Decision Maker

Giuseppe "Beppe" Sala

  • Sindaco Milano

Does Giuseppe "Beppe" Sala have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Carlo Calenda, Emma Bonino, Giuseppe Civati, Enrico Letta, Beatrice Lorenzin, Giuseppe "Beppe" Sala, Nicola Zingaretti, Benedetto Della Vedova, Elly SCHLEIN, Marco Taradash, Riccardo Magi, Pierfran...

Unione democratica contro il regime antisociale

CHI SIAMO E COSA VOGLIAMO Siamo persone comuni, abitanti di questo Paese, diversi fra noi per storia e idee politiche. Abbiamo a cuore la democrazia e la società democratica, e guardiamo con sgomento il clima sociale e politico della Penisola degli ultimi mesi: un clima di divisione, odio e disumanizzazione, fomentato dalle realtà di Governo e loro alleati più o meno dichiarati. Come stanno agendo le forze politiche di opposizione a questo clima? Poco e male. Sono disunite! Prese dai loro percorsi singoli, dalle loro competizioni intestine, si rifiutano di comprendere la gravità del momento e che la difesa della democrazia esige capacità di unirsi nelle differenze.  Con questo appello intendiamo richiamare le forze dell'opposizione alle loro importanti e urgenti responsabilità da qui ai prossimi mesi. Chiediamo loro di dare vita a un tavolo di lavoro per conformare un'unione democratica sulla base di 3 principii fondamentali: – A difesa della dignità umana e di tutti i diritti che la affermano e la salvaguardano, contro ogni forma di razzismo e discriminazione. No a qualsiasi legge o regolamento sull'immigrazione che neghi o ignori la salvaguardia della dignità e della vita di chi giunge in Europa. – A difesa della società democratica e di tutti i suoi criteri e valori espressi nella Costituzione. – A difesa dell’Unione Europea e della piena e totale permanenza dell’Italia nell’Unione Europea, il miglior progetto democratico – sempre migliorabile e riformabile, ma irrinunciabile – di cui disponiamo in questa epoca storica. Questo appello firmato sarà il documento di principio sulla base del quale inaugurare il tavolo di lavoro unitario, e una piattaforma di sostegno e vigilanza al percorso di questa Unione democratica. COSA STA SUCCEDENDO Vogliono disintegrare la società democratica In Italia dal risultato elettorale del 4 marzo 2018 è scaturito, più che un vero e proprio governo, un percorso di costruzione di un regime di odio, conflitto e divisione permanente in seno alle istituzioni e alla società democratica. Lo consideriamo un regime antisociale, perché mina a distruggere alcuni pilastri fondamentali della società democratica: la fiducia reciproca, il rispetto della dignità umana, la ricerca e il riconoscimento della verità. La società italiana è lacerata come non mai. Non c’è giorno che la propaganda di questo nuovo regime non punti ad alimentare accuse, sospetti, odio verso determinati bersagli. Gli esseri umani sono diventati pretesti: dagli show mediatici fino ai provvedimenti esecutivi, osserviamo come nessun rispetto è stato usato né nei confronti dei morti di Genova, né nei confronti di profughi e immigrati, per fare solo due esempi dei vari possibili. Capaci di niente e di tutto Quando le persone vengono private di umanità, tutto diventa possibile. Dallo svuotamento delle istituzioni già in corso, con un Primo ministro imbarazzante fantoccio, a un braccio di ferro con l'Europa sul terreno economico e politico che isolerà l'Italia in una finta sovranità di propaganda, flirtando nel frattempo con i peggiori tiranni liberticidi di quest’epoca. COSA SI PUÒ FARE Unire in un percorso comune tutti i democratici e chi ha a cuore la libertà, compreso persone che magari in altre situazioni sarebbero avversarie. Mostrare generosità, serietà e responsabilità per contrastare il regime antisociale incarnato dalle forze di governo e da chi le sostiene, in modo più o meno trasparente. Uniti, siamo di più. Viva la società plurale e democratica  

Unione democratica
50,629 supporters
Victory
Petitioning Giuseppe Sala - Sindaco di Milano, Giuseppe "Beppe" Sala

Lo sciopero di Milano Ristorazione non puo’ essere pagato dai bambini!

Gentilissimo Sindaco Sala, Come immagino Lei sappia oggi si e’ verificato lo sciopero di Milano Ristorazione. Consapevole che Le stiamo chiedendo un intervento per una giornata di disservizio, La invitiamo a verificare che cosa e’ stato servito ai bambini delle scuole di Milano in questa giornata di sciopero. Sulla carta era un  “tramezzino” con annesso divieto ai genitori di far portare cibo da casa. Di fatto e’ stato servito qualcosa di immangiabile, tutti i bambini sono tornati a casa disgustati. https://m.facebook.com//posts/2504292982930764/ Per questo motivo Le chiedo di intervenire in primis con una decurtazione sulla prossima rata mensile del 5% del dovuto cosi da essere quanto meno ristorati del servizio non usufruito, trattandosi di servizio erogato al di sotto di livelli minimi accettabili. In secondo luogo e’ altrettanto inaccettabile che laddove vi sia una adesione elevata allo sciopero non si consenta alle famiglie di provvedere. Le chiediamo di intervenire su un servizio cosi importante al fine di garantire che i nostri bambini siano la vera priorita’ e la fornitura del servizio avvenga con senso di responsabilita’ e managerialita’, due aspetti davvero essenziali di chi gestisce un servizio cosi delicato. Confidiamo in un suo tempestivo e risolutivo intervento, Cordialmente, Giovanna Della Posta e tutti i genitori che vorranno sostenere questa petizione  

Giovanna Della Posta
23,777 supporters
Victory
Petitioning Assicurazioni Generali

Salviamo la ditta Guenzati, il negozio più antico di Milano

SALVIAMO LA DITTA GUENZATI, IL NEGOZIO PIÙ ANTICO DI MILANO! Questo è il grido che giunge a Milano da ogni parte d'Italia e non solo, forte dei 31.069 voti raccolti lo scorso anno nel censimento popolare de "I Luoghi del Cuore 2016", promosso dal FAI, nel quale la storica bottega ha ottenuto lo straordinario 5° posto a livello nazionale, il 1° assoluto in Lombardia, il 1° assoluto ed incontrovertibile a Milano, nonché il 1° posto nella categoria dei negozi storici d'Italia da tutelare. In altre parole tutti si oppongono alla dipartita della Ditta Guenzati da Via Mercanti, ma chi sta in alto fa finta di non sentire; non tiene per nulla in considerazione la voce di coloro che credono ancora nella storia e nelle tradizioni, convinti invece che le botteghe storiche siano gioielli inestimabili da conservare e tutelare, in quanto veri tesori identitari e territoriali delle nostre città. La lunga storia della Ditta Guenzati inizia durante il Ducato di Milano sotto il governo asburgico, quando nel lontano 1768 Giuseppe Guenzati decide di aprire una bottega di tessuti col proprio nome nell'antica Contrada dei Fustagnari al fondaco n.1677. Sopravvissuta nel corso degli anni alla dominazione austriaca e a quella napoleonica, e alle successive due guerre mondiali, la sua affascinante storia si snoda attraverso due secoli e mezzo, da poco prima della Rivoluzione Francese fino ad arrivare ai giorni nostri. 250 anni durante i quali la Ditta Guenzati, grazie alla grande passione e professionalità dei suoi proprietari e dei suoi collaboratori si è guadagnata una meritata fama che è andata ben oltre i confini nazionali divenendo col passare del tempo un punto di riferimento unico sia per i tessuti di finissima qualità che per gli accessori d'abbigliamento di marcato stampo anglosassone di alta artigianalità. Varcata la soglia di questo antico angolo di Milano si ha l’impressione che l’orologio del tempo si sia fermato moltissimi anni fa riportando alla mente immagini di un passato oramai perduto, quando i clienti si recavano nelle botteghe a fare i propri acquisti a bordo di calessi e carrozze.Al suo interno si può ancora ammirare l’originale arredamento d’epoca in pregiato noce nazionale in perfetto stile Biedermeier risalente ai primissimi anni del ‘800, che emana quel profumo d'antico che solo nell'antiche botteghe si può ancora respirare. Banconi da lavoro e scrivanie eredità e testimonianza di un tempo perduto, ma che tra gli scaffali della Ditta Guenzati sono ancora di un’attualità straordinaria. Purtroppo questa preziosa ed ultima testimonianza storico-commerciale ancora esistente dell'Antico Cordusio, che con tanti sforzi e sacrifici ha saputo resistere ad innumerevoli avvenimenti storici e socio-economici, alla fine di maggio del 2018 sarà cancellata ed estirpata per sempre dall'area del Cordusio-Mercanti. Il prossimo anno di fatto terminerà la proroga concessa dalle Assicurazioni Generali, proprietarie del Palazzo Venezia, che ospita la storica bottega, non dimostrando ad oggi alcuna intenzione a rinnovare ulteriormente il suo contratto di locazione. E così il negozio più antico di Milano, dopo ben due secoli e mezzo di attività svolta a testa alta con successo e grande apprezzamento da parte della sua clientela italiana e straniera, memoria di un passato in cui le vie del centro si chiamavano ancora contrade, sarà costretto a chiudere i battenti per sempre, col tragico e triste epilogo che Milano perderebbe per sempre un'autentica icona della sua storia e della sua identità territoriale, un prezioso simbolo della sua tradizione commerciale, una di quelle tanto decantate eccellenze meneghine di cui Milano si è fatta pregio ed onore, durante i sei mesi di EXPO 2015, ma che oggi, a causa delle spietate leggi del mercato globale, sembra aver abbandonato al proprio destino senza saperle più valorizzare né tanto meno tutelare. E al di là del terribile danno economico e d'immagine che ne deriverebbe per la bicentenaria azienda, gravissimo sarebbe anche il danno per i suoi dipendenti e le loro famiglie. E tutto ciò per dare spazio alla realizzazione dell'ennesimo distretto commerciale di negozi di lusso o di brand blasonati in nome di una modernità che non sempre è sinonimo di qualità, né tanto meno depositaria di tradizione, e di cui Milano è oramai letteralmente invasa; ad appannaggio di un restyling cittadino che, al di là dell'abbellimento strutturale che porterebbe alla città, nel contempo comporterebbe anche l'inevitabile cancellazione di questo inestimabile pezzo di storia, che, paradossalmente, gli stranieri invece tanto apprezzano e molto ci invidiano. L'antico ed il moderno possono e devono convivere perché siano d'insegnamento l'uno per l'altro, ma sempre nel doveroso rispetto di quei valori storico-culturali che hanno contribuito a rendere grande la nostra città, perché se si cancellano la storia e le sue tradizioni nulla resta della memoria di un luogo.... nulla che, in sostanza, valga realmente la pena di essere tramandato alle generazioni future.A maggio le Assicurazioni Generali sono state insignite del premio Valore Cultura per il loro impegno a valorizzare e prendersi cura delle cose di valore promuovendo iniziative volte a preservare e diffondere il patrimonio culturale e ambientale allo scopo di trasmettere alle generazioni future tutti i valori di una positiva continuità con le proprie radici. Con la presente petizione ci appelliamo dunque alla proprietà e alle istituzioni al fine di adoperarsi affinché la Ditta Guenzati, che ha orgogliosamente contribuito a rendere grande Milano, posso continuare a svolgere il suo secolare ruolo identitario e di profonda tradizione per la città.  

Amici delle botteghe storiche di Milano
14,036 supporters
Petitioning Luigi Di Maio, Gianna Pentenero, Virginia Raggi, Alberto Sacco, Giuseppe "Beppe" Sala, Luigi De Magistris, Michele Migliano, Dario Nardella, Matteo Salvini, Giuseppe Conte, Samuele Astuti, Enrico R...

Fermate Italiaonline: licenzia 400 persone intascando maxi dividendi e soldi pubblici

Italiaonline è la società posseduta dal magnate egiziano Naguib Sawiris, nata nel giugno 2016 dalla fusione di Italiaonline e la storica Seat Pagine Gialle, che nel 2015 usciva dal concordato preventivo (ridimensionata ma con i conti a posto). Obiettivo dell’operazione: creare la più grande internet company italiana, leader nel settore della pubblicità digitale e dei servizi internet per le piccole e medie imprese. In realtà le ragioni occulte erano altre e si sono rivelate presto. Con la fusione Italiaonline è riuscita a: ·       entrare automaticamente in borsa (da sola non aveva i requisiti) perché SeatPG era già quotata ·       svuotare le casse di SeatPG con una serie di maxi dividendi agli azionisti (l’ultimo da 80 MILIONI DI EURO) e premi ai manager (7 MILIONI di bonus in azioni) ·       distruggere l’intera struttura SeatPG: a cominciare dalla rete di Agenti Commerciali che sono passati da 1300 a 700, per proseguire con le sedi dislocate sul territorio (da 104 a 63 DLS) per finire con le sedi storiche in particolare quella di Torino che minaccia di chiudere ·       buttare via tutto il patrimonio, il business e le persone ex SeatPG – dopo averne depauperato risorse e profitti – per puntare a un altro tipo di business che non pare essere la pubblicità ma la COMPRAVENDITA DI DATI ·       PRENDERE 27 MILIONI DI EURO DALLA CASSA INTEGRAZIONE (SOLDI DELLO STATO) e intascarli come utile invece di investirli nella riqualificazione (l’utile netto del 2017 ammonta infatti a 27 Mln) IL TUTTO SULLA PELLE DEI LAVORATORI. Oggi Italiaonline compie l’ultimo atto e con l’apertura ad aprile 2018 della procedura di licenziamento collettivo si prepara a: ·       LICENZIARE 400 PERSONE (248 su Torino e 152 nel resto di Italia) ·       TRASFERIRE 241 PERSONE da Torino ad Assago: trasferimenti che in realtà sono licenziamenti mascherati perché molte delle persone coinvolte (donne e madri) non potranno in ogni caso sostenere il trasferimento Tenuto conto che a livello nazionale i dipendenti di Italiaonline sono 826, di cui 242 attualmente in cigs a zero ore e 297 in cigs a rotazione, si può ben capire l’entità della strage occupazionale che l’azienda ha messo in atto con crudeltà e cinismo. FERMIAMO LA STRAGE DI LAVORATORI, IL DEPAUPERAMENTO DEL TERRITORIO PIEMONTESE E IL FURTO LEGALIZZATO DI SOLDI DELLO STATO. I lavoratori Italiaonline chiedono al Governo e alle istituzioni sostegno e responsabilità sociale, perché l’azienda RITIRI LA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO e trovi con i sindacati un accordo utile a salvare i lavoratori: CASSA INTEGRAZIONE, SOLIDARIETÀ, ACCOMPAGNAMENTO ALLA PENSIONE, RIQUALIFICAZIONE E UN FUTURO CERTO PER LA SEDE DI TORINO. Gli strumenti esistono e la macelleria sociale si può fermare.

RSU Italiaonline
12,426 supporters
Petitioning Giuseppe "Beppe" Sala

1 ora d'aria per la Scuola Moscati (basta disagi, ridateci almeno il cortile!)

I 650 alunni della Scuola Moscati Primaria e Secondaria di Milano vivono da anni una situazione di disagi quotidiani. Ridateci almeno il cortile, tutti hanno diritto ad avere almeno un'ora d'aria! La Scuola Moscati di Milano è in attesa da circa 3 anni di grandi lavori di ristrutturazione. La procedura di bando è in corso, ma nessuno è in grado di dire quando effettivamente i lavori di ristrutturazione partiranno. Nel mentre a disagi si sommano disagi e anche i più banali interventi vengono effettuati con gravi ritardi e solo dopo innumerevoli solleciti. Da luglio 2015 la scuola  è stata "ingabbiata" da cesate intorno ai muri esterni e lungo tutto il perimetro del cortile interno: peccato che nessuno si stia occupando della manutenzione delle cesate installate, con il risultato che gli oltre 650 alunni della scuola non possono più accedere al cortile per le normali attività ricreative libere. Da mesi e mesi bambini fra i 5 e gli 11 anni sono rinchiusi nella scuola (e spesso nelle aule, dato che nei corridoi rischiano di farsi anche seriamente male) per 8 ore al giorno, tutti i giorni. E se nessuno interviene? continueranno a non poter accedere al cortile ancora per mesi, forse anni? Capiamo che i tempi degli appalti pubblici siano lunghi, ma troviamo veramente incomprensibile che il Comune si rifiuti di effettuare un intervento banale (sarebbe sufficiente una giornata di lavoro) ma che tanto gioverebbe al benessere psicofisico e alla salute di una intera comunità scolastica. E perchè invece le aiule di corso Sempione -adiacente alla nostra scuola- vengono mantenute e curate?  Il dubbio che vengano considerate più importanti le corsette dei cani rispetto alle corse dei bambini sta venendo a molti... E non è l'unico disagio. Gli alunni Moscati convivono giornalmente con il disagio dovuto alla costante sofferenza in cui versa l’edificio Moscati. Grave sofferenza dovuta alla vetustità dell’edificio, alla lentezza degli interventi, al sottodimensionamento di organico di collaboratori scolastici. Alcuni interventi vengono effettuati ma quasi sempre non tempestivi e a seguito di numerose  segnalazioni e solleciti. Alcuni esempi (ma ve ne sarebbero anche molti di più): i bagni di un intero piano della secondaria sono stati inagibili per 4 mesi e nella primaria spesso a turno  ci sono dei servizi igienici inagibili per settimane (ci dicono che -in occasione dei seggi elettorali- sarebbero stati risistemati tutti i servizi guasti della primaria, ma comunque quelli della secondaria sono ancora parzialmente non utilizzabili); per mesi alla primaria abbiamo avuto vetri pericolanti o rotti (un vetro sostituito a febbraio in una quarta era tenuto con lo scotch da imballo da oltre un anno!); estintori pericolanti (la precaria stabilità di alcuni di essi era stata evidenziata da tempo, finchè a  febbraio un estintore  è caduto -per fortuna non ferendo nessuno- e recentemente sono stati tutti rifissati e controllati); abbiamo un organico di collaboratori scolastici volenteroso e disponibile, ma che appare decisamente sotto dimensionato in relazione al numero di alunni e alle dimensioni e alle condizioni dell’edificio; il ritiro degli alunni all’uscita è un incubo da quando 3 anni fa il posizionamento delle cesate  ha dimezzato la larghezza del marciapiede antistante la Scuola (il tutto ripetutamente segnalato, ma senza alcun risultato). E siamo in attesa di tanti altri interventi e non per meri abbellimenti degli spazi (dal fabbro per eliminare alcuni spuntoni pericolosi, all’elettricista per mettere in sicurezza alcune prese, solo per citarne alcuni). Inoltre gli spazi interni della Scuola Moscati sono spazi perlopiù potenzialmente pericolosi, inadatti a trascorrervi la ricreazione: termosifoni in ghisa senza protezioni (per fortuna finora hanno provocato solo lividi e ricreazioni trascorse seduti in aula); presenza di estintori (ri-fissati di recente ma sempre a rischio di collisioni involontarie); vetri separatori fra aule e corridoi in stato e manutenzione precarie (se inavvertitamente colpiti potrebbero facilmente rompersi e ferire i bambini); pavimentazione in alcuni punti a rischio di inciampo; chiodi (un paio di settimane fa, dopo che un’alunna di prima si era graffiata il viso strisciando inavvertitamente contro un chiodo posto nel corridoio, si è provveduto a togliere i chiodi presenti nel corridoio delle classi prime) … solo per citare i fattori di pericolosità più evidenti. Ed è solo grazie alla cura continua del personale della scuola e ad una fortunata serie di coincidenze che finora nessuno si è fatto seriamente male. Eppure noi famiglie Moscati, come del resto la maggior parte delle famiglie di alunni della scuola pubblica italiana, la nostra parte la facciamo, sopperendo per quanto possibile a quella che è una mancanza cronica di fondi e di risorse per la scuola pubblica. Contribuiamo con mediamente 200 euro all'anno ad alunno al funzionamento e alle attività curriculari della scuola (senza contare tutte le ore di volontariato e il tempo perso a fare richieste legittime ma che spesso non trovano risposte): dal fondo sociale per garantire anche agli alunni meno facoltosi l'accesso a gite e laboratori , al provvedere a carta igienica, sapone, LIM e computer, tappetini di ingresso dell'edificio, all'arredare e dipingere a nostre spese aule spesso altrimenti ridotte a dei campi di battaglia ... giusto per citarne alcune. Non sarebbe corretto, ma a questo punto provvederemmo pure a sistemare il cortile. Ma per motivi amministrativi e assicurativi ci viene detto che non possiamo toccare le cesate e le reti rotte del cortile della scuola dei nostri figli  (rotte al punto tale che il cortile è inagibile perchè cesate e reti non mantenute sono diventate pericolose). Per mesi abbiamo richiesto intervento che permettesse di riaprire il cortile. La Scuola ha richiesto l'intervento. Abbiamo atteso ed aspettato fiduciosi. Abbiamo scritto ai referenti del Comune di Milano e aperto reclami: nessuna risposta giunta.  Abbiamo atteso, ma la situazione è ormai non più sostenibile. Chiediamo dunque che l'intervento - banale - venga immediatamente effettuato. Perchè anche dei bambini  hanno diritto ad un'ora d'aria.

I Genitori della Scuola Moscati
2,486 supporters