puntata/si-puo-fare-contrario-083520-AEpiyaM    

Walter Navarrini
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